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	<title>Giò Fuga Type &#124; blog</title>
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	<description>Typography - Tipografia - Tipográfia - Typographie - Typografie - Typografi - Τυπογραφία</description>
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		<title>Message in a bottle</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 17:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Type teacher - insegnamento - ensino]]></category>
		<category><![CDATA[archivio sacchi]]></category>
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		<description><![CDATA[Non perdetevi l’imminente workshop Novepunti della Officina Tipografica Novepunti presso l’Archivio Sacchi di Sesto San Giovanni (MI)! 12/13 maggio Message in a bottle Non c’è elettricità, devi trasmettere un messaggio che ritieni importante. Tu scegli il messaggio, noi ti offriamo la tecnica. Due appuntamenti da un giorno l’uno (o sabato, o domenica) 6 persone al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non perdetevi l’imminente workshop <strong>Novepunti</strong> della <em>Officina Tipografica Novepunti</em> presso l’Archivio Sacchi di Sesto San Giovanni (MI)!</p>
<p><strong>12/13 maggio<br />
Message in a bottle<br />
Non c’è elettricità, devi trasmettere un messaggio che ritieni importante.</p>
<p></strong></p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/lpworkers2.jpg" alt="" width="477" height="311" /><br />
Tu scegli il messaggio, noi ti offriamo la tecnica.<br />
Due appuntamenti da un giorno l’uno (o sabato, o domenica)<br />
6 persone al giorno | dalle 10 alle 18<br />
70 euro a persona + 10 euro di tessera associativa Nove Punti</p>
<p>Il workshop si terrà presso l’Archivio Sacchi, via Granelli 1, Sesto San Giovanni (MI)</p>
<p>Per più informazioni<br />
<a href="http://www.novepunti.org"  target="_blank">www.novepunti.org</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>“ZeroKilowatt” workshop in assenza di elettricità</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 14:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi nazionali]]></category>
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		<category><![CDATA[Alessandro Zanella]]></category>
		<category><![CDATA[carattere di piombo]]></category>
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		<category><![CDATA[workshop tipografico]]></category>
		<category><![CDATA[zerokilowatt]]></category>

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		<description><![CDATA[Comporre a mano, accostare un segno dopo l’altro, parola dopo parola, fino al verso, alla pagina, al libro, tutto ciò è una lettura in sospensione del tempo è lentezza smisurata. Imprimere poesia con un torchio a mano, in poche e privatissime copie è un’azione di bellezza che muove in direzione ostinata e contraria. Stampare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comporre a mano, accostare un segno dopo l’altro, parola dopo parola, fino al verso, alla pagina, al libro, tutto ciò è una lettura in sospensione del tempo è lentezza smisurata.<br />
Imprimere poesia con un torchio a mano, in poche e privatissime copie è un’azione di bellezza che muove in direzione ostinata e contraria.</p>
<p>Stampare un libro con la sola forza del corpo e della volontà, in assenza d’elettricità è un gesto poetico è caparbia resistenza.<br />
Tutto questo è tipografia, è <strong><span style="color: #ff0000;">Zero</span><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Kilowatt</span></strong>.<br />
ZeroKilowatt è il programma dei workshops tipografici che <em>Alessandro Zanella</em> offre a chiunque voglia avvicinarsi alla pratica della tipografia con carattere di piombo e della stampa eseguita con il torchio a mano.</p>
<h2></h2>
<h2><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;">TIPOGRAFIA <span style="color: #ff0000;">&amp;</span> COMPOSIZIONE<br />
15 — 16 — 17 giugno 2012</span></h2>
<p>Il workshop prevede l’esecuzione di un progetto editoriale di estensione compresa tra otto e dodici pagine di testo poetico tratto dalla produzione italiana attuale, composto a mano con i caratteri di cassa in piombo e tirato con i torchi tipografici ottocenteschi Stanhope e con il torchio Vandercook, in una edizione limitatissima di copie destinate ai partecipanti.<br />
Gi esemplari saranno stampati su carta a tino e cuciti con veste di libro in una copertina. I partecipanti avranno modo di svolgere in prima persona ogni operazione di esecuzione del progetto e a fine corso riceveranno il<br />
proprio esemplare ad personam.</p>
<p>Non sono richieste specifiche competenze di base.</p>
<p>Ogni conoscenza sarà acquisita sul campo.</p>
<p>Limitato al massimo a sette partecipanti.</p>
<p>Costo: Euro 400,00 (ogni materiale incluso).</p>
<p>Data ultima di iscrizione: 1 giugno 2012.</p>
<p>Per informazioni e adesioni:<br />
<em>AMPERSAND Alessandro Zanella</em> — località Santa Lucia ai Monti, 21<br />
Valeggio sul Mincio — Verona — Italia — telefono 045 633 70 55 — 346 476 95 32</p>
<p><a href="mailto:alessandrozanella@teletu.it">alessandrozanella@teletu.it</a></p>
<p><a href="http://www.alessandrozanella.it/wordpress/workshop/"  target="_blank">http://www.alessandrozanella.it/wordpress/workshop/</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Letterpress e stampa alternativa a Firenze</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 08:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type teacher - insegnamento - ensino]]></category>
		<category><![CDATA[corsi tipografici]]></category>
		<category><![CDATA[florence italy]]></category>
		<category><![CDATA[kennedy jr]]></category>
		<category><![CDATA[letterpress]]></category>
		<category><![CDATA[Melania Lanzini]]></category>
		<category><![CDATA[paul kennedy]]></category>
		<category><![CDATA[santa croce]]></category>
		<category><![CDATA[school of fine arts]]></category>
		<category><![CDATA[stampa alternativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Presso la Firenze Arti Visive &#124; School of Fine Arts, istituzione è specializzata nell’insegnamento di tecniche dell’Incisione, Litografia, calcografia e processi alternativi e non toxic, Letterpress e libri d’artista a studenti provenienti da ogni parte del mondo, la prossima estate saranno organizzati dei corsi specialistici, uno di questi della durata di una settimana è: LETTERPRESS [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Presso la <strong>Firenze Arti Visive | School of Fine Arts</strong>, istituzione è specializzata nell’insegnamento di tecniche dell’Incisione, Litografia, calcografia e processi alternativi e non toxic, Letterpress e libri d’artista a studenti provenienti da ogni parte del mondo, la prossima estate saranno organizzati dei corsi specialistici, uno di questi della durata di una settimana è:</p>
<h3><span style="color: #003366;"><br />
LETTERPRESS e STAMPA ALTERNATIVA<br />
Firenze 8–15 Luglio 2012<br />
36 Ore</span></h3>
<p>Il corso propone un itinerario di conoscenza e formazione  dedicato alla sperimentazione contemporanea dalla stampa a caratteri  mobili con l’obiettivo di sollecitare la creatività dei partecipanti  dando loro gli strumenti necessari per una conoscenza allargata,  dall’utilizzo di antichi caratteri mobili di legno ed inchiostri  calcografici alle più avanzate e sperimentali tecniche di photoprint.<br />
<img class="alignnone" src="../immagini/corsill.jpg" alt="" width="150" height="150" /><img class="alignnone" src="../immagini/corsim.jpg" alt="" width="150" height="150" /><br />
Letterpress oggi significa innovazione, sperimentazione e  contemporaneità.         Un’ esperienza immancabile nella formazione di artisti,  studenti, designer e di tutti coloro che desiderano ampliare i propri  orizzonti di ricerca artistica spingendosi in direzioni creative  inesplorate.</p>
<p>Fanno parte integrante della didattica  materiali rari e da collezione custoditi negli ambienti unici di FIRENZE  ARTI VISIVE School of Fine Arts.<br />
<img class="alignnone" src="../immagini/corsir.jpg" alt="" width="150" height="150" /><img class="alignnone" title="letterpress" src="../immagini/corsirr.jpg" alt="" width="150" height="150" /><br />
Il corso offre la possibilità di studiare sotto la guida di  <em>Melania Lanzini</em>, artista italiana che da anni lavora nel campo della  grafica d’arte e dei multimedia in Italia e negli Stati Uniti. Il corso include inoltre un seminario esclusivo con l’artista  statunitense Amos P. Kennedy Jr, famoso per la sua ricerca artistica nel  campo del Letterpress contemporaneo in America. Visualizza il sito di <a href="http://www.kennedyprints.com/"  target="_blank">Amos Paul Kennedy Jr.</a></p>
<p>Il numero dei partecipanti è limitato!<br />
L’occasione è unica!<br />
Affrettatevi ad iscrivervi! <a href="http://www.firenze-artivisive.org/corsi.html"  target="_blank">http://www.firenze-artivisive.org/corsi.html</a></p>
<p>Firenze Arti Visive School of Fine Arts<br />
Borgo Santa Croce 8<br />
50122 Florence<br />
Italy<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Sofferta speciale!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 19:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[esposizioni]]></category>
		<category><![CDATA[letterpress]]></category>
		<category><![CDATA[manifesti]]></category>
		<category><![CDATA[Officina tipografica novepunti]]></category>
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		<description><![CDATA[Anno di crisi e cambiamenti, questo. Per cercare di affrontarli, l’Officina Tipografica Nove Punti propone una riflessione sul consumo, in un posto di consumo. Una sorta di matrioska, in cui l’interno entra in conflitto con l’esterno che lo ospita nel tentativo di creare un corto circuito agli occhi dei visitatori. L’interno è la mostra, composta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/sofferta.jpg" alt="" width="530" height="530" /></p>
<p>Anno di crisi e cambiamenti, questo. Per cercare di affrontarli, l’<strong>Officina Tipografica Nove Punti</strong> propone una riflessione sul consumo, in un posto di consumo.</p>
<p>Una sorta di matrioska, in cui l’interno entra in conflitto con l’esterno che lo ospita nel tentativo di creare un corto circuito agli occhi dei visitatori. L’interno è la mostra, composta da dieci poster realizzati per l’occasione.</p>
<p>Il linguaggio è quello dell’advertising ma con significati molto diversi. L’esterno è il luogo stesso della mostra, inteso come posto di vendita e acquisto. Ma potrebbe essere ovunque. Dieci poster a tiratura limitata per dieci messaggi a diffusione rizomatica.</p>
<p><strong>Dal 2 al 22 Aprile</strong></p>
<p>Inaugurazione <strong>lunedì 2 aprile, h.18,30</strong></p>
<p>presso <strong>Fnac Milano, via Torino, angolo via della Palla, 2</strong></p>
<p>Vi aspettiamo numerosi!!!<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Associazione Calligrafica Italiana &#124; Corsi 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 13:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calligraphy - calligrafia]]></category>

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		<description><![CDATA[ACI, Associazione Calligrafica Italiana, ha pubblicato il calendario dei corsi 2012. Il programma comprende corsi e workshop per le città di Milano, Bologna, Vicenza, Ponte Tresa (Ch), Bergamo e Abano Terme (Pd). Qui il programma completo: www.calligrafia.org Per maggiori informazioni: ACI -  Associazione Calligrafica Italiana Via Giannone 2 – 20154 Milano tel / fax 02 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="../immagini/calligrafia.jpg" alt="calligrafia" width="255" height="255" /></p>
<p><strong>ACI, Associazione Calligrafica Italiana</strong>, ha pubblicato il calendario dei corsi 2012.<br />
Il programma comprende corsi e workshop per le città di Milano, Bologna, Vicenza, Ponte Tresa (Ch), Bergamo e Abano Terme (Pd).</p>
<p>Qui il programma completo:<br />
<a href="http://www.calligrafia.org" title="Aci"  target="_blank">www.calligrafia.org</a></p>
<p>Per maggiori informazioni:<br />
ACI -  Associazione Calligrafica Italiana<br />
Via Giannone 2 – 20154 Milano<br />
tel / fax 02 3490927<br />
martedì e giovedì dalle 9.30 alle 12.30<br />
<a href="mailto:info@calligrafia.org" target="_blank">info@calligrafia.org</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Mostra per i 20 anni dell’Associazione Calligrafica Italiana</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 07:37:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calligraphy - calligrafia]]></category>
		<category><![CDATA[Type events]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Ronchi]]></category>
		<category><![CDATA[bella scrittura]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesca Biasetton]]></category>
		<category><![CDATA[Ivana Tubaro]]></category>
		<category><![CDATA[James Clough]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Campedelli]]></category>

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		<description><![CDATA[S’inaugura  venerdì 11 novembre la mostra organizzata in occasione del suo ventesimo anno di attività dall’Associazione Calligrafica Italiana. L’esposizione avrà luogo presso la Galleria AIAP, a Milano, fino al 3 dicembre 2011. La mostra vuole offrire una panoramica sulle diverse forme dell’arte calligrafica attraverso le opere dei soci: dalla calligrafia formale alla calligrafia espressiva, dal testo leggibile al segno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 20px; margin-bottom: 10px;" src="../immagini/aci20.jpg" alt="" width="223" height="223" />S’inaugura  <strong>venerdì 11 novembre</strong> la mostra organizzata in occasione del suo ventesimo anno di attività dall’<strong><a href="http://www.calligrafia.org/wp/"  target="_blank">Associazione Calligrafica Italiana</a></strong>. L’esposizione avrà luogo presso la Galleria AIAP, a Milano, <strong>fino al 3 dicembre 2011</strong>.</p>
<p>La mostra vuole offrire una panoramica sulle diverse forme dell’arte  calligrafica attraverso le opere dei soci: dalla calligrafia formale  alla calligrafia espressiva, dal testo leggibile al segno astratto,  utilizzando un’ampia gamma di tecniche. L’allestimento è opera  dell’architetto <em>Tommaso Landini</em>.</p>
<p>L’ACI è stata fondata nel 1991 con lo scopo di promuovere e  diffondere l’arte calligrafica; con un calendario che propone ogni anno  un’ampia gamma di corsi a diversi livelli, dai principianti agli  avanzati, rinnovando continuamente le proposte con nuovi temi e con  nuovi docenti, includendo materie come la rilegatura e la stampa a mano,  ACI è diventata punto di riferimento per calligrafi professionisti,  grafici e semplici appassionati della “bella scrittura”. Fiore  all’occhiello di ACI il corso teorico pratico “La calligrafia torna a  scuola”, volto a mantenere nella scuola la cultura della scrittura  manuale.</p>
<p><strong>Dettagli dell’evento:</strong><br />
Inaugurazione:<strong><br />
</strong>venerdì 11 novembre 2011<br />
ore 18.00<br />
<strong>Galleria AIAP</strong><br />
via A. Ponchielli 3, 20129 Milano</p>
<p>La mostra rimarrà aperta dall’11 novembre al 3 dicembre 2011<br />
Orario: dal lunedì al giovedì ore 10–18, il venerdì ore 10–13</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/acilogo.jpg" alt="" width="236" height="73" /><br />
<a href="http://www.calligrafia.org/wp/" >www.calligrafia.org</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Professione Typographer</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 23:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type events]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Braccaloni]]></category>
		<category><![CDATA[cfp Bauer]]></category>
		<category><![CDATA[James Clough]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Marta Bernstein]]></category>
		<category><![CDATA[type design]]></category>

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		<description><![CDATA[Una serata tipografica presso il cfp Bauer – Afol di Milano per incontrare Luca, Marta e Andrea che racconteranno le loro carriere. Luca Barcellona grafico e calligrafo free lance, coniuga la manualità della calligrafia con i linguaggi e gli strumenti dell’era digitale. Marta Bernstein tra i fondatori di LS graphic design. Laurea al Politecnico di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una serata tipografica presso il <strong>cfp Bauer – Afol</strong> di Milano per incontrare Luca, Marta e Andrea che racconteranno le loro carriere.<br />
<em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong>Luca Barcellona</strong></em> grafico e calligrafo free lance, coniuga la manualità<br />
della calligrafia con i linguaggi e gli strumenti dell’era digitale.<br />
<em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong>Marta Bernstein</strong></em> tra i fondatori di <em>LS graphic design</em>. Laurea al Politecnico<br />
di Milano con una tesi sui caratteri tipografici italiani dell’800,<br />
Type &amp; Media Master presso la Royal Academy of Art dell’Aja.<br />
<em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong>Andrea Braccaloni</strong></em> tra i fondatori di <em>Leftloft</em>, si occupa di grafica,<br />
information design, design editoriale e disegno di caratteri tipografici.<br />
tre ex allievi del corso di Design tipografico</p>
<p><strong>martedì 15 novembre 2011, ore 19</strong><br />
presso l’aula magna del cfp Bauer – Afol<br />
via Soderini 24, Milano<br />
L’ingresso temporaneo del cfp Bauer<br />
è in via Bartolomeo D’Alviano (angolo via Soderini,<br />
accanto alla fermata dell’autobus 95, cancello giallo)<br />
cfp Bauer 02 774 053 00/01 – <a href="http://www.cfpbauer.it"  target="_blank">www.cfpbauer.it</a></p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/bauer.jpg" alt="" width="599" height="314" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type Design.  Esperienze progettuali tra teoria e prassi</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 15:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type teacher - insegnamento - ensino]]></category>
		<category><![CDATA[Typographic books - Libri tipografici]]></category>
		<category><![CDATA[caratteri tipografici]]></category>
		<category><![CDATA[font]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Ermanno Guida]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo iliprandi]]></category>
		<category><![CDATA[Giangiorgio Fuga]]></category>
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		<category><![CDATA[Luciano Perondi]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Patanè]]></category>
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		<category><![CDATA[Piero De Macchi]]></category>
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		<description><![CDATA[﻿ Francesco Ermanno Guida, Giancarlo Iliprandi (a c. di) Type Design Esperienze progettuali tra teoria e prassi Contributi di Giovanni Baule, James Clough, Piero De Macchi, Giangiorgio Fuga, Michele Patanè, Luciano Perondi Il volume presenta una serie di riflessioni sulla formazione del type designer, la tradizione e le prospettive della disciplina, accompagnate da sperimentazioni progettuali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/typebook.jpg" alt="" width="600" height="338" />﻿</p>
<p><em>Francesco Ermanno Guida, Giancarlo Iliprandi</em> (a c. di)</p>
<h1>Type Design</h1>
<p><em> Esperienze progettuali tra teoria e prassi<br />
</em> Contributi di Giovanni Baule, James Clough, Piero De Macchi, Giangiorgio Fuga, Michele Patanè, Luciano Perondi</p>
<hr />
<p>Il volume presenta una serie di riflessioni sulla formazione  del type designer, la tradizione e le prospettive della disciplina,  accompagnate da sperimentazioni progettuali che permettono di  comprenderne l’ampiezza, le sue specificità e alcune possibilità  applicative.</p>
<p>Type Design, ovvero progetto del carattere  tipografico. Da quando il personal computer è entrato nelle nostre case,  il carattere tipografico — il font, come è uso chiamarlo oggi — non  appare più semplicemente come l’elemento primo per comporre la scrittura  riprodotta sulla carta. È divenuto, di pari passo con l’accelerazione  del flusso comunicativo, pervasivo e onnipresente. Ne possiamo  collezionare migliaia, milioni, per personalizzare i documenti che  ciascuno produce quotidianamente. Il font, smaterializzandosi, è  divenuto molto concreto. Ogni utente può scegliere quale utilizzare.  Tutti possono disegnarsene uno proprio. Ma il disegno del carattere  tipografico ha le sue regole. Molteplici sono oggi gli scenari di  sperimentazione e uso, impensabili fino a qualche anno fa. Tutto ciò  richiede cultura progettuale, capacità critiche e di governo del  progetto, senza le quali l’uso e il progetto del carattere si riduce a  un esercizio di stile privo d’altro scopo.<br />
Type Design è una  definizione ampia per delineare un’area disciplinare con una tradizione  centenaria (e per molti versi millenaria) e che negli ultimi vent’anni  si è profondamente rinnovata. Una disciplina che non si risolve nel  disegno di segni scrittori e di quel sistema segnico che chiamiamo  alfabeto, che è sempre più progetto di un processo. Un processo che va  dai primi schizzi all’ingegnerizzazione (e in alcuni casi alla  produzione e alla distribuzione finalizzata alla vendita), che richiede  di essere governato da figure professionali e culturali, con competenze e  abilità transdisciplinari: politecniche.</p>
<p>Disponibile presso la Libreria Aiap e nelle migliori librerie al prezzo di € 21,00<br />
</p>
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		<title>Type Design — Rewind — 5 anni di didattica progettuale</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 11:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passano gli anni e il corso di alta formazione in Type Design gestito dal Consorzio Poli.design di Milano su iniziativa del prof. Giancarlo Iliprandi, con il patrocinio di AIAP, Adi, Ali.design, Tipoteca Italiana Fondazione e Dipartimento Indaco della Facoltà del Design del Politecnico di Milano ha raggiunto la quinta edizione. In occasione della Settimana della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passano gli anni e il corso di alta formazione in Type Design gestito dal Consorzio Poli.design di Milano su iniziativa del prof. Giancarlo Iliprandi, con il patrocinio di AIAP, Adi, Ali.design, Tipoteca Italiana Fondazione e Dipartimento Indaco della Facoltà del Design del Politecnico di Milano ha raggiunto la quinta edizione.</p>
<p>In occasione della <em>Settimana della Comunicazione</em> (3 — 7 ottobre) che vede molti luoghi di Milano coinvolti con workshop, conferenze, seminari esperenziali, mostre ed eventi ci sarà anche una mostra <em>“Type Design                                                                                                                   Mostra dei manifesti di corso risultato di 4 anni di alta formazione”</em> curata da Francesco E. Guida e Giancarlo Iliprandi. Tale mostra verrà inaugurata il 4 ottobre alle ore 18 presse l’edificio N del Politecnico di Milano Bovisa.</p>
<p>Venerdì 7 ottobre 2011 alle  ore 16,00 presso il Consorzio Poli.design in via Durando 38/a V piano – aula 5.4.<br />
ci sarà l’esposizione degli elaborati progettuali della sesta edizione del corso con una Lecture di chiusura del corso a cura di Silvia Sfligiotti. Ci sarà, inoltre, la presentazione del volume a cura di Francesco E. Guida e Giancarlo Iliprandi<br />
<em>“Type Design. Esperienze progettuali tra teoria e prassi”</em> (Franco Angeli, 2011) con interventi degli autori.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/invitotype2011.jpg" alt="" width="595" height="595" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Nova Ex Antiquis: Raffaello Bertieri e “Il Risorgimento Graﬁco”</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 16:03:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Biblioteca Nazionale Braidense, in collaborazione con l’Associazione Culturale Studi Grafici, celebra il 70° anno dalla scomparsa di Raffaello Bertieri, editore e tipografo di grandissimo gusto e sensibilità, con l’esposizione di alcune delle pagine più espressive della rivista “Il Risorgimento Grafico” (1902–1941), di cui fu direttore e proprietario, insieme a libri, stampati, caratteri tipografici originali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 15px; margin-bottom: 15px;" src="../immagini/bertieri1.jpg" alt="" width="288" height="353" /></p>
<p>La <em>Biblioteca Nazionale Braidense</em>, in collaborazione con l’<em>Associazione Culturale Studi Grafici</em>, celebra il 70° anno dalla scomparsa di <em>Raffaello Bertieri</em>, editore e tipografo di grandissimo gusto e sensibilità, con l’esposizione di alcune delle pagine più espressive della rivista “Il Risorgimento Grafico” (1902–1941), di cui fu direttore e proprietario, insieme a libri, stampati, caratteri tipografici originali e preziosi materiali inediti.<br />
La mostra sarà inaugurata il 3 ottobre ore 16 con interventi di: A.De Pasquale, M.Dradi, M.Chiabrando, G.Grizzanti, E.Tallone, P.Pallottino, R.Bertieri, F.Gemelli.</p>
<p>Nella Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, dove si conserva la collezione della rivista <em>«Il Risorgimento Grafico»</em>, il direttore Andrea De Pasquale e l’amico editore.tipografo Enrico Tallone pensarono fosse necessario tributare a Raffaello Bertieri una mostra ampia e rappresentativa, indirizzata a tracciare la sua importanza per la storia del libro e della grafica italiana, e che lo ripresentasse non solo agli addetti ai lavori del mondo del libro ma anche a tutti i cittadini milanesi.</p>
<p>Molti sono i rapporti che intercorrono tra la Biblioteca e Bertieri: dalla partecipazione di Giuseppe Fumagalli (direttore dal 1896 al 1910) alla realizzazione del suo volume <em>“L’arte di Giambattista Bodoni”</em> (1913), fino alla rievocazione che fece del Bertieri la direttrice Emma Coen Pirani (direttore dal 1955 al 1971) in occasione delle Onoranze alla sua figura nel quinto centenario dell’introduzione della stampa in Italia, celebrate a Milano dal Centro Studi Grafici in collaborazione con l’Unione Industriali Grafici della Provincia di Milano.</p>
<p>Raffaello Bertieri (1875–1941), fiorentino di nascita, fu allievo del tipografo Salvatore Landi.<br />
Nel 1901 si trasferì a Milano, presso la Società Macchine Grafiche.<br />
L’anno successivo, fonda <em>«Il Risorgimento Grafico»</em>, rivista tecnica di somma importanza in campo tipografico italiano.<br />
Nel 1907, insieme a Piero Vanzetti, fonda un’affermata officina grafica a Milano che è stata, assieme alla sua rivista, la palestra prediletta di applicazioni delle sue ricerche. Dal 1927 diventata Istituto grafico Bertieri.<br />
Nel 1919 è chiamato a dirigere la Scuola del Libro nella Società Umanitaria di Milano; nello stesso periodo, la Nebiolo di Torino gli affida la direzione della sua storica pubblicazione <em>«Archivio Tipografico»</em>.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px; margin-top: 10px;" src="../immagini/bertieri2.jpg" alt="" width="355" height="355" /><strong>Sala Maria Teresa </strong><br />
Biblioteca Nazionale Braidense – Via Brera 28, Milano<br />
La mostra sarà aperta dal lunedì al sabato, dalle 9.30 alle 13.00, con ingresso libero, chiusa domenica e festivi.<br />
Sono previste visite guidate su prenotazione.</p>
<p>Contatti stampa e prenotazione visite guidate:<br />
b-brai.eventi@beniculturali.it<br />
Gabriella Fonti, Tiziana Porro — 0286460907545 / 536<br />
</p>
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		<title>Un workshop tipografico con Oded Ezer a Cagliari</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 21:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante l’Aiap Design Per 2011, la Settimana Internazionale della Grafica, giunta alla sua terza edizione che, dopo essere approdata a Bologna nel 2010, e a Napoli nel 2009, quest’anno giunge a Cagliari, dove si svolgerà dal 27 settembre all’1 ottobre 2011 ci sarà l’occasione di partecipare ad un workshop tipografico con il type designer israeliano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante l’<strong>Aiap Design Per 2011</strong>, la <strong>Settimana Internazionale della Grafica</strong>, giunta alla sua terza edizione che, dopo essere approdata a <a href="http://www.aiap.it/designper"  target="_self">Bologna</a> nel 2010, e a <a href="http://www.aiap.it/designper2009"  target="_self">Napoli</a> nel 2009, quest’anno giunge a Cagliari, dove si svolgerà <strong>dal 27 settembre all’1 ottobre 2011</strong> ci sarà l’occasione di partecipare ad un workshop tipografico con il type designer israeliano <strong><em>Oded Ezer</em></strong>.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/ezer2.jpg" alt="" width="595" height="154" /></p>
<p><strong><br />
</strong><img class="alignleft" style="margin-right: 30px;" src="../immagini/odedezer.jpg" alt="" width="300" height="450" /><strong>Oded Ezer </strong>(Tel Aviv 1972) è un graphic e type  designer, docente, pioniere nel campo della tipografia ebraica in 3D e sperimentatore tipografico che ha introdotto il termine <em>Biotypography</em>.</p>
<p>Nel 2000 Ezer fonda a Givatayim in Israele, il suo studio, <em>Oded Ezer  Typography</em>, nel quale si occupa di brand identity, typographic design e progetto di caratteri tipografici ebraici e latini.</p>
<p>I suoi progetti,  come manifesti e lavori grafici di vario tipo sono esposti e pubblicati  in ogni parte del mondo, e sono parte delle collezioni permanenti di  importanti musei come il Museum of Modern Art (MoMA) di New York, l’Israel Museum of Art di Gerusalemme, e il Museum für Gestaltung Zürich  (Svizzera).</p>
<p>La sua prima monografia Oded Ezer: The Typographer’s Guide  to the Galaxy, edita da Die Gestalten Verlag è stata pubblicata nel  2009.<br />
Egli crea della brillante tipografia con suoi caratteri ebraici e latini che rendono difficile per voi dire se si sta ancora lavorando tipograficamente o si è già nel regno dell’arte.</p>
<p>«Oded Ezer ama varcare di continuo le soglie dell’apparente universo piano della tipografia, dove scopre guardando attraverso la sua lente d’ingrandimento, che quanto sembrava modestamente ridotto a essere contenuto tutto su una superficie, in effetti non lo è, e a guardar bene quello delle lettere dell’alfabeto, può essere un universo tridimensionale, in cui queste indisciplinate si animano, abbandonando la statica posizione assegnata, rialzandosi dal foglio, muovendosi nello spazio, arrampicandosi sui muri. e ancora nascendo da materiali che nulla hanno in comune con i corvini e colloidali inchiostri o con gli impalpabili pixel che occupano i nostri monitor, materie come la verde plastilina, la nera gomma, il rosso smalto, il trasparente silicone, la bianca carta, la gialla creta, l’argenteo metallo, la bruna e porosa spugna. Così le sue lettere che finiscono per la loro caratterizzazione ad assomigliare a molto altro ma in fondo solo a se stesse, sono in verità dei piccoli corpi i quali possiedono una consistenza materica, dotata di peso e di inerzia, e pertanto una forma, un odore, un colore, una texture, elementi questi che ci consentono di introdurle a ragione nel nostro mondo materiale, in cui non solo osservandole possiamo entrare in contatto con loro ed esperirle.»</p>
<h6>(Cinzia Ferrara, Inexhaustible creator of letters and alphabets. In: Oded Ezer. The Typographer‘s Guide to the Galaxy, Gestalten, Berlino, 2009, ISBN: 978–3-89955–242-3, pp. 92–97. )</h6>
<p>È membro AGI dal 2009.<strong><a href="http://www.odedezer.com/" target="_self"><br />
www.odedezer.com</a></strong><strong><br />
</strong></p>
<p>Oded Ezer. Aiap Design Per. Tipografia</p>
<p><strong>Workshop con Oded Ezer. Tipografia / Oded Ezer Typography</strong><br />
[Israele]<br />
a cura di Francesco Sogos<br />
da mercoledì 28 a venerdì 30 settembre 2011</p>
<p><a href="http://www.aiap.it/documenti/12826" >»&gt; iscriviti ora «&lt;</a></p>
<p>Condizioni<br />
– il workshop è in inglese con traduzione in italiano<br />
– sarà presente un tutor a disposizione degli iscritti,<br />
– 25 è il numero max di partecipanti.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/ezer3.jpg" alt="" width="595" height="535" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Stampare con Adana &#124; workshop tipograﬁco 10 — 11 — 12 giugno 2011 nella verde provincia veronese</title>
		<link>http://blog.giofugatype.com/?p=2886</link>
		<comments>http://blog.giofugatype.com/?p=2886#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 May 2011 07:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type events]]></category>
		<category><![CDATA[Type teacher - insegnamento - ensino]]></category>
		<category><![CDATA[Adana]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Zanella]]></category>
		<category><![CDATA[Ampersand]]></category>
		<category><![CDATA[stampare]]></category>
		<category><![CDATA[workshop tipografico]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché non farlo sul tavolo di cucina? Se non troviamo altro locale nella nostra piccola casa possiamo portare la macchina da stampa in cucina e stampare, tra il lavello e il micronde: un invito a cena, un biglietto di auguri, pochi versi o una raccolta di ricette per i nostri amici. Il workshop è offerto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/adana.jpg" alt="" width="400" height="301" /></p>
<p>Perché non farlo sul tavolo di cucina? Se non troviamo altro locale nella nostra piccola casa possiamo portare la macchina da stampa in cucina e stampare, tra il lavello e il micronde: un invito a cena, un biglietto di auguri, pochi versi o una raccolta di ricette per i nostri amici.<br />
Il workshop è offerto da <em>Alessandro Zanella</em> presso la tipografia privata <strong>Ampersand</strong>, in località <em>Santa<br />
Lucia ai Monti</em>, a <em>Valeggio sul Mincio</em>, nella provincia veronese.<br />
Ogni partecipante avrà occasione di stampare un progetto composto collettivamente con il carattere a mano in piombo e messo in stampa in una macchina manuale ADANA di piccolo formato.<br />
Un piccolo progetto personale di limitata estensione potrà essere poi realizzato da ciascun partecipante a partire dall’esperienza acquisita. Due identiche “Adana” saranno al lavoro e le tirature saranno limitate al ristretto numero dei partecipanti.<br />
Non sono richieste specifiche conoscenze di base.<br />
Il workshop si articola nell’arco di tre giornate, per un totale di almeno 24 ore, con inizio alle ore 9.00 di venerdì 10 giugno 2011 e conclusione alle ore 16.00 di domenica 12 maggio 2011.<br />
Il corso è limitato al numero massimo di sette partecipanti.<br />
Il costo è di Euro 450,00. (Ogni materiale incluso).<br />
Data ultima di iscrizione: <em>1 giugno 2011</em>.</p>
<p>Per informazioni e adesioni:<br />
STAMPARE CON ADANA<br />
10 — 11 — 12 giugno 2011<br />
WORKSHOP</p>
<p>AMPERSAND Alessandro Zanella — località Santa Lucia ai Monti, 21 — Valeggio sul Mincio — Verona — Italia<br />
telefono 045 630 36 98 — telefono &amp; fax 045 633 70 55 — mobile 346 476 95 32 — <a href="mailto: alessandrozanella @teletu.it">alessandrozanella @teletu.it</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Think Brand Town &#124; Festarchlab a Terni</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 06:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type events]]></category>
		<category><![CDATA[Type teacher - insegnamento - ensino]]></category>
		<category><![CDATA[Abitare]]></category>
		<category><![CDATA[aiap]]></category>
		<category><![CDATA[Festarch]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Maria Giuli]]></category>
		<category><![CDATA[Giangiorgio Fuga]]></category>
		<category><![CDATA[segnaletica]]></category>
		<category><![CDATA[Terni]]></category>

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		<description><![CDATA[All’interno del Festarch 2011 arrivato alla sua 3ª edizione di un sistema di iniziative internazionali organizzato dalla rivista Abitare e sostenuto dal Gruppo RCS che coinvolge la regione dell’Umbria, tra i vari workshop del Festarchlab di Terni quest’anno ci sarà anche: AIAP / Non più labirinto. Segni, simboli, caratteri per la rappresentazione del territorio GIANGIORGIO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All’interno del <strong>Festarch 2011</strong> arrivato alla sua 3ª edizione di un sistema di iniziative internazionali organizzato dalla  rivista <em>Abitare</em> e sostenuto dal <em>Gruppo RCS</em> che coinvolge la regione dell’Umbria, tra i vari workshop del <em>Festarchlab</em> di Terni quest’anno ci sarà anche:</p>
<h3><span style="color: #003366;"><strong>AIAP / Non più labirinto.</strong><br />
<strong> Segni, simboli, caratteri per la rappresentazione del territorio</strong></span></h3>
<p>GIANGIORGIO FUGA / POLITECNICO DI MILANO (ITA)<br />
FRANCESCO MARIA GIULI / MOLLY&amp;PARTNERS / TERNI (ITA)<br />
N° MAX PARTECIPANTI: 15</p>
<h4>26 — 27 — 28 maggio 2011</h4>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/terni1.jpg" alt="" width="610" height="456" /></p>
<p>Questo workshop porta a concepire un lavoro di informazione e pianificazione attraverso la leggibilità per arrivare a sviluppare la tematica di un approccio ad un sistema d’identità fatto di elementi di design della comunicazione quali<br />
segni, simboli e caratteri prendendo come esempio il contesto urbano del quartiere della “Città Giardino” di Terni.</p>
<p><em>/ Scelta di un carattere tipografico</em> ad alta leggibilità adatto per la distribuzione delle informazioni all’interno della sfera pubblica, studio sulle spaziature e dimensioni. Ipotizzabile la progettazione di una nuova font<br />
come elemento individuale di “Città Giardino”.<br />
<em>/ Studio di un sistema di icone e simboli</em> ad alta comprensione per il pubblico di ogni fascia d’età e di ogni provenienza internazionale.<br />
<em>/ Studio di una tavolozza cromatica</em> per aggiungere la coerenza e migliorare la leggibilità delle scritte e dei segni comunicativi rispettando, dove necessario, i colori convenzionali (esempio: il blu per i parcheggi).</p>
<p>Fondamentale sarà poi lo studio del sistema di mappatura con la dislocazione della segnaletica, con la ricerca dei punti di riferimento principali.<br />
In fase operativa lo studio del sistema dei supporti con misure e proporzioni in base al cono visivo di leggibilità completerà l’iter progettuale.</p>
<p><a href="http://www.giovaniarchitettiterni.it/pdf/APPLICATIONFORM.pdf"><br />
</a></p>
<p><strong>WORKSHOP</strong></p>
<p><em>/ venerdì 27 maggio (mattino e pomeriggio)</em><br />
mattinata &gt;<br />
&gt; presentazione del brief e indicazioni operative con visione di case history similari;<br />
seconda parte della mattinata e primo pomeriggio &gt;<br />
&gt; raccolta di documentazione fotografica, logistica dei servizi pubblici e privati del quartiere (mappatura dei negozi, uffici postali, luoghi di culto, scuole, aree verde attrezzate, ecc.), stato di fatto dell’esistente (fermate mezzi trasporto e segnaletica varia);<br />
nella seconda parte del pomeriggio analisi del materiale raccolto e primi studi progettuali.</p>
<p><em>/ sabato 28 maggio (mattino e pomeriggio)</em><br />
mattinata e parte del pomeriggio &gt;<br />
&gt; fase progettuale divisa in due aree:<br />
• segnaletica scritta e segnaletica iconografica;<br />
• in chiusura di giornata prove sul campo della fattibilità dei prototipi.</p>
<p><em>/ domenica 29 maggio (mattino)</em><br />
&gt; completamento della fase progettuale con lo studio dei supporti.</p>
<p>Per le iscrizione potete <a href="http://www.giovaniarchitettiterni.it/pdf/APPLICATIONFORM.pdf"  target="_blank">scaricare il modulo d’iscrizione</a>.</p>
<p>Per altre informazioni <a href="http://www.abitare.it/festarch/2011/05/04/think-brand-town/"  target="_blank">http://www.abitare.it/festarch/2011/05/04/think-brand-town/</a></p>
<p>Gli esiti saranno postati nella Gallery di</p>
<div><a href="http://www.thinkbrandtown.it/" rel="nofollow"  target="_blank">http://www.thinkbrandtown.it</a></div>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Partono le iscrizioni per la 6ª edizione del Corso di Type Design presso il Poli.design a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 09:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Type teacher - insegnamento - ensino]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bracaloni]]></category>
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		<category><![CDATA[Giangiorgio Fuga]]></category>
		<category><![CDATA[James Clough]]></category>
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		<category><![CDATA[Michele Patanè]]></category>
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		<category><![CDATA[Polidesign]]></category>

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		<description><![CDATA[i]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il successo delle prime cinque edizioni, sia in termini di iscritti che di risultati, <em>POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano</em>, organizza la sesta edizione del corso di alta formazione in <em>Type Design</em> che prenderà il via Il 12 settembre 2011.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/pd2011a.jpg" alt="" width="600" height="234" /></p>
<p>Si tratta di una conferma nell’offerta formativa di alto profilo per  studenti, laureati e professionisti, nello specifico ambito della  comunicazione visiva. Da un’idea di <em>Giancarlo Iliprandi</em>, il corso nelle  prime cinque edizioni ha formato circa 120 partecipanti, fornendo loro  competenze nel progetto dei caratteri tipografici a livello  professionale.</p>
<p>Il corso si articola in lezioni frontali, project work e seminari.<br />
In particolare sono previsti moduli di teoria sulla tipografia tradizionale e contemporanea, moduli per l’apprendimento del software per il disegno dei caratteri FontLab e delle metodologie per il controllo dello specifico processo progettuale. A tali moduli sono affiancati quelli di preparazione e sviluppo del project work, ma anche comunicazioni seminariali relative a casi studio di interesse culturale e pratico e incontri con esperti e type designer.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/pd2011b.jpg" alt="" width="600" height="203" /></p>
<p><span style="color: #003366;">Obiettivi</span><br />
Il corso forma designer della comunicazione nel progetto del carattere tipografico.</p>
<p><span style="color: #003366;">Docenti</span><br />
&gt; Marta Bernstein — type designer<br />
&gt; Andrea Braccaloni — LeftLoft<br />
&gt; James Clough — esperto di tipografia e calligrafia<br />
&gt; Piero De Macchi — type designer<br />
&gt; Giangiorgio Fuga — type designer<br />
&gt; Michele Patanè — type designer</p>
<p>L’ammissione al corso, riservata ad un massimo di 25 partecipanti, è subordinata ad una selezione preventiva. I candidati dovranno inviare la domanda di iscrizione con allegato il proprio curriculum vitae a<br />
<a href="mailto:formazione@polidesign.net" target="_blank">formazione@polidesign.net</a></p>
<p>Data di inizio: 12 settembre 2011<br />
Data di fine:    7 ottobre 2011</p>
<p>Lezioni e seminari si terrano tutti i giorni dal lunedì al venerdì<br />
dalle 16,00 alle 20,00, presso la sede di<br />
POLI.design, via Durando 38/a, Milano — Bovisa.</p>
<p><a href="http://www.polidesign.net/type"  target="_blank">www.polidesign.net/type</a><br />
</p>
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		<title>Biciclettering Milano 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 21:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo quasi quattro anni torna l’iniziativa BICICLETTERING a Milano fissata per domenica 8 maggio. Una bicicletta, una macchina fotografica, molta curiosità insieme alla prestigiosa guida James Clough — che conosce bene i “segreti alfabetici” della città — sono gli ingredienti di Biciclettering Milano; un modo simpatico per scoprire un aspetto della città che solitamente passa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/Biciclettering_2011.jpg" alt="" width="600" height="156" /><br />
Dopo quasi quattro anni torna l’iniziativa <span style="color: #333399;"><strong>BICICLETTERING</strong></span> a Milano fissata per domenica 8 maggio.<br />
Una bicicletta, una macchina fotografica, molta curiosità insieme alla prestigiosa guida <em>James Clough</em> — che conosce bene i “segreti alfabetici” della città — sono gli ingredienti di <em>Biciclettering Milano</em>; un modo simpatico per scoprire un aspetto della città che solitamente passa inosservato.</p>
<p><strong>Domenica 8 maggio alle ore 9.15</strong> ci sarà il ritrovo sotto l’Arco in Piazza xxiv maggio per passare una conviviale mattina, pedalando e fermandosi per ammirare, fotografare e discutere gli esempi di scritte selezionati in un itinerario prestabilito. Milano, più di altre città italiane, è ricca di iscrizioni di tutte le epoche, dall’Impero romano al Medioevo, dal Risorgimento fino al Ventennio fascista.</p>
<p>Scoprirete le più attraenti insegne di negozi milanesi (antiche e moderne).<br />
Il percorso finirà con un picnic in un giardino vicino alla Stazione Centrale.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="../immagini/fotomarta.jpg" alt="" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">James Clough al Biciclettering 2007</p></div>
<p>Per informazioni ed iscrizioni si prega di telefonare a James Clough: 02 8373915 oppure 347 2892740 e-mail: <a href="mailto:jamesclough@infinito.it">jamesclough@infinito.it</a> e successivamente di inviargli il <a href="../immagini/Biciclettering_2011.pdf" target="_blank">tagliando compilato</a> e la ricevuta di pagamento.<br />
La quota di partecipazione è di 10 euro, da pagare entro il 26 aprile, senza obbligo di iscrizione all’Associazione Calligrafica Italiana.<br />
Per i soci ACI iscritti all’anno in corso, la partecipazione è gratuita.<br />
Si richiede in ogni caso la prenotazione in quanto i posti sono limitati.</p>
<p>La quota può essere pagata in contanti, assegno o bonifico intestato a:<br />
Associazione Calligrafica Italiana<br />
conto corrente 1000 / 00009686 presso<br />
Banca Prossima, codice iban: IT94 V033 5901 6001 0000 0009 686. Codice bic: BCITITMX.<br />
Si prega di indicare il codice MI 08 nella causale di pagamento.<br />
Per chi non possiede una bicicletta e per coloro che abitano fuori Milano, segnaliamo il servizio Bikemi: <a href="http://www.bikemi.com"  target="_blank">www.bikemi.com</a> del Comune di Milano<br />
</p>
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		<title>A stream of fonts. Swiss contemporary typefaces</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 15:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A termine della mostra “Types We Can Make A Selection of Contemporary Swiss Type Design” che presenta una selezione di caratteri tipografici contemporanei ideati in Svizzera – paese da sempre all’avanguardia in questo particolare ambito e che chiude questo sabato (2 aprile), seguirà giovedì 7 aprile, alle ore 16.30 l’incontro a conclusione della prima parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A termine della mostra <strong>“Types We Can Make A Selection of Contemporary Swiss Type Design”</strong> che presenta una selezione di caratteri tipografici contemporanei ideati in Svizzera – paese da sempre all’avanguardia in questo particolare ambito e che chiude questo sabato (2 aprile), seguirà <em>giovedì 7 aprile</em>, alle ore 16.30 l’incontro a conclusione della prima parte del progetto <em>“Letters on Sale: Changing Design + Print + Use”</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<h3><em><strong>A stream of fonts. Swiss contemporary typefaces</strong></em></h3>
<p>con:<br />
<strong>Ludovic Balland</strong> (co-curatore del progetto e graphic designer, Basilea)<br />
<strong>Angelo Benedetto</strong> (Head of Graphic Design ECAL, Losanna)<br />
<strong>François Rappo</strong> (Head of Master Art Direction ECAL, Losanna)</p>
<p>Politecnico di Milano / Dipartimento INDACO<br />
Scuola del Design<br />
aula CT 63, edificio 8 (ex ed. N)<br />
Via Durando 38/A, (Bovisa) Milano</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/suisse_ecal3.jpg" alt="" width="483" height="650" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Caratteri svizzeri in esposizione a Milano</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 10:27:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 9 marzo, alle 18.30, la sede milanese dell’Istituto Svizzero di Roma inaugura la mostra Types We Can Make a cura di ECAL — Ecole cantonale d’art de Lausanne, che presenta una selezione di caratteri tipografici contemporanei ideati in Svizzera – paese da sempre all’avanguardia in questo particolare ambito. “Types We Can Make” è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="../immagini/suisse_ecal1.jpg" class="aligncenter" width="600" height="448" /><br />
Mercoledì 9 marzo, alle 18.30, la sede milanese dell’<em>Istituto Svizzero di Roma</em> inaugura la mostra</p>
<h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Types We Can Make</strong></span></h2>
<p>a cura di <em>ECAL — Ecole cantonale d’art de Lausanne</em>, che presenta una selezione di caratteri tipografici contemporanei ideati in Svizzera – paese da sempre all’avanguardia in questo particolare ambito.</p>
<p><em>“Types We Can Make”</em> è il primo appuntamento del progetto <em>Letters on Sale</em>: <em>Changing Design + Print + Use</em>, che comprende una serie di incontri, conferenze e progetti espositivi per la sede milanese dell’ISR ideato da <em>Salvatore Lacagnina</em> (Responsabile artistico, ISR) e <em>Ludovic Balland</em>, graphic designer e fondatore dello <em>studio Typography</em> Cabinet di Basilea.<br />
Prima della nascita della figura del grafico moderno, l’evoluzione del prodotto stampato e la diffusione delle informazioni erano affidate all’esperienza e alle capacità innovative dei tipografi: dalla progettazione dei caratteri alla composizione della pagina scritta.<br />
Nonostante le nuove possibilità offerte dall’avvento del digitale, la grafica svizzera contemporanea conserva una tradizione saldissima nella sperimentazione tipografica.<br />
Ma qual è oggi il ruolo della tipografia nell’editoria? Come sta cambiando il sistema della comunicazione e il design dell’informazione?<br />
È intorno a queste domande che si concentra il progetto articolato in tre parti con esposizioni, incontri e workshop, in un dialogo serrato tra storia e presente.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Types We Can Make" src="../immagini/suissetype.jpg" alt="" width="600" height="848" /></p>
<p><strong>09 03 — 02 04<br />
Types We Can Make<br />
A Selection of Contemporary Swiss Type Design</strong><br />
Orari di apertura<br />
martedì-venerdì 11.00 — 17.00, sabato 14.00–18.00<br />
chiuso lunedì, domenica e festivi</p>
<p>Mostra ideata da <em>ECAL Ecole cantonale d’art de Lausanne</em>, in collaborazione con ISR. In vendita presso la mostra un ricco libro sui lavori esposti € 20.</p>
<p>In mostra i font di <em>Ludovic Balland, Matthieu Cortat, Phillippe Desarzens, Nicolas Eigenheer, Gilles Gavillet &amp; David Rust, NORM (Dimitri Bruni e Manuel Krebs), Ian Party, Emmanuel Rey, Jeremy Schorderet, Jonas Voegeli e Cornel Windlin</em>, tra gli altri; una selezione che offre uno spaccato sulle tendenze nella tipografia svizzera degli ultimi 5 anni.<br />
–<br />
ISR — Sede di Milano<br />
Via Vecchio Politecnico 3 (Piazza Cavour — Centro Svizzero)<br />
I — 20121 Milano<br />
ph. +39 02 76016118 — mob. +39 348 3278107<br />
<a href="http://www.istitutosvizzero.it"  target="_blank">www.istitutosvizzero.it</a><br />
<img alt="" src="../immagini/suisse_ecal2.jpg" class="aligncenter" width="600" height="448" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>L’Espresso: con la nuova veste graﬁca scompare il GFT Lespresso Sans …</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 17:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella nuova veste grafica de “L’Espresso”, progettata da Joel Berg, scompare l’utilizzo del carattere GFT Lespresso Sans progettato proprio ad hoc per le titolazioni della rivista riprogettata sempre da Berg nel 2007. Al suo posto viene ora utilizzato il Franklin Gothic Condensed progettato nel 1903 da Morris Fuller Benton e poi ripreso per la ITC [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="la nuova grafica de L'Espresso" src="../immagini/GFTLespresso1.jpg" alt="" width="587" height="368" /></p>
<p>Nella nuova veste grafica de <strong>“L’Espresso”</strong>, progettata da <em>Joel Berg</em>, scompare l’utilizzo del carattere <strong>GFT Lespresso Sans</strong> progettato proprio ad hoc per le titolazioni della rivista riprogettata sempre da Berg nel 2007.<br />
Al suo posto viene ora utilizzato il <strong>Franklin Gothic Condensed</strong> progettato nel 1903 da <em>Morris Fuller Benton</em> e poi ripreso per la ITC da <em>David Berlow</em> e <em>Victor Caruso</em> insieme allo <strong>Ziggurat</strong> di <em>Hoefler &amp; Frere-Jones</em> già utilizzato nella grafica antecedente il 2007 e sempre presente nella composizione della testata.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/GFTLespresso3.jpg" alt="" width="600" height="410" /><br />
Non si capisce la scelta della sopressione dell’uso del <em>GFT Lespresso Sans</em> ora che, nella nuova veste grafica, sarebbe stato più incisivo senza la pesante coabitazione con il <strong>Bodoni Poster</strong> e dei filettoni troppo anni ’60.<br />
Sfogliando il nuovo numero de <em>L’Espresso</em>, poi, avrebbe finalmente trovato buon uso anche la versione Regular del <em>GFT Lespresso Sans </em>utilizzata molto raramente e solo per allegati alla rivista come<em> Uomo l’espresso.</em></p>
<p>Una grande delusione per il sottoscritto il vedere sostituito il proprio carattere disegnato appositivamente per la rivista che con i caratteri per il <em>Corriere della Sera</em> (di Luciano Perondi e Andrea Braccaloni) e recentemente per il <em>Sole 24 ore</em> (Luciano Perondi) hanno risvegliato il type design italiano.<br />
<img class="aligncenter" src="../immagini/GFTLespresso2.jpg" alt="" width="600" height="439" /><br />
Inoltre l’utilizzo del Franklin Gothic ripropone il problema degli “accenti lunghi” sopra le maiuscole che invece fu risolto brillantemente nella progettazione del Lespresso Sans con gli accenti alternativi corti.<br />
Anche per quello che riguarda il condensamento del disegno il Franklin Gothic Condensed occupa più spazio e se già con il GFT Lespresso Sans i grafici dell’Espresso utilizzavano un track negativo molto accentuato ora per far stare i titoli in giustezza dovranno sovrapporre le lettere!</p>
<p>Attendo numerosi vostri commenti e spero in un intervento di Joel Berg e Theo Nelki!</p>
<p>La storia progettuale del <a href=" http://blog.giofugatype.com/?page_id=1630" title="GFT LespressoSans"  target="_blank">GFT Lespresso Sans</a></p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/GFTLespresso4.jpg" alt="" width="600" height="400" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Un carattere in punta di matita</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 18:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Solitamente i caratteri sono disegnati nella fase progettuale con le matite di diverse durezze e spessori. La matita quindi per chi vuole progettare un carattere alla vecchia maniera per poi sviluppare una font è uno strumento primario. Dalton Getty (Ghetti) originario del Brasile, ma oramai operativo negli USA, a Bridgeport nello Stato del Connecticut, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solitamente i caratteri sono disegnati nella fase progettuale con le matite di diverse durezze e spessori. La matita quindi per chi vuole progettare un carattere alla vecchia maniera per poi sviluppare una font è uno strumento primario.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Dalton Getti - Ghetti" src="../immagini/getty1.jpg" alt="" width="500" /></p>
<p><strong>Dalton Getty</strong> (Ghetti) originario del Brasile, ma oramai operativo negli USA, a Bridgeport nello Stato del Connecticut, è un singolare personaggio. che non fa l’artista, ma il falegname di professione, e lavora in “punta di matita” utilizzando e trasformando avvanzi di vecchie matite ordinarie in sculture in miniatura, senza usare una lente d’ingrandimento ma solamente una lametta da barba, ago per cucire, un coltello per scolpire.</p>
<p>Tra i suoi autentici capolavori in miniatura un <em>“Alfabeto lineare maiuscolo”</em> .<br />
<img class="aligncenter" title="Dalton Getty alphabet" src="../immagini/Pencil-art-1.jpg" alt="" width="461" height="515" /></p>
<p>Getty non ha mai venduto i suoi lavori meticolosi che richiedono diversi mesi per essere realizzati, li ha  sempre regalati agli amici. “<em>È difficile da spiegare ma per me è una sorta di meditazione. Sono solo nel mio studio, senza musica e mi immergo in un profondo stato di concentrazione, è come un altro stato di coscienza in cui galleggio</em>”.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Dalton Getti - Ghetti" src="../immagini/getty2.jpg" alt="" width="500" height="216" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Take Your Pleasure Seriously: Luca Barcellona in mostra a Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 13:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 27 gennaio, alle ore 18.30, presso lo spazio di Mauro Bolognesi, sarà inaugurata la mostra Take Your Pleasure Seriously, una selezione di lavori inerenti al lettering e alla calligrafia di Luca Barcellona. L’esposizione rimarrà aperta fino al 28 febbraio. Il lavoro di Luca Barcellona è da sempre caratterizzato da una forte passione e ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Luca Barcellona" src="../immagini/barcellona.jpg" alt="" width="475" height="684" /></p>
<p><strong>Giovedì 27 gennaio</strong>, alle <strong>ore 18.30</strong>, presso lo spazio di <strong>Mauro Bolognesi</strong>, sarà inaugurata la mostra <strong>Take Your Pleasure Seriously</strong>, una selezione di lavori inerenti al lettering e alla calligrafia di <strong>Luca Barcellona</strong>. L’esposizione rimarrà aperta fino al 28 febbraio.</p>
<p>Il lavoro di Luca Barcellona è da sempre caratterizzato da una forte  passione e ricerca nel campo delle lettere e della scrittura.<br />
Il  lettering come mestiere, messo a disposizione dell’industria, e quello  realizzato per la propria esigenza artistica cercando lo stile  calligrafico adatto a veicolare un messaggio e a diffonderlo, devono  avere la medesima spinta qualitativa, dettata per forza di cose dalla  passione per la tipografia intesa come immagine, e come forma d’arte a  sé stante.</p>
<p>Durante la mostra sarà presentato, da parte di <em>Lucio Passerini</em>, il volume di incisioni <em>Gli Alberi</em>,  di Franz Kafka. Un brevissimo racconto del 1904 di Franz Kafka che  disegna in poche parole una limpida metafora sull’uomo.<br />
Pubblicato in forma di libro mediante la più antica tecnica di stampa, la xilografia.<br />
Il  testo, interpretato attraverso la scrittura in lettere gotiche e inciso  su linoleum da Luca Barcellona è stampato a torchio per le Edizioni il  Buon Tempo in una edizione di quaranta copie.</p>
<p><strong>Luca Barcellona</strong>, classe 1978, è un calligrafo e grafico milanese.<br />
La  sua produzione annovera logotipi di successo e artwork commerciali per  agenzie pubblicitarie e grandi brand della moda e dell’abbigliamento  (D&amp;G, Carhartt, Zoo York, Nike, Eni), collaborazioni con il cinema  (sua è la calligrafia del film “Io sono l’amore” di Luca Guadagnino),  case discografiche (Nina Zilli, Casinò Royale), assieme a committenze  museali come la riproduzione fedele di un mappamondo di grandi  dimensioni risalente al 1569, utilizzando la calligrafia con materiali  originali (penna d’oca e inchiostri naturali), e alla partecipazione al  documentario Sul nome Bach.<br />
Insegna da alcuni anni con l’Associazione Calligrafica Italiana.<br />
Oltre  ad aver preso parte a progetti editoriali e musicali indipendenti (fra  gli ultimi le proiezioni per il concerto per orchestra “La storia di  Genji”, del pianista Cesare Picco), realizza opere calligrafiche murarie  di grandi dimensioni e di recente, ha prodotto una linea di  abbigliamento personale con I suoi lavori, in collaborazione con Gold.</p>
<p><strong>Dettagli della mostra:</strong><br />
Take Your Pleasure Seriously<br />
Mostra personale dei lavori di lettering e calligrafia di Luca Barcellona<br />
Inaugurazione 27 gennaio 2011<br />
ore 18:30<br />
La mostra sarà aperta fino al 28 febbraio 2011<br />
Entrata libera</p>
<p>c/o Mauro Bolognesi<br />
Ripa di Porta Ticinese 47, Milano<br />
Tel. 02 8376028<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Corsi di calligraﬁa e tipografia di Monica Dengo</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 16:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco il calendario che mi ha inviato Monica Dengo dei corsi che organizza in giro per l’Italia nella prima parte del 2011. Inoltre dal 10 al 16 di Settembre ci sarà il Books by Hand ad Arezzo. Quest’anno si studieranno corrispondenza e documenti scritti in una molteplicità di corsivi italici, dal XVI al XVIII secolo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il calendario che mi ha inviato <em>Monica Dengo</em> dei corsi che organizza in giro per l’Italia nella prima parte del 2011. Inoltre dal 10 al 16 di Settembre ci sarà il <strong>Books by Hand</strong> ad <em>Arezzo</em>. Quest’anno si studieranno corrispondenza e documenti scritti in una molteplicità di corsivi italici, dal XVI al XVIII secolo.<br />
<img class="aligncenter" title="Monica Dengo calligraphy cours" src="../immagini/newsbbh11.jpg" alt="" width="500" height="425" /></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong>AREZZO</strong></span>, Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro<br />
Corso annuale di 10 fine settimana 2011, <strong>“LETTERING, CALLIGRAFIA, LEGATORIA”</strong></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong>MIRANO (VE)</strong></span>, Associazione ARCAM<br />
12 — 13 FEBBRAIO 2011, <strong>“CALLIGRAFIA, influenze del Medio Oriente sulla calligrafia Occidentale”</strong></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong>VENEZIA</strong></span>, Biblioteca del Museo Correr<br />
19 — 20 FEBBRAIO 2011, <strong>“IL GOTICO MINUSCOLO: dalla Rotunda alla Textura”</strong></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong>AREZZO</strong></span>, Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro<br />
6 MARZO 2011, <strong>“LEGATORIA, introduzione alle legature senza colle”</strong></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong>MODENA</strong></span>, Associazione Archeosofia<br />
26 — 27 MARZO 2011, il <strong>“Corsivo Naturale”</strong></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong>AREZZO</strong></span>, Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro<br />
2 –3 APRILE 2011, <strong>“CALLIGRAFIA, la scrittura Gotica”</strong></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong>VENEZIA</strong></span>, Biblioteca del Museo Correr<br />
16 — 17 APRILE 2011, <strong>“IL GOTICO MAIUSCOLO: dalla Forma al Gesto”</strong></p>
<p><strong><span style="color: #003366;">MODENA</span></strong>, Associazione Archeosofia<br />
7 — MAGGIO 2011, il <strong>“Corsivo Sperimentale”</strong></p>
<p><span style="color: #003366;"><strong>AREZZO</strong></span>, Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro<br />
28 –29 MAGGIO 2011, <strong>“CALLIGRAFIA, Scrivere a Mano Libera, corso di bella grafia”</strong></p>
<p><strong><span style="color: #003366;">AREZZO</span></strong>, Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro<br />
10 — 16 SETTEMBRE 2011, <strong>WORKSHOP BOOKS by HAND</strong>, calligrafia e legatoria</p>
<p>Per avere maggiori informazioni visitate questo link: <a href="http://www.freehandwriting.net/classes_ita.html" >Calendario 2011</a></p>
<p>Per maggiori informazioni visitate questo link <a href="http://www.monicadengo.com/292.html" >Books by Hand 2011</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Buone feste a tutti i visitatori del mio blog tipografico</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 09:13:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Merry Christmas and Happy New Year to all visitors of my typographical blog]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Merry Christmas and Happy New Year to all visitors of my typographical blog<br />
<img alt="" src="../immagini/arvore.jpg" class="aligncenter" width="567" height="567" /></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Talloniana, omaggio ad Alberto Tallone a Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 12:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 16 dicembre 2010, ore 18,00 Bloomsbury – Palazzo Colonna Via della Pilotta 16 –18 – Roma In occasione del cinquantenario (1960–2010) dell’inaugurazione della nuova sede della Casa Editrice Tallone in Alpignano (TO), Bloomsbury Auctions ha organizzato un incontro dedicato ai libri composti a mano, editi e stampati da Alberto Tallone e dal figlio Enrico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Giovedì 16 dicembre 2010, ore 18,00<br />
Bloomsbury – Palazzo Colonna<br />
Via della Pilotta 16 –18 – Roma</em><br />
<img alt="" src="../immagini/talloneroma.jpg" title="il carattere Tallone" class="alignnone" width="600" height="402" /><br />
In occasione del cinquantenario (1960–2010) dell’inaugurazione della nuova sede della Casa Editrice Tallone in Alpignano (TO), Bloomsbury Auctions ha organizzato un incontro dedicato ai libri composti a mano, editi e stampati da <em>Alberto Tallone</em> e dal figlio <em>Enrico</em>, ed alla loro importanza nell’ambito della tipografia e dell’editoria del Novecento.<br />
Interverranno <em>Oliviero Diliberto, Massimo Gatta</em> e <em>Márcia Theóphilo</em>.<br />
Sarà presente <em>Enrico Tallone</em>. L’incontro è anche occasione per presentare tre novità librarie: la nuova edizione, integrata, dell’<em>Ode alla Tipografia</em> di <em>Pablo Neruda</em>, trad. di Giuseppe Bellini (Alpignano, Tallone, 2010); la ristampa anastatica del <em>Catalogo delle Edizioni Tallone</em> 1960, a cura di Massimo Gatta (Macerata, Biblohaus, 2010), primo catalogo pubblicato in occasione dell’inaugurazione della stamperia di Alpignano dopo gli anni trascorsi a Parigi; e, infine, il catalogo della mostra su Tallone a Palazzo Isimbardi, Milano, intitolato <em>La forma del pensiero. Il design del libro. Ottant’anni di ricerca tipografica di Alberto Tallone Editore-Stampatore</em> (Milano, Lucini libri, 2010).<br />
Durante l’incontro verranno letti brani dall’<em>Ode</em> nerudiana, ancora oggi uno dei più intensi e profondi inni alla tipografia, ai caratteri di stampa, al Libro e al suo universale valore di civiltà, libertà, gioia e poesia. Neruda, fraterno amico dello stampatore, gli dedicherà, alla morte, quell’Adiós a Tallone che è insieme ricordo, epicedio e canto d’amore; amore per il lavoro dell’uomo, per la forza benigna della mano del tipografo, per la sua fedeltà alla poesia e alla grande letteratura di ogni tempo e Paese.<br />
L’incontro organizzato da Bloomsbury chiude idealmente quest’anno di celebrazioni talloniane, coincidenti col cinquantennio di lavoro tipografico ad Alpignano, dopo i circa trent’anni trascorsi da Alberto Tallone a Parigi, all’Hôtel de Sagonne, anni di straordinaria produzione tipografica frutto del grande insegnamento di Maître Darantiere, che fu lo stampatore della prima edizione dell’Ulysses di James Joyce, edito da Sylvia Beach, e il cui atelier è ancora oggi in piena attività nella sede della stamperia Tallone ad Alpignano.<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Un tesoro tipograﬁco del Novecento</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 18:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un incontro a Milano, lunedì 29 novembre dalle 15 alle 17 nell’ambito di “Cosa dal niente” nello spazio della Fondazione Arnaldo Pomodoro, dove saranno allestiti uno spazio di incontri e laboratori come produzione di creatività. James Clough presenta Un tesoro tipografico del Novecento. Con musica a tema, una selezione di cento manifesti cinematografici (1919–1939) della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un incontro a Milano, lunedì 29 novembre dalle 15 alle 17 nell’ambito di <em>“Cosa dal niente”</em> nello spazio della<em> Fondazione Arnaldo Pomodoro</em>, dove saranno allestiti uno spazio di incontri e laboratori come produzione di creatività.<br />
<strong>James Clough</strong> presenta <em>Un tesoro tipografico del Novecento</em>. Con musica a tema, una selezione di cento manifesti cinematografici (1919–1939) della collezione della Cineteca Italiana. L’evento è a cura di <em>Pietro Corraini</em>.<br />
<img alt="" src="../immagini/224-JAMES_web1.gif" class="alignnone" width="450" height="600" /> <img alt="" src="../immagini/224-JAMES_web2.gif" class="alignnone" width="450" height="600" /><br />
A seguire il percussionista della Scala di Milano, <em>Elio Marchesini</em>, sposterà il tema della semplicità in ambito musicale.</p>
<p>Fondazione Arnaldo Pomodoro<br />
via Andrea Solari, 35 — 20144 Milano</p>
<p>121+ libreria extemporanea<br />
via savona 17/5 — 20144 milano | ph. +39 02 36584119 | 121@corraini.com<br />
www.corraini.com<br />
www.edizionizero.com/it<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Video dal Festival della Creatività — Firenze novembre 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 08:49:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Type teacher - insegnamento - ensino]]></category>
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		<description><![CDATA[Video panoramico dei workshop svolti a Firenze durante il Festival della Creatività presso l’ex carcere delle Murate. Partecipanti Luca Barcellona sulla Calligrafia, Giangiorgio Fuga sul type design, Nancy Kaczmarek e Cecilia Chiarantini sulla legatoria creativa, Tommaso Colombo sull’editoria]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="270" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="flashvars" value="config=http://ied.tv/swf/config.ashx?v=81818a55-7f3e-476b-a4aa-87939d0cf3a3" /><param name="src" value="http://ied.tv/swf.990/flowplayer_ied.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="270" src="http://ied.tv/swf.990/flowplayer_ied.swf" flashvars="config=http://ied.tv/swf/config.ashx?v=81818a55-7f3e-476b-a4aa-87939d0cf3a3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Video panoramico dei workshop svolti a Firenze durante il Festival della Creatività presso l’ex carcere delle Murate.</p>
<p>Partecipanti <em>Luca Barcellona</em> sulla Calligrafia, <em>Giangiorgio Fuga</em> sul type design, <em>Nancy Kaczmarek</em> e <em>Cecilia Chiarantini</em> sulla legatoria creativa, <em>Tommaso Colombo</em> sull’editoria<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>L’arte tipograﬁca di Alberto Tallone nel contesto dell’editoria italiana del Novecento</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 12:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 12 novembre 2010, ore 9.30 Sala Spazio Guicciardini, via Macedonio Melloni 3 — Milano Intervengono GIORGIO MONTECCHI Professore di Bibliografia, Università degli studi di Milano AURELIO AGHEMO Direttore della Biblioteca nazionale Braidense JAMES CLOUGH Docente di teoria e storia della tipografia, Politecnico di Milano Introduce e coordina LUISA FINOCCHI Direttore della Fondazione Arnoldo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="../immagini/alpignano.jpg" class="aligncenter" width="584" height="413" /><br />
Venerdì 12 novembre 2010, ore 9.30<br />
<em>Sala Spazio Guicciardini</em>, via Macedonio Melloni 3 — Milano<br />
<img alt="" src="../immagini/tallone-1.jpg" class="aligncenter" width="332" height="254" /><br />
Intervengono<br />
GIORGIO MONTECCHI<br />
<em>Professore di Bibliografia, Università degli studi di Milano</em><br />
AURELIO AGHEMO<br />
<em>Direttore della Biblioteca nazionale Braidense</em><br />
JAMES CLOUGH<br />
<em>Docente di teoria e storia della tipografia, Politecnico di Milano</em></p>
<p>Introduce e coordina<br />
LUISA FINOCCHI<br />
<em>Direttore della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori</em></p>
<p>Saranno presenti ENRICO ed ELISA TALLONE</p>
<p>Seguirà una visita guidata alla Mostra<br />
<strong>“Tallone Editore — La forma del pensiero”</strong></p>
<p>Ingresso libero<br />
Per informazioni<br />
Provincia di Milano/Cultura, tel. 02.77406388/6325<br />
www.provincia.milano.it/cultura<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Report fotograﬁco dal Festival della Creatività 2010 a Firenze</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 16:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un mio report fotografico sugli eventi grafici e tipografici durante il Festival della Creatività 2010 a Firenze li potete vedere sul mio spazio Flickr e non cliccando sopra le mini immagini:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un mio report fotografico sugli eventi grafici e tipografici durante il Festival della Creatività 2010 a Firenze li potete vedere sul mio spazio <a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/giofuga/sets/72157625134389291/"  target="_blank">Flickr</a> e non cliccando sopra le mini immagini:<br />
<div class="flickr-photos"><a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122626835/firenze-festival-della-creativita-2010-carcere-le-murate.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122626835" title="carcere le Murate"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1239/5122626835_3b56914bf3_t.jpg" width="67" height="100" alt="carcere le Murate" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123229170/firenze-festival-della-creativita-2010-carcere-le-murate.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123229170" title="carcere le Murate"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1185/5123229170_6b6bb2f128_t.jpg" width="100" height="67" alt="carcere le Murate" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123228944/firenze-festival-della-creativita-2010-carcerati-come-sardine.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123228944" title="carcerati come sardine"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4090/5123228944_13161430ef_t.jpg" width="100" height="67" alt="carcerati come sardine" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123228732/firenze-festival-della-creativita-2010-carcerati-come-sardine.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123228732" title="carcerati come sardine"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1342/5123228732_95a8b6eec6_t.jpg" width="100" height="67" alt="carcerati come sardine" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122628063/firenze-festival-della-creativita-2010-carcere-le-murate.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122628063" title="carcere le Murate"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4046/5122628063_260ebac8b4_t.jpg" width="67" height="100" alt="carcere le Murate" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122627823/firenze-festival-della-creativita-2010-carcere-le-murate.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122627823" title="carcere le Murate"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4033/5122627823_323ed9df21_t.jpg" width="67" height="100" alt="carcere le Murate" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123229858/firenze-festival-della-creativita-2010-i-workshop.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123229858" title="i workshop"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4057/5123229858_205dd73b4a_t.jpg" width="67" height="100" alt="i workshop" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122628659/firenze-festival-della-creativita-2010-manifesti-luca-barcellona.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122628659" title="manifesti Luca Barcellona"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1310/5122628659_8e357c2506_t.jpg" width="67" height="100" alt="manifesti Luca Barcellona" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123230578/firenze-festival-della-creativita-2010-luca-barcellona.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123230578" title="Luca Barcellona"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4053/5123230578_eaef7e8b4c_t.jpg" width="100" height="67" alt="Luca Barcellona" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122629575/firenze-festival-della-creativita-2010-luca-barcellona.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122629575" title="Luca Barcellona"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4058/5122629575_e8e66a6d79_t.jpg" width="100" height="67" alt="Luca Barcellona" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122634115/firenze-festival-della-creativita-2010-work-of-luca-barcellona.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122634115" title="work of Luca Barcellona"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1245/5122634115_3f0896e9cd_t.jpg" width="100" height="67" alt="work of Luca Barcellona" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122630883/firenze-festival-della-creativita-2010-workshop-luca-barcellona.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122630883" title="workshop Luca Barcellona"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4104/5122630883_cb0b6ec5e0_t.jpg" width="67" height="100" alt="workshop Luca Barcellona" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122633591/firenze-festival-della-creativita-2010-workshop.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122633591" title="workshop"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1097/5122633591_358288cf9e_t.jpg" width="100" height="67" alt="workshop" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122633847/firenze-festival-della-creativita-2010-workshop-luca-barcellona.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122633847" title="workshop Luca Barcellona"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4037/5122633847_0a553255b8_t.jpg" width="100" height="67" alt="workshop Luca Barcellona" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122634343/firenze-festival-della-creativita-2010-luca-barcellona.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122634343" title="Luca Barcellona"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4056/5122634343_62160c4d91_t.jpg" width="67" height="100" alt="Luca Barcellona" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122634647/firenze-festival-della-creativita-2010-luca-barcellona-cosimo-lorenzo-pancini.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122634647" title="Luca Barcellona - Cosimo Lorenzo Pancini"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1169/5122634647_b90e140c64_t.jpg" width="100" height="67" alt="Luca Barcellona - Cosimo Lorenzo Pancini" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122634983/firenze-festival-della-creativita-2010-luca-barcellona.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122634983" title="Luca Barcellona"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1166/5122634983_9767ca07db_t.jpg" width="100" height="67" alt="Luca Barcellona" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122629893/firenze-festival-della-creativita-2010-typolettere.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122629893" title="Typolettere"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4153/5122629893_92f23c29ee_t.jpg" width="67" height="100" alt="Typolettere" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122630209/firenze-festival-della-creativita-2010-typolettere.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122630209" title="Typolettere"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4053/5122630209_bffe9b5351_t.jpg" width="67" height="100" alt="Typolettere" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122630609/firenze-festival-della-creativita-2010-typolettere.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122630609" title="Typolettere"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1363/5122630609_e7794dc569_t.jpg" width="67" height="100" alt="Typolettere" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122633267/firenze-festival-della-creativita-2010-workshop.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122633267" title="workshop"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1143/5122633267_039191404f_t.jpg" width="100" height="67" alt="workshop" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122631341/firenze-festival-della-creativita-2010-manifesti-gio-fuga-type.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122631341" title="manifesti Gi&ograve; Fuga Type"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1373/5122631341_94a57cc8a6_t.jpg" width="100" height="67" alt="manifesti Gi&ograve; Fuga Type" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123233386/firenze-festival-della-creativita-2010-manifesto-gio-fuga-type-blog.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123233386" title="manifesto Gi&ograve; Fuga Type blog"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4086/5123233386_7e1b3870d4_t.jpg" width="70" height="100" alt="manifesto Gi&ograve; Fuga Type blog" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123233584/firenze-festival-della-creativita-2010-manifesto-gft-lespresso-sans.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123233584" title="manifesto GFT Lespresso Sans"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4024/5123233584_9b52c91384_t.jpg" width="70" height="100" alt="manifesto GFT Lespresso Sans" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123233864/firenze-festival-della-creativita-2010-manifesto-gft-murano-glass.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123233864" title="manifesto GFT Murano Glass"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1096/5123233864_42eb3d9155_t.jpg" width="70" height="100" alt="manifesto GFT Murano Glass" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122632641/firenze-festival-della-creativita-2010-manifesto-gft-yamaha-motor.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122632641" title="manifesto GFT Yamaha Motor"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4037/5122632641_641f2458f6_t.jpg" width="70" height="100" alt="manifesto GFT Yamaha Motor" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122632979/firenze-festival-della-creativita-2010-manifesto-gft-venexiano-square.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122632979" title="manifesto GFT Venexiano Square"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4129/5122632979_4d6e256e9b_t.jpg" width="70" height="100" alt="manifesto GFT Venexiano Square" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122637981/firenze-festival-della-creativita-2010-gio-fuga-type-poster.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122637981" title="Gi&ograve; Fuga Type: poster"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1100/5122637981_3aa812692f_t.jpg" width="100" height="67" alt="Gi&ograve; Fuga Type: poster" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123237078/firenze-festival-della-creativita-2010-cosimo.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123237078" title="Cosimo"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4009/5123237078_9df273db69_t.jpg" width="100" height="67" alt="Cosimo" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123236808/firenze-festival-della-creativita-2010-debora.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123236808" title="Barbara"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4151/5123236808_c7308865ea_t.jpg" width="100" height="67" alt="Barbara" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122635775/firenze-festival-della-creativita-2010-debora.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122635775" title="Barbara"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4091/5122635775_dbd8e24c92_t.jpg" width="100" height="67" alt="Barbara" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122636157/firenze-festival-della-creativita-2010-debora.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122636157" title="Barbara"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1249/5122636157_085b19e57e_t.jpg" width="100" height="67" alt="Barbara" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123238270/firenze-festival-della-creativita-2010-gianni.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123238270" title="Gianni"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1404/5123238270_e6070c3f50_t.jpg" width="100" height="67" alt="Gianni" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122637195/firenze-festival-della-creativita-2010-debora.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122637195" title="Barbara"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4062/5122637195_0e4bdc85be_t.jpg" width="100" height="67" alt="Barbara" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123239116/firenze-festival-della-creativita-2010-il-non-socio-aiap.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123239116" title="il non socio Aiap"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1093/5123239116_2d21a84738_t.jpg" width="100" height="67" alt="il non socio Aiap" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122643755/firenze-festival-della-creativita-2010-viva-litalia.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122643755" title="viva l&#039;Italia"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4068/5122643755_f0ea8e3860_t.jpg" width="100" height="67" alt="viva l&#039;Italia" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123245672/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123245672" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1365/5123245672_af526b2625_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123245004/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto-rico-lins.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123245004" title="FFF manifesto su manifesto Rico Lins"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4110/5123245004_4beddc2a7c_t.jpg" width="67" height="100" alt="FFF manifesto su manifesto Rico Lins" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123244678/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto-armando-milani.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123244678" title="FFF manifesto su manifesto Armando Milani"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1414/5123244678_955aa22452_t.jpg" width="67" height="100" alt="FFF manifesto su manifesto Armando Milani" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123246058/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123246058" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1381/5123246058_e9b546c979_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122638381/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122638381" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4017/5122638381_9bc3bbf4b8_t.jpg" width="67" height="100" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122639089/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122639089" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4022/5122639089_77be63a792_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122638749/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122638749" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4024/5122638749_8d4560c1a3_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123247174/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123247174" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1404/5123247174_d92a401ea2_t.jpg" width="67" height="100" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122646277/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122646277" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1069/5122646277_316c1053a9_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123248364/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123248364" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4104/5123248364_51f6819ccf_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122647231/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122647231" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1314/5122647231_72140fa2dd_t.jpg" width="67" height="100" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122647685/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122647685" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1236/5122647685_c34fc032d8_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123241010/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123241010" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1063/5123241010_fb7b57c8da_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123241384/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123241384" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1243/5123241384_2ec0536e71_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123241706/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123241706" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1333/5123241706_495f7bd454_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122640661/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto-gianni-sinni.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122640661" title="FFF manifesto su manifesto Gianni Sinni"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4067/5122640661_5a4aa7f7f4_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto Gianni Sinni" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123242498/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto-gianni-sinni.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123242498" title="FFF manifesto su manifesto Gianni Sinni"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4049/5123242498_be8b14df6a_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto Gianni Sinni" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123243236/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto-gianni-sinni.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123243236" title="FFF manifesto su manifesto Gianni Sinni"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1155/5123243236_a7e4339b95_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto Gianni Sinni" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123243394/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto-gianni-sinni.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123243394" title="FFF manifesto su manifesto Gianni Sinni"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1390/5123243394_8d28b5fd56_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto Gianni Sinni" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122642225/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto-gianni-sinni.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122642225" title="FFF manifesto su manifesto Gianni Sinni"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4029/5122642225_2a6ab6b15b_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto Gianni Sinni" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123244296/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123244296" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1395/5123244296_b15a522b70_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122648819/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122648819" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1379/5122648819_91a4fd5109_t.jpg" width="100" height="67" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122648115/firenze-festival-della-creativita-2010-fff-manifesto-su-manifesto.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122648115" title="FFF manifesto su manifesto"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1397/5122648115_c373fbe289_t.jpg" width="67" height="100" alt="FFF manifesto su manifesto" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122649341/firenze-festival-della-creativita-2010-armando-milani.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122649341" title="Armando Milani"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1121/5122649341_7d5506958e_t.jpg" width="100" height="67" alt="Armando Milani" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123251364/firenze-festival-della-creativita-2010-armando-milani.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123251364" title="Armando Milani"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1379/5123251364_61662e064d_t.jpg" width="100" height="67" alt="Armando Milani" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123251912/firenze-festival-della-creativita-2010-armando-milani.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123251912" title="Armando Milani"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1425/5123251912_60d5bacdff_t.jpg" width="100" height="67" alt="Armando Milani" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123252328/firenze-festival-della-creativita-2010-armando-milani.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123252328" title="Armando Milani"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4049/5123252328_81b3112178_t.jpg" width="100" height="67" alt="Armando Milani" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123252762/firenze-festival-della-creativita-2010-le-mostre.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123252762" title="Le mostre"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1325/5123252762_f3aa069d02_t.jpg" width="67" height="100" alt="Le mostre" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122651701/firenze-festival-della-creativita-2010-stanze.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122651701" title="Stanze"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1062/5122651701_1a3ec687fe_t.jpg" width="100" height="67" alt="Stanze" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123253202/firenze-festival-della-creativita-2010-stanze.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123253202" title="Stanze"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4036/5123253202_f873dc221a_t.jpg" width="100" height="67" alt="Stanze" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123253598/firenze-festival-della-creativita-2010-stanze.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123253598" title="Stanze"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4057/5123253598_4f1a8ee5eb_t.jpg" width="67" height="100" alt="Stanze" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122652753/firenze-festival-della-creativita-2010-stanze.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122652753" title="Stanze"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4051/5122652753_279512f7c0_t.jpg" width="67" height="100" alt="Stanze" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122653119/firenze-festival-della-creativita-2010-stanze-matilde-lepore.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122653119" title="Stanze: Matilde Lepore"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4038/5122653119_50aa363e5f_t.jpg" width="67" height="100" alt="Stanze: Matilde Lepore" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122653657/firenze-festival-della-creativita-2010-stanze-laura-ferrario.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122653657" title="Stanze: Laura Ferrario"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1086/5122653657_c8983962a9_t.jpg" width="67" height="100" alt="Stanze: Laura Ferrario" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122654081/firenze-festival-della-creativita-2010-stanze-laura-ferrario-%e2%80%a6-matilde-lepore.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122654081" title="Stanze: Laura Ferrario, &hellip; , Matilde Lepore"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4048/5122654081_7456e2c1f3_t.jpg" width="100" height="67" alt="Stanze: Laura Ferrario, &hellip; , Matilde Lepore" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122654439/firenze-festival-della-creativita-2010-stanze-domitilla-biondi.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122654439" title="Stanze: Domitilla Biondi"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4091/5122654439_4e0384df13_t.jpg" width="67" height="100" alt="Stanze: Domitilla Biondi" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122654749/firenze-festival-della-creativita-2010-stanze.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122654749" title="Stanze:"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1262/5122654749_f1c457483f_t.jpg" width="67" height="100" alt="Stanze:" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123256386/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123256386" title="Italic 2.0"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1421/5123256386_044a0f5482_t.jpg" width="100" height="67" alt="Italic 2.0" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123043685/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123043685" title="Italic 2.0"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4069/5123043685_0a6826ce07_t.jpg" width="100" height="67" alt="Italic 2.0" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123673156/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123673156" title="Italic 2.0"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4016/5123673156_f20d6a6981_t.jpg" width="100" height="67" alt="Italic 2.0" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123672522/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123672522" title="Italic 2.0"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1131/5123672522_b60e16ae47_t.jpg" width="67" height="100" alt="Italic 2.0" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123256718/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123256718" title="Italic 2.0"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1128/5123256718_43f4cff348_t.jpg" width="100" height="67" alt="Italic 2.0" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123671888/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123671888" title="Italic 2.0"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1192/5123671888_3a77b29aaa_t.jpg" width="100" height="67" alt="Italic 2.0" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123069217/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123069217" title="Italic 2.0"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4004/5123069217_3c8ff47795_t.jpg" width="100" height="67" alt="Italic 2.0" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123257130/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123257130" title="italic 2.0"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1400/5123257130_56dc151aaa_t.jpg" width="100" height="67" alt="italic 2.0" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122656511/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122656511" title="Italic 2.0"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4049/5122656511_872d63f8c6_t.jpg" width="100" height="67" alt="Italic 2.0" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123258036/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123258036" title="Italic 2.0"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4066/5123258036_d8f7f66113_t.jpg" width="100" height="67" alt="Italic 2.0" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5122657165/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5122657165" title="italic 2.0"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4027/5122657165_06b150e838_t.jpg" width="100" height="67" alt="italic 2.0" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123068259/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123068259" title="Italic 2.0"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4041/5123068259_8c45410267_t.jpg" width="100" height="67" alt="Italic 2.0" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123670682/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123670682" title="Italic 2.0"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1218/5123670682_48212f542b_t.jpg" width="100" height="67" alt="Italic 2.0" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123669780/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123669780" title="Italic 2.0"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1217/5123669780_d856ec407f_t.jpg" width="100" height="67" alt="Italic 2.0" /></a> <a class="tt-flickr tt-flickr-Thumbnail" href="http://blog.giofugatype.com/photos/photo/5123067349/firenze-festival-della-creativita-2010-italic-2-0.html" rel="album-72157625134389291" id="photo-5123067349" title="Italic 2.0"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1438/5123067349_a173380d1c_t.jpg" width="100" height="67" alt="Italic 2.0" /></a> </div><br />
</p>
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		<title>I libri e le carte dei tipograﬁ</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 16:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 27 ottobre 2010 alle ore 17.00 nel Salone Maria Luigia della Biblioteca Palatina di Parma sarà presentato il lavoro di riordino degli archivi personali e professionali di Giambattista e Margherita Bodoni, Raffaello Bertieri e Piero Trevisani, affiancato da una mostra bibliografica documentaria. L’evento che rientra nella campagna nazionale “Ottobre piovono libri” affronta il tema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mercoledì 27 ottobre 2010</strong> alle ore 17.00 nel Salone Maria Luigia della Biblioteca Palatina di Parma sarà presentato il lavoro di riordino degli archivi personali e professionali di <em>Giambattista</em> e <em>Margherita Bodoni, Raffaello Bertieri</em> e <em>Piero Trevisani</em>, affiancato da una mostra bibliografica documentaria.<br />
<img alt="" src="../immagini/bodonicorale.jpg" title="il corale di Bodoni" class="aligncenter" /><br />
L’evento che rientra nella campagna nazionale <em>“Ottobre piovono libri”</em> affronta il tema degli archivi, presenti nelle biblioteche. <em>Andrea De Pasquale</em>, direttore della Biblioteca Palatina e del Museo Bodoniano, illustrerà il lavoro di riordino effettuato sugli importanti fondi archivistici conservati presso il Museo Bodoniano.</p>
<p>Un ricchissimo patrimonio di notizie offre l’<em>archivio Bodoni</em> (1768–1843), che oltre a far meglio comprendere la vita e l’attività del grande tipografo, fornisce un quadro completo del contesto socio economico del tempo. L’archivio raccoglie, oltre al vasto carteggio, le carte personali e di lavoro del tipografo saluzzese (tra cui preziosissimi lavori giovanili o disegni a penna per alfabeti e fregi), della consorte nonché compagna di lavoro, i documenti inerenti la gestione e la vita dell’Officina tipografica (testi manoscritti predisposti per la stampa, prove e bozze di stampa, ecc..). Il riordino ha inoltre permesso di individuare alcuni archivi aggregati e separare i fascicoli inerenti l’eredità di Bodoni.</p>
<p>Gli <em>archivi di Raffaello Bertieri</em> (1875–1941) e di <em>Piero Trevisan</em>i (1866–1969), donati dalla vedova di quest’ultimo al Museo Bodoniano nel 1972, testimoniano la vita e l’attività professionale di due protagonisti degli studi di grafica e tipografia del ‘900.</p>
<p>L’archivio Bertieri delinea efficacemente l’attività del fondatore de <em>«Il Risorgimento Grafico»</em> (rivista tecnica di somma importanza in campo tipografico italiano), oltre a delinearne l’impegno di studioso e stampatore nella rinomata Officina milanese fondata con Piero Vanzetti.<br />
Le carte e la biblioteca di Piero Trevisani, oltre ad illustrare la sua attività di giornalista, docente e studioso di arti grafiche, permettono di ricostruire le tappe fondamentali del percorso per l’istituzione della formazione professionale grafica in Italia, per la quale Trevisani combattè alacremente, nonché le fasi di creazione del Museo Bodoniano di cui fu tra i più attivi fondatori.</p>
<p>Alla presentazione seguirà la visita della mostra allestita nella Galleria Petitot, curata da Erminda Del Monaco, Costanza Marchesini e Caterina Silva, dove saranno esposti i documenti più significativi dei vari fondi e mostrate le acquisizioni più recenti (volumi della biblioteca di Raffello Bertieri).</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br />
Strada alla Pilotta 3, 43121 Parma<br />
Tel. 0521 220411<br />
Fax 0521 235662<br />
daniela.moschini@beniculturali.it<br />
museobodoni@beniculturali.it</p>
<p>(fonte: sito aiap)<br />
</p>
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		<title>Typobrainstorm: workshop, esposizioni, installazioni, incontri a Firenze al Festival della Creatività 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 08:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calligraphy - calligrafia]]></category>
		<category><![CDATA[Fonts - Caratteri]]></category>
		<category><![CDATA[Type events]]></category>
		<category><![CDATA[aiap]]></category>
		<category><![CDATA[Giangiorgio Fuga]]></category>
		<category><![CDATA[Italic 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Jonathan Calugi]]></category>
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		<category><![CDATA[Luca Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Officina Creativa]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Massoni]]></category>
		<category><![CDATA[Sketchthisout]]></category>
		<category><![CDATA[Stanze]]></category>
		<category><![CDATA[workshop tipografico]]></category>
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		<description><![CDATA[Typobrainstorm workshops Il 22 ottobre 2010 dalle 9:45 alle 19:45 presso l’Officina Creativa alle Murate ci sarà nell’ambito del Festival della Creatività 2010 di Firenze Typobrainstorm: Workshop di calligrafia con Luca Barcellona e di Tipografia con Giangiorgio Fuga a cura di IntheNameOfUs / IED / Aiap Calligraphy workshop + Luca Barcellona exhibition Luca Barcellona è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><span style="color: #003366;">Typobrainstorm workshops</span></strong></h3>
<p>Il 22 ottobre 2010 dalle 9:45 alle 19:45 presso l’Officina Creativa alle Murate ci sarà nell’ambito del <em>Festival della Creatività 2010 di Firenze</em><br />
<strong>Typobrainstorm: Workshop di calligrafia con Luca Barcellona e di Tipografia con Giangiorgio Fuga</strong><br />
a cura di IntheNameOfUs / IED / Aiap</p>
<p><img class="alignnone" title="Typobrainstorm" src="../immagini/workshop.png" alt="" width="492" height="261" /></p>
<p><strong><br />
Calligraphy workshop + Luca Barcellona exhibition</strong><br />
<em><a href="http://www.lucabarcellona.com/"  target="_blank">Luca Barcellona</a></em> è uno dei calligrafi più attivi e noti dello scenario Italiano. Poliedrico interprete tocca le più svariate tecniche calligrafiche dalla penna d’oca allo spray.<br />
Le sue opere hanno come soggetto costante le lettere muovendosi con agilità dai titoli di testa di film come “io sono l’amore” a creazioni più grafiche per importanti brand come Nike, Dolce &amp; Gabbana e Sony.<br />
Sponsor materiali IED — Istituto Europeo di Design<br />
Max 20 persone POSTI ESAURITI</p>
<p><strong><br />
Typography workshop + Giò Fuga exhibition</strong><br />
Workshop con <em><a href="http://www.giofugatype.com/"  target="_blank">Giangiorgio Fuga</a></em> creatore dell’autorevole Giò Fuga Type | blog, finestra in costante aggiornamento sullo scenario tipografico italiano e internazionale.<br />
Giangiorgio progetta caratteri tipografici dal 1985, diventando negli anni uno dei più influenti type designer contemporanei in Italia.<br />
Allievo del grande <em>Aldo Novarese</em> oggi a sua volta insegna in alcuni dei templi della didattica tipografica come il Politecnico di Milano, lo IED di MIlano e l’Unisinos di Porto Allegre (Brasile).<br />
Sponsor materiali IED — Istituto Europeo di Design<br />
Max 20 persone POSTI ESAURITI</p>
<h3><strong><span style="color: #003366;">Typobrainstorm esposizioni</span></strong></h3>
<p>21–22-23–24 ottobre 2010<br />
Non è un caso che il carattere tipografico corsivo si chiami “italico” in opposizione al “romano” (o scrittura rotonda).<br />
Quella del disegno del carattere è in Italia una tradizione che vanta nomi illustri: da Bodoni a Novarese, da Simoncini a Tallone …<br />
Ma anche una scuola di autori contemporanei ai quali l’Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva ha dedicato un  progetto di ricognizione sfociato nelle due mostre e nei due volumi di <em>Italic</em>. Ad Officina Creativa, questo percorso incontra l’attività formativa di  Istituto Europeo di Design per presentare una giornata di workshop, installazioni e incontri (il 22 ottobre) curato da InTheNameOfUs. Un <em>brainstorming</em> tipografico per parlare del design del carattere contemporaneo in  Italia, coinvolti negli workshop creativi del grafico e calligrafo Luca  “Bean” Barcellona e del type designer Giangiorgio Fuga o interagendo con le installazioni tipografiche di Sketchthisout e di Zetafonts, che si  concluderà con una visita guidata/presentazione delle installazioni realizzata in collaborazione con FFF (che presenta alle Murate la sua <a href="http://2010.festivaldellacreativita.it/content/pi%C3%B9il-design-il-cambiamento-moredesign-change" > More design for a change</a>) e con un aperitivo creativo.<br />
Durante tutti e quattro i giorni del festival invece, oltre alla mostra  Italic 2.0, l’Aiap presenta la mostra di grafica al femminile “Stanze”, mentre una personale verrà dedicata all’opera di Jonathan Calugi,  personalissimo type designer e rappresentante del gusto più  contemporaneo del disegno del carattere tipografico.</p>
<p><strong>Italic 2.0 — a cura di Aiap </strong><br />
<a href="http://www.progetto-italic.org/"  target="_blank">Italic 2.0</a> racconta lo  scenario tipografico contemporaneo presentando una nuova generazione di  designer per i quali il disegno tipografico rappresenta un campo di  attività sostanziale e non solo di supporto al progetto grafico.<br />
La mostra è la testimonianza di un processo di ricognizione che l’Aiap —  associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva, sta  portando avanti da anni e che ha prodotto due volumi per i tipi di  Aiap/De Agostini.<br />
<em>venerdì 22 ottobre h.18:00 visita guidata e aperitivo</em></p>
<p><strong>Stanze — a cura di Aiap — allestimento di Laura Moretti</strong><br />
Stanze è un progetto tutto al femminile firmato <a href="http://www.aiap.it/"  target="_blank">Aiap</a> — associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva, le  socie dell’associazione si confrontano con il tema spaziale e  concettuale di “stanza”. Lo spazio del manifesto diventa metafora della  camera in cui gli oggetti contenuti e accumulati, familiari, singolari o  fantastici, siano essi naturalia, artificialia o mirabilia, trasformano  lo spazio fisico in un luogo delle meraviglie, in cui nascono e  crescono i progetti..<br />
<em>venerdì 22 ottobre h.18:00 visita guidata e aperitivo</em></p>
<p><strong>Jonathan Calugi — Happyloverstown</strong><br />
Sempre attento al mondo della tipografia, <a href="http://www.happyloverstown.eu/"  target="_blank"><em>Jonathan Calugi</em></a> è un brillante giovane designer che mette nei suoi caratteri la medesima vitalità presente nelle illustrazioni.<br />
Vincitore nel 2010 del prestigioso ADCI young guns award e della visual selection di Print Magazine, Jonathan è riuscito a creare un mix unico  di tipografia  e forza iconica che gli ha fruttato collaborazioni con alcuni dei maggiori brand mondiali come Nike o Sony.<br />
<em>venerdì 22 ottobre h.18:00 visita guidata e aperitivo</em></p>
<p><strong>Giò Fuga &amp; Luca Barcellona exposition </strong><br />
Per info su queste esposizioni visita l’area <a href="http://2010.festivaldellacreativita.it/node/3268"  target="_blank">workshop</a></p>
<h3><strong><span style="color: #003366;">Typobrainstorm: installazioni&amp;incontri</span></strong></h3>
<p>22 ottobre 2010<br />
h. 18.00 presentazione delle mostre e installazioni di Typobrainstorm<br />
h. 19.00 AperiTYPO Creativo</p>
<p><strong>TAC — Tipografia Assiale Computerizzata</strong><br />
<a href="http://www.zetafonts.com/"  target="_blank"><em>Zfonts</em></a> — foundry firmata studio Kmzero presenta una installazione interattiva raccontando il suo approccio innovativo alla tipografia in modo inusuale e coinvolgente per  lo spettatore. Nata nel 2008 zetafonts si è proposta nel mercato del  font design utilizzando un modello di diffusione, quello del creative  commons, strettamente correlato alle dinamiche del web contemporaneo.</p>
<p><strong>HANDfabet — a lifetime journal</strong><br />
Con la sua installazione, <a href="http://www.sketchthisout.com/"  target="_blank"><em>Simone Massoni</em></a> propone un diario tipografico in forma di alfabeto. Ogni lettera, disegnata a mano, ferma un attimo di vita e condensa in pochi tratti ciò  che sta succedendo in quel momento: porta con sé la data, e un pensiero  scritto come accompagnamento. I suoi caratteri mobili sono al tempo stesso un richiamo alla tipografia tradizionale e pagine calligrafiche  di un diario intimo che che si arricchisce di giorno in giorno con il  trascorrere della vita dell’artista.<br />
Simone Massoni lavora come visual artist per brand di moda e case editrici italiane e straniere.</p>
<p>Altre informazioni su: <a href="http://2010.festivaldellacreativita.it/"  target="_blank">Festival della Creatività 2010</a><br />
</p>
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		<title>Tallone editore — La forma del pensiero</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2010 13:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alberto Tallone]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Tallone]]></category>
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		<category><![CDATA[Edizioni Tallone]]></category>
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		<description><![CDATA[A Milano presso il Palazzo Isimbardi, in corso Monforte 35 giovedì 14 ottobre 2010 dalle 18:00 alle 20:00 La mostra organizzata dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura in collaborazione con Alberto Tallone Editore e Fondazione Radici nel Futuro, a cura di Dario Vermi, sarà aperta al pubblico dal 15-10-2010 al 21-11-2010 Palazzo Isimbardi Sala Pedenovi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #003366;">A Milano presso il Palazzo Isimbardi, in corso Monforte 35</span></p>
<p><span style="color: #003366;">giovedì 14 ottobre 2010 dalle 18:00 alle 20:00</span><br />
La mostra organizzata dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura in collaborazione con Alberto Tallone Editore e Fondazione Radici nel Futuro, a cura di Dario Vermi, sarà aperta al pubblico dal <span style="color: #003366;">15-10-2010 al 21-11-2010</span><br />
Palazzo Isimbardi<br />
Sala Pedenovi, Sala Nuova, Sala Tavolo Rotondo, Biblioteca Isimbardi<br />
corso Monforte, 35<br />
Milano<br />
Telefono: 02 77401<br />
Orario: dal lunedì al sabato 10.00–19.00, le domeniche 14 e 21 novembre 15.00–19.00</p>
<p>Ingresso libero</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px; margin-bottom: 10px;" title="Alberto Tallone" src="../immagini/tallone_milano.jpg" alt="" width="200" height="269" />La mostra <strong>“Tallone Editore – La forma del pensiero”</strong> documenta i contributi stilistici dell’editore e stampatore Tallone al design del libro, attraverso i tipici formati, i frontespizi, le impaginazioni, i caratteri da stampa, le carte e le legature: un insieme progettuale che è assurto a logo distintivo, inconfondibile delle Edizioni Tallone e che viene esplorato assieme alla storia del fondatore Alberto, il tipografo preferito da Neruda, e continuato dai familiari fino ai giorni nostri, attraverso la pubblicazione recente dei tre <em>Manuali Tipografici</em> a cura di <em>Enrico Tallone</em> che hanno illustrato i canoni estetici di quasi ottant’anni di attività editoriale.<br />
<em>Alberto Tallone</em>, figlio del pittore Cesare, maestro a Brera, lasciata nel 1932 la propria attività di librario antiquario a Milano, si recò a Parigi, divenendo allievo di <em>Maurice Darantiere</em>, il cui prestigioso atelier tipografico risaliva alla fine del Settecento. Nel 1938 rilevò l’atelier arricchendolo con serie di caratteri classici greci e latini, tra i quali i tipi disegnati da lui stesso nel 1949 e incisi su punzoni d’acciaio da <em>Charles Malin</em>.<br />
Oltre al contenuto letterario e alla cura filologica è universalmente riconosciuto alle <em>Edizioni Tallone</em> il contributo stilistico al design del libro attraverso il proprio carattere, i tipici formati oblunghi e la continua ricerca della chiarezza grafica.<br />
Rientrato in patria nel 1959 ad Alpignano, Tallone vi costruì la sua casa-officina, inaugurata il 15 ottobre 1960 da <em>Luigi Enaudi</em>.</p>
<p><strong>TIPOGRAFIA: DESIGN DEL DESIGN</strong><br />
La sezione presso la Biblioteca di Palazzo Isimbardi illustra l’introduzione dei caratteri mobili nel XV secolo, all’origine del ‘segno’ e del ‘disegno’ della scrittura ‘meccanizzata’: l’espressione più significativa e determinante dell’era moderna.</p>
<p>Lucio Passerini<br />
</p>
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		<title>Dite la vostra sul lettering del nuovo logo di Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 17:46:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il “cetriolo verde” con un lettering molto criticabile utilizzato per il logotipo di promozione turistica “italia” di rutelliana memoria ecco un altro capolavoro di pessimo lettering oltre che immagine. Una scelta del lettering a dir poco imbarazzante quella fatta dalla Mediapeople srl di Torino per il nuovo logotipo per la città di Roma che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il <em>“cetriolo verde”</em> con un lettering molto criticabile utilizzato per il logotipo di promozione turistica <em>“italia”</em> di rutelliana memoria ecco un altro capolavoro di pessimo lettering oltre che immagine.<br />
<img alt="" src="../immagini/romalogo.png" class="aligncenter" width="558" height="433" /></p>
<p>Una scelta del lettering a dir poco imbarazzante quella fatta dalla <em>Mediapeople srl</em> di Torino per il nuovo logotipo per la città di Roma che avrà il compito di rappresentare la città in ambito nazionale e internazionale nella promozione culturale e turistica e nel relativo merchandising.<br />
Imbarazzante per qualità, storicità e assemblaggio.  Prima di tutto la scelta della composizione in minuscola che nulla a che fare con le forme “romane” della <em>Capitalis  Romana</em> ovvero con le lettere maiuscole come quelle dell’iscrizione sul basamento della <em>Colonna Traiana</em>.<br />
Nessuna lettera di quell’assemblaggio è collegabile alla storia di Roma dove dai primi <em>Lapidari</em> alla <em>Rustica</em> le lettere hanno forme unicamente maiuscole.</p>
<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/8041757.jpg" alt="Esempio tipico di lapidario perfetto, ed inesauribile fonte di studi e di imitazioni, lo si può ammirare in una stele del basamento della Colonna Traiana, eretta nell’anno 114 nel Foro Traiano di Roma." class="aligncenter" width="450" height="234" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;">Esempio tipico di lapidario perfetto, ed inesauribile fonte di studi e di imitazioni, lo si può ammirare in una stele del basamento della Colonna Traiana, eretta nell’anno 114 nel Foro Traiano di Roma.</span></dd>
</dl>
</h5>
<p>In questo logotipo sono presenti, andando a ritroso, la lettera “a” che è una forma somigliante alla minuscola carolina del periodo del Regno dei Franchi di <em>Carlo Magno</em> (800) che con Roma aveva solo contatti religiosi; la “M” è la sola forma maiuscola, storpiata nella forma per fare da colonna alla lupa, e disegnata, si fa per dire, con i pennelli di un software vettoriale. Probabilmente con gli stessi strumenti vettoriali sono state disegnate le forme per le lettere “r” e “o” che presentano un disegno ornamentale certamente non legato alla romanità e di pessima fattura.<br />
Questa composizione con caratteri di stili diversi ricorda un’altra macedonia tipografica che era rappresentata dal logotipo del “cetriolo verde” turistico per l’Italia di rutelliana memoria.<br />
Un paio di considerazioni personali al di fuori della mia analisi del lettering la voglio fare sul marchio nel suo complesso: la prima sulla collocazione della lupa su una colonna come se fosse il Leone di San Marco, la seconda sull’assenza di Romolo e Remo. Forse sono andati allo stadio Olimpico a soffrire vedendo la … Roma.<br />
Sul prossimo numero di <em>Progetto Grafico</em> (18) edito da Aiap sarà dedicato un articolo su questo concorso, che come moltissimi altri in Italia provocano solo imbarazzo.<br />
</p>
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		<title>Quando s’insegnava nelle scuole italiane la “Bella Scrittura” (parte terza – dal dopoguerra alle riforme scolastiche degli anni ‘60)</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 20:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Modelli di Calligrafia — Metodo Prof. Primo Scapellato (1953) C’era una volta, e fino a non tanto tempo fa, nelle scuole italiane l’uso d’insegnare agli studenti ad avere una “bella scrittura” … Così iniziava, in un post precedente, la prima parte – “da ﬁne Ottocento alla Grande Guerra Mondiale”, seguita dalla seconda parte – “tra le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 610px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Modelli di Calligrafia - Metodo Prof. Primo Scapellato (1953)" src="../immagini/scapellato1.jpg" alt="" width="600" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Modelli di Calligrafia — Metodo Prof. Primo Scapellato (1953)</span></h5>
</dl>
</div>
<table style="width: 630px;" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3" valign="top">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 410px;" align="left" valign="top">
<em>C’era una volta, e fino a non tanto tempo fa, nelle scuole italiane l’uso d’insegnare agli studenti ad avere una “bella scrittura” …</em></p>
<p>Così iniziava, in un post precedente, la prima parte – <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2639"  target="_blank">“da ﬁne Ottocento alla Grande Guerra Mondiale”</a>,  seguita dalla seconda parte – <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2714"  target="_blank">“tra le due Guerre Mondiali”</a> dedicati all’insegnamento della calligrafia nelle scuole italiane, una interessante documentazione che parte nell’800 ed arriva nei primi anni ‘60 dello scorso secolo quando viene soppresso l’insegnamento sia nelle scuole elementari (ridotto alla sola prima elementare quando la maestra/o scriveva sul tuo quaderno una prima riga di lettere e tu, scolaro, dovevi ripeterle molte volte cercando di copiarle dignitosamente), sia nelle scuole medie e magistrali, commerciali. Una soppressione che sempre di più si avverte vedendo come scrivono molto male le nuove generazioni. Certamente lo scrivere a mano è divenuto sempre più raro dato che ora siamo invasi da vari mezzi informatici. Non si scrivono più lettere ma e-mail o sms. Gli atti notarili sono informatizzati, come pure i bilanci societari. Quando un professore deve correggere una composizione di un suo studente fatica, più delle volte, a capirne la scrittura che anche un grafologo fatica ad interpretare per i suoi studi.</p>
<p>Vediamo quindi in questa terza parte il periodo che va dal dopo guerra alla scomparsa nei piani di studio della calligrafia avvenuta nei primi anni ‘60. </p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Modelli di Calligrafia per le Scuole Medie - Metodo Prof. Francesco La Manna (1947-48)" src="../immagini/lamanna1b.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Modelli di Calligrafia per le Scuole Medie — Metodo Prof. Francesco La Manna (1947–48)</span></h5>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Scrittura Rotonda - Modelli di Calligrafia per le Scuole Medie - Metodo Prof. Francesco La Manna (1947-48)" src="../immagini/lamanna2b.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Scrittura Rotonda — Modelli di Calligrafia per le Scuole Medie — Metodo Prof. Francesco La Manna (1947–48)</span></h5>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Calligrafia, Silvio Thalmann" src="../immagini/thalmann.jpg" alt="Thalmann" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Calligrafia — Modelli ed esercitazioni ad uso delle scuole di Silvio Thalmann (fine anni ’50)</span></h5>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Stile, Corso di bella scrittura per le Elementari - Prof.ri Enrica Magenta Piatti e Sergio Franchini" src="../immagini/stile1.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Stile, Corso di bella scrittura — Prof.ri Enrica Magenta Piatti e Sergio Franchini</h5>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Stile, Corso di bella scrittura per le Elementari - esercizi per la classe II elementare" src="../immagini/stile2.jpg" alt="Filosa" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Stile, Corso di bella scrittura — così termina il quaderno per la classe II elementare</span></h5>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Stile, Corso di bella scrittura per le Elementari - esercizi per la classe II elementare" src="../immagini/stile2.jpg" alt="Filosa" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Stile, Corso di bella scrittura — così termina il quaderno per la classe II elementare</span></h5>
</dl>
</div>
</td>
<td style="width: 210px;" align="left" valign="top">
<em><strong><br />
<h3><span style="color: #003366;" align="left">L’insegnamento in Italia</span></h3>
<p></strong></em> Anche dopo la guerra proseguono le edizioni del <em>“Modello di Calligrafia — Metodo La Manna”</em> del <em>Prof. Francesco La Manna</em> indirizzati per l’educazione grafica nelle scuole d’Italia ed editi dalla Casa Editrice Carlo Signorelli di Milano. La prefazione dell’edizione, visibile nelle immagini datata 1947–48, già lamenta il graduale allontanamento dell’insegnamento dell’ «arte gentile» nelle scuole italiane. Il Prof. La Manna auspica che <em>“ … la Calligrafia non costituisce, però, una manifestazione d’arte e di cultura estranea alla Scuola, e poiché si pone, anzi, come elemento essenziale della cultura scolastica, – in quanto perfeziona la scrittura e cioè uno dei più importanti mezzi dell’espressione umana, – non si dispera che la gloriosa tradizione calligrafica italiana possa finalmente rifiorire, riportando, di conseguenza in ogni ordine di scuola questa disciplina, tanto necessaria per spronare ed abituare gli alunni all’ordine, alla precisione ed al buon gusto … ”</em>. Purtroppo le attese del Prof. La Manna vennero definitivamente cancellate con la soppressione dell’insegnamento della calligrafia, come già scritto, nei primi anni ‘60.<br />
Altro interessante manuale è il <em>“Modelli di Calligrafia”</em> del <em>Prof. Primo Scapellato</em> edito nel 1953 dalla Casa Editrice Giuseppe Principato di Milano; in questo volume sono presenti diversi esempi di scrittura posata (corsivo inglese), di scrittura diritta, scrittura rotonda, scrittura italiana, scrittura gotica antica, moderna e delle pergamene, le lettere a mano alzata, lo stampatello aldino e la cancelleresca romana.<br />
Sempre del dopoguerra è <em>“Calligrafia — Modelli ed esercitazioni ad uso delle scuole”</em> di <em>Silvio Thalmann</em> edito da Carlo Signorelli editore in Milano (fine anni ’50) un manuale di quaranta pagine con applicazioni dei caratteri disposti esteticamente, gotico onciale, geometrizzato — romano a bastone — modernizzato, oltre alle scritture classiche.<br />
Ultimi quaderni editati in ordine di tempo sono quelli della serie <em>“Stile — Corso di bella scrittura”</em> editati negli anni ‘50, del scorso secolo, dalle Edizioni Ariston di Milano e curati da <em>Enrica Magenta Piatti</em> e <em>Sergio Franchini</em>. Essi erano indirizzati agli scolari delle scuole elementari italiane non come manuali di calligrafia ma come esercizi gioiosi e sereni atti al raggiungimento di risultati di ordine, chiarezza e di metodo nello scrivere. Il carattere dato come modello, che si distingue soprattutto nelle maiuscole dalla classica scrittura inglese da cui deriva, è la scrittura tonda, introdotta nel dopoguerra nelle scuole elementari e adottata fino agli anni ‘60.<br />
I modelli, dopo essere stati copiati sui quaderni negli spazi lasciati appositamente o sulla stessa riga, o nelle righe sottostanti o nella contropagina bianca, potevano essere ripetuti, a giudizio dell’insegnante, anche su altri quaderni di “bella copia”.<br />
Parlare di calligrafia e “bella scrittura” ci fa un po’ sorridere al giorno d’oggi se pensiamo che nella maggior parte delle scuole primarie viene insegnato a scrivere principalmente in stampatello perché, secondo una impostazione pedagogica condivisa da molti insegnanti, <em>“… la scrittura è un puro strumento di comunicazione quindi non si vede l’utilità di sottoporre un bambino a uno sforzo inutile, anche dal punto di vista educativo ed è anche un discorso di economia di tempo nello scrivere …”</em>. Sembrano quindi questioni anacronistiche. Ma forse proprio questo è sintomo della scarsa sensibilità estetica del nostro tempo.<br />
Per fortuna ci sono molti corsi di calligrafia presso associazioni e scuole di comunicazione visiva e su questo blog potete trovare aggiornamenti sui loro calendari dei corsi.</p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Stile, Corso di bella scrittura - esercizi per la classe V elementare" src="../immagini/stile3.jpg" alt="" width="200" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Stile, Corso di bella scrittura — esercizi per la classe V elementare</span></h5>
</dl>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>

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		<title>The poetic of written space / La poetica dello spazio scritto</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 11:55:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrittura a mano e calligrafia in mostra a Venezia. La mostra, legata alle attività didattiche proposte dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, presenta un percorso che vuole essere una sintesi tra tradizione e grafica contemporanea. L’esposizione, a cura di Monica Dengo e Monica Viero, proporrà documenti manoscritti dalle collezioni della Biblioteca del Museo Correr, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Scrittura a mano e calligrafia in mostra a Venezia.</h2>
<p>La mostra, legata alle attività didattiche proposte dalla <em>Fondazione Musei Civici di Venezia</em>, presenta un percorso che vuole essere una sintesi tra tradizione e grafica contemporanea.<br />
L’esposizione, a cura di <em>Monica Dengo</em> e <em>Monica Viero</em>, proporrà documenti manoscritti dalle collezioni della <em>Biblioteca del Museo Correr</em>, in particolare materiali che documentino l’uso privato e quotidiano della scrittura nel tempo, accanto a opere contemporanee che abbiano in comune la pratica della scrittura a mano anche come immagine, come insieme di segni scritti capaci di comunicare per sé.<br />
<img alt="" src="../immagini/dengove2.jpg" class="alignnone" width="500" height="500" /><br />
La mostra è suddivisa in quattro sezioni:<br />
– <em>Sezione storica</em>: dai manuali del Cinquecento alle lettere ai documenti privati del Novecento, dalla Biblioteca del Museo Correr;<br />
– <em>Sezione contemporanea</em>: opere su carta e libri d’artista di artisti contemporanei che lavorano con la calligrafia occidentale, islamica e orientale. Sono esposti lavori dei seguenti artisti: <em>Kitty Sabatier </em>(Francia), Benno Aumann (Italia-Germania), Satsuki Hatsushima (Inghilterra-Giappone), Adriana Seri (Italia), Xin Ye (Francia– Cina). Hassan Massoudy (Francia-Iraq), Kolle Torsten (Germania), Mari Bohley (Germania), Cinzia Scuderi (Italia), Birgit Nass (Germania), Ewan Clayton (Inghilterra), Brody Neuenshwander (Belgio-USA), Carlo Buffa (Italia), Monica Dengo (Italia-USA), Akar Abdallah (Francia-Tunisia), Laurent Rebena (Francia), Michaela Keller (Svizzera), Norio Nagayama (Italia-Giappone).<br />
– <em>Installazione di Monica Dengo</em>: ti invito a fare tuo il testo. Testo da toccare, annusare, ascoltare e sentire.<br />
– <em>Sezione Workshop</em>: i lavori degli studenti che parteciperanno al workshop di calligrafia tenuto da Monica Dengo saranno poi esposti in una sala della mostra.<br />
maggiori informazioni</p>
<p>INFORMAZIONI GENERALI<br />
– Sede: Venezia, Museo Correr — II piano, Piazza San Marco, Venezia<br />
– Inaugurazione: venerdì 1 ottobre, ore 18<br />
– Apertura al pubblico: 2 – 31 ottobre 2010 Orario: 10/18 (biglietteria 10/17) </p>
<p>INFORMAZIONI<br />
www.museiciviciveneziani.it Email mkt.musei@fmcvenezia.it<br />
call center 848082000 (dall’Italia) +3904142730892 (dall’estero) </p>
<p>PRENOTAZIONI<br />
www.museiciviciveneziani.it<br />
call center 848082000 (dall’Italia) +3904142730892 (dall’estero) </p>

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		<title>Dal segno alla scrittura. Esperienze di calligrafia espressiva e gestuale a Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 12:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Milano da lunedì 11 Ottobre parte un corso di calligrafia tenuto da Umberto Fenocchio. Il corso di 30 ore avrà frequenza di una lezione settimanale di due ore e mezza il lunedì dalle 19:30 alle 22 (12 incontri) presso il NABA. Costo: € 360 Costo: € 306 a semestre per coloro che hanno già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Milano da lunedì 11 Ottobre parte un corso di calligrafia tenuto da <strong><a href="href=&quot;http://blog.giofugatype.com/?p=37"  target="_blank">Umberto Fenocchio</a></strong>.</p>
<p>Il corso di 30 ore avrà frequenza di una lezione settimanale di due ore e mezza il lunedì dalle 19:30 alle 22 (12 incontri) presso il <strong>NABA</strong>.<br />
Costo: € 360<br />
Costo: € 306  a semestre per coloro che hanno già frequentato un corso libero. Questa offerta è valida anche per l’iscrizione al secondo semestre solo fino alla fine di Ottobre.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/fenocchiocal.jpg" alt="" width="600" height="455" /></p>
<p>È un corso per l’apprendimento pratico delle varie scritture: <em>Capitale Quadrata Elegante Libraria, Capitale Onciale, Carolingia, Umanistica, Gotica, Inglese</em>, ecc.<br />
Si inizierà con lo studio delle singole lettere per poi passare a successive elaborazioni, sperimentazioni dei vari strumenti, tecniche e materiali, con esercizi manuali e creazioni libere: a tempera, acquarello, con l’uso di vari attrezzi scrittori: penne, pennini, pennelli.</p>
<p>Il corso si propone di dare un’idea della vastità della scrittura come mezzo universale della comunicazione moderna e nel grafic design attraverso l’apprendimento manuale delle varie scritture.<br />
Alla fine del corso lo studente avrà acquisito una notevole padronanza e abilità per affrontare lavori professionali di grafica e calligrafia quali biglietti da visita, testi, marchi, logotipi, locandine, manifesti, etichette, copertine di libri fino alla più recente progettazione di nuovi caratteri per la composizione digitale.</p>
<p>Il corso è rivolto a chi affronta la calligrafia per la prima volta o a chi desidera approfondire conoscenze già acquisite. È indicato a tutti i livelli di interesse, sia per chi si occupa di calligrafia come un semplice passatempo o per chi se ne occupa in qualità di grafico o artista.</p>
<p>Tutti i partecipanti dovranno fornirsi di penne calligrafiche Manuscript o altre marche, pennelli sintetici piatti manico lungo Da Vinci o altri, matite H e 2B, temperino, gomma, squadra, riga 50X70, goniometro, nastro adesivo, carta, tempere (scatola di colori primari Talens o Winsor &amp; Newton), cartucce e vasetti di inchiostro per calligrafia Rotring/Pelikan. Blocco per schizzi e appunti, quaderno per i primi esercizi calligrafici, carta liscia non riciclata, blocchi di carta tipo pergamenata formato A3 Calligraphy della Daler. Fogli di carta Canson, blocchi di carta per calligrafia Favoni A4 nei vari colori per i primi esercizi.<br />
Durante il corso verranno distribuite a ciascun partecipante schede, dispense, testi e disegni di caratteri utili per le esercitazioni didattiche.</p>
<p>Alla fine del corso, su richiesta, verrà rilasciato un attestato di frequenza.</p>
<p>Clicca qui per <a href="http://www.corsiliberi.naba.it/modulo_informazioni.php"  target="_blank">informazioni</a> e <a href="http://www.corsiliberi.naba.it/page.php?menuId=13&amp;menuLeft=1&amp;contentId=321"  target="_blank">iscrizioni</a>:</p>
<p>NABA — Via Darwin, 20 — Milano<br />
</p>
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		<title>Italy Type Design: Alessandro Butti</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 16:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alessandro Butti (Torino 1893 — 1959) è stato uno tra i più significativi disegnatore di caratteri italiani. Si formò in un ambiente ricco di tradizioni grafiche ed editoriali in cui si pubblicavano importanti riviste quali “L’Arte della Stampa”, “Archivio Tipografico” della Società Nebiolo e “Graphicus”; frequentò la Scuola Tipografica e di Arti Affini Vigliardi Paravia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: 630px;" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3">
<tbody>
<tr align="left" valign="top">
<td style="width: 410px;"><img class="alignleft" style="margin-right: 10px; margin-bottom: 5px;" src="../immagini/abutti.jpg" alt="" width="200" height="262" /> <em>Alessandro Butti</em> (Torino 1893 — 1959) è stato uno tra i più significativi disegnatore di caratteri italiani. Si formò in un ambiente ricco di tradizioni grafiche ed editoriali in cui si pubblicavano importanti riviste quali <em>“L’Arte della Stampa”, “Archivio Tipografico”</em> della Società Nebiolo e <em>“Graphicus”</em>; frequentò la Scuola Tipografica e di Arti Affini Vigliardi Paravia, fondata nel 1902, dove tenne i corsi serali di disegno del carattere personalità quali <em>Edoardo Cotti</em>, che realizzò i disegni del carattere <em>«Pastonchi»</em> e gli enciclopedisti <em>Isidoro Arneudo</em> e <em>Dalmazzo Gianolio</em>, autori di opere monumentali, imprescindibili per chi si occupi di storia del libro e della stampa.<br />
Prima di dirigerne lo Studio Artistico, Butti affinò le sue conoscenze tecniche come proto nella tipografia sperimentale della <em>Società Nebiolo</em> a Torino, curando la stampa e la grafica delle diverse pubblicazioni necessarie alla vita della maggiore fonderia d’Italia. Creato nel 1933, lo <em>Studio Artistico della Nebiolo</em> venne diretto dal Butti dal 1936 fino al 1952.<br />
Nel 1938 prese come collaboratore nella <em>Fonderia Caratteri Nebiolo</em> di Torino un artista a tutto tondo, ottimo fotografo, pittore e illustratore, ma soprattutto grande realizzazione di caratteri tipografici: <em>Aldo Novarese</em>.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 10px; margin-right: 10px;" title="Ave Maria dei tipografi" src="../immagini/avemaria.jpg" alt="" width="200" height="119" /></p>
<p>Con lui disegnò diversi caratteri tra i quali il più noto fu <em>«Microgramma»</em> con il quale fece incidere l’Ave Maria “dei tipografi” su un carattere dalle dimensioni di mm. 2x4, di cui un esemplare fuso in oro fu donato al Santo Padre. La straordinaria leggibilità in corpi piccoli testimoniata da questo capolavoro, ne decretò il successo che perdura attraverso le più aggiornate tecniche di stampa digitale.</p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="I caratteri disegnati da Alessandro Butti" src="../immagini/butti.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">I caratteri disegnati da Alessandro Butti</span></h5>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Il «Paganini», serie di caratteri disegnati con Raffaello Bertieri" src="../immagini/butti2.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Il «Paganini», serie di caratteri disegnati con Raffaello Bertieri</span></h5>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Il carattere «Augustea» di Alessandro Butti successivamente ripreso da Aldo Novarese con il «Nova Augustea» con l'introduzione del minuscolo" src="../immagini/augustea.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Il carattere «Augustea» di Alessandro Butti successivamente ripreso da Aldo Novarese con il «Nova Augustea» con l’introduzione del minuscolo</span></h5>
</dl>
</div>
</td>
<td style="width: 210px;">
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Esempio di composizione con il carattere «Augustea»" src="../immagini/augustea2.jpg" alt="" width="200" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Esempio di composizione con il carattere «Augustea»</span></h5>
</dl>
</div>
<p>Molti furono gli alfabeti disegnati nel periodo in cui rimase alla direzione dello Studio; è difficile demarcare con sicurezza i caratteri da lui direttamente progettati da quelli nati in seno allo Studio.<br />
Gli si attribuiscono:<br />
il <em><strong>Paganini</strong></em> (sotto la direzione di <em>Raffaello Bertieri</em>, 1928) una elegantissima famiglia di caratteri romani; il <em><strong>Semplicità</strong></em> (1930), una famiglia di lineari con un tocco di vivacità che include una versione denominata <em><strong>Ombra</strong></em>; la collaborazione con <em>Giulio da Milano</em> per il <em>Veltro</em> (1931), il <em><strong>Titano</strong></em> (1935); il <em><strong>Fluidum</strong></em> (1938) ad alto contrasto in due variabili; il <em><strong>Neon ombrato</strong></em> (la versione base era stata disegnata da <em>Giulio da Milano</em> nel 1935) il <em><strong>Quirinus</strong></em> (1939) un quadrato dal disegno molto fine in tre variabili; il <em><strong>Landi Echo</strong></em> (1939) un egiziano con linea interna inclinata (il corrispondente outline <em>Landi Linear</em> sarà disegnato da Aldo Novarese); il <em><strong>Rondine</strong></em> (1948) un calligrafico molto elegante (esiste ora una versione digitale del 2004 chiamata <em>Bella Donna</em> disegnata da  <em>Rebecca Alaccari</em> per la Canada Type); il <em><strong>Cicogna</strong></em> (1950) uno scritto fatto con la penna d’oca; l’<em><strong>Hastile</strong></em> (1952) un quadrato ad alto contrasto in due variabili; il <em><strong>Athenaeum</strong></em> (con le iniziali fatte da Aldo Novarese, 1945) un veneziano con alcune lettere schizzofreniche (M e Q); il <em><strong>Normandia</strong></em> (con Aldo Novarese, 1946–49) un neoclassico nerissimo in due variabili; <em><strong>Augustea</strong></em> (1951) completato successivamente con il minuscolo da Aldo Novarese e rinominato <em>Nova Augustea</em>; il <em><strong>Microgramma</strong></em> (con Aldo Novarese che userà poi come base per il suo <em>Eurostile</em>, 1952) lineare quadrato in quattro variabili e il <em><strong>Juliet</strong></em> (con Aldo Novarese, 1955). Il suo ultimo progetto furono i primi schizzi del <em><strong>Recta</strong></em> disegnato dal 1958 da Aldo Novarese.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/microgramma.jpg" alt="" width="200" height="41" /></p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Specimen del carattere «Normandia»" src="../immagini/normandia1.jpg" alt="" width="200" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Specimen del carattere «Normandia»</span></h5>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Specimen del carattere «Cigno»" src="../immagini/cigno.jpg" alt="" width="200" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Specimen del carattere «Cigno»</span></h5>
</dl>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>

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		<title>Quando s’insegnava nelle scuole italiane la “Bella Scrittura” (parte seconda – tra le due Guerre)</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 09:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’era una volta, e fino a non tanto tempo fa, nelle scuole italiane l’uso d’insegnare agli studenti ad avere una “bella scrittura”. Così iniziava la prima parte – “da ﬁne Ottocento alla Grande Guerra Mondiale”, dei post dedicati all’insegnamento della calligrafia nelle scuole italiane, una interessante documentazione che parte nell’800 ed arriva nei primi anni ‘60 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: 630px;" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3" valign="top">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 410px;" align="left" valign="top">
<em>C’era una volta, e fino a non tanto tempo fa, nelle scuole italiane l’uso d’insegnare agli studenti ad avere una “bella scrittura”.</em></p>
<p>Così iniziava la prima parte – <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2639"  target="_blank">“da ﬁne Ottocento alla Grande Guerra Mondiale”</a>,  dei post dedicati all’insegnamento della calligrafia nelle scuole italiane, una interessante documentazione che parte nell’800 ed arriva nei primi anni ‘60 dello scorso secolo quando viene soppresso l’insegnamento sia nelle scuole elementari (ridotto alla sola prima elementare quando la maestra/o scriveva sul tuo quaderno una prima riga di lettere e tu, scolaro, dovevi ripeterle molte volte cercando di copiarle dignitosamente), sia nelle scuole medie e magistrali, commerciali.<br />
Prima ciascun allievo cominciava ogni anno dal primo quaderno e passava al successivo solo se aveva superato tutte le difficoltà del precedente.<br />
In questa seconda parte sarà illustrato il periodo tra le due Guerre Mondiali che coincide con il ventennio fascista che influenzerà molto il contenuto nelle frasi e parole da scrivere presenti in questi quaderni ma non le denominazioni “internazionali” di inglese e francese.<br />
Curiosità: durante il periodo fascista fu introdotta la <em>“scrittura diritta”</em> perché un medico oculista aveva detto all’allora ministro della pubblica istruzione che la scrittura inclinata farebbe male agli occhi, chissà poi perché! La calligrafia tradizionale insegnava, invece, che la scrittura doveva essere inclinata verso destra con un angolo di circa 36 gradi, in modo da assecondare i movimenti del polso e dell’avambraccio.</p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Modelli di Calligrafia per le Scuole Medie - Metodo Prof. Francesco La Manna (anni 20)" src="../immagini/lamanna1a.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Modelli di Calligrafia per le Scuole Medie — Metodo Prof. Francesco La Manna (anni ‘20)</span></h5>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Scrittura Diritta - Modelli di Calligrafia per le Scuole Medie - Metodo Prof. Francesco La Manna (anni 20)" src="../immagini/lamanna2a.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Scrittura Diritta — Modelli di Calligrafia per le Scuole Medie — Metodo Prof. Francesco La Manna (anni ‘20)</span></h5>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="La Calligrafia nelle Scuole medie - Prof. Angelo Mona" src="../immagini/mona01.jpg" alt="" width="400" height="229" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">La Calligrafia nelle Scuole medie — Prof. Angelo Mona</span></h5>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Metodo di calligrafia - Prof. Gaetano Filosa (1938)" src="../immagini/filosa01.jpg" alt="Filosa" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Metodo di calligrafia — Prof. Gaetano Filosa (1938)</span></h5>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Metodo di calligrafia - Prof. Gaetano Filosa (1938)" src="../immagini/filosa02.jpg" alt="Filosa" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Influenza fascista nei contenuti del Metodo di calligrafia — Prof. Gaetano Filosa (1938)</span></h5>
</dl>
</div>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Esempio di utilizzo della bella scrittura ad uso commerciale e notarile" src="../immagini/lamannaes.jpg" alt="La Manna" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Esempio di utilizzo della bella scrittura ad uso commerciale e notarile</span></h5>
</td>
<td style="width: 210px;" align="left" valign="top">
<img alt="" src="../immagini/filosa04.jpg" class="alignnone" width="200" height="116" /><br />
<em><strong><br />
<h3><span style="color: #003366;" align="left">L’insegnamento in Italia</span></h3>
<p></strong></em> Come scrivevo nella prima parte, dalla scuola elementare e media, dove era una comune materia di studio, l’insegnamento della “bella scrittura” trovava il massimo grado di perfezione nelle scuole tecniche di avviamento professionale sia maschili, sia femminili come disciplina essenziale per lavorare nel commercio, nell’industria e negli uffici come impiegati. Il Regio Decreto del 1899 prevedeva per quest’ultimo ordine di scuole 3 ore settimanali (solo 2 ore nel femminile) per le prime classi con esercitazioni sul carattere inglese posato di varie altezze e sul corsivo inglese; mentre nelle seconde classi vi erano lo studio del corsivo, dello stampatello Aldino, Italiano, Rotondo, Bastardo (Coulé); nelle terze classi, infine, lo studio del gotico antico e moderno, stampatello romano e la distribuzione estetica dei caratteri. Esistevano manuali e quaderni ad album distribuiti in tutto il territorio italiano o in ambito regionale.</p>
<p>Tra le due guerre, oltre alle riedizioni del <em>Prof. Tonso</em>, sono i vari fascicoli di <em>“Modelli di Calligrafia per le Scuole Medie. Metodo Lamanna (approvato dal Ministero della Pubblica Istruzione)”</em> pubblicati dalla Società editrice Dante Alighieri e nel dopoguerra dalla Casa editrice Carlo Signorelli, scritti dal <em>Prof. Cav. Francesco La Manna</em> della ‘Reale Scuola tecnica Bonaventura Cavaliera’ di Milano, autore di altre opere e pubblicazioni calligrafiche per le scuole elementari e medie di ogni grado, per gli aspiranti all’insegnamento e per i cultori delle arti grafiche ad essere i più utilizzati.<br />
Degli anni ‘20 sono i vari <em>“Quaderni di Calligrafia”</em> stampati da diverse cartolerie del Regno ed utilizzabili per tutti i metodi esistenti mentre all’estero esistevano quaderni di calligrafia e analisi musicale insieme.<br />
Sempre degli anni ‘20 è il quaderno <em>“La Calligrafia nelle Scuole medie”</em> del napoletano<em> Prof. Angelo Mona</em>. In questo quaderno, oltre alle numerose tavole sulla scrittura inglese, i corsivi italiano, francese e tedesco; il rotondo, il gotico antico e moderno, il gotico delle pergamene, vi sono anche tavole sugli svolazzi.</p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Svolazzi La Calligrafia nelle Scuole medie - Prof. Angelo Mona" src="../immagini/mona02.jpg" alt="" width="200" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Svolazzi da La Calligrafia nelle Scuole medie — Prof. Angelo Mona</span></h5>
</dl>
</div>
<p>Del 1921 è il <em>“Metodo razionale di calligrafia, ad uso delle scuole tecniche, normali, complementari, commerciali e degli aspiranti al diploma di calligrafia”</em> del <em>Prof. Tullio Giaconi</em> edito a Livorno da R. Giusti; e del 1938 è il <em>“Metodo di Calligrafia”</em> del <em>Prof. Gaetano Filosa</em> già operativo dai primi anni del ‘900 con il <em>“Trattato di calligrafia”</em> del 1904 edito dalla Litografia Democratica, <em>“Corso completo di calligrafia, per le scuole medie, professionali, commerciali e militari”</em> del 1911 e  il quaderno <em>“L’arte calligrafica nelle scuole medie : Raccolta di prospetti, intestazioni commerciali e composizioni calligrafiche”</em> del 1913 editi ambedue dalla Tipografia G. Federici; per arrivare alla sua ultima pubblicazione nel 1958, il <em>“Metodo di calligrafia”</em> edito da A. Garzanti.</p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Gotico moderno compilato dal Prof. Gaetano Filosa" src="../immagini/filosa03.jpg" alt="" width="200" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Gotico moderno compilato dal Prof. Gaetano Filosa</span></h5>
</dl>
</div>
<p>Il Filosa tratta la scrittura inglese, il corsivo inglese, la scrittura rotonda, il corsivo commerciale, la scrittura diritta, il corsivo tedesco commerciale; i caratteri per intestazioni tra i quali la scrittura italiana, il corsivo francese o coulée, il gotico antico e moderno, il gotico delle pergamene; gli stampatelli aldino e romano.<br />
Del 1943 è il quaderno di 44 pagine di <em>“Modelli di Calligrafia ad uso delle Scuole Medie”</em> di <em>Cesare Torricelli</em> edito da Paravia.  </p>
<p>Segue sui prossimi post la terza parte …
</td>
</tr>
</tbody>
</table>

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		<title>Buchstabenmuseum — il museo delle lettere di Berlino</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 12:03:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel centro di Berlino, nei pressi della celeberrima Alexanderplatz in Karl-Liebknecht-Straße 13 nel Berlin Carré, ha sede il Museo delle Lettere e dei Caratteri Tipografici (Buchstabenmuseum). Non è un “classico” Museo tipografico dove trovare caratteri, macchinari per le varie tipologie di stampa, ecc. ma un luogo dove si conservano e si documentano le “lettere” senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel centro di Berlino, nei pressi della celeberrima Alexanderplatz in Karl-Liebknecht-Straße 13 nel Berlin Carré, ha sede il Museo delle Lettere e dei Caratteri Tipografici (<strong>Buchstabenmuseum</strong>).<br />
<img alt="" src="../immagini/bmuseum.jpg" class="aligncenter" width="463" height="312" /><br />
Non è un “classico” Museo tipografico dove trovare caratteri, macchinari per le varie tipologie di stampa, ecc. ma un luogo dove si conservano e si documentano le “lettere” senza distinzione di cultura, lingua e dei sistemi di carattere in tutte le rappresentazioni possibili: da quelle tridimensionali utilizzate per le insegne o frammenti di scritte, a quelle tatuate; da quelle riprodotte in forma di pasta o biscotti a quelle fatte con i mattoncini Lego. Ogni materiale (che sia industriale o artigianale), ogni supporto, ogni condizione (nuove, rovinate o distorte) ed ogni forma sono buone bastano che siano “lettere”.<br />
Le lettere sono gli elementi di base di tutte le tradizioni di semiotica testuale e della comunicazione scritta.<br />
<img alt="" src="../immagini/bmuseum1.jpg" class="aligncenter" width="432" height="322" /><br />
Come conseguenza della crescente omogeneizzazione della qualità del paesaggio urbano le lettere progettate e i segnali stanno scomparendo dallo spazio pubblico. A causa della scomparsa delle aziende tradizionali e dell’affermazione dei brand globali, caratteri regionali e storici si estinguono e scompaiono. </p>
<p>Il <em>Museo delle Lettere</em> – fondato nel 2005 da <em>Barbara Dechant</em> e <em>Anja Schulze</em> – lavora sia come una “recycling” company che come un archivio. Il Museo colleziona oggetti che semioticamente siano testimonianza significante dell’ABC, di significati indipendentemente dal materiale in cui sono state realizzate, della diversità delle funzioni e della varietà estetica.<br />
Il Museo è organizzato in modo da esporre i propri materiali in modo non convenzionale, per sensibilizzare l’attenzione del pubblico sulla tipografia oltre che sulla collezione stessa.<br />
 <img alt="" src="../immagini/bmuseum2.jpg" class="aligncenter" width="463" height="307" /><br />
<em>Barbara Dechant</em> ama e raccoglie lettere da molti anni e la sua collezione privata è divenuta sempre più grande non solo nella quantità ma anche nelle grandezze. Quando ha conosciuto la sua collega <em>Anja Schulze</em> hanno unito le loro due inclinazioni. Anja ha sempre voluto gestire un’impresa culturale e sua è stata l’idea di fare un Museo. Ecco perché tutte le lettere piccole e grandi hanno ora una casa accogliente.<br />
Il loro obiettivo è ottenere lettere provenienti da tutto il mondo, per esempio dall’Asia dove queste tipologie di lforme sono così straordinariamente belle.<br />
Recentemente hanno contattato per l’Italia l’<a href="http://www.aiap.it"  target="_blank">Aiap</a> dove i soci, in accordo con le curatrici del Museo, possono contribuire alla collezione inviando testimonianze della storia tipografica italiana.</p>
<p>Info <a href="http://www.buchstabenmuseum.de/"  target="_blank">Buchstabenmuseum, il Museo delle Lettere di Berlino</a>.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2706&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Quando s’insegnava nelle scuole italiane la “Bella Scrittura” (parte prima – da ﬁne Ottocento alla Grande Guerra Mondiale)</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 14:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’era una volta, e fino a non tanto tempo fa, nelle scuole italiane l’uso d’insegnare agli studenti ad avere una “bella scrittura”. Con molta pazienza e a volte con molto rigore gli alunni sin dalle scuole elementari erano sollecitati dai maestri di calligrafia ad imparare a scrivere bene prima in brutta copia e poi sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="width: 630px;" border="0" cellspacing="3" cellpadding="3" valign="top">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 410px;" align="left" valign="top">
C’era una volta, e fino a non tanto tempo fa, nelle scuole italiane l’uso d’insegnare agli studenti ad avere una “bella scrittura”.<br />
Con molta pazienza e a volte con molto rigore gli alunni sin dalle scuole elementari erano sollecitati dai maestri di calligrafia ad imparare a scrivere bene prima in brutta copia e poi sui quaderni di bella copia. Inizialmente riempivano le pagine di aste, di cerchi, per poi passare alle lettere tonde, miste con gambe verso il basso e prolungamenti verso l’alto. In uno sforzo costante di rendere “bella” ed elegante la scrittura. In un’epoca in cui vi erano già le macchine da scrivere, ma molto era ancora scritto manualmente e doveva presentare delle caratteristiche di leggibilità ed estetica codificate. Certamente l’utilizzo del pennino e delle prime stilografiche non permetteva una scrittura molto veloce e pertanto era più facile che fosse accurata … nonostante le facili macchie. Con l’avvento delle economiche penne biro, negli anni ‘60, che hanno permesso una scrittura più veloce si è iniziato ad avere meno cura della propria scrittura.<br />
Altro fattore fondamentale è stata la soppressione, agli inizi degli anni ‘60, dell’insegnamento scolastico della <em>“bella scrittura”</em> ridotto alla sola prima elementare quando la maestra/o scriveva sul tuo quaderno una prima riga di lettere e tu, scolaro, dovevi ripeterle molte volte cercando di copiarle dignitosamente certamente non come negli anni precedenti quando erano molto frequenti le punizioni di scrivere almeno 50 volte la medesima parola sui quaderni a righe. Ora, ai giorni nostri, con arrivo dei mezzi informatici, non siamo più abituati a scrivere a mano, lo scrivere in modo leggibile è sempre più una rarità non solo in età scolare ma anche per gli adulti “diseducati” e solo affidandoci ai tanti corsi di calligrafia possiamo nuovamente imparare a scrivere.</p>
<p>Ed a proposito degli studenti è stato calcolato che ben il 20% di loro soffrono non solo di <em>disortografia</em> ma anche di <em>disgrafia</em> (più delle volte legata alla <em>dislessia</em>) che è la difficoltà di realizzare i grafemi manualmente e in modo automatico, leggibile e fluente. La scrittura spesso è indecifrabile anche per chi scrive, non solo per chi legge. La pressione è debole o eccessiva con micrografia o macrografia e non c’è continuità nel gesto, ovvero ci sono interruzioni con eccessiva o ridotta distanza tra le parole, non esatta legatura tra i segni e orientamento improprio del tracciato sul foglio, segni nervosi o svogliati, in poche parole scrivere a “zampa di gallina” come si diceva una volta.</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong><span style="color: #003366;"><span style="font-size: medium;">“Chi non sa leggere la sua scrittura<br />
è un asino di natura”</span></span></strong></em></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span><br />
La causa di ciò è in parte a problemi visivi ignorati nei bambini ma anche ad una assenza di educazione nello scrivere. Se si dedicasse almeno una buona ora la settimana nelle scuole a scrivere in bella calligrafia gli studenti sarebbero più precisi e attenti, e ciò che scrivono molto più leggibile.<br />
L’insegnamento della calligrafia, denominata anche <em>“Bella scrittura”</em>, è diventata molto diffusa e importante dagli inizi del XIX secolo (è del 1812 la raccolta di tavole gli <em>“Esemplari”</em> del 1812 create da <em>Bernardino Olivieri</em> a Firenze) e dopo l’Unità d’Italia è presente nei programmi formativi ministeriali per tutte le scuole: normali, complementari, tecniche fino agli inizi degli anni ’60 dello scorso secolo.<br />
Ma il primo manuale nella storia data 1522 con<em> “La Operina da Imparare di scrivere littera Cancellarescha”</em> di <em>Ludovico Arrighi</em> detto il Vicentino. Successivamente saranno i francesi, gli olandesi e gli inglesi come <em>Stanley Morison</em> che analizzerà profondamente l’opera dell’Arrighi ed <em>Edward Johnston</em> con il suo <em>“Writing and illuminating and lettering”</em> ad esprimere al meglio questa disciplina e dar vita all’insegnamento ed alla tradizione anglosassone. Mentre in Germania sarà il lavoro del famoso calligrafo <em>Rudolf Kock</em> ad essere celebrato o in Islanda <em>Benedikt Gröndal</em>. In Italia diversi calligrafi ancor oggi poco conosciuti insegnavano quest’arte italiana, andiamo a scoprirli. </p>
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<dt class="wp-caption-dt"><img title="Metodo Teorico Pratico di Scrittura Rotonda - Prof. Giovanni Tonso (1899)" src="../immagini/tonso1a.jpg" alt="" width="400" height="309" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Metodo Teorico Pratico di Scrittura Rotonda — Prof. Giovanni Tonso (1899)</span></h5>
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<dt class="wp-caption-dt"><img title="Metodo Teorico Pratico di Scrittura Rotonda - Prof. Giovanni Tonso (1899)" src="../immagini/tonso1b.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Metodo Teorico Pratico di Scrittura Rotonda — Prof. Giovanni Tonso (1899)</span></h5>
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<dt class="wp-caption-dt"><img title="Metodo Teorico Pratico di Scrittura Italiana - Prof. Giovanni Tonso (1899)" src="../immagini/tonso1c.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Metodo Teorico Pratico di Scrittura Italiana — Prof. Giovanni Tonso (1899)</span></h5>
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<dt class="wp-caption-dt"><img title="Il bello Scrivere - Prof. Giuseppe Ferrini (1902)" src="../immagini/ferrini1.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Il bello Scrivere — Prof. Giuseppe Ferrini (1902)</span></h5>
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<dt class="wp-caption-dt"><img title="Fantasie da «Il bello Scrivere» - Prof. Giuseppe Ferrini (1902)" src="../immagini/ferrini1b.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Fantasie — Il bello Scrivere — Prof. Giuseppe Ferrini (1902)</span></h5>
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<dt class="wp-caption-dt"><img title="Calligrafia Moderna - Prof. Nicola D'Urso (1912)" src="../immagini/durso1.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Calligrafia Moderna — Prof. Nicola D’Urso</span></h5>
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<dt class="wp-caption-dt"><img title="Scrittura italiana da «Calligrafia Moderna» - Prof. Nicola D'Urso (1912)" src="../immagini/durso2.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Scrittura italiana — Calligrafia Moderna — Prof. Nicola D’Urso</span></h5>
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<dt class="wp-caption-dt"><img title="Manuale di Calligrafia per uso delle classi elementari - Cav. Michele Favaloro" src="../immagini/favaloro1.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Manuale di Calligrafia per uso delle classi elementari del Cav. Michele Favaloro</span></h5>
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<dt class="wp-caption-dt"><img title="Calligrafia Inglese - Prof. Giovanni Mundici (1914)" src="../immagini/mundici1.jpg" alt="" width="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Calligrafia Inglese — Prof. Giovanni Mundici (1914)</span></h5>
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</td>
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<dt class="wp-caption-dt"><img title="Gotico delle Pergamene da «il bello Scrivere» del Prof. Giuseppe Ferrini (1902)" src="../immagini/ferrini3.jpg" alt="" width="200" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Gotico delle Pergamene da «il Bello Scrivere» del Prof. Giuseppe Ferrini (1902)</span></h5>
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<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Lapidario a rilievo da «il bello Scrivere» del Prof. Giuseppe Ferrini (1902)" src="../immagini/ferrini2.jpg" alt="" width="200" height="547" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Lapidario a rilievo da «il Bello Scrivere» del Prof. Giuseppe Ferrini (1902)</span></h5>
</dl>
</div>
<p><em><strong><br />
<h3><span style="color: #003366;">L’insegnamento in Italia</span></h3>
<p></strong></em> Dalla scuola elementare e media, dove era una comune materia di studio, l’insegnamento della “bella scrittura” trovava il massimo grado di perfezione nelle scuole tecniche di avviamento professionale sia maschili, sia femminili come disciplina essenziale per lavorare nel commercio, nell’industria e negli uffici come impiegati. Il Regio Decreto del 1899 prevedeva per quest’ultimo ordine di scuole 3 ore settimanali (solo 2 ore nel femminile) per le prime classi con esercitazioni sul carattere inglese posato di varie altezze e sul corsivo inglese; mentre nelle seconde classi vi erano lo studio del corsivo, dello stampatello Aldino, Italiano, Rotondo, Bastardo (Coulé); nelle terze classi, infine, lo studio del gotico antico e moderno, stampatello romano e la distribuzione estetica dei caratteri. Esistevano manuali e quaderni ad album distribuiti in tutto il territorio italiano o in ambito regionale.<br />
Tra i primi, legati al Regio Decreto c’era il <em>“Modello di calligrafia”</em> di <em>Eliodoro Andreoli</em>, reputato fra i massimi calligrafi di quel tempo, edito a Milano nel 1899 (di tale volume esiste una ristampa del 1992 con i fac-simile edito dalla Dante Alighieri).<br />
Quelli di più alta diffusione erano i numerosi manuali <em>“La Calligrafia. Metodo teorico pratico”</em> di scrittura italiana (inglese), scrittura rotonda insegnate nelle scuole di avviamento commerciale, magistrale, professionale e industriale, scuole tecniche commerciali e negli istituti tecnici, commerciali e amministrativi; scritto dal <em>Prof. Giovanni Tonso</em> docente presso il Regio Istituto Sommeiller e la Scuola Lagrange di Torino a fine ‘800; o la serie <em>“Il bello scrivere. Studio completo di calligrafia svolto con i più moderni sistemi e con procedimento teorico, pratico, nazionale”</em> che trattava lo studio della scrittura inglese, gotico delle pergamene, lapidari, stampatello aldino e scrittura rotonda edito da vari editori come Osvaldo Galli, Evaristo Clerici e Ettore Bassi &amp; Testa e scritti dal <em>Prof. Giuseppe Ferrini</em>, vincitore di importanti premi alle esposizioni di Parigi (1900), Varese (1901) e Roma (1908); o il corposo album di <em>“Calligrafia Moderna”</em> ad uso delle scuole medie e cultori di arti grafiche con testi e 80 tavole di modelli del salentino <em>Prof. Nicola D’Urso</em> che già a 22 anni, nel 1899, insegna l’arte del disegno, della calligrafia, dell’incisione e della miniatura, dei disegni per il ricamo a Roma. </p>
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<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Scrittura rotonda compilato dal Prof. Nicola D Urso" src="../immagini/durso3.jpg" alt="" width="200" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Scrittura rotonda compilata dal Prof. Nicola D’Urso</span></h5>
</dl>
</div>
<p>Tale album contiene esempi di scrittura inglese, rotonda, italiana, gotico antico e moderno e delle pergamene, stampatelli, svolazzi, epigrafi, iniziali e monogrammi. Il Prof. D’Urso fu anche promotore di un evolutivo sistema stenografico ed è noto tra i cultori della calligrafia per le sue <em>Cartoline micrografiche</em> dove tracciava testi in micro calligrafia.<br />
Altra serie di quaderni era <em>“La Calligrafia per le Scuole Medie. Metodo teorico-pratico diviso in 15 quaderni”</em> di <em>Antonio Agostini</em>, dei primissimi anni del ‘900, stampati a Treviglio (BG) e vincitori della Medaglia d’Argento alla 5ª Esposizione Internazionale di Roma del 1903.</p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Calligrafia inglese compilato dal Prof. Giovanni Mundici (1910)" src="../immagini/mundici2.jpg" alt="" width="200" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Calligrafia inglese compilato dal Prof. Giovanni Mundici</span></h5>
</dl>
</div>
<p>In ambito regionale erano: il <em>“Manuale di Calligrafia per uso delle classi elementari”</em> del <em>Cav. Michele Favaloro</em> di Palermo; le opere didattiche del bolognese <em>Fausto Saggiotti</em> quali: <em>“Esemplare di scrittura con massime di ben vivere per uso delle Scuole tecniche e normali”</em>, stampato a Bologna, Litografia G. Wenk, (1882); <em>“Metodo per apprendere con facilità l’arte dei contorni per saggi di calligrafia, disegni, ecc.,”</em> stampato a Bologna, Stab. Litografico F. Barbieri, (1888); <em>“Metodo di calligrafia”</em>, stampato a Bologna, Lit. G. Wenk, s.d.; i quaderni di <em>“Metodo teorico — pratico illustrato”</em> del<em> Prof. Giovanni Mundici</em> editi dalla Società Tipografica Modenese, sempre ad uso delle Scuole Medie, che si dividevano in 4 fascicoli sul Corsivo Inglese e 2 sulla Scrittura Corsiva; ulteriore testo era il <em>“Metodo Teorico Pratico di Calligrafia”</em> del <em>Prof. Ettore La Creta</em> edito dalla Libreria Editrice Baroni di Lucca dove oltre ai vari modelli di scrittura ci sono anche fogli di abbreviazioni commerciali e delle prime scritture stilografiche; altro ancora il quaderno <em>“Metodo Cobianchi”</em> diviso in cinque serie di <em>Pietro e F.lli Cobianchi</em> di Intra; in Friuli era molto utilizzato il <em>“Metodo di calligrafia per le scuole elementari”</em> di <em>Carlo Rossi</em>, in 11 quaderni, approvato dal Consiglio provinciale scolastico di Udine, (1878); in Umbria il <em>“Metodo di Calligrafia”</em> di <em>Torello Bianchi</em> (1889) e così tanti altri.<br />
Il saper scrivere bene era considerato molto importante per ottenere un buon posto di lavoro.</p>
<p>Segue sui prossimi post …</p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Metodo Cobianchi" src="../immagini/cobianchi1.jpg" alt="" width="200" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Metodo Cobianchi</span></h5>
</dl>
</div>
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<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="Metodo Cobianchi" src="../immagini/cobianchi2.jpg" alt="" width="200" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;">Metodo Cobianchi</span></h5>
</dl>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>

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		<title>The word ATypI 2010 a Dublino: le mostre</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 09:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come tutti gli anni, durante il meeting dell’ATypI — Association Typographique Internationale, vengono allestite delle interessanti mostre di Tipografia. Quest’anno a Dublino dall’8 al 12 settembre, tra le numerose conferenze (a pagamento) ed altri eventi, sono state allestite le seguenti mostre: Paradox Alg(i)er(s) Nel 2009 Verena Gerlach, type e graphic designer tedesco, ha visitato due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come tutti gli anni, durante il meeting dell’<strong>ATypI — Association Typographique Internationale</strong>, vengono allestite delle interessanti mostre di Tipografia.<br />
Quest’anno a Dublino dall’8 al 12 settembre, tra le numerose conferenze (a pagamento) ed altri eventi, sono state allestite le seguenti mostre:<br />
<em><span style="color: #003366;"><strong>Paradox Alg(i)er(s)</strong></span></em><br />
Nel 2009 <em>Verena Gerlach</em>, type e graphic designer tedesco, ha visitato due volte Algeri, capitale dell’Algeria. Invitato dal Goethe Institut avrebbe dovuto eseguire due laboratori per gli studenti di design della École de Beaux Arts. Durante la permanenza ad Algeri, Verena ha imparato molto sulla vita sotto una dittatura.<br />
<img class="alignleft" style="margin-right: 15px; margin-bottom: 10px;" src="../immagini/paradox.jpg" alt="" width="250" height="350" />Il paradosso: Algeri è una città molto bella, la gente è bella, la cultura sorprendente, il tempo piacevole, e potrebbe essere un posto perfetto, … ma: per quattro volte Verena è stato quasi arrestato per aver scattato delle fotografie ordinarie (come le lettere, dettagli, architettura). Ha anche avuto censurato il suo primo laboratorio. Il secondo non ha ottenuto il permesso dal governo.<br />
Come risultato delle sue visite alla città di Algeri, Verena ha progettato una serie di poster serigrafati (in formato A1) per i diversi diversi che hanno soprattutto catturato il suo interesse. Dato che i manifesti sarebbero stati esposti sia in Germania che in Algeria, il designer doveva davvero decidere se mentire visivamente (troppo) e fare solo vedere la bella Algeri, con manifesti turistici per piacere alle autorità algerine, o per mostrare la realtà opprimente.<br />
La soluzione: ci sono due serie di manifesti. Una per Algeri e una per Berlino. Ma i censurati (e loro realtà) sono quelli per il cosiddetto “libero Occidente”. Sono un po’ come la città: non è possibile vedere la bellezza reali o gioia, perché la maggior parte delle informazioni saranno coperte da siluette di qualcosa che sostituisce la repressione e la censura.</p>
<h5>The Factory Space, 100 Capel Street, Dublin 1<br />
Apertura: Wednesday 8 September<br />
Orari: lunedì — venerdì 9:00 –17:00, sabato 11:00 –17:00</h5>
<p><span style="color: #ffffff;">•</span></p>
<p><em><span style="color: #003366;"><strong>Wordstreams: an interactive, orthographic installation/performance of Timothy Donaldson</strong></span></em><br />
Donaldson presenta una performance di scrittura, simile a quelle per il quale è diventato famoso. Il contenuto sarà costituito da fonti miste: una interazione tra i contributi dai partecipanti alla conferenza, il contenuto testuale trovato nei testi stessi e della conferenza “l’autore della coscienza”.  L’aspetto dei testi sarà pittorico allo spettatore iniziale: una serie di tematiche, interconnessioni con collage di disegni di scritture su una varietà di forme storiche e saranno prodotte con una vasta gamma di strumenti da scrittura: da enormi pennelli a minuscoli pennini metallici. Al termine, il lavoro sarà suddiviso, distribuito e portato via dai partecipanti alla conferenza.</p>
<h5>Castello di Dublino, Moat Pool</h5>
<p><span style="color: #ffffff;">•</span></p>
<p><em><span style="color: #003366;"><strong>Type Director Club</strong></span></em><br />
La mostra si compone di tre sezioni:<br />
<strong>TDC 56</strong>, i vincitori del 56° Concorso Internazionale annuale, che presenta il meglio della tipografia per il 2009;<br />
<strong>TDC2 2010</strong> consiste nell’esposizione dei lavori dei vincitori del 12° TDC Typeface Design Competition competizione annuale e il concorso inaugurale;<br />
<strong>TDC Intro 010</strong> riconosce l’eccellenza nel design della tipografia in title design.</p>
<p>Le opere di tutti queste mostre saranno pubblicate sul <em>Type Directors Club Annual, Typography 31</em> che sarà disponibile da dicembre. II <em>Type Directors Club</em> è una organizzazione professionale internazionale dedicata ad educare i suoi membri sulla tipografiai, la storia, il disegno dei caratteri. Sta celebrando i quasi 65 anni, tra i suoi membri vi sono i type designers, type directors, art directors, graphic designers, calligrafi e coloro che hanno una passione per il letterform.</p>
<h5>Castello di Dublino, presso l’atrio inferiore</h5>
<p><span style="color: #ffffff;">•</span></p>
<p><em><span style="color: #003366;"><strong>letterlounge</strong></span></em><br />
Una mostra studentesca dei lavori degli studenti della <em>Dublin Institute of Technology</em> e dell’<em>ENSAD</em>, di Parigi.</p>
<h5>Castello di Dublino, Balcony Room</h5>
<p><span style="color: #ffffff;">•</span></p>
<p>Qui le altre informazioni sugli eventi del <a href="http://www.atypi.org/03_Dublin"  target="_blank">The word ATypI 2010 a Dublino</a><br />
</p>
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		<title>Cosa ti piacerebbe trovare sul mio typoblog?</title>
		<link>http://blog.giofugatype.com/?p=2629</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 00:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giò Fuga type]]></category>
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		<category><![CDATA[post]]></category>

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		<description><![CDATA[What would you like to find about my typoblog? Ringraziandovi delle vostre numerosissime visite al mio blog e dei vostri commenti diretti sui post e pagine (ancora pochini in verità) e indiretti sulle mie e-mail o su Facebook (più numerosi), vi domando cosa vi piacerebbe trovare nei miei post come argomenti legati al grande mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<img class="aligncenter" style="margin-bottom: 10px;" src="../immagini/deskgft.jpg" alt="i post del blog tipografico" width="450" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #003366;"><em><strong>What would you like to find about my typoblog?</strong></em></span></p>
<p>Ringraziandovi delle vostre numerosissime visite al mio blog e dei vostri commenti diretti sui post e pagine (ancora pochini in verità) e indiretti sulle mie e-mail o su Facebook (più numerosi), vi domando cosa vi piacerebbe trovare nei miei post come argomenti legati al grande mondo della tipografia e quali vorreste ci fossero approfondimenti.</p>
<p>Una domanda per migliorare e ampliare i contenuti sulla tipografia e per spingervi ad essere meno “timidi” nel commentare direttamente ciò che vi propongo.<br />
Questo blog ha compiuto 32 mesi di vita. Inizialmente sviluppato su una piattaforma che offriva pochissime possibilità di gestione, piano, piano è migliorato nella sua struttura mantenendo alta la qualità della maggior parte degli argomenti trattati.<br />
Durante l’ultimo restyling di questa estate sono aumentati i vecchi post tradotti anche in portoghese.<br />
Sono in preparazione diversi post con nuovi argomenti interessanti legati al mondo tipografico, sarà poi completata la serie di post sulla <em>Classificazione Novarese e integrazione Fuga</em>, il proseguimento della ricerca sulla storia dei <em>numeri civici</em> e tante altre utili sorprese legate alla <em>progettazione e digitalizzazione dei caratteri</em>.<br />
Questo spazio è aperto anche a chi vuole collaborare volontariamente al miglioramento e completamento dei contenuti con testi, traduzioni (molte richieste per avere i post anche in inglese, ma tale lingua non è il mio forte), segnalazioni. Inoltre sono graditi commenti, critiche e … apprezzamenti che aiutano moralmente a proseguire in questo lavoro d’informazione.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="../immagini/inom4.jpg" alt="inominforma" width="600" height="379" /></p>
<p>Alcune curiosità: le pagine più consultate sono quelle che riguardano i caratteri gotici (molto scaricate le immagini) con oltre 30.000 visite; seguite dai caratteri onciali; dai temi calligrafici e dagli utilizzi per bambini delle lettere.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="../immagini/8158011.jpg" alt="gotica maiuscola" width="538" height="778" /></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2629&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: il carattere “Prima Normografo” di Sonia Pippinato</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 09:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A pochi giorni dall’inizio della quinta edizione del Corso di Alta formazione in Type Design presso il Consorzio Poli.design di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e docenti: James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni e Marta Bernstein vi mostro gli ultimi lavori della precedente edizione svolta nel 2009. . Il lavoro presentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="../immagini/pippinato1.jpg" alt="" width="600" /></p>
<table class="alignleft" style="width: 640px;" border="0" cellspacing="5" cellpadding="5" align="left">
<tbody>
<tr>
<td class="alignleft" style="width: 310px;" align="left" scope="col">A pochi giorni dall’inizio della quinta edizione del <em>Corso di Alta formazione in Type Design</em> presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano sotto la direzione di <em>Giancarlo Iliprandi</em> e docenti: <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni</em> e <em>Marta Bernstein</em> vi mostro gli ultimi lavori della precedente edizione svolta nel 2009.</p>
<p><img class="alignleft" src="../immagini/pippinato3.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Il lavoro presentato in questo post è la font progettata da <strong>Sonia Pippinato</strong> di Milano il <strong>“Prima Normografo”</strong>.<br />
Il <em>“Prima Normografo”</em> è un carattere da normografo progettato per sviluppare l’apprendimento dell’alfabeto dei bambini in età prescolare.<br />
Il normografo non viene vissuto come strumento didattico, bensì come gioco con cui i bambini si divertano a creare insiemi di lettere che si trasformano in immagini. il normografo diventa quindi uno strumento per imparare a scrivere disegnando.</p>
<p>Ogni singolo segno di <em>“Prima Normografo”</em> è progettato per essere scomposto e ricomposto dando forma ogni volta a nuovi segni, che andranno a rappresentare sempre nuove storie, inoltre sono presenti alcune “faccine” da utilizzare.</p>
<p><em>“Prima Normografo”</em> è disegnato con un solo peso, fine, per facilitare l’utilizzo di matite colorate o di penne a sfera.</td>
<td class="alignright" style="width: 300px;" align="left"><img src="../immagini/pippinato2.jpg" alt="" width="300px" /><br />
<img src="../immagini/pippinato4.jpg" alt="" width="300px" /></td>
</tr>
<tr>
<td><img class="alignnone" src="../immagini/pippinato5.jpg" alt="" /></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: il “ﬁ” di Maurizio Strippoli</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 07:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad un mese circa dall’inizio della quinta edizione del Corso di Alta formazione in Type Design presso il Consorzio Poli.design di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e docenti: James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni e Marta Bernstein vi mostro gli ultimi lavori della precedente edizione svolta nel 2009. Il lavoro presentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/strippoli1.jpg" alt="" width="600" /></p>
<table class="alignleft" border="0" cellspacing="5" cellpadding="5" width="640" align="left">
<tbody>
<tr>
<td class="alignleft" style="width: 310px;" align="left" scope="col">
<p>Ad un mese circa dall’inizio della quinta edizione del <em>Corso di Alta formazione in Type Design</em> presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano sotto la direzione di <em>Giancarlo Iliprandi</em> e docenti: <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni</em> e <em>Marta Bernstein</em> vi mostro gli ultimi lavori della precedente edizione svolta nel 2009.</p>
<p><img class="alignleft" src="../immagini/strippoli2.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p></br></p>
<p>Il lavoro presentato in questo post è il carattere progettato da <strong>Maurizio Strippoli</strong> di Milano il <strong>“ﬁ”</strong> dal nome della legatura più utilizzata in un carattere tipografico.<br />
il <em>“ﬁ”</em> è un carattere romano moderno disegnato per la composizione a mano per mezzo di un normografo.<br />
Ha grazie triangolari raccordate, aste modulate con contrasto molto forte e un asse umanistico.<br />
Di tale font sono presenti l’alfabeto maiuscolo, il minuscolo, i numeri e qualche segno tipografico da completare.<br />
La font è prevista sia in formato digitale (OpenType™), sia in formato analogico sottoforma di normografo da accompagnare al software.<br />
Il normografo per la composizione a mano avrà i corpi compresi tra i 18 pt e i 24 pt nelle vecchie denominazioni di: <em>“Testo”, “Paragone”, “Ascendonica”</em> e <em>“Canoncino”</em>.</p>
</td>
<td class="alignright" style="width: 300px;" align="left">
<img src="../immagini/strippoli3.jpg" alt="" width="300px" height="426" /><br />
<img src="../immagini/strippoli4.jpg" alt="" width="300px" /></td>
</tr>
<tr>
<td><img class="alignnone" src="../immagini/strippoli5.jpg" alt="" /></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Il carattere “Inkunabula” di Raffaello Bertieri</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 14:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Inkunabula è uno dei carattere disegnati da Raffaello Bertieri (1875–1941), per la Società Augusta di Torino nel 1911, ispirato dal carattere veneziano ripreso dal Kalendario astronomico e astrologico (Questa opra da ogni parte e un libro doro. Non fu più preciosa gemma mai dil Calendario: Ianne de monte regio questo fexe …), di Johannes Müller [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="../immagini/inku_tondo1.jpg" alt="" /></p>
<table class="alignleft" style="width: 640px;" border="0" cellspacing="5" cellpadding="5" align="left">
<tbody>
<tr>
<td class="alignleft" style="width: 330px;" align="left" scope="col">
<p><img src="../immagini/inku_tondo.jpg" alt="" /></p>
<p><img src="../immagini/inku_corsi.jpg" alt="" /></p>
<p><img src="../immagini/inku_int.jpg" alt="" /></p>
</td>
<td class="alignright" style="width: 300px;" align="left">
<p> L’<strong>Inkunabula</strong> è uno dei carattere disegnati da <em>Raffaello Bertieri</em> (1875–1941), per la <em>Società Augusta</em> di Torino nel 1911, ispirato dal carattere veneziano ripreso dal <em>Kalendario astronomico e astrologico</em> (<em>Questa opra da ogni parte e un libro doro. Non fu più preciosa gemma mai dil Calendario: Ianne de monte regio questo fexe …</em>), di <em>Johannes Müller von Königsberg</em> (Regiomontanus), stampato dal prototipografo <em>Erhard Ratdolt</em> di Augusta (1442–1528) a Venezia nel 1476 (insieme a <em>Bernardus pictor de Augusta</em> e <em>Petrus Loslein de Lengencen</em>), da cui il nome <em>inkunabula</em> (cfr. 20 «alfabeti brevemente illustrati da Raffaello Bertieri», Milano, Bertieri, 1933, pp. 30 — [31],) e che la <em>Società Nebiolo</em> di Torino, produrrà e commercializzerà su suggerimento dallo stesso Bertieri. Negli anni successivi al tondo si accompagnerà un corsivo (quasi certamente del 1928).<br />
<em>Claudio Piccinini</em>, che mi ha gentilmente aiutato a completare i dati per questo post aggiornato, crede che sia quasi sicuramente un errore attribuire a Bertieri il disegno del corpo 12 fuso nel 1911, di questo se ne occupò una persona per suo conto: a lui va il merito di avere voluto questa realizzazione, che è desunta in modo quasi letterale dal “Regiomontano”. Bertieri stesso allude a questa cosa in modo quasi esplicito su una delle sue riviste, o sull’Archivio.<br />
Negli anni successivi, poi, vennero realizzati gli altri corpi per testo, e nel 1928 le due nuove serie: l’<em>Inkunabula Corsivo</em> che l’<em>Inkunabula Filettato</em> (disegnati da <em>Alessandro Butti</em>). </p>
<p><img src="../immagini/kalendario.jpg" alt="" /></p>
<p>In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia (2011) il carattere <em>Inkunabula</em> è di grande attualità storica in quanto venne inciso a Torino proprio in occasione del primo cinquantennio dell’Unità (1911). </p>
<p><img src="../immagini/inku_alfa.jpg" alt="" /></p>
<p>Caratteristiche del disegno sono: modulazione disposta in basso ed inclinata a sinistra nella G e nella O, l’occhiello della “e” chiuso da un tratto leggermente inclinato.<br />
Dell’Inkunabula sono stati punzonati il romano, il corsivo l’intestazione e il filettato.</p>
<p>Fu molto utilizzato negli anni ’30 dello scorso secolo dallo stampatore polacco <em>Samuel Tysziewicz</em> che lavorò prima a Firenze, nella sua <em>“Stamperia Polacca”</em>, poi a Nizza e infine di nuovo a Firenze.<br />
A Lione, <em>Marius Audin</em> lo utilizzò ampiamente e lo definì «lettre superbe» (Marius Audin, Histoire de l’imprimerie par l’image, IV, Paris 1929 p. 80–83). </p>
<p>L’Inkunabula non è ancora stato digitalizzato, seppur ci siano già dei type designer che ci stanno lavorando.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="../immagini/inku_corsi1.jpg" alt="" /></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2339&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Abbecedario architettonico e monumentale: l’esempio dell’alfabeto della Scuola Gabelli di Torino</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 16:49:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Scuola Elementare Aristide Gabelli è dedicata ad un insigne pedagogista, che nel 1888 stilò i programmi per la Scuola Elementare del Regno d’Italia. L’edificio multipiano, con annesse due palestre, comprende l’isolato fra le vie Monterosa, Scarlatti, Santhià e Feletto, nel quartiere Barriera di Milano. Costituisce un raro esempio torinese di scuola-isolato per l’istruzione elementare. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="alignleft" style="width: 630px;" border="0" cellspacing="5" cellpadding="5" align="left">
<tbody>
<tr>
<td class="alignleft" style="width: 310px;" align="left" scope="col">
<p><img src="../immagini/abecedario1.jpg" alt="" /></p>
</td>
<td class="alignright" style="width: 310px;" align="left">
<p>La <strong>Scuola Elementare Aristide Gabelli</strong> è dedicata ad un insigne pedagogista, che nel 1888 stilò i programmi per la Scuola Elementare del Regno d’Italia.<br />
L’edificio multipiano, con annesse due palestre, comprende l’isolato fra le vie Monterosa, Scarlatti, Santhià e Feletto, nel quartiere Barriera di Milano.<br />
Costituisce un raro esempio torinese di scuola-isolato per l’istruzione elementare. La scuola fu edificata dal 1914 al 1915, su progetto dell’Ufficio Tecnico comunale, con apporto dell’<em>ing. Dolza</em>, e fu ampliata nel 1925 con un secondo blocco, che trasformò l’iniziale pianta a manica semplice in isolato chiuso, con i bassi fabbricati delle palestre posti a saldatura tra il primo ed il secondo intervento.</p>
<p>Nel 2006 le maestre di questa Scuola elementare hanno avuto una idea “bislacca” (a detta dei loro alunni) per il tema di uno dei tanti corsi di aggiornamento.<br />
Sul tema degli<em> “Alfabeti e dei numeri”</em> hanno pensato di usare la struttura a griglia delle vetrate dei finestroni esterni della Scuola per disegnare lettere e numeri.<br />
Una ispirazione che nasce dalla storia del disegno dei caratteri nell’utilizzo di griglie di costruzione.<br />
Disegni di <em>Daniela Braidotti.</em><br />
Da un’idea di <em>Raffaele Palma</em></p>
<p>Sotto l’alfabeto delle sole lettere presenti nella lingua italiana e i numeri.</td>
</tr>
<tr>
<td><img alt="" src="../immagini/abecedario.jpg" class="aligncenter" width="600" height="1528" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Les Rencontres Internationales de Lure 2010</title>
		<link>http://blog.giofugatype.com/?p=1928</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 06:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FUTILE / UTILE, il programma! La typographie entre plaisir et devoir La tipografia tra piacere e dovere Settimana della tipografia a Lure (Provenza — Francia), dal 22 al 28 agosto 2010. La grafica dovrebbe essere soddisfatta di essere decorativa, o semplicemente organizzare la loro funzione? Dal rigore alla superficialità, una oscillazione costante e festante per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: x-large; color: #CC3333;">FUTILE / UTILE, il programma!</span></strong><br />
<span style="font-size: large;"><br />
La typographie entre plaisir et devoir<br />
La tipografia tra piacere e dovere</span></p>
<p>Settimana della tipografia a Lure (Provenza — Francia), dal 22 al 28 agosto 2010.</p>
<p><em>La grafica dovrebbe essere soddisfatta di essere decorativa, o semplicemente organizzare la loro funzione? Dal rigore alla superficialità, una oscillazione costante e festante per capire la grafica.</em></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/robot.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p>
<p>Per oltre mezzo secolo, <em>Les Rencontres Internationales de Lure</em> sono un importante osservatorio e un forum per gli appassionati della comunicazione visiva a tutto campo: tipografia e design tipografico, design, moda, fotografia, cartellonistica, packaging, grafica, storia, illustrazione.<br />
La sua missione è di promuovere la cultura grafica e di contribuire alla qualità del nostro ambiente dei media.<br />
I membri dell’associazione diretta da <em>Nicolas Taffin</em>, provengono da ogni luogo geografico e ambito professionale, e si sono incontrati per condividere esperienze, capacità e competenze per riflettere e discutere le pratiche e gli sviluppi della loro attività con passione e nella giusta atmosfera …</p>
<p>Moltissimi sono i relatori confermati per questa edizione che tratta il tema dell’uso della grafica tra futile e utile.<br />
Due idee di design, a distanza come i poli. La prima evoca abbellimento, copre un’area che si estende dal ornamentali per il (neo)rococò, attraverso la libera creazione virtuosa, a volte non senza umorismo. La seconda, seriosa, vuole organizzare per la creazione di regole, la struttura basata su un vocabolario semplice, minimo, per evitare di aggiungere qualche cosa che non è necessario. Tra le due, il progettista sarebbe condannato a scegliere le parti?</p>
<p>I Rencontres internationales de Lure vi aspettano, prenotate il vostro posto!<br />
Per informazioni, prenotazioni <a href="http://www.delure.org/"  target="_blank">www.relure.org</a></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/rubon10.png" alt="" width="600" height="180" /></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1928&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>La cultura giapponese del Kanji</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 16:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Senza difficoltà, il popolo giapponese utilizza una combinazione di quattro diversi tipi di sistemi di carattere: kanji, hiragana, katakana, e l’alfabeto inglese. Questo è un sistema molto insolito unico al mondo. Ciascuno dei caratteri kanji, costituisce il nucleo del sistema di scrittura giapponese, di solito serve anche come una parola. In aggiunta, la maggior parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="../immagini/japalpha.gif" alt="" /><br />
Senza difficoltà, il popolo giapponese utilizza una combinazione di quattro diversi tipi di sistemi di carattere: <em>kanji, hiragana, katakana</em>, e l’<em>alfabeto inglese</em>. Questo è un sistema molto insolito unico al mondo.</p>
<p>Ciascuno dei caratteri kanji, costituisce il nucleo del sistema di scrittura giapponese, di solito serve anche come una parola. In aggiunta, la maggior parte dei caratteri kanji hanno due o più pronunce e una varietà di significati. I kanji derivano dalla scrittura cinese, che una volta introdotta in Giappone apportò mutamenti sostanziali alla lingua giapponese. In generale i caratteri si usano per rappresentare le parti morfologicamente invariabili delle espressioni giapponesi (come i <em>semantemi</em>). Un kanji può quindi rappresentare la radice dei verbi, degli aggettivi o, integralmente, una buona parte dei sostantivi della lingua giapponese. Secondo le stime più recenti, il numero totale di kanji esistenti dovrebbe essere compreso all’incirca tra i 45.000 e i 50.000, ma di questi solo i 1.945 <em>jōyō kanji</em> (kanji di uso comune) e i 293 <em>Jinmeiyō kanji</em> per i nomi propri, possono essere utilizzati per la stampa. Nel caso si utilizzi un kanji non presente fra questi 2.238 si è soliti suggerirne la pronuncia con dei piccoli <em>hiragana</em>, chiamati <em>furigana</em>.</p>
<p>Prendete il kanji “<img src="http://www.morisawa.co.jp/english/culture/imgs/kanji_bun.gif" alt="panino" width="12" height="14" />” per esempio. Pronunciata come la ciambella o lunedi, indica il codice di esprimere e di registrazione delle parole. Essa è in realtà un carattere geroglifico, mostrando come i collari di capi di abbigliamento, come un chimono, attraversate ogni altro nella parte anteriore quando immessi sul . Il carattere originariamente significava “Aya” o qualcosa di twilled, ma più tardi il suo significato esteso a caratteri e anche di frasi. Un altro esempio è “<img src="http://www.morisawa.co.jp/english/culture/imgs/kanji_ji.gif" alt="ji" width="12" height="14" />” Pronunciato come ji o aza, la metà inferiore di questo carattere kanji originariamente raffigurato un neonato con una grande testa debole nei confronti dei suoi arti. Con questa parte, poiché il suo radicale, il kanji fondamentalmente indica lo stato di un bambino. Nel frattempo, la metà superiore o “BEN”, è stato originariamente a forma di come un qualcosa di coperto con un tetto alto a significare una casa. Aggiunto insieme, la parte superiore ed inferiore mostra un bambino in piedi sotto un tetto alto. Il suo significato originario di dare vita a bambini e rafforzare la loro, poi è venuto essere letta come “azana” o soprannome.</p>
<p>Tra il gran numero di omonimi in giapponese è “yoroko-bu”, un verbo che significa “essere soddisfatto”, che può essere espresso con differenti caratteri kanji, come: ”<img src="http://www.morisawa.co.jp/english/culture/imgs/kanji_yorokobu1.gif" alt="yoroko-bu" width="24" height="14" /> , <img src="http://www.morisawa.co.jp/english/culture/imgs/kanji_yorokobu2.gif" alt="yoroko-bu" width="24" height="14" /> , <img src="http://www.morisawa.co.jp/english/culture/imgs/kanji_yorokobu3.gif" alt="yoroko-bu" width="24" height="14" />, e <img src="http://www.morisawa.co.jp/english/culture/imgs/kanji_yorokobu4.gif" alt="yoroko-bu" width="24" height="14" />. Proprio come la storia del kanji “<img src="http://www.morisawa.co.jp/english/culture/imgs/kanji_ji.gif" alt="ji" width="12" height="14" />” suggerisce di cui sopra, generazioni di persone che hanno creato diversi” valore aggiunto “caratteri durante il tentativo di dare diversi caratteri kanji per la stessa pronuncia di esprimere sottili differenze nel significato.</p>
<p>Un breve filmato sulla cultura della scrittura kanji è visibile <a href="http://www.morisawa.co.jp/english/culture/movie.html"  target="_blank">dal sito di Morisawa</a>.<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Lavori in corso. Blog in aggiornamento strutturale</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 13:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il blog è in fase di aggiornamento totale con una nuova versione di WordPress che sta dando dei piccoli ma fastidiosi problemi tipo la gestione dei titoli e testi multilingua.
Cercheremo di risolvere quanto prima tale problema e di migliorare globalmente le funzionalità del blog.
Grazie.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il blog è in fase di aggiornamento totale con una nuova versione di WordPress che sta dando dei piccoli ma fastidiosi problemi tipo la gestione dei titoli e testi multilingua.<br />
Cercheremo di risolvere quanto prima tale problema e di migliorare globalmente le funzionalità del blog.<br />
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: il “Halfont” di Swan Lefevre</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 07:19:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A pochi mesi dal prossimo “Corso in Type Design 5ª edizione” diretto da Giancarlo Iliprandi per il Poli.design di Milano http://www.polidesign.net/type/gallery.php che si svolgerà tra settembre e ottobre proseguiamo con il sedicesimo lavoro della passata edizione progettato dalla brianzola Swan Lefevre: il suo “Halfont”. Il progetto di “Halfont” è una soluzione alternativa rispetto al carattere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="alignleft" border="0" cellspacing="5" cellpadding="5" width="640" align="left">
<tbody>
<tr>
<td class="alignleft" style="width: 310px;" align="left" scope="col">A pochi mesi dal prossimo <strong>“Corso in Type Design 5ª edizione”</strong> diretto da Giancarlo Iliprandi per il Poli.design di Milano <a href="http://www.polidesign.net/type/gallery.php"  target="_blank"><span>http://www.polidesign.net/type/gallery.p</span>hp</a> che si svolgerà tra settembre e ottobre proseguiamo con il sedicesimo lavoro della passata edizione progettato dalla brianzola <strong>Swan Lefevre</strong>: il suo <strong>“Halfont”</strong>.</p>
<p><img src="../immagini/swan1.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p>Il progetto di “Halfont” è una soluzione alternativa rispetto al carattere attualmente usato per i pannelli a messaggio variabile. Analizzando lo stato attuale è evidente il superficiale studio che è stato svolto sull’applicazione della font su questo meccanismo a scapito della leggibilità e dell’effetto ottico.</p>
<p>In “Halfont” si è voluto sfruttare l’espressività della linea di mezzeria che divide le lamelle dei pannelli sui quali girano le varie lettere e numeri.</p>
<p><img src="../immagini/swan3.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p><img src="../immagini/swan4.jpg" alt="" width="300" /></td>
<td class="alignright" style="width: 300px;" align="left"><img src="../immagini/swan2.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p>Oltretutto si sono presi in considerazione i luoghi in cui si inseriscono questi meccanismi e “Halfont” si ispira alle architetture delle grandi stazioni, le quali spesso sono caratterizzate da enormi strutture in ferro e vetro, con imponenti volte dove c’è un continuo gioco di contrasto tra bianco e nero, tra lo scheletro di metallo e la pelle trasparente dalla quale filtra la luce naturale. Questi spazi disegnano infinite geometrie molto rigide, spigolose e nette, caratteristiche che hanno influenzato il disegno di “Halfont”.</p>
<p><img src="../immagini/swan5.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p>Analizzando i caratteri per i pannelli a messaggio variabile questi devono avere i seguenti aspetti tecnici: — meccanica lamelle; — linea centrale di taglio delle lamelle girevoli; — carattere in negativo e monospaziato. L’aspetto stilistico deve rispettare le architetture dove viene utilizzato; per esempio, nelle architetture delle stazioni ferroviarie delle grandi città, come Milano, lo scheletro in ferro in contrasto con la luce filtrata dalle vetrate consiglierà un disegno con strutture geometriche e rigide presentando netti contrasti di bianco e nero.</p>
<p><img src="../immagini/swan7.jpg" alt="" width="300" /></td>
</tr>
<tr>
<td><img src="../immagini/swan6.jpg" alt="" width="600" /></p>
<p><img src="../immagini/swan8.jpg" alt="" width="600" /></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type Video: The Basics of Typography</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:20:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un altro video tipografico fatto da una studentessa americana di nome Kate, interessante nei contenuti ma con diversi difetti per essere un video: l’esagerato utilizzo dell’effetto zoom che dopo un po’ irrita e annoia la vista di chi lo guarda e della musica di fondo veramente impropiata. Testo in portoghese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un altro video tipografico fatto da una studentessa americana di nome Kate, interessante nei contenuti ma con diversi difetti per essere un video: l’esagerato utilizzo dell’effetto zoom che dopo un po’ irrita e annoia la vista di chi lo guarda e della musica di fondo veramente impropiata.</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yTH0Hr-Ldho?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/yTH0Hr-Ldho?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2397&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: il “W-graf” di Roberto Turla</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 18:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco il quindicesimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del Corso di Alta formazione in Type Design della quarta edizione svolta nel 2009 presso il Consorzio Poli.design di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e docenti: James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni e Luciano Perondi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="alignleft" border="0" cellspacing="5" cellpadding="5" width="640" align="left">
<tbody>
<tr>
<td class="alignleft" style="width: 310px;" align="left" scope="col"><img src="../immagini/turla1.jpg" alt="" width="270" /></p>
<p>Ecco il quindicesimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del <em>Corso di Alta formazione in Type Design</em> della quarta edizione svolta nel 2009 presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano sotto la direzione di <em>Giancarlo Iliprandi</em> e docenti: <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni</em> e <em>Luciano Perondi</em>. Ospiti: <em>Claudio Rocha</em> e <em>Veronika Burian</em>.</p>
<p>Il lavoro presentato in questo post è il carattere progettato dal bergamasco <strong>Roberto Turla</strong> studente del Politecnico di Milano: la font <strong>“W-graf”</strong>.<br />
W-graf nasce dall’esigenza di creare un prodotto innovativo che faciliti la vita dei giovani writers.<br />
Uno strumento tanto utile quanto obsoleto si può dunque trasformare in una risorsa indispensabile per ogni graffitaro. Il normografo W-graf, creato su misura di writer, vi permetterà di comporre a vostro<br />
piacimento la scritta desiderata con la facilità di uno stencil.<br />
Preparate gli spray per taggare ogni muro con una cura e un’eleganza tipografica mai vista!</p>
<p><img src="../immagini/turla2.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p>W-graf è stato creato prendendo spunto dalle tag presenti sui muri di tutte le città.<br />
Il lettering è frutto di uno studio calligrafico approfondito che cerca di ricreare e riproporre quella che è l’essenza della tag.<br />
Il movimento, il tratto, il giochi di incastri e legature, le varianti di peso e le aperture sono tutti elementi che hanno influenzato il letterign di W-graf.<br />
W-graf non ha la pretesa di emulare le tag dei più grandi writer, offre però un buon lettering pensato sia dal punto di vista calligrafico che dal punto di vista tipografico. Nonostante la stravaganza di alcune forme, W-graf è stato creato tenendo in considerazione le proporzioni tipografiche più classiche ed equilibrate.<br />
La carenza di un vero stile “writer” viene compensata con una struttura briosa e tipograficamente<br />
corretta che rende questa font utilizzabile anche in prodotti editoriali.</td>
<td class="alignright" style="width: 300px;" align="left">
<img src="../immagini/turla3.jpg" alt="" width="300" /><br />
Come detto precedentemente, W-graf è il prodotto della sinergia tra calligrafia in puro stile street style e tipografica in senso classico.<br />
La font è caratterizzata da delle forme sinuose ed energiche che si fondono tra loro dando vita a un movimento continuo.<br />
<img src="../immagini/turla4.jpg" alt="" width="300" /><br />
Nonostante W-graf sia nato come un normografo, è stato caratterizzato dalla possibilità di fondere e legare tra loro le lettere, come se fossero frutto di un gesto puramente calligrafico. È ben lontano dal concetto di tag, che prevede una personalizzazione tale che ogni “firma” è una vera e propria impronta digitale.<br />
<img src="../immagini/turla5.jpg" alt="" width="300" /><br />
Le infinite sfaccettature calligrafiche che una tag può assumere, rende il mio progetto una causa persa fin dalla nascita.<br />
La font sviluppata per il normografo W-graf è un progetto che offre molti spunti. Nonostante sia distante dal contesto che l’ha ispirata, si dimostra abbastanza forte da avere vita propria, mantenendo una certa coerenza con il concept di base.<br />
W-graf può considerarsi un esperimento, un piccolo tentativo di unire il mondo dei writer (attenti alla cultura calligrafica) al mondo tipografico.</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="../immagini/turla6.jpg" alt="" width="600" /></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>FontLab: fare le kerning class</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 09:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questi due video, di Joaquin Marquès Nielsen, fanno parte di una interessante serie di tutorial per l’uso di FontLab Studio. Questo è dedicato a come fare le Kerning Class, la gestione delle coppie di crenatura. Il Kerning Class ti farà risparmiare un sacco di lavoro quando si sdeve affrontare la crenatura dell carattere intero dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questi due video, di <em>Joaquin Marquès Nielsen</em>, fanno parte di una interessante serie di tutorial per l’uso di <strong>FontLab Studio</strong>. Questo è dedicato a come fare le <em>Kerning Class</em>, la gestione delle coppie di crenatura. Il Kerning Class ti farà risparmiare un sacco di lavoro quando si sdeve affrontare la crenatura dell carattere intero dopo aver digitalizzato tutti i glifi disegnati. La cosa più cool è questo, che è possibile raggruppare tutti i caratteri che hanno una forma simile (o, e, c per esempio) e poi crena tutti i glifi allo stesso tempo, accanto a una T maiuscola, per esempio. In altre parole: tutte le lettere in una Kerning Class provvederà automaticamente su ogni altri valori di crenatura.</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UhDMmIJE-BQ?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/UhDMmIJE-BQ?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p>Seconda parte:</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/P0C4oVSBOQg?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/P0C4oVSBOQg?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2402&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>FontLab: fare le legature</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 14:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type Software]]></category>
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		<category><![CDATA[OpenType feautures]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo video, di Joaquin Marquès Nielsen, fa parte di una interessante serie di tutorial per l’uso di FontLab Studio. Questo è dedicato a come fare le Legature, l’unione di due o più glifi in un nuovo glifo. Viene spiegato come gestire le legature in OpenType™ nella finestra delle sue features in modo renderle automatiche nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo video, di <em>Joaquin Marquès Nielsen</em>, fa parte di una interessante serie di tutorial per l’uso di <strong>FontLab Studio</strong>. Questo è dedicato a come fare le <em>Legature</em>, l’unione di due o più glifi in un nuovo glifo. Viene spiegato come gestire le legature in OpenType™ nella finestra delle sue features in modo renderle automatiche nella font. Stesso procedimento può essere utile per fare le altre OpenType features come “alternate”, “old style”, etc.</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-ZeBabRQaAE?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-ZeBabRQaAE?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2405&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>FontLab: da Illustrator a FontLab Studio</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 17:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo video, di <em>Joaquin Marquès Nielsen</em>, fa parte di una interessante serie di tutorial per l’uso di <strong>FontLab Studio</strong>. Questo è dedicato a chi non ama disegnare in vettoriale direttamente con il (drawing tool) di FontLab e preferisce usare <strong>Adobe Illustrator</strong>, che permette di lavorare anche su multi livelli cosa che ancora manca su FontLab, per poi importare i singoli glifi in FontLab. Ci sono però diverse problematiche da affrontare per lavorare al meglio. Bisogna prima di tutto farsi su Illustrator uno spazio lavoro proporzionale alle dimensioni che poi useremo su FontLab, ovvero le misure di <em>massima discendente</em>, <em>x-height</em>, <em>massima ascendente</em>, <em>altezza delle minuscole</em> e la<em> linea di base (baseline)</em> che marcheremo con delle guide orizzontali (possiamo vedere sulla finestra “Dimensions” di “Info Font” di FL le misure standard che possiamo variare a piacimento tenendo però conto che il totale sia di 1.000 UPM che è la misura da rispettare per i formati <em>OpenType</em> o <em>PostScript</em>, quindi su Illustrator stabilite il formato del documento in punti tipografici e potete farne minimo di 1.000 pt di larghezza e 1.000 pt di altezza (potete arrivare in altezza anche sui 1.300 pt). Il bordo in basso del formato sarà la massima discendente, da questa indicherete la <em>baseline</em> utilizzando la funzione di spostamento del punto 0 dei righelli. Potete comunque basarvi su questo documento di Illustrator che mette a disposizione  Joaquin: &lt;a href=“http://jokke-svin.dk/other/send/illustrator-setup.ai”  target=“_blank“&gt;illustrator-setup.ai</a> scaricabile dal suo sito. Se si rispettano le misure potrete importare i singoli glifi da Illustrator a FL con un semplice copia-incolla altrimenti dovrete fare la strada più lunga salvando il singolo glifo in eps e poi importarlo con il grande problema che molte volte FL non riconosce bene l’eps di Illustrator, specialmente quello delle ultime versioni.</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fOTLwmmrv8s?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/fOTLwmmrv8s?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Scan Font 5: preparare una font da scansioni e disegni bitmap</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 17:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type Software]]></category>
		<category><![CDATA[carattere]]></category>
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		<category><![CDATA[Scan Font]]></category>
		<category><![CDATA[ScanFont]]></category>
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		<category><![CDATA[TrueType]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo video viene illustrato come è possibile convertire rapidamente immagini acquisite e/o disegni già in formato bitmap in un TrueType standard usando il software ScanFont 5 di FontLab per poi elaborarlo con FontLab per farne il formato voluto. Mostra come separare i singoli elementi che ci servono poi per farne dei singoli glifi, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo  video viene illustrato come è possibile convertire rapidamente immagini acquisite e/o disegni già in formato bitmap in un TrueType standard usando il software <strong>ScanFont 5 di FontLab</strong> per poi elaborarlo con <strong>FontLab</strong> per farne il formato voluto. Mostra come separare i singoli elementi che ci servono poi per farne dei singoli glifi, il problema delle scalettature dei pixel, l’inserimento degli elementi come glifi in un enconding unicode per fare la pre-font facendo prima l’operazione di tracciatura vettoriale. La pre-font poi deve essere elaborata con un semplice <strong>Type Tool</strong> o con il professionale <strong>FontLab</strong></p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EryJ9SHFPkg?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/EryJ9SHFPkg?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2411&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>FontLab: introduzione all’uso</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 20:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[features]]></category>
		<category><![CDATA[Fontlab]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo primo video di Joaquin Marquès Nielsen, che fa parte di una interessante serie di tutorial per l’uso di FontLab Studio che ha prodotto e che saranno postati qui prossimamente, viene fatta un’ampia introduzione panoramica del software per la digitalizzazione delle font. Non è un video promozionale ma un vero e proprio assaggio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo primo video di <em>Joaquin Marquès Nielsen</em>, che fa parte di una interessante serie di tutorial per l’uso di <strong>FontLab Studio</strong> che ha prodotto e che saranno postati qui prossimamente, viene fatta un’ampia introduzione panoramica del software per la digitalizzazione delle font. Non è un video promozionale ma un vero e proprio assaggio di tutte le funzioni comprese le <em>OpenType™ Features</em>, alcune delle quali sono approfondite negli altri video specifici.</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ZsQ_bSxZ8Ms?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ZsQ_bSxZ8Ms?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2425&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Calendario dei corsi di Calligraﬁa 2010 dell’Associazione Calligraﬁca Italiana</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 09:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calligraphy - calligrafia]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra De Lellis]]></category>
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		<description><![CDATA[L’Associazione Calligrafica italiana, con sede a Milano, organizza ogni anno una nutrita serie di corsi calligrafici e non solo in diverse località italiane tra le quali Bergamo, Bobbio (Piacenza), Bologna, Napoli, Ponte Tresa (Varese), Verona, Vicenza e ovviamente Milano. Potete vedere l’intero calendario dei corsi sul sito dell’ACI Nel prossimo autunno: A Milano, ci saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>Associazione Calligrafica italiana</strong>, con sede a Milano, organizza ogni anno una nutrita serie di corsi calligrafici e non solo in diverse località italiane tra le quali Bergamo, Bobbio (Piacenza), Bologna, Napoli, Ponte Tresa (Varese), Verona, Vicenza e ovviamente Milano.<br />
Potete vedere l’intero calendario dei corsi sul sito dell’<a href="http://www.calligrafia.org/wp/?p=672"  target="_blank">ACI</a></p>
<p><img alt="" src="../immagini/DSC_0750.jpg" class="alignnone" width="600" height="185" /></p>
<p>Nel prossimo autunno:<br />
A <strong>Milano</strong>, ci saranno i seguenti corsi: sabato 25 settembre “<strong>Strumenti e carte dalla A alla Z”</strong> con <em>Anna Ronchi</em>; sabato 9 e domenica 10 ottobre <strong>“Espressività dei simboli e della calligrafia”</strong> con <em>Gabriela Carbognani</em>; sabato 23 ottobre <strong>“I love envelope”</strong> con <em>Susanna Carugati</em>; sabato 6 e domenica 7 novembre<strong> “Tracce, segni, caratteri”</strong> con <em>Francesca Biasetton</em>; sabato 20 e domenica 21 novembre <strong>“Neuland”</strong> con <em>Anna Schettin</em>; sabato 4 e domenica 5 dicembre <strong>“Onciale”</strong> con <em>Alessandra De Lellis</em>.<br />
A <strong>Bologna</strong>: sabato 16 e domenica 17 ottobre <strong>“Goticized Italic”</strong> con <em>Barbara Calzolari</em>; sabato 30 e domenica 31 ottobre <strong>“Calligrammi”</strong> con <em>Luca Barcellona</em>;.<br />
A <strong>Ponte Tresa</strong> (Varese): sabato 18 e domenica 19 settembre <strong>“Textur”</strong> con <em>Luca Barcellona</em>; sabato 2 e domenica 3 ottobre <strong>“La pancia della o”</strong> con <em>Francesca Biasetton</em>; sabato 13 e domenica 14 novembre <strong>“Maiuscole e Automatic Pen”</strong> con <em>Anna Ronchi</em>.<br />
A <strong>Verona</strong>: sabato 9 e domenica 10 ottobre <strong>“Il corsivo inglese”</strong> con <em>Alessandra De Lellis</em>.</p>
<p><img alt="" src="../immagini/DSC_0770.jpg" class="alignnone" width="600" height="185" /></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>La rivista Tipoitalia e il nuovo scenario tipograﬁco in Italia: il video</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 17:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo video è una sintesi di questa Palestra tipografica: Get the Flash Player to see this player. var s0 = new SWFObject("http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/contus-hd-flv-player/hdflvplayer/hdplayer.swf","n0","400","400","7"); s0.addParam("allowfullscreen","true"); s0.addParam("allowscriptaccess","always"); s0.addParam("wmode","opaque"); s0.addVariable("id","n0"); s0.addVariable("skin_autohide","true"); s0.addVariable("logoalpha","50"); s0.addVariable("normalscale","1"); s0.addVariable("fullscreenscale","0"); s0.addVariable("logopath","platoon.png"); s0.addVariable("stagecolor","0x000000"); s0.addVariable("autoplay","false"); s0.addVariable("buffer","1"); s0.addVariable("Volume","50"); s0.addVariable("height","400"); s0.addVariable("width","400"); s0.addVariable("skin","http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/contus-hd-flv-player/hdflvplayer/skin/skin_black/skin_black.swf"); s0.addVariable("zoom","true"); s0.addVariable("timer","true"); s0.addVariable("fullscreen","true"); s0.addVariable("display_logo","true"); s0.addVariable("share","true"); s0.addVariable("playlist","true"); s0.addVariable("usedefault","1"); s0.addVariable("","wp-content/uploads"); s0.addVariable("logo_target","http://hdflvplayer.net/wordpress/"); s0.addVariable("playlist","false"); s0.addVariable("hd","true"); s0.addVariable("hdpath","http://blog.giofugatype.com/video/Palestra.mp4"); s0.addVariable("logopath","http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/contus-hd-flv-player/hdflvplayer/images/platoon.png"); s0.addVariable("file","http://blog.giofugatype.com/video/Palestra.mp4"); s0.addVariable("Preview","http://blog.giofugatype.com/video/Palestra-poster.jpg"); s0.write("video0"); Presso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../video/Palestra-poster.jpg" /></p>
<table class="alignleft" style="width: 630px;" border="0" cellspacing="5" cellpadding="5" align="left">
<tbody>
<tr>
<td class="alignleft" style="width: 410px;" align="left" scope="col">
<p>Questo video è una sintesi di questa Palestra tipografica:</p>
<p>
<span id="video1" class="HDFLV">
<a rel="nofollow" href="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" >Get the Flash Player</a> to see this player.</span>
<script type="text/javascript">
var s1 = new SWFObject("http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/contus-hd-flv-player/hdflvplayer/hdplayer.swf","n1","400","400","7");
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</script>
 </td>
<td class="alignright" style="width: 210px;" align="left">
<p>Presso lo <strong>IED di São Paulo</strong>, in Brasile, si è tenuta, la sera del 5 agosto dello scorso anno davanti ad un numerosissimo pubblico (circa 500 persone iscritte), una conferenza di <em>Claudio Rocha</em> e <em>Giangiorgio Fuga</em> su <strong>“La rivista Tipoitalia e il nuovo scenario tipografico in Italia”</strong> dove oltre a presentare al pubblico paulistano la rivista sulla tipografia italiana Tipoitalia, nata sull’esperienza di Claudio nella rivista brasiliana <em>Tupigrafia</em>, è stato mostrato da Giangiorgio un ricco panorama sul type design contemporaneo in Italia: designer, tendenze, istruzione, problematiche per un confronto con le esperienze brasiliane che ha incuriosito il pubblico che poi ha dialogato con i relatori.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2367&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Type video: Typography 1, the basics</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 08:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type video]]></category>
		<category><![CDATA[alfabeto tipografico]]></category>
		<category><![CDATA[corpo del carattere]]></category>
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		<category><![CDATA[Mario Garcia]]></category>
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		<category><![CDATA[proporzione]]></category>
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		<category><![CDATA[tipometria: anatomia delle lettere]]></category>
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		<category><![CDATA[variabili tipografiche]]></category>
		<category><![CDATA[x-height]]></category>

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		<description><![CDATA[Un video di Mario Garcia, in inglese, utile per i principianti del mondo della tipografia, che tratta le basi della tipometria: anatomia delle lettere, il corpo del carattere, x-height, l’alfabeto tipografico, il track e il kerning, le variabili di forma, peso e proporzione, … Testo in portoghese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un video di Mario Garcia, in inglese, utile per i principianti del mondo della tipografia, che tratta le basi della tipometria: anatomia delle lettere, il corpo del carattere, x-height, l’alfabeto tipografico, il track e il kerning, le variabili di forma, peso e proporzione, …<br />
<object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3LxIHQHBv1E?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/3LxIHQHBv1E?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2400&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: il “AmeriCar” di Laura Sansotera</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 10:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricordiamo che per il prossimo “Corso in Type Design 5ª edizione” Polidesign Milano le iscrizioni chiuderanno il 30 luglio 2010 anziché i primi di settembre per l’elevato numero di richieste ricevute. http://www.polidesign.net/type/gallery.php Ecco il quattordicesimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del Corso di Alta formazione in Type [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="alignleft" border="0" cellspacing="5" cellpadding="5" width="640" align="left">
<tbody>
<tr>
<td class="alignleft" style="width: 310px;" align="left" scope="col">Ricordiamo che per il prossimo <strong>“Corso in Type Design 5ª edizione”</strong> Polidesign Milano le iscrizioni chiuderanno il 30 luglio 2010 anziché i primi di settembre per l’elevato numero di richieste ricevute. <a href="http://www.polidesign.net/type/gallery.php"  target="_blank"><span>http://www.polidesign.net/type/gallery.p</span>hp</a></p>
<p><img src="../immagini/sanso1.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p>Ecco il quattordicesimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del <em>Corso di Alta formazione in Type Design</em> della quarta edizione svolta nel 2009 presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano sotto la direzione di <em>Giancarlo Iliprandi</em> e docenti: <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni</em> e <em>Luciano Perondi</em>. Ospiti: <em>Claudio Rocha</em> e <em>Veronika Burian</em>.</p>
<p>Il lavoro presentato in questo post è il carattere progettato da <strong>Laura Sansotera</strong> di Corbetta (Milano), già mia studentessa in Politecnico: il <strong>“AmeriCar”</strong>.<br />
AmeriCar è una font per il display analogico del cruscotto di un’automobile degli anni ’60.<br />
L’idea per questo progetto nasce dall’osservazione del cruscotto di una Chevrolet Impala del 1965.<br />
La scelta è ricaduta su questa particolare automobile perché Laura era alla ricerca di un modello che presentasse un cruscotto completamente analogico e, come tutte le auto di quel periodo, essa risulta curata esteriormente, mentre la strumentazione non è pensata in maniera unitaria ma solo secondo canoni di praticità industriale.</p>
<p><img src="../immagini/sanso6.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p>In particolare, si nota come nel tachimetro, nel contachilometri e nell’orologio vengano utilizzati tre tipi di numeri diversi, senza un progetto comune.<br />
Le lettere, invece, appartengono tutte alla medesima famiglia ma sono eccessivamente strette, tanto che vengono spesso spaziate artifi cialmente per occupare più spazio.<br />
Ispirandosi alle forme dell’auto e ad alcuni font degli anni ‘60, come Microgramma e Flatiron, Laura ha optato per una font più bassa e proporzionata dell’originale, dalle fome quadrate ma con angoli stondati.</td>
<td class="alignright" style="width: 300px;" align="left">
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/sanso2.jpg" alt="" width="300" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;"></span></dd>
</dl>
</h5>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/sanso3.jpg" alt="" width="300" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"></dd>
</dl>
</h5>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="../immagini/sanso4.jpg" alt="" width="600" /><br />
<img src="../immagini/sanso5.jpg" alt="" width="600" /></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: il “Yon” di Leandro Lisboa</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 12:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricordando che per il prossimo “Corso in Type Design 5ª edizione” Polidesign Milano le iscrizioni chiuderanno il 30 luglio 2010 anziché i primi di settembre per l’elevato numero di richieste ricevute. http://www.polidesign.net/type/gallery.php Ecco il tredicesimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del Corso di Alta formazione in Type [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="alignleft" border="0" cellspacing="5" cellpadding="5" width="640" align="left">
<tbody>
<tr>
<td class="alignleft" style="width: 310px;" align="left" scope="col">Ricordando che per il prossimo <strong>“Corso in Type Design 5ª edizione”</strong> Polidesign Milano le iscrizioni chiuderanno il 30 luglio 2010 anziché i primi di settembre per l’elevato numero di richieste ricevute. <a href="http://www.polidesign.net/type/gallery.php"  target="_blank"><span>http://www.polidesign.net/type/gallery.p</span>hp</a></p>
<p><img src="../immagini/yon6.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p>Ecco il tredicesimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del <em>Corso di Alta formazione in Type Design</em> della quarta edizione svolta nel 2009 presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano sotto la direzione di <em>Giancarlo Iliprandi</em> e docenti: <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni</em> e <em>Luciano Perondi</em>. Ospiti: <em>Claudio Rocha</em> e <em>Veronika Burian</em>.</p>
<p>Il lavoro presentato in questo post è il carattere progettato dal brasiliano <strong>Leandro Lisboa</strong> di Belo Horizonte: lo <strong>“Yon”</strong>.</p>
<p>Yon è un carattere sviluppato e pensato per le scale parlanti delle vecchie radio, ossia per il display di sintonizzazione delle stazioni (frequenze).</p>
<p>Per definire uno stile dentro questo vasto mercato, con tanti modelli e marche, Leandro ha scelto come target quello della tedesca Braun. Le radio della Braun sono caratterizzate da un design moderno, funzionale e molto pulito.</p>
<p>Il carattere presenta tre caratteristiche di base: la prima riguarda l’adeguazione delle informazioni, rappresentate dal nome delle città e dalla frequenza di sintonizzazione delle stesse, nel limitato spazio orizzontale, ciò necessita di un carattere condensato; la seconda è la possibilità di essere leggibile con un corpo molto piccolo, per ridurre lo spazio. Questo porta alla terza caratteristica, che riguarda gli occhielli squadrati e ampi, con un alto x-height. Il bianco interno più squadrato facilita la lettura. Gli Ink traps sono stati messi negli angoli chiusi.</p>
<p><img src="../immagini/yon5.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p>Yon è anche un carattere che può essere incorporato nel design di un prodotto, in quanto i suoi angoli morbidi o curve chiuse enfatizzano l’intenzione di aggiungersi al corpo del prodotto stesso, facendo parte di esso.</p>
<p>Nel caso preso in esame è incorporato ad una radio, ma si può andare oltre e immaginarlo su altri elettrodomestici, un frigorifero, una televisione per citarne alcuni.</p>
<p>Il nome scelto per il carattere ha un doppio senso, allude all’elettricità con i suoi ioni (con le sue forme ellittiche che proviene da electron) e al suffisso inglese ‘on‘ che vuole dire acceso.</td>
<td class="alignright" style="width: 300px;" align="left">
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/yon1.jpg" alt="" width="300" height="236" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;">Nei primi schizzi è stata definita la scelta della struttura di alcune lettere-base come la O, H, n, a, b e anche assicurandone l’altezza dell’occhio medio.</span></dd>
</dl>
</h5>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/yon2.jpg" alt="" width="300" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;">La struttura dei glifi è condensata per permettere una maggiore quantità di informazioni in un‘unica linea. I glifi simmetrici con aste verticali giustapposte ad aste orizzontali, mantengono la loro anatomia solida senza tendere alla curvatura squadrata, per garantire una certa sobrietà, senza radicalizzare la loro forma naturale (esempi, H, T, !).</span></dd>
</dl>
</h5>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/yon3.jpg" alt="" width="300" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;">Il bianco interno, invece di rotondo o ovale è predominante squadrato, per dare una ampia controforma.</span></dd>
</dl>
</h5>
</td>
</tr>
<tr>
<td><img src="../immagini/yon4.jpg" alt="" width="600" /></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Tipograﬁa nell’era digitale</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 14:24:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Animazione tipografica construita sopra un pezzo di conferenza presentata alla FAUUSP di San Paolo (Brasile) di Cláudio Rocha e Tony de Marco, editori della rivista Tupigrafia. Questa animazione è un lavoro accademico svolto dagli studenti: André Tanaka, Meire Assami e William Kimura, alunni del corso di Design alla FAUUSP. Questo video fu un progetto finale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Animazione tipografica construita sopra un pezzo di conferenza presentata alla FAUUSP di San Paolo (Brasile) di <em>Cláudio Rocha</em> e <em>Tony de Marco</em>, editori della rivista <strong>Tupigrafia</strong>.</p>
<p>Questa animazione è un lavoro accademico svolto dagli studenti: <em>André Tanaka, Meire Assami</em> e<em> William Kimura</em>, alunni del corso di Design alla FAUUSP. Questo video fu un progetto finale della disciplina “Progetto Visual 5 — Media Digitali” e “Tecnologias Audiovisuale”.</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1SHgQo2ul5U?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/1SHgQo2ul5U?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object><br />
Editato con Adobe After Effects CS3.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2361&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: il “Rollopina” e “Rollopino” di Lorenzo Fernandez</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 20:03:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[type design]]></category>
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		<description><![CDATA[Riprendiamo con il dodicesimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del Corso di Alta formazione in Type Design della quarta edizione svolta nel 2009 presso il Consorzio Poli.design di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e docenti: James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni e Luciano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="alignleft" border="0" cellspacing="5" cellpadding="5" width="640" align="left">
<tbody>
<tr>
<td class="alignleft" style="width: 310px;" align="left" scope="col">Riprendiamo con il dodicesimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del <em>Corso di Alta formazione in Type Design</em> della quarta edizione svolta nel 2009 presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano sotto la direzione di <em>Giancarlo Iliprandi</em> e docenti: <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni</em> e <em>Luciano Perondi</em>. Ospiti: <em>Claudio Rocha</em> e <em>Veronika Burian</em>.</p>
<p>La prossima edizione si svolgerà tra i prossimi settembre e ottobre (<a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1673"  target="_blank">vedi post precedente</a>).</p>
<p><img class="alignleft" src="../immagini/fernandez1.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p><img class="alignleft" src="../immagini/fernandez2.jpg" alt="" width="300" /></p>
<p>Il lavoro presentato in questo post è il carattere progettato da <strong>Lorenzo Fernandez</strong> di Milano sviluppato in due variabili: <strong>“Rollopina”</strong> e <strong>“Rollopino”</strong>.<br />
Il suo carattere tipografico si inspira ai tabelloni dei punteggi presenti negli stadi di baseball negli Stati Uniti degli anni ’50. Lorenzo ha cercato di cogliere un immaginario tipico di questo periodo: le aste orizzontali ribassate, forme piuttosto geometriche e massicce…<br />
Ha tratto alcune proporzioni dall’<em>Archer</em> dei <em>Hoefler &amp; Frere-Jones</em>, importante fonderia americana la quale ha sviluppato numerose font parte del filone <em>“American Vernacular”</em>.<br />
Lo spunto progettuale è nato da un tabellone segnapunti per le bocce, trovato in un vecchia osteria milanese.<br />
Di questo ha apprezzato la manualità del gesto nell’aggiornare il punteggio, cosa che ha riproposto nel suo poster: ad ogni punto corrisponde una sua tavoletta in legno da cambiare manualmente.</td>
<td class="alignright" style="width: 300px;" align="left">
<img src="../immagini/fernandez5.jpg" alt="" width="300px" height="426" /><br />
<img src="../immagini/fernandez0.jpg" alt="" width="300px" /></td>
</tr>
<tr>
<td><img class="alignnone" src="../immagini/fernandez4.jpg" alt="" /></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Caderno de Tipograﬁa e Design Nr. 16 – Maggio 2010</title>
		<link>http://blog.giofugatype.com/?p=2265</link>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 21:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calligraphy - calligrafia]]></category>
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		<description><![CDATA[I «Cadernos de Tipografia» trattano i temi della Tipografia, il typeface design, il design grafico, e analizzano socialmente e culturalmente i fenomeni relazionati con le edizioni, pubblicazioni e riproduzioni dei testi e delle immagini. I «Cadernos», pubblicati in portoghese, e occasionalmente e parzialmente anche in spagnolo, è diretto principalmente con le sue tematiche verso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/CT16capa.jpg" alt="" /></p>
<p class="medium">I «<strong>Cadernos de Tipografia</strong>» trattano i temi della Tipografia, il typeface design, il design grafico, e analizzano socialmente e culturalmente i fenomeni relazionati con le edizioni, pubblicazioni e riproduzioni dei testi e delle immagini.</p>
<p class="medium">I «<strong>Cadernos</strong>», pubblicati in portoghese, e occasionalmente e parzialmente anche in spagnolo, è diretto principalmente con le sue tematiche verso il mondo tipografico del Portogallo, Spagna, Brasile e America Latina trovando poi molti lettori al di fuori di queste realtà</p>
<p>La <strong>distribuzione è gratuita</strong>, potete scaricare la versione in PDF direttamente dal sito <a href="http://www.tipografos.net/cadernos/"  target="_blank">Tipografos</a> dove troverete anche i numeri precedenti.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/CT16a.jpg" alt="" /></p>
<p>Gli articoli presenti nel Nr. 16: José Pina Martins (1920 – 2010); Nuovi pittogrammi e mappe; Una mostra di cataloghi di caratteri tipografici; <em>Tijd</em>, un alfabeto a due colori; Tipos Latinos 2010. La quarta Biennale della Tipografía Latinoamericana; Creative Suite 5 da Adobe; Tipografía latinoamericana oggi: consumo e produzione (in spagnolo); Leteratura del Cordel: alcune questioni, non sistematiche, ma forse interessanti; Il «Secolo d’oro» della calligrafia spagnola; I primi trattati di calligrafia realizzati in Portogallo; Biciclette pubbliche.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/CT16b.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>500 anos de más leituras</strong><br />
La maggior parte degli stampati che contribuiscono alle discussioni più o meno erudite sopra l’eccellenza tipografica e la qualità dei libri sono opere nobili: contenuti edificanti, autori famosi, trattati di pensatori brillanti, libri di importanza trascendente. È in queste magnifiche opere che brillano i bei caratteri <em>Garamond, Baskerville, Didot</em> e <em>Bodoni</em>. In tante meraviglie nel contenuto e nella forma, si potrebbero quasi dimenticare le quantità incommensurabili di carta che sono state stampate con le immagini di cattivo gusto e temi meno decenti. Con i tipi di metallo di pessima qualità, con i rifiuti tipografici, per così dire. Stiamo, ovviamente, parlando delle innumerevoli satire, romanzi a buon mercato, novelle, volantini, opuscoli diffamatori, fogliazioni ipocriti … di pulp fiction, finalmente! Questa edizione offre un piccolo giro del mondo sordido dei lavori meno gravi, ma non meno interessanti, rivedendo la letteratura popolare stampata …<br />
<em>Paulo Heitlinger</em></p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/CT16c.jpg" alt="" /></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=2265&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>A Lodi un “Museo della stampa” tutto da scoprire</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 12:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel centro storico di Lodi è stato realizzato nel giugno 2008 il Museo della stampa e stampa d’arte nato dalla grande passione dell’Ing. Andrea Schiavi per questa arte e per la sua importante storia. Il Museo occupa ben duemila metri quadrati di superficie al piano terra di quella che era, fino agli anni Ottanta dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" style="margin-bottom: 10px;" src="../immagini/loditype6.jpg" alt="" width="620" height="434" /></p>
<p>Nel centro storico di Lodi è stato realizzato nel giugno 2008 il <strong>Museo della stampa e stampa d’arte</strong> nato dalla grande passione dell’<em>Ing. Andrea Schiavi</em> per questa arte e per la sua importante storia. Il Museo occupa ben duemila metri quadrati di superficie al piano terra di quella che era, fino agli anni Ottanta dello scorso secolo, la ex tipografia Lodigraf.<br />
La collezione è tra le più importanti di Europa e con la <em>Tipoteca Italiana</em> di Cornuda, specializzata però sui caratteri tipografici, la più completa d’Italia. Ne fanno parte macchine, attrezzature e cimeli di diverse epoche, che illustrano tutti i processi di stampa: dalla xilografia alla calcografia, dalla serigrafia alla tipografia, dalla litografia alla stampa offset, dalla composizione manuale a quella meccanica in piombo, fino alla fotocomposizione e al computer. Un Museo vivo non solo indirizzato alle Scuole ma a tutti i cultori della materia e curiosi di questa storica arte.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-bottom: 10px; margin-right: 10px;" src="../immagini/loditype1.jpg" alt="" width="300" height="205" />Si entra dalla <em>Sala Legatoria</em> una suggestiva galleria, alle cui pareti sono appesi grandi pannelli provenienti da un’antica legatoria, sono disposte numerose macchine per tagliare, piegare, cucire i fogli di carta stampati, nonché per completare il prodotto-libro, con finiture varie, sulla copertina o sul dorso. Si tratta di presse doratrici, macchine cucitrici e cordonatrici, tutte perfettamente funzionanti, prodotte dalle più prestigiose fabbriche europee nell’Ottocento e nel primo Novecento. A documentare le diverse operazione delle donne, addette per tradizione ai lavori di legatoria, il tipico bancone da legatore dotato di tutta l’attrezzatura manuale dell’antica <em>Legatoria Torriani</em>, attiva nell’Ottocento a Cologno Monzese. Molto curioso è il sistema presentato per la stampa degli spartiti musicali dove prima vengono incisi i pentagrammi con una specie di rastrellino e successivamente inserite le note incise direttamente dai punzoni.</p>
<p>La galleria successiva è la <em>Sala Arte</em> dove si può ammirare una ricca selezione di torchi calcografici e litografici di notevole interesse storico costruiti dal secolo XVI al secolo XIX, nonché alcune lastre in rame incise come matrici calcografiche intorno al 1850. Pregevole è anche la raccolta di pietre litografiche di grande dimensione proveniente dalla <em>Casa Editrice Vallardi</em> di Milano, eseguite tra il 1870 e il 1930. Rara e originale è la serie di cromolitografie di alcune stazioni della Via Crucis, datate 1875. Alle pareti una rassegna di prove di stampa a tema unico (una conchiglia), realizzate da noti artisti lodigiani contemporanei per documentare le diverse maniere della calcografia, oltre ad altre tecniche come la xilografia, la serigrafia e la linoleografia.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/loditype2.jpg" alt="" width="620" height="280" /></p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 15px; margin-bottom: 10px;" src="../immagini/loditype4.jpg" alt="" width="300" height="448" />Il terzo grande spazio che si visita è la <em>Sala della Stampa Tipografica</em> dove tra le centinaia di reperti storici riportati all’antico splendore, sono collocati numerosi torchi tipografici in ghisa di produzione europea e americana dei secoli XIX e XX.<br />
Nella stessa sala si trovano le prime stampatrici, dalle più semplici manuali da tavolo, alle più complesse platine e piano cilindriche, a funzionamento manuale o elettrico.</p>
<p>In fondo alla sala una vera e propria fonderia di caratteri in piombo con la presenza di macchine <em>Linotype</em> e <em>Monotype</em> perfettamente funzionanti per la fusione e composizione meccanica che si completano con la compositoria manuale con la raccolta di numerose polizze di caratteri tipografici nella maggior parte italiani conservate in antiche cassettiere, con punzoni, matrici e caratteri in legno.</p>
<p>Arricchiscono la preziosa collezione un impianto completo ad uso didattico per la fabbricazione della carta, dalla cellulosa alla filigrana, i macchinari per la stampa di carte valori, una collezioni di vecchie macchine dattilografiche e di sistema per la stampa in Braille, nonché un significativo impianto completo per la stampa a smalto in rilievo (rilievografia) con due meravigliose antiche presse capaci di stampare a più colori.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 400px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/loditype3.jpg" alt="Telaio per la produzione di filigrane sulla carta" width="400" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;">Telaio per la produzione di filigrane sulla carta</span></dd>
</dl>
</h5>
<p>Nell’ultimo spazio museale, la <em>Sala dei Torchi e delle Presse</em> vi è una ricca ed elegante selezione di torchi ottocenteschi provenienti, in prevalenza, dalla rinomata fabbrica della famiglia <em>Dell’Orto</em> di Monza. In particolare si segnalano i torchi <em>Stanhope</em> e <em>Albion</em> appartenuti a <em>Claudio Wilmant</em>, il più famoso incisore e fonditore attivo a Lodi e Milano nell’Ottocento.<br />
Seguono in successione altri torchi tipografici e presse di pregevole fattura; infine, al centro della sala, il gioiello del Museo: il torchio <em>“Columbian”</em>, inventato dall’americano <em>George Clymer</em>, costruito a Londra dal 1817. È l’unico esemplare custodito in Italia.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 630px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/loditype5.jpg" alt="Particolare del torchio “Columbian”, inventato dallamericano George Clymer" width="620" height="415" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;">Particolare del torchio “Columbian”, inventato dall’americano <em>George Clymer</em></span></dd>
</dl>
</h5>
<p>Aperto da martedì a sabato con visite guidate a pagamento e su appuntamento per classi, gruppi ed associazioni.</p>
<p><strong>Museo della Stampa e Stampa d’arte a Lodi</strong><br />
via della Costa 4<br />
Lodi<br />
<a href="http://www.museostampa.org"  target="_blank">www.museostampa.org</a><br />
<a href="mailto:info@museostampa.org" target="_blank">info@museostampa.org</a><br />
Tel. 0371.56011 — fax: 0371.422080<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Partono le iscrizioni alla 5ª edizione del corso Type Design</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 21:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 13 settembre inizierà a Milano presso POLI.design Consorzio del Politecnico di Milano il Corso di alta formazione in Type Design 5ª edizione inizio: 13 settembre 2010 fine: 8 ottobre 2010 15 giornate da 4 ore con lezioni frontali e seminari, e 5 giornate da 4 ore dedicate interamente al project work Frequenza: da lunedì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/td_5.jpg" alt="" width="600" height="307" /></p>
<p>Il 13 settembre inizierà a Milano presso <em>POLI.design Consorzio del Politecnico di Milano</em><br />
il<strong> Corso di alta formazione in Type Design 5ª edizione</strong></p>
<p>inizio: 13 settembre 2010<br />
fine: 8 ottobre 2010<br />
15 giornate da 4 ore con lezioni frontali e seminari, e 5 giornate da 4 ore dedicate interamente al project work<br />
Frequenza: da lunedì a venerdì dalle ore 16 alle ore 20 (per un totale di 80 ore)</p>
<p>Il corso si articola in lezioni frontali, project work e seminari.<br />
In particolare sono previsti moduli di teoria sulla tipografia tradizionale e contemporanea, moduli per l’apprendimento del software per il disegno dei caratteri <em>FontLab</em> e delle metodologie per il controllo dello specifico processo progettuale. A tali moduli sono affiancati quelli di preparazione e sviluppo del project work, ma anche comunicazioni seminariali relative a casi studio di interesse culturale e pratico e incontri con esperti e type designer.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/td_5a.jpg" alt="" width="600" height="205" /></p>
<p>Piano didattico:</p>
<p><strong>STORIA E CULTURA DELLA TIPOGRAFIA</strong><br />
docente: <em>James Clough</em></p>
<p><strong>INTRODUZIONE ALLA PROGETTAZIONE TIPOGRAFICA</strong><br />
docente: <em>Giangiorgio Fuga</em></p>
<p><strong>DISEGNARE UN ALFABETO</strong><br />
docente: <em>Piero De Macchi</em></p>
<p><strong>PROGETTAZIONE TIPOGRAFICA</strong><br />
docenti: <em>Andrea Braccaloni, Marta Bernstein</em></p>
<p><strong>FONTLAB</strong><br />
docente: <em>Michele Patanè</em></p>
<p>Costo: L’iscrizione al corso è di 1.000 euro (+ iva al 20%).<br />
Per gli associati Aiap e Adi è prevista una riduzione del 20% (800 euro + iva).<br />
Per gli studenti del Politecnico di Milano iscritti al IV o al V anno (I e II anno della Laurea Specialistica) sono offerte borse di studio da 500 euro.</p>
<p>Sito internet del corso: <a href="http://www.polidesign.net/type"  target="_blank">www.polidesign.net/type</a> area foto: <a href="http://www.polidesign.net/type/gallery.php"  target="_blank">www.polidesign.net/type/gallery.php</a></p>
<p>Per informazioni e iscrizioni scrivere a:<br />
Ufficio coordinamento corsi POLI.design – Consorzio del Politecnico di Milano<br />
Via Durando 38/A Milano<br />
Tel +39 022399 5864<br />
Fax +39 022399 7217<br />
<a href="mailto: formazione@polidesign.net" target="_blank">formazione@polidesign.net</a><br />
<a href="http://www.polidesign.net/type"  target="_blank">www.polidesign.net/type</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Thype! — a Typographic Design Event Torino</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 13:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tre giorni di TipoGrafica a Torino dove si svolgerà Thype! creato da studenti per studenti. Attraverso workshop tenuti da professionisti nel mondo del graphic design si vogliono valorizzare le caratteristiche e le potenzialità di tale disciplina nella città di Torino. I laboratori creativi si articoleranno in tre giorni presso la sede di c.so Francia del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="javascript:history.go(0)"><img style="border: 0pt none; margin-right: 50px;" src="http://www.thype.it/img/logo-thype.gif"  border="0" alt="Thype!" width="180" height="70" /></a><img style="margin-left: 100px;" src="http://www.thype.it/img/banner_head.gif" alt="Completely free!" width="180" height="57" /><br />
<!--header_CLOSE-->Tre giorni di TipoGrafica a Torino dove si svolgerà <strong>Thype!</strong> creato da studenti per studenti. Attraverso <span style="font-weight: bold;">workshop</span> tenuti da professionisti nel mondo del graphic design si vogliono valorizzare le caratteristiche e le potenzialità di tale disciplina nella città di <span style="font-weight: bold;">Torino</span>.  I laboratori creativi si articoleranno in tre giorni presso la sede di c.so Francia del <span style="font-weight: bold;">Politecnico di Torino</span> nelle aule master di Disegno Industriale dell’Alenia il <span style="font-weight: bold;">5 / 6 / 7 Maggio 2010</span>.<br />
Tutti gli eventi sono gratuiti ma per workshop e conferenze è necessaria la prenotazione che potete fare sul sito della manifestazione: <a href="http://www.thype.it"  target="_blank">www.thype.it</a> dove potete trovare il calendario aggiornato degli eventi.</p>
<p>L’evento sarà articolato in tre giorni con scopi <span style="font-weight: bold;">informativi e formativi</span>,</p>
<div class="column first width3" style="margin-top: 18px;">
<div class="first column width2">
<h2>Esposizione</h2>
<p>Sarà allestito uno <span style="font-weight: bold;">spazio espositivo</span> consultabile durante i giorni dell’evento con stampe d’autore, manifesti sulla storia e la teoria dell’arte <span style="font-weight: bold;">TipoGrafica</span> e una         <span style="font-weight: bold;"> photogallery</span>.</div>
<div class="column width1"><img style="margin-top: 20px;" src="http://www.thype.it/img/E-esposizione.jpg" alt="Esposizione" width="180" height="56" align="texttop" /></div>
</div>
<div class="column first width3" style="margin-top: 18px;">
<div class="first column width2">
<h2>Workshop</h2>
<p>Quattro classi da <span style="font-weight: bold;">venti persone</span> ciascuna saranno tenute da vari professionisti nel panorama del graphic design nazionale, articolate secondo i vari focus tematici.</div>
<div class="column width1"><img style="margin-top: 20px;" src="http://www.thype.it/img/E-work.jpg" alt="Workshop" width="180" height="56" align="absbottom" /></div>
</div>
<div class="column first width3" style="margin-top: 18px;">
<div class="first column width2">
<h2>Conferenze</h2>
<p>I docenti terranno <span style="font-weight: bold;">conferenze interdisciplinari</span> relative ai 4 focus, ad intervallare le ore   	di workshop, proponendo la loro esperienza per uno <span style="font-weight: bold;">scambio culturale</span>.</div>
<div class="column width1"><img style="margin-top: 20px;" src="http://www.thype.it/img/E-conferenze.jpg" alt="Conferenze" width="180" height="56" align="absbottom" /></div>
</div>
<div class="column first width3" style="margin-top: 18px;">
<div class="first column width2">
<h2>Confronto</h2>
<p>I progetti realizzati durante i workshop verranno <span style="font-weight: bold;">stampati</span> dagli studenti ed <span style="font-weight: bold;">esposti</span> per un momento di <span style="font-weight: bold;">dibattito collettivo propositivo</span> con gli altri professionisti e gli studenti.</div>
<div class="column width1"><img style="margin-top: 20px;" src="http://www.thype.it/img/E-aperitivo.jpg" alt="Aperitivo" width="180" height="56" align="absbottom" /></div>
</div>
<div class="first column width2">
<h2>Condivisione</h2>
<p>I partecipanti potranno <span style="font-weight: bold;">condividere opinioni ed esperienze</span> sui temi della TipoGrafica e non, in momenti di <span style="font-weight: bold;">aggregazione collettiva</span> durante l’<span style="font-weight: bold;">aperitivo offerto</span> a fine giornata.</p>
<div class="column width1"><img style="margin-top: 20px;" src="http://www.thype.it/img/E-condivisione.jpg" alt="esposizione" width="180" height="56" align="absbottom" /></div>
</div>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: “Mela+Tipo” e “Mela+tondo” di Daniela Verona</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 08:06:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[scorciatoie da tastiera]]></category>
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		<category><![CDATA[tipographie]]></category>
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		<category><![CDATA[typometric]]></category>
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		<description><![CDATA[L’undicesimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del Corso di Alta formazione in Type Design della quarta edizione svolta nel 2009 presso il Consorzio Poli.design di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e docenti: James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni e Luciano Perondi. Ospiti: Claudio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 20px;" src="../immagini/verona0.jpg" alt="" width="150" height="608" />L’undicesimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del <em>Corso di Alta formazione in Type Design</em> della quarta edizione svolta nel 2009 presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano sotto la direzione di <em>Giancarlo Iliprandi</em> e docenti: <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni</em> e <em>Luciano Perondi</em>. Ospiti: <em>Claudio Rocha</em> e <em>Veronika Burian</em> è il carattere progettato da <strong>Daniela Verona</strong> di Roma sviluppato in due variabili: <strong>“Mela+Tipo”</strong> e <strong>“Mela+tondo”</strong>.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px; margin-bottom: 20px;" src="../immagini/verona3.jpg" alt="" width="300" height="459" />L’obiettivo proposto era la progettazione di un carattere o un sistema tipografico relativo ad una vecchia interfaccia analogica. L’oggetto scelto da Daniela è stato la tastiera dell’<em>iMac Bondi</em> del 1998, famoso per l’ampia scelta cromatica con cui personalizzare il computer ed i suoi accessori. E per questo oggetto ha voluto dare una “anima” anche ai tasti con un nuovo carattere in due variabili.<br />
Il peso del carattere è chiaro (light) perché Daniela analizzando le tastiere esistenti ha notato che il segno sottile risulta più leggibile, soprattutto in caso di retroilluminazione.<br />
I tratti sono mono spessore perché inizialmente Daniela aveva pensato ad un carattere fresato che, essendo inciso da una punta metallica, comportava alcune limitazioni.<br />
Gli elementi caratterizzanti di ogni glifo sono diventati quindi l’assenza di contrasto tra le aste e la matrice rotonda del tracciato.<br />
Queste caratteristiche lo rendono adatto anche ad altri metodi di stampa, come la serigrafia … e perché no, la tipografia.<br />
Il disegno dei glifi è molto aperto con l’occhio medio (x-heigth) molto grande, rispetto alle ascendenti e discendenti, questa font si può adattare anche alla scrittura di testi e titoli.<br />
La rotondità del disegno dei glifi riprende la forma morbida del computer rendendo meno formale, ma sempre leggibile, tutto l’alfabeto. Questo legame è ancora più forte quando la Q diventa l’inconfondibile simbolo dell’accensione.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/verona1.gif" alt="" width="569" height="806" /></p>
<p>La prima versione, denominata <strong>“Mela+Tipo”</strong>, ha come radice della sua denominazione in un chiaro richiamo al linguaggio di tutti gli utilizzatori del mondo Mac, che per indicare la maggior parte delle scorciatoie da tastiera utilizzano, nominandolo, il tasto “mela”.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/verona2.gif" alt="" width="570" height="806" /></p>
<p>La seconda versione, alternativa, il <strong>“Mela+tondo”</strong> è stata disegnata come personalizzazione possibile con caratteri più espressivi e meno formali. Come posso avere iMac di colori differenti, perché non pensare a tastiere personalizzate?</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/giofuga/4315043973/"  title="_IGP5195 di Giò Fuga Type, su Flickr"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4024/4315043973_4948131877.jpg" width="500" height="334" alt="_IGP5195" /></a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>“UPPERcase — l’universo delle Font” a Parma</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 13:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il famoso Museo Bodoniano come luogo ideale per attrarre chi comunica grazie alle font Aldo Manuzio, Francesco Griffo, Giambattista Bodoni, Aldo Novarese e Alberto Tallone … … cos’hanno in comune tra loro? Come si può ottimizzare l’uso delle font digitali e sfruttarle al meglio per ogni esigenza? Innanzitutto occorre conoscerne la provenienza e la storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il famoso Museo Bodoniano come luogo ideale per attrarre chi comunica grazie alle font</strong></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/upper.jpg" alt="" width="420" height="280" /></p>
<h3><em>Aldo Manuzio, Francesco Griffo, Giambattista Bodoni, Aldo Novarese e Alberto Tallone …</em></h3>
<p><em> … cos’hanno in comune tra loro?</em></p>
<p>Come si può ottimizzare l’uso delle font digitali e sfruttarle al meglio per ogni esigenza? Innanzitutto occorre conoscerne la provenienza e la storia che hanno alle spalle, per poi individuare le sfide che ci vengono poste oggi giorno e, di conseguenza, le soluzioni da trovare. Con grande entusiasmo e per nome di TechnoSolutions, distributore software per l’Italia, abbiamo combinato le soluzioni di alcuni dei maggiori partner mondiali di software di prestampa come Extensis, Objectif Lune, Enfocus e FontFont per offrirvi quest’occasione informativa da non perdere, un pomeriggio di approfondimento dedicato all’universo delle font.</p>
<p>L’evento (con partecipazione gratuita) si terrà<br />
Giovedì, 15 Aprile 2010<br />
A partire dalle ore 15.00<br />
Al Museo Bodoniano, Parma</p>
<p>Gli interessati possono ottenere maggiori informazioni ed il programma tramite <strong>Typevents Italy</strong>, contattando <em>Simone Angelica Wolf</em> via eMail: <a href="mailto:ciao@typevents.com" target="_blank">ciao@typevents.com</a> o telefonicamente 0522 1978 165.</p>
<p>Il programma:<br />
<strong>15.00 Benvenuto</strong><br />
Nella sala di lettura della biblioteca Palatina<br />
Andrea De Pasquale, Direttore Biblioteca Palatina e Museo Bodoniano</p>
<p><strong>15.15 Micro &amp; mega: il piccolo e il grande in tipografia</strong><br />
Il progetto e la produzione dei caratteri da Bodoni alle font digitali: aspetti storici e opportunità del presente.<br />
Fabrizio Rossi, Studio Ikona, Roma</p>
<p><strong>15.30 Affinità di caratteri</strong><br />
Imparare a conoscere meglio le font digitali per poterle scegliere consapevolmente.<br />
Claudia Damiani, Studio Ikona, Roma</p>
<p><strong>15.50 Acquisto e personalizzazione delle Font</strong><br />
I modelli di licenza offerti da librerie professionali, che garantiscono la qualità dell’ambiente lavorativo. Perché la personalizzazione delle Font è un lavoro per professionisti.<br />
Simone Wolf, Typevents Italy, Reggio Emilia</p>
<p><strong>16.10 Come ottimizzare la gestione delle font all’interno di un flusso di lavoro automatizzato</strong><br />
Esempi concreti di come, grazie alle nuove tecnologie, sia possibile evitare gli errori di stampa più comuni dovuti alle font, migliorare la produttività automatizzando i processi ripetitivi e personalizzando il lavoro finale (1-to-1).<br />
Vainer Gilioli e Luca Marongiu, Technosolutions, Reggio Emilia</p>
<p><strong>16.30 La gestione centralizzata delle font raccontata da chi la usa con successo.</strong><br />
Il perchè della scelta Extensis, live demo del font management UTS (Universal Type Server).<br />
Carlo Anselmi, Interpublic, Milano</p>
<p><strong>16.50 Visita del famoso Museo Bodoniano</strong></p>
<p>17.30 Rinfresco e l’occasione di scambiare idee con professionisti e relatori</p>
<p>18.15 Chiusura dell’evento e distribuzione dei regali personalizzati per i partecipanti<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>La graﬁca del made in Italy — mostra a Milano</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 13:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunicazione e aziende del design 1950–1980 Galleria Aiap — via Ponchielli 3, Milano 13 — 23 aprile 2010 La mostra sarà inaugurata martedì 13 aprile alle ore 18:30 La grande ricchezza del design e delle industrie che in esso hanno creduto fin dagli anni Cinquanta, è rappresentato dalla innovazione imprenditoriale e dalla peculiarità stilistica di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Comunicazione e aziende del design 1950–1980</strong></span></h2>
<h3>Galleria Aiap — via Ponchielli 3, Milano</br><br />
13 — 23 aprile 2010</h3>
<h4>La mostra sarà inaugurata martedì 13 aprile alle ore 18:30</h4>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/madeitaly.jpg" alt="" width="425" height="413" /></p>
<p>La grande ricchezza del design e delle industrie che in esso hanno creduto fin dagli anni Cinquanta, è rappresentato dalla innovazione imprenditoriale e dalla peculiarità stilistica di grandi progettisti, ma anche dall’originalità con cui è stato comunicato.<br />
A fianco delle aziende e dei designer, grafici come <em>Enrico Ciuti, Giulio Confalonieri, Ilio Negri, Michele Provinciali, Pino Tovaglia, Dante Bighi, Franco Maria Ricci, Bob Noorda, Albe Steiner, Mimmo Castellano, Massimo Vignelli, Giancarlo Iliprandi </em>e molti altri sono stati capaci di rappresentare il volto di questo sistema, disegnando marchi, logotipi, cataloghi, inviti, annunci e pagine pubblicitarie.<br />
Opere straordinarie che hanno lasciato il segno nella storia della grafica e della comunicazione.<br />
La mostra e il catalogo che l’accompagna mettono in rassegna per la prima volta le pagine migliori di questa esperienza progettale, raccontando con le immagini gli stili e le invenzioni grafiche, ma ripercorrendo in parallelo la vita di oggetti e prodotti della grande stagione del design italiano.</p>
<p>Progetti di:<em> Dante Bighi, Studio Boggeri, Ezio Bonini, Mimmo Castellano, Enrico Ciuti, Giulio Confalonieri, Silvio Coppola, Franco Grignani, Giancarlo Iliprandi, Lora Lamm, Bruno Munari, Ilio Negri, Bob Noorda, Michele Provinciali, Franco Maria Ricci, Roberto Sambonet, Albe Steiner, Pino Tovaglia, Massimo Vignelli, Heinz Waibl</em><br />
I materiali in mostra provengono dalle collezioni e dagli archivi del Centro di Documentazione sul Progetto Grafico / Aiap; da prestiti degli archivi di Giancarlo Iliprandi, Luca Negri, Eredi Ciuti, Mimmo Castellano, I Guzzini; da collezioni private.</p>
<p>La mostra e il catalogo sono a cura di:<br />
Mario Piazza, docente al Politecnico di Milano, Facoltà di Design<br />
con la collaborazione di Lorenzo Grazzani<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>La via della carta: da Caselle alla Bibbia di Gutenberg</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 09:10:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una ricca serie di esposizioni in “Mostra Rivelazioni” a Caselle Torinese (TO) dal 16 Aprile al 30 Maggio 2010 tra le quali due dedicate alla carta, alla prototipografia e alle filigrane. GUTENBERG E LA CARTA PIEMONTESE,&#60;/ br&#62; UN ITINERARIO TRA PROTOTIPOGRAFIA&#60;/ br&#62; E MINIATURE ARTISTICHE Conosciamo Caselle come produttore cartaceo di eccellenza, capace di fornire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una ricca serie di esposizioni in “Mostra Rivelazioni” a Caselle Torinese (TO) dal 16 Aprile al 30 Maggio 2010 tra le quali due dedicate alla carta, alla prototipografia e alle filigrane.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="10">
<tbody>
<tr style="font-size: 12px; font-weight: bold;">
<td>
<h3><span style="color: #003366;">GUTENBERG E LA CARTA PIEMONTESE,&lt;/ br&gt;<br />
UN ITINERARIO TRA PROTOTIPOGRAFIA&lt;/ br&gt;<br />
E MINIATURE ARTISTICHE</p>
<p></span></h3>
</td>
</tr>
<tr style="font-size: 10px;">
<td id="mostraImgAlone" width="33%"><img style="margin-right: 10px;" src="http://www.casellemostre.it/images/mostra2/bibbia.jpg" alt="" width="350" height="235" align="left" /> <strong>Conosciamo Caselle come produttore cartaceo di eccellenza, capace di fornire la prima carta lisciata utilizzata nell’era di Johann Gänsfleisch zur Laden zum Gutenberg.</strong><br />
I reperti di maggior richiamo di questa sezione sono:<br />
– La pagina originale della Bibbia latina delle “42 righe” stampata da Gutenberg a Magonza nel 1455 sulla quale sono state eseguite le maggiori analisi fisico-chimiche<br />
– La pagina originale della Bibbia latina delle “48 righe” stampata dai soci di Gutenberg, Fust e Shoeffer, a Magonza nel 1462<br />
– La più recente copia anastatica della Bibbia di Gutenberg in 2 volumi,  riprodotta in Germania nel 1970<br />
– L’ esposizione di poster in alta definizione (dimensioni: 90 cm x 160 cm) delle più belle pagine della Bibbia stampata da Gutenberg (riprodotte a 4 o a 6 colori).<br />
– In anteprima inedita, la presentazione del primo dispositivo utilizzato nelle stamperie per mantenere umida la carta prima della stampa al torchio: si tratta di un vaso di terracotta rappresentato in una stampa del 1568 (l’iconografia costituisce il punto di partenza per la ricostruzione curata dal Professor Fabbiani).<br />
Abbiamo parlato diffusamente di Gutenberg in questo <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=84"  target="_blank">blog con un post tra i più commentati</a>.
</td>
</tr>
<tr style="font-size: 11px;">
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="10">
<tbody>
<tr style="font-size: 12px; font-weight: bold;">
<td colspan="3">
<h3><span style="color: #003333;">LE CARTIERE E LE FILIGRANE DI CASELLE T.SE</br><br />
NEI SECOLI XIV E XV</span></h3>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="font-size: 10px;" colspan="2" rowspan="3"><strong>La storia delle eccellenze  di Caselle  nella produzione della carta.</strong></p>
<p><strong></strong>- I reperti dell’Archivio Storico della Città di Caselle<br />
– Gli scudi araldici degli antichi proprietari dei mulini di Caselle T.se;<br />
– Esposizione di testi/articoli riguardanti la carta prodotta al tino negli antichi mulini locali.</p>
<p>A latere, dimostrazione pratica delle tecniche di lisciatura della carta, mediante un “fungo di vetro”, noto con il termine di “cialandro”, fornito dal Professor Bruno Fabbiani, prodotta a Caselle nel XV-XVI secolo: prodotto cartaceo di eccellenza. Il suo aspetto era simile a quello della pergamena, tanto da rendere la carta piemontese celebre in tutta Europa.<br />
Cos’è il cialandro? Al termine della loro produzione, i fogli di carta, tolti dalla pressa, venivano portati ad asciugare al “prato” oppure allo “stondaggio a corde”, dividendoli singolarmente per non farli attaccare fra di loro. Una volta asciugati ma non secchi, venivano raccolti e posti a “cargo”, cioè impilati e sottoposti alla pressione esercitata da pesi, posti sul piano superiore della pila di carta. Così restavano per più giorni in attesa delle operazioni di “apparecchiatura”. Con “apparecchiatura” si intendeva l’insieme delle operazioni di rifinitura o “allestimento” con le quali la carta diveniva idonea all’uso. Ad esse provvedevano i “Chamboreri” o “Cialandratori” i quali operavano proprio nelle “Chambore” situate nel centro urbano “entro le mura”.<br />
La prima operazione svolta nella “chambora” era la “lisciatura” che aveva lo scopo di levigare le due superfici del foglio di carta onde eliminare la ruvidità acquisita con l’atto di fabbricazione al tino. Essa consisteva nel porre i fogli, uno alla volta, sul piano dell’apposito tavolo rivestito di pelle di montone per ammortizzare la pressione esercitata manualmente con l’attrezzo per lisciare: “il cialandro”. Da qui la denominazione di “cialandratura” usata al posto di lisciatura. Il “cialandro” era un blocco di pietra focaia, di selce, di agata o di vetro, di forma tronco-conica la base ben levigata e la parte superiore facilmente impugnabile con la mano. La superficie della carta, sottoposta all’azione di sfregamento con il cialandro, diveniva liscia e scorrevole al tatto, caratteristiche favorevoli per ottenere una buona scrittura con gli inchiostri. Alla lisciatura faceva seguito la “sceglitura” o cernita con la quale si allontanavano i fogli rotti o comunque difettosi per buchi, grinze, pieghe, “gocce d’acqua”, ed altro, che andavano a costituire la “cernaglia”.</td>
<td id="mostraImg" align="center"><img src="http://www.casellemostre.it/images/mostra1/01Giorgis1690.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr style="font-size: 11px;">
<td><span style="color: #003366;">Colonna intestata a Giuseppe Andrea </br>Giorgis, Catasto 1690</span></td>
</tr>
<tr>
<td id="mostraImg" align="center"><img src="http://www.casellemostre.it/images/mostra1/02Monache1746.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr style="font-size: 11px;">
<td></td>
<td width="33%"></td>
<td><span style="color: #003366;">Colonna intestata alle Monache di Santa Chiara di Chivasso, Catasto 1746</span></td>
</tr>
<tr>
<td id="mostraImg" align="center"><img src="http://www.casellemostre.it/images/mostra1/03Cappuccino1746.jpg" alt="" /></td>
<td id="mostraImg" align="center"><img src="http://www.casellemostre.it/images/mostra1/04LuigiVittoriodiSavoia1746.jpg" alt="" /></td>
<td id="mostraImg" align="center"><img src="http://www.casellemostre.it/images/mostra1/05Tiporegolare1770.jpg" alt="" /></td>
</tr>
<tr style="font-size: 11px;">
<td><span style="color: #003366;">Colonna instestata a Gaspare Antonio Cappuccino,</br><br />
Catasto 1746</p>
<p></span></td>
<td><span style="color: #003366;">Colonna intestata a Luigi Vittorio di Savoia,</br><br />
Catasto 1746</p>
<p></span></td>
<td><span style="color: #003366;">Tipo regolare della strada da Caselle a San Maurizio, bealera dei Mulini con indicazione dei battitoi dei Cappuccino, 1770</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Le altre mostre in programma:<br />
• LA SINDONE NEGLI SPARTITI MUSICALI CALCOGRAFICI<br />
• MOSTRA DELLE ICONOGRAFIE DEVOZIONALI: LA VERONICA E LA SINDONE NELLE IMMAGINI POPOLARI E NELLE STAMPE D’ARTE (SECOLI XVII – XXI)<br />
• LE IMMAGINI SINDONICHE 1998–2010 NUOVI CONTRIBUTI DEI DOCENTI DEL POLITECNICO DI TORINO<br />
• IL PRIMO TRITTICO CALCOGRAFICO  “ALLA MANIERA NERA” DEL VOLTO SINDONICO<br />
• LA FILATELIA RELIGIOSA</p>
<p><strong>Centro Espositivo Multifunzionale</strong><br />
Via Basilio Bona, 29 — Caselle Torinese (To)<br />
Ingresso gratuito<br />
Orari apertura: giorni festivi e feriali, dalle 10.00 alle 20.00<a href="http://www.casellemostre.it" target="_blank"><br />
www.casellemostre.it</a> — info@casellemostre.it<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: il “Gilda Typewriter” di Sonia Mion</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 13:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con il “Gilda Typewriter” di Sonia Mion siamo arrivati al decimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del Corso di Alta formazione in Type Design della quarta edizione svolta nel 2009 presso il Consorzio Poli.design di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e docenti: James Clough, Giangiorgio Fuga, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/mion0.jpg" alt="" width="600" height="221" /></p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 20px; margin-bottom: 10px;" src="../immagini/mion2.jpg" alt="" width="400" height="347" />Con il <em>“Gilda Typewriter”</em> di <strong>Sonia Mion</strong> siamo arrivati al decimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del <em>Corso di Alta formazione in Type Design</em> della quarta edizione svolta nel 2009 presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano sotto la direzione di <em>Giancarlo Iliprandi</em> e docenti: <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni</em> e <em>Luciano Perondi</em>. Ospiti: <em>Claudio Rocha</em> e <em>Veronika Burian</em>.</p>
<p>Il tema dei lavori di questo corso verteva sulla progettazione di un alfabeto per un’interfaccia analogica. Tali interfacce, dove il partecipante al corso poteva scegliere, sono state: 1. Macchine per scrivere 2. RID, ovvero segnali a messaggio variabile 3. Tastiere per computer 4. Orologi analogici 5. Cruscotti 6. Normografi 7. Calcolatrici o altre macchine meccaniche.</p>
<p>Il lavoro di <em>Sonia Mion</em> si è quindi basato su una rivisitazione di carattere monospaziato per dattilografia producendo una font molto leggibile e gradevole con una x-height molto grande senza perdere in eleganza. Come scrive Sonia nella sua presentazione: “ Furono loro, le giovani o meno giovani segretarie di azienda, le dattilografe, le operose elaboratrici di dati ai primi apparati di schedatura meccanica, le protagoniste e destinatarie più o meno consapevoli del cinema alla moda dei telefoni rosa, il pubblico ideale dei romanzi per signorine, ma anche le esponenti di una nuova generazione di lavoratrici alla scrivania.”</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/mion1.jpg" alt="" width="600" height="133" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type Video: Ursonate di Kurt Schwitters</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 17:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo type video una interpretazione fonetica animata dell’opera di <strong>Kurt Schwitters</strong> <em>“Ursonate”</em> dove il pittore tedesco che ha lavorato in diverse correnti artistiche, tra cui Dada, Costruttivismo, Surrealismo, includendo di essi la poesia, il suono, la pittura, la scultura, la grafica, la tipografia e che cosa è diventato famoso come l’<em>installation art</em>.</p>
<p>In questo esempio grafico, l’originale, Kurt Schwitters gioca con la tipografia dove le lettere diventano oggetti di poesia sonora, <em>Ursonate</em> 1922–32, una traduzione del titolo è <em>Original Sonata</em> o <em>Primeval Sonata</em>). La poesia è stata influenzata dal poema <em>“fmsbw”</em> di <strong>Raoul Hausmann</strong> che Schwitters ha sentito recitare da Hausmann a Praga nel 1921. Il lavoro finale fu progettato da<strong> Jan Tschichold</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Kk-3W3c9Svg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/Kk-3W3c9Svg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1621&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Calligraﬁa e Type Design a Milano</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 14:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La calligrafia nella comunicazione. Espressività, metodo, progetto. giovedi 18 marzo 2010, ore 18,30 Galleria AIAP — via Amilcare Ponchielli, 3 — Milano (MM1: Lima) Un nuovo appuntamento in Galleria AIAP – nell’ambito della serie di incontri “un pomeriggio all’Aiap” – questa volta su calligrafia e progetto grafico (dopo le tavole rotonde su comunicazione pubblica, editoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 20px;" src="../immagini/calligrafia.jpg" alt="" width="255" height="255" /></p>
<p><strong>La calligrafia nella comunicazione. Espressività, metodo, progetto.</strong></p>
<p><strong>giovedi 18 marzo 2010, ore 18,30</strong></p>
<p>Galleria AIAP — via Amilcare Ponchielli, 3 — Milano (MM1: Lima)</p>
<p>Un nuovo appuntamento in Galleria AIAP – nell’ambito della serie di incontri “un pomeriggio all’Aiap” – questa volta su calligrafia e progetto grafico (dopo le tavole rotonde su comunicazione pubblica, editoria e didattica).</p>
<p>La presentazione del libro <a href="http://www.aiap.it/libreria.php?ID=3193"  target="_blank"><strong>“Calligrafia e disegno grafico”</strong></a> di <strong>Marco Campedelli</strong> costituirà una occasione di confronto e dibattito sui temi della calligrafia, della tipografia e del loro rapporto con il progetto grafico tra digitale e analogico.</p>
<p>Il libro di Campedelli testimonia le straordinarie possibilità espressive della calligrafia applicata alla comunicazione visiva. Calligrafia che differisce dalla computer graphics per la sua originalità e per la sua capacità di comunicare in modo nuovo. Una originalità che induce a riflettere sulla centralità della scrittura e della tipografia nel progetto grafico, tra espressività e metodo.</p>
<p>La crescita di attenzione verso i temi della tipografia, in senso ampio, è testimoniata anche dalla crescente produzione editoriale in Italia che ha registrato recentemente la nascita della nuova rivista <strong><a href="http://www.aiap.it/libreria.php?find=1&amp;ricercalib=tipoita"  target="_blank">Tipoitalia</a></strong> e la pubblicazione di <strong><a href="http://www.aiap.it/libreria.php?find=1&amp;ricercalib=italic"  target="_blank">Italic 2.0</a></strong> (DeAgostini / Aiap Edizioni) con il suo sito <a href="http://www.aiap.it/libreria.php?find=1&amp;ricercalib=calligrafia" ><strong>Progetto Italic</strong></a>.</p>
<p><img class="alignnone" style="border: 1px solid black;" src="../immagini/tipo2.jpg" alt="" width="131" height="155" /></p>
<p>Intervengono:<strong><br />
Marco Campedelli</strong>, graphic design e docente<br />
<strong>Giò Fuga</strong>, type-designer e docente<br />
<strong>James Clough</strong>, graphic designer e docente<br />
<strong>Silvia Sfligiotti</strong>, graphic designer e docente</p>
<p>modera <strong><br />
Francesco E. Guida</strong>, consigliere nazionale AIAP e ricercatore Politecnico di Milano.</p>
<p>Durante la serata sarà offerto un rinfresco.<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Esiste ancora un graphic design italiano?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 18:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con un dibattito su questo tema, martedì 16 marzo, verrà inaugurato l’anno culturale dell’Associazione Culturale Studi Grafici (già Centro Studi Grafici). Aiutati da studiosi e da professionisti della grafica di ieri e di oggi, italiani e stranieri, si vuole fare il punto sulla vitalità di una grafica dal passato glorioso, ma che ancora oggi stenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.giofuga.com/immagini/abc.gif" alt="" width="501" height="287" /></p>
<p>Con un dibattito su questo tema, martedì 16 marzo, verrà inaugurato l’anno culturale dell’<strong>Associazione Culturale Studi Grafici</strong> (già Centro Studi Grafici).</p>
<p>Aiutati da studiosi e da professionisti della grafica di ieri e di oggi, italiani e stranieri, si vuole fare il punto sulla vitalità di una grafica dal passato glorioso, ma che ancora oggi stenta a farsi strada nella committenza globale.</p>
<p>Con l’introduzione di<em> Pablo Rossi</em>i, Presidente dell’Associazione Culturale Studi Grafici e la moderazione di <em>Alexia Rizzi</em>, giornalista e consigliere ACSG, parteciperanno diversi graphic design e docenti universitari tra i quali: <em>James Clough, Fabrizio Confalonieri, Massimo Dradi, Giangiorgio Fuga, Francesco E. Guida, Giancarlo Iliprandi</em>, …</p>
<p>Durante il dibattito ci sarà spazio per domande e interventi dei presenti.</p>
<p>L’incontro si svolgerà presso: Associazione Culturale Studi Grafici</p>
<p>via Beningno Crespi, 30 — Milano (MM Maciachini)</p>
<p><strong>martedì 16 marzo 2010 — ore 21:00</strong><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: il “Daimo for Kids” di Nicola Iannibello</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 16:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un altro carattere progettato durante la quarta edizione Corso di Alta Formazione in Type Design svolto lo scorso anno tra settembre e ottobre presso il Consorzio Poli.design di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e docenti: James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni e Luciano Perondi. Ospiti: Claudio Rocha e Veronika Burian. “Daimo for Kids”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/iannibello1.jpg" alt="" width="600" height="359" /></p>
<p>Un altro carattere progettato durante la quarta edizione <em>Corso di Alta Formazione in Type Design</em> svolto lo scorso anno tra settembre e ottobre presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano sotto la direzione di <em>Giancarlo Iliprandi</em> e docenti: <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni</em> e <em>Luciano Perondi</em>. Ospiti: <em>Claudio Rocha</em> e <em>Veronika Burian</em>.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 20px;" src="../immagini/iannibello3.jpg" alt="" width="300" height="320" /><em>“Daimo for Kids”</em>, progettato da <strong>Nicola (Nicko) Iannibello</strong> nato a Taranto ma oramai trasferito a Milano, è una font in due variabili denominate <em>“Etichetta”</em> e <em>“Punzone”</em> disegnate basandosi sui caratteri utilizzati per i ‘vecchi’ modelli dell’etichettatrici manuali a nastro Dymo che producevano scritte a rilievo su nastri adesivi plastici colorati ora sostituiti da nastri in nylon flessibile o poliestere per trasferimento termico.</p>
<p>Ricordiamo che il tema dei lavori di questo corso verteva sulla progettazione di un alfabeto per un’interfaccia analogica. Tali interfacce, dove il partecipante al corso poteva scegliere, sono state: 1. Macchine per scrivere 2. RID, ovvero segnali a messaggio variabile 3. Tastiere per computer 4. Orologi analogici 5. Cruscotti 6. Normografi 7. Calcolatrici o altre macchine meccaniche.</p>
<p>Nelle prossime settimane saranno postati gli altri elaborati.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/iannibello2.jpg" alt="" width="543" height="570" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Corso a Roma di “Calligraﬁa Gestuale” con Kitty Sabatier</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 15:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Roma, presso il CIAC — Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro in Piazza del Sole 54, si terrà il 27 e 28 marzo 2010, il corso di “Calligrafia Gestuale” con Kitty Sabatier. Partendo dalla scrittura Cancelleresca e, attraverso diversi esercizi, si arriverà a un corsivo “gestuale” e personale. Cambiando la velocità, la presa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/kittynews.jpg" alt="" width="300" height="384" />A Roma, presso il <strong>CIAC — Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro</strong> in Piazza del Sole 54, si terrà il 27 e 28 marzo 2010, il corso di <em>“Calligrafia Gestuale”</em> con <strong>Kitty Sabatier</strong>.<br />
Partendo dalla scrittura Cancelleresca e, attraverso diversi esercizi, si arriverà a un corsivo “gestuale” e personale. Cambiando la velocità, la presa dello strumento per scrivere, la pressione sulla carta, l’inclinazione e l’altezza delle lettere utilizzando strumenti e supporti per avere una varietà di segni.</p>
<p>KITTY SABATIER<br />
Si è formata alle Beaux Arts di Tolosa e allo Scriptorium di Bernard Arin. Grafica e artista calligrafa, apre il suo primo atelier nel 1986. Attraverso l’esplorazione del segno arriva fino alla sua essenza, e dal suo talento nascono spazi vibranti e contrasti folgoranti.<br />
Espone in Francia e all’estero. Dà corsi di calligrafia in un’associazione di reinserimento sociale e professionale (AISP) da 4 anni.<br />
Per scaricare il PDF del corso con le informazioni <a href="http://www.monicadengo.com/12all/lt/t_go.php?i=209&amp;e=MTE0NQ==&amp;l=-http--www.articalligrafiche.it/assets/files/pdf/kittyweb.pdf"  target="_blank">cliccate qui</a><br />
Chi volesse iscriversi contatti Marta Lagna telefonicamente: 347 1524155 oppure con una Email: <a href="mailto: info@articalligrafiche.it" target="_blank">info@articalligrafiche.it</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Presentazione corso — CREATIVE CHINESE CALLIGRAPHY</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 22:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[书法创作 shūfǎ chuàngzuò PRESENTAZIONE WORKSHOP CREATIVE CHINESE CALLIGRAPHY venerdì 5 marzo 2010 dalle 21:00 alle 23.00 Lissone ECHI di CARTA Showroom Per assistere alla presentazione del workshop 书法创作 shūfǎ chuàngzuò — CREATIVE CHINESE CALLIGRAPHY del 5 Marzo è necessario iscriversi presso lo showroom o inviare una email all’indirizzo: info@echidicarta.it Il workshop si svilupperà in tre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 20px;" src="../immagini/chinese.jpg" alt="" width="200" height="283" /></p>
<h1>书法创作 shūfǎ chuàngzuò</h1>
<p></br><br />
PRESENTAZIONE WORKSHOP<br />
CREATIVE CHINESE CALLIGRAPHY</br></p>
<p>venerdì 5 marzo 2010<br />
dalle 21:00 alle 23.00<br />
Lissone ECHI di CARTA Showroom</p>
<p>Per assistere alla presentazione del workshop 书法创作 shūfǎ chuàngzuò — CREATIVE CHINESE CALLIGRAPHY del 5 Marzo è necessario iscriversi presso lo showroom o inviare una email all’indirizzo: <a href="mailto:info@echidicarta.it" target="_blank">info@echidicarta.it</a><br />
Il workshop si svilupperà in tre giornate. </p>
<p>Riferimenti telefonici:<br />
ECHI di CARTA SHOWROOM<br />
via San Rocco, 52 Lissone<br />
Tel 039.2186443 • 039.2188392<br />
<a href="mailto:info@echidicarta.it" target="_blank">info@echidicarta.it</a><br />
<a href="http://www.echidicarta.it"  target="_blank">www.echidicarta.it</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>I corsi 2010 dell’Associazione Calligraﬁca Italiana</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 09:23:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno l’Associazione Calligrafica Italiana organizza molti corsi delle varie tecniche calligrafiche in giro per l’Italia. Oltre Milano, sede dell’associazione, quest’anno si svolgeranno anche a Bologna, Vicenza, Ponte Tresa (VA), Bergamo, Bobbio (PC), Verona e Napoli. Potete trovare il calendario completo e tutte le informazioni presso il sito dell’ACI: www.calligrafia.org Associazione Calligrafica Italiana — [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno l’<strong>Associazione Calligrafica Italiana</strong> organizza molti corsi delle varie tecniche calligrafiche in giro per l’Italia. Oltre Milano, sede dell’associazione, quest’anno si svolgeranno anche a <em>Bologna, Vicenza, Ponte Tresa (VA), Bergamo, Bobbio (PC), Verona</em> e <em>Napoli</em>.</p>
<p>Potete trovare il calendario completo e tutte le informazioni presso il sito dell’ACI: <a href="http://www.calligrafia.org/wp/?p=1"  target="_blank">www.calligrafia.org</a><strong></strong></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Associazione Calligrafica Italiana</span></strong><span style="color: #000000;"> — </span>via Giannone 2 | 20154 Milano<span style="color: #000000;"> — tel/fax 02.3490927 | </span><a href="mailto:info@calligrafia.org">info@calligrafia.org</a></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/calli2010.jpg" alt="" width="610" height="408" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: il “Remigio” di Nicolò Giacomin</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 14:38:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Proseguono i post inerenti l’ultima edizione del Corso di Alta Formazione in Type Design svolto lo scorso settembre e ottobre presso il Consorzio Poli.design di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e docenti: James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni e Luciano Perondi. Ospiti: Claudio Rocha e Veronika Burian. Dopo i caratteri monospaziati di Filippo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="../immagini/giacomin1.jpg" alt="" width="411" height="595" />Proseguono i post inerenti l’ultima edizione del <em>Corso di Alta Formazione in Type Design</em> svolto lo scorso settembre e ottobre presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano sotto la direzione di <em>Giancarlo Iliprandi</em> e docenti: <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni</em> e <em>Luciano Perondi</em>. Ospiti: <em>Claudio Rocha</em> e <em>Veronika Burian</em>.</p>
<p>Dopo i caratteri monospaziati di <em>Filippo Dalla Villa</em> oggetto di una sperimentazione, per generare nuovi elementi tipografici utilizzabili dalla ditta <em>Solari</em> di Udine per la comunicazione e l’impiego tecnico aziendali, in questo post vediamo le proposte fatte dal trevisano <strong>Nicolò Giacomin</strong> con il suo <strong>“Remigio”</strong>.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/giacomin2.jpg" alt="" width="200" height="224" /></p>
<p>Nel disegnare le sue font ha cercato di tenere più grande possibile l’occhio medio riducendo quindi ascendenti e discendenti al minimo.</p>
<p>Una volta disegnato a mano lo scheletro piuttosto geometrico, ha cercato poi di creare del movimento applicando una leggera modulazione del tratto, di reminiscenza calligrafica, soprattutto nel minuscolo.</p>
<p>Per rendere più leggibile il carattere ha accentuato gli angoli delle controforme rispetto al contorno esterno per aumentarne l’area.</p>
<p>La linea di divisione dei due pannelli è stata fissata a metà dell’altezza delle ‘x’ e le lettere maiuscole accentate sono previste in una versione tipo maiuscoletto per utilizzare lo spazio utile, senza creare troppo vuoto nelle minuscole.</p>
<p>La font ha tre versioni sempre monospaziate: da testo normale, con il taglio in versione nera, e in versione negativa tipica dei pannelli a paletta.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/giacomin3.jpg" alt="" width="600" height="415" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/giacomin5.jpg" alt="" width="600" height="477" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: il “Nuvolari” di Fabrizio Pastori</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 09:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proseguono i post inerenti l’ultima edizione del Corso di Alta Formazione in Type Design svolto lo scorso settembre e ottobre presso il Consorzio Poli.design di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e docenti: James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni e Luciano Perondi. Ospiti: Claudio Rocha e Veronika Burian. “Nuvolari”, progettato da Fabrizio Pastori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-bottom: 10px; margin-right: 15px;" src="../immagini/Pastori1.jpg" alt="" width="420" height="623" />Proseguono i post inerenti l’ultima edizione del <em>Corso di Alta Formazione in Type Design</em> svolto lo scorso settembre e ottobre presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano sotto la direzione di <em>Giancarlo Iliprandi</em> e docenti: <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni</em> e <em>Luciano Perondi</em>. Ospiti: <em>Claudio Rocha</em> e <em>Veronika Burian</em>.</p>
<p><em>“Nuvolari”</em>, progettato da <strong>Fabrizio Pastori</strong> di Bareggio (MI), è una font in due variabili: regular e semibold, per l’interfaccia di un cruscotto per automobili.</p>
<p>Nel suo lavoro Fabrizio si è ispirato ai giochi di parole e lettere del <em>Futurismo</em> di <em>Filippo Tommaso Marinetti</em> nel suo movimento della dinamicità e soprattutto della “velocità”.</p>
<p>Ricordiamo che il tema dei lavori di questo corso verteva sulla progettazione di un alfabeto per un’interfaccia analogica. Tali interfacce, dove il partecipante al corso poteva scegliere, sono state: 1. Macchine per scrivere 2. RID, ovvero segnali a messaggio variabile 3. Tastiere per computer 4. Orologi analogici 5. Cruscotti 6. Normografi 7. Calcolatrici o altre macchine meccaniche.</p>
<p>Nelle prossime settimane saranno postati gli altri elaborati.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Pastori2.jpg" alt="" width="400" height="150" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Pastori3.jpg" alt="" width="400" height="150" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Pastori4.jpg" alt="" width="600" height="426" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: “Olivia” di Francesco Filigoi</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 15:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama “Olivia” la sesta font che vi presento oggi tra quelle progettate durante il Corso di Alta Formazione in Type Design svolto lo scorso settembre e ottobre presso il Consorzio Poli.design di Milano. “Olivia”, progettato da Francesco Filigoi di Udine, è una font ispirata alle macchine dattilografiche, ma al contrario di queste risulta proporzionale nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/olivia.jpg" alt="" width="600" height="614" /></p>
<p>Si chiama <em>“Olivia”</em> la sesta font che vi presento oggi tra quelle progettate durante il <em>Corso di Alta Formazione in Type Design</em> svolto lo scorso settembre e ottobre presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano.</p>
<p><em>“Olivia”</em>, progettato da <strong>Francesco Filigoi</strong> di Udine, è una font ispirata alle macchine dattilografiche, ma al contrario di queste risulta proporzionale nelle spaziature.</p>
<p>Purtroppo il lavoro non è completo mancando il minuscolo e le lettere accentate che speriamo Francesco disegni in un prossimo futuro.</p>
<p>Ricordiamo che il tema dei lavori di questo corso verteva sulla progettazione di un alfabeto per un’interfaccia analogica. Tali interfacce, dove il partecipante al corso poteva scegliere, sono state: 1. Macchine per scrivere 2. RID, ovvero segnali a messaggio variabile 3. Tastiere per computer 4. Orologi analogici 5. Cruscotti 6. Normografi 7. Calcolatrici o altre macchine meccaniche.</p>
<p>Nelle prossime settimane saranno postati gli altri elaborati.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/oliviafl.jpg" alt="" width="600" height="375" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Caderno de Tipograﬁa e Design Nr. 15 — Dicembre 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 17:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È uscito, dopo parecchi mesi, il nuovo numero della rivista digitale portoghese “Caderno de Tipograﬁa” incentrato su questioni legate alla tipografia, al design tipografico, graphic design, analisi dei fenomeni sociali e culturali legate alla modifica, la pubblicazione e la riproduzione di testi e immagini. Il sommario di questo numero si basa principalmente sul tema dell’Infografia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/CT15-Infografia.jpg" alt="" width="450" height="636" /></p>
<p>È uscito, dopo parecchi mesi, il nuovo numero della rivista digitale portoghese <em>“Caderno de Tipograﬁa”</em> <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">incentrato su questioni legate alla tipografia, al design tipografico, graphic design, analisi dei fenomeni sociali e culturali legate alla modifica, la pubblicazione e la riproduzione di testi e immagini.</span></p>
<p>Il sommario di questo numero si basa principalmente sul tema dell’<strong>Infografia</strong> con aspetti storici e culturali, con i visualizzatori di flusso di <em>Minard</em> per arrivare a quella moderna di <em>Neurath</em> e <em>Arntz</em>.</p>
<p>Inoltre articoli sull’assurda nuova immagine di Portugal Telecom e su un Didot recuperato.</p>
<p>La distribuzione è gratuita, per scaricare la versione PDF posta a disposizione del pubblico interessato: <a href="http://www.tipografos.net/cadernos/" >Tipografos</a></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1580&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Bob Noorda ci ha lasciati</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 21:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel pomeriggio di lunedi 11 gennaio 2010 è venuto a mancare, al termine di una vita di appassionato lavoro e in seguito ad un grave incidente, Bob Noorda, una delle icone della grafica italiana e internazionale. Olandese di nascita (Amsterdam, 1927) ma italiano di adozione, a partire dagli anni sessanta è stato uno dei principali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 20px; margin-bottom: 20px;" src="../immagini/noorda.jpg" alt="" width="200" height="267" />Nel pomeriggio di lunedi <strong>11 gennaio 2010</strong> è venuto a mancare, al termine di una vita di appassionato lavoro e in seguito ad un grave incidente,  <strong>Bob Noorda</strong>, una delle icone della grafica italiana e internazionale.</p>
<p>Olandese di nascita (Amsterdam, 1927) ma italiano di adozione, a partire dagli anni sessanta è stato uno dei principali artefici del rinnovamento della grafica italiana. Dopo aver lavorato per <em>Pirelli</em> e <em>La Rinascente</em>, nel 1965 ha contribuito a fondare l’<em>Unimark International</em> con Massimo Vignelli.<br />
Ha realizzato alcuni dei marchi italiani più noti fra cui Coop, Arnoldo Mondadori Editore, Regione Lombardia.<br />
Ha curato l’immagine grafica di <em>Agip, Banca Commerciale Italiana, Dreher, Chiari &amp; Forti, Fusital, Max Meyer, Richard Ginori, Total, Ermenegildo Zegna</em> e <em>Mitsubishi</em>.<br />
Ha lavorato per l’editoria collaborando con <em>Vallecchi, Sansoni, Feltrinelli</em> e <em>Touring Club Italiano</em>.<br />
Ha progettato la segnaletica delle metropolitane di Milano, New York e San Paolo del Brasile.<br />
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti fra cui quattro volte il Premio Compasso d’oro e una laurea ad honorem in Disegno Industriale da parte del Politecnico di Milano (2007).</p>
<p>Nel 2007, in occasione degli 80 anni del maestro, l’AIAP gli ha conferito il titolo di Socio Onorario.</p>
<p>Ciao Bob!</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/mmnoorda.jpg" alt="" width="400" height="265" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: “Solari Mono Fermo e Remigio” di Filippo Dalla Villa</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 17:27:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riprendo, dopo la sosta natalizia, l’inserimento dei post sui lavori dei partecipanti alla 4ª edizione del Corso di Alta Fomazione in Type Design presso il Consorzio Poli.design di Milano lo scorso settembre e ottobre. I caratteri tipografici Solari Mono Fermo e Solari Mono Remigio sono stati progettati e realizzati da Filippo Dalla Villa co-titolare della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" style="margin-bottom: 10px;" src="../immagini/franz3.jpg" alt="" width="604" height="323" /></p>
<p>Riprendo, dopo la sosta natalizia, l’inserimento dei post sui lavori dei partecipanti alla 4ª edizione del <em>Corso di Alta Fomazione in Type Design</em> presso il <em>Consorzio Poli.design di Milano</em> lo scorso settembre e ottobre.</p>
<p>I caratteri tipografici <strong>Solari Mono Fermo</strong> e <strong>Solari Mono </strong><strong>Remigio</strong> sono stati progettati e realizzati da <strong>Filippo Dalla Villa</strong> co-titolare della <a href="http://www.freskiz.com"  target="_blank"><em>Freskiz Comunicate</em></a> a Fratta Polesine (RO).</p>
<p><strong>Solari Mono Fermo</strong> e <strong>Solari Mono </strong><strong>Remigio</strong> sono caratteri monospaziati oggetto di una sperimentazione, per generare nuovi elementi tipografici utilizzabili dalla ditta <em>Solari</em> di Udine per la comunicazione e l’impiego tecnico aziendali.</p>
<p>I due caratteri progettati e realizzati prendono il nome da due grandi personaggi degli anni Cinquanta, che hanno saputo rilanciare il nome dell’azienda Solari nel mondo: i fratelli <em>Fermo</em> e <em>Remigio Solari</em>.</p>
<p><em>Fermo</em>, genio dell’organizzazione e della gestione dalla personalità eclettica e coinvolgente, ha rappresentato in quegli anni il modello dell’imprenditore moderno, rivolto al mercato e attentissimo alle tecniche di marketing.</p>
<p><em>Remigio</em>, con la sua passione per la meccanica, ha progettato il sistema a paletta, una vera e propria invenzione che ha sconvolto le normali metodologie di visualizzazione dell’ora e dell’informazione al pubblico.</p>
<p><img class="alignnone" style="border: 1px solid black; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="../immagini/franz1.jpg" alt="" width="600" height="316" /></p>
<p><strong>Solari Mono Fermo</strong> e <strong>Solari Mono </strong><strong>Remigio</strong> cercano di trovare una soluzione ottica e di stile ai caratteri tipografici come Helvetica e simili, fino a oggi impiegati nei sistemi RID a paletta della ditta <em>Solari</em>.</p>
<p>I due caratteri, infatti, sono stati progettati tenendo presente il taglio centrale del sistema a paletta.</p>
<p>Il progetto prevede l’introduzione delle lettere minuscole finora impiegate con grossi problemi ottici, che non riguardano solo il taglio centrale delle palette. I problemi sono stati risolti aumentando l’x-height.</p>
<p>Il carattere <em>Solari Mono Fermo</em> è previsto per l’impiego nell’ambito della titolazione dei materiali di comunicazione della ditta Solari. <em>Solari Mono Remigio</em>, derivato dal <em>Solari Mono Fermo</em>, è previsto per l’uso nei sistemi RID, attualmente in uso.</p>
<p><img class="alignnone" style="margin-top: 10px;" src="../immagini/franz2.jpg" alt="" width="602" height="348" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Buone Feste ai lettori del mio typo-blog</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 11:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/arvore.jpg" alt="" width="567" height="567" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>A lezione di Tipograﬁa a Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 12:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 14 dicembre, nell’ambito della manifestazione Design+ promossa dalla Sezione Arti, Design e Nuove Tecnologie del Dipartimento ITACA della Sapienza, si è svolto un seminario tenuto da Giò Fuga, progettista grafico specializzato nel disegno di caratteri tipografici (letterista). Tratto da Web Sapienza Ci sono dei mestieri d’arte che hanno un rapporto di contiguità con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/designpiu2009.gif" alt="" width="538" height="183" /></p>
<p>Il 14 dicembre, nell’ambito della manifestazione <strong>Design+</strong> promossa dalla Sezione Arti, Design e Nuove Tecnologie del Dipartimento ITACA della Sapienza, si è svolto un seminario tenuto da <em>Giò Fuga</em>, progettista grafico specializzato nel disegno di caratteri tipografici (letterista).</p>
<p><em></em><br />
<em></em></p>
<p><em>Tratto da <a rel="nofollow" href="http://websapienza.wordpress.com/2009/12/14/a-lezione-di-tipografia/"  target="_blank">Web Sapienza</a></em></p>
<p>Ci sono dei mestieri d’arte che hanno un rapporto di contiguità con il webdesign. C’è ne uno che ne rappresenta una sorta di ascendenza nobile. Un Mestiere che affonda le radici nel Rinascimento. È il Type Design, il progettista di caratteri tipografici per la pubblicazione e la diffusione di testi a stampa.</p>
<p>Giò Fuga ne ha parlato oggi, davanti a un centinaio di studenti e di giovani professionisti, presentando <strong>Tipoitalia</strong>, la prima rivista italiana dello stile della tipografia, che focalizza e sviluppa i temi della nostra tipografia e della grafica ad essa connessa.</p>
<p><img class="alignnone" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" src="../immagini/tipo1.jpg" alt="" width="131" height="155" /><img class="alignnone" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" src="../immagini/tipo2.jpg" alt="" width="131" height="155" /></p>
<p>Nella seconda parte dell’incontro, <em>Giò Fuga</em> ha spiegato l’importanza del lettering nella comunicazione visiva e testuale e ha ripercorso i passaggi ‘operativi’ per progettare una font (Font deriva dal francese e va declinato al femminile).</p>
<p>Per progettare una font bisogna sempre partire da schizzi, progetti su carta: il computer non è uno strumento di progettazione ma di esecuzione.</p>
<p>Dopo aver ideato la font (sia per un progetto editoriale – più complicato perché destinato alla lettura – sia per un progetto di lettering visuale di un’azienda o di un’istituzione), si può passare alla realizzazione vera e propria utilizzando i software destinati allo scopo.</p>
<p>Il relatore ha anche parlato dei suoi progetti (la font ‘lespresso’ per le titolazioni del settimanale <em>Espresso</em> e la custom font della casa motoristica giapponese <em>Yamaha</em>).</p>
<p>Ha descritto un quadro abbastanza desolante sull’attenzione e sul livello di  conoscenza di questo mestiere in Italia: negli altri paesi si è rispettati e conosciuti, qui – patria del design – non si valorizza il ruolo e i compiti del type designer.</p>
<p>La scarsa attenzione ai temi della leggibilità dei testi ha una ricaduta diretta sull’efficacia – ad esempio – della segnaletica e delle indicazioni stradali, con effetti diretti e spesso drammatici.</p>
<p>Non è mancato il riferimento al Web: un invito a non utilizzare l’Arial (molto meglio il Verdana), ricordando però che questi caratteri sono nati per lo schermo: quindi NON bisogna utilizzarli per pagine destinate alla carta.</p>
<p>L’invito dei curatori del seminario ai loro allievi è di considerare che siamo circondati da testi. Anche se non si fosse interessati a intraprendere questa professione è importante conoscerla per poter applicare le conoscenze acquisite ai nostri lavori e ai nostri progetti. L’invito – che vale per tutti e per tutto è di avere curiosità per le cose intorno a noi, una caratteristica essenziale per diventare un buon designer.</p>
<h5>(Posted by fcarnera sul blog dell’università La Sapienza — Roma)</h5>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/bookani.gif" alt="" width="600" height="398" /></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1582&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Giò Fuga presenta “TipoItalia” a Roma d+</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 20:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 20px; margin-bottom: 20px;" src="../immagini/fuga_tipo.gif" alt="" width="160" height="160" /> <strong></strong></p>
<p>Lunedì 14 dicembre, nel pomeriggio, a Roma nell’ambito di <strong>Roma Design più</strong>, la rassegna internazionale che sostiene e valorizza la cultura del design e si apre al confronto fra gli scenari internazionali. Promossa dall’Università “La Sapienza” di Roma Sezione Arti, Design e Nuove Tecnologie del Dipartimento ITACA — si svolge in collaborazione con la Provincia di Roma-Assessorato alle Attività Produttive e con la Camera di Commercio di Roma, ci saranno due interventi di <em>Giangiorgio Fuga</em>: la presentazione della rivista tipografica Tipoitalia e una conferenza di type design.</p>
<p><strong>Tipoitalia</strong> è la prima rivista italiana dello stile della tipografia, che focalizza e sviluppa i temi della nostra tipografia e della grafica ad essa connessa. I temi trattati spaziano dal carattere classico alla produzione dei type designer contemporanei. Oltre ad articoli sulla storia della scrittura, della calligrafia, del lettering e delle fonderie storiche, la rivista ne presenta molti puramente “visivi” che evocano la forza della tipografia come immagine.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/tipo1.jpg" alt="" width="131" height="155" /> <img class="alignnone" src="../immagini/tipo2.jpg" alt="" width="131" height="155" /></p>
<p>A seguire si svolgerà il seminario <strong>“Dallo schizzo alla digitalizzazione, come nasce una font?”</strong> nel quale verrà presentato un percorso che parte dal disegno a mano dei “glifi” fino alla digitalizzazione, con i suoi strumenti di lavoro e attraverso la presentazione di casi specifici. Verranno inoltre analizzate le varie tipologie di font con le loro specificità: per l’editoria, il video e multimedia, la segnaletica.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/bookani.gif" alt="" width="600" height="398" /></p>
<p>Alla fine della conferenza verrà preparato un <em>“albero di Natale tipografico”</em>. Chi vuole partecipare dovrà scattare precedentemente fotografie delle insegne e degli altri elementi tipografici presenti nel contesto urbano.<br />
Questi materiali saranno utilizzati nel corso del workshop sotto la supervisione di Giò Fuga.</p>
<p>Lunedì 14 dicembre 2009<br />Ex GIL | Largo Ascianghi 5, Roma<br />Sala conferenze Moretti<br />h 15 | 18</p>
<p><em>A cura di Mario Fois e Mario Rullo e dell’AIAP</em></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1559&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Da Johnston a Gill</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 19:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un paio di video sui caratteri di Eric Gill dal Perpetua del 1927 al Gill Sans del 1928 basato sull’Underground di Edward Johnston.Il primo video è stato prodotto in Inghilterra da Meorwithlou87 e da Samantha Heard, mentre il secondo in Italia da IchibaDesign Testo in portoghese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oGuwfdg4q88&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/oGuwfdg4q88&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p>
Un paio di video sui caratteri di <strong>Eric Gill</strong> dal <em>Perpetua</em> del 1927 al <em>Gill Sans</em> del 1928 basato sull’<em>Underground</em> di <strong>Edward Johnston</strong>.<br />Il primo video è stato prodotto in Inghilterra da <em>Meorwithlou87</em> e da <em>Samantha Heard</em>, mentre il secondo in Italia da <em>IchibaDesign</em>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/S2AMyMy5JWQ&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/S2AMyMy5JWQ&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1556&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: “Meridian” di Anna Morena</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 10:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proseguono i post di presentazione dei lavori della quarta edizione del Corso di alta formazione in Type Design tenuto presso il Consorzio Poli.design di Milano tra settembre e ottobre 2009. Il quarto lavoro, qui presentato, è il “Meridian” di Anna Morena di Roma. Ecco come Anna illustra il suo progetto: “Meridian” è il nome della font [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguono i post di presentazione dei lavori della quarta edizione del <em>Corso di alta formazione in Type Design</em> tenuto presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano tra settembre e ottobre 2009.</p>
<p>Il quarto lavoro, qui presentato, è il <em><strong>“Meridian”</strong></em> di <strong>Anna Morena</strong> di Roma.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 20px;" src="../immagini/meridian.jpg" alt="" width="400" height="575" />Ecco come Anna illustra il suo progetto: <em>“Meridian”</em> è il nome della font creata per un’interfaccia analogica di un orologio da parete comune, che presenta anche un sistema a RID per il calendario ad esso connesso. Il nome, che dall’inglese vuol dire <em>“meridiano”</em>, si riferisce a <em>“mezzogiorno”</em>, ossia il termine tipicamente usato in Italia per indicare le ore 12:00 che coincidono con la metà di una giornata.</p>
<p>Il carattere è stato progettato per gradi: prima sono stati pensati i numeri, parte principale di un’interfaccia di un orologio; poi le lettere maiuscole, poiché l’orologio presenta il calendario; e infine sono state realizzate solo alcune delle lettere minuscole, poiché non integrabili nel progetto, ma solo al fine di rendere più completo l’alfabeto.</p>
<p>La font nasce dall’idea di fondere il carattere lineare bastoni, tipicamente contemporaneo, a un carattere con caratteristiche più classiche. Ciò è evidente dalla presenza di “grazie fittizie” in tutto l’alfabeto. Nei numeri, inoltre, creati in versione maiuscola, si nota la presenza di ascendenti e discendenti, lievemente accennate, che richiamano al corsivo, frequentemente usato nella scrittura classica.</p>
<p>Il limite progettuale di questa font, è quello di essere visibile e rientrare all’interno del riquadro per il calendario, per cui deve presentare le seguenti caratteristiche: condensato, lineare, ampio spazio bianco e contrasto minimo tra le aste. Non è, però, un monospaziato, poiché, nel caso di un calendario, le parole sono già composte e ciascuna lettera non ha una valenza a sé, ma già è pensata per essere integrata con la parola nel riquadro.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/meridian2.jpg" alt="" width="600" height="282" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/meridian1.jpg" alt="" width="600" height="283" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: “Pronto” il telefont di Beniamino Verdirosi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 09:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Terzo appuntamento con i post dedicati ai lavori della quarta edizione del Corso di alta formazione in Type Design tenuto presso il Consorzio Poli.design di Milano tra settembre e ottobre 2009. Dopo aver illustrato un lavoro dedicato ai caratteri per macchine da scrivere ed uno sui cruscotti, in questo post viene illustrato il lavoro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Terzo appuntamento con i post dedicati ai lavori della quarta edizione del <em>Corso di alta formazione in Type Design</em> tenuto presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano tra settembre e ottobre 2009.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/1verdirosi.jpg" alt="" width="400" height="557" />Dopo aver illustrato un lavoro dedicato ai caratteri per macchine da scrivere ed uno sui cruscotti, in questo post viene illustrato il lavoro di <strong>Beniamino Verdirosi</strong>: <em><strong>“Pronto” il telefont</strong></em>.</p>
<p>Come ci illustra Beniamino, “Pronto è una font pensata e progettata per le tastiere dei telefoni pubblici. Il nome è ovviamente derivato dalla consueta e comune risposta degli italiani alle chiamate telefoniche. Una font che dunque costituisce di per sé un interfaccia, costituita essenzialmente e storicamente da numeri, ma che negli ultimi decenni si è arricchita di lettere dell’alfabeto per l’invio di SMS. Il progetto è stato quindi condotto per gradi: sono stati inizialmente studiati i numeri, poi le maiuscole e infine sono state approfondite le minuscole, difficilmente integrabili in un’interfaccia telefonica, ma utili per rendere il font completo e allo stesso tempo per approfondire ulteriori aspetti del type design.</p>
<p>I riferimenti di numeri per telefoni sono molteplici e vi sono esempi interessanti non solo italiani. Molto spesso tuttavia non si tratta di numerazioni appartenenti a caratteri studiati appositamente per l’apparecchio telefonico, ma di caratteri più o meno comuni applicati. Il campo di indagine è stato ristretto ai telefoni pubblici italiani.”</p>
<p>Su cosa si è basata la font? “Vi è stato un recente restyling dei terminali italiani, tuttavia oggi le cabine telefoniche sono quasi scomparse dallo scenario urbano, spazzate via dall’uso dei telefoni cellulari, e i nuovi apparecchi appaiono poco familiari. L’immagine condivisa della cabina telefonica in Italia si rifà invece al modello del decennio passato, la cabina con la cassa del ricevitore squadrata e arancione, cabine spesso sporche, fuori servizio e con le schede di plastica abbandonate a terra. Questo modello, il telefono <em>Rotor</em> progettato da <em>Rodolfo Bonetto</em>, risulta interessante anche per un lato tecnico dell’interfaccia: i tasti in alluminio presentano cifre fresate sulla superficie e poi ridisegnate con una serigrafia all’interno del solco. Da questo particolare si è basato il progetto Pronto. Il font è infatti pensato come se fosse disegnato da una fresa, con lettere costituite da pochi tratti lineari e movimenti limitati, con aste di larghezza costante e fissa unite a terminazioni arrotondate.”</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/2verdirosi.jpg" alt="" width="600" height="337" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/3verdirosi.jpg" alt="" width="600" height="468" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Tipoitalia2 tra Parma e Genova</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 08:46:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Settimana prossima la rivista sulla tipografia italiana Tipoitalia sarà presentata sia a Parma, lunedì 23, sia a Genova, mercoledì 25 in due conferenze tipografiche. Due occasioni per conoscere questa importante pubblicazione nel panorama della comunicazione visiva italiana e nello specifico del mondo tipografico che finalmente vive un nuovo Rinascimento. Il secondo numero di Tipoitalia è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Settimana prossima la rivista sulla tipografia italiana <strong>Tipoitalia</strong> sarà presentata sia a <em>Parma</em>, lunedì 23, sia a <em>Genova</em>, mercoledì 25 in due conferenze tipografiche.</p>
<p>Due occasioni per conoscere questa importante pubblicazione nel panorama della comunicazione visiva italiana e nello specifico del mondo tipografico che finalmente vive un nuovo Rinascimento.</p>
<p>Il secondo numero di <strong>Tipoitalia</strong> è quasi interamente dedicato ai numeri. Di solito comprimari sulla scena tipografica, le cifre, al pari delle lettere nel parallelo universo dell’alfabeto, hanno una loro precisa identità nella scrittura. Oltre a una riconosciuta funzione pratica, come quella di rappresentare le ore nei quadranti o indicare la numerazione civica, in questi casi specifici i numeri possiedono anche un valore estetico-formale, dialogando con le lancette o adattandosi allo stile architettonico delle facciate.</p>
<p><strong>Parma</strong><br />
lunedì 23 novembre 2009, ore 18:00<br />
Biblioteca Palatina / Museo Bodoniano<br />
Piazza della Pilotta 3, Parma</p>
<p><strong>Genova</strong><br />
mercoledì 25 novembre 2009, ore 18:30<br />
Berio Cafè<br />
via del Seminario 16, Genova</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/invitoParma.jpg" alt="" width="600" height="409" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/invitoGenova.jpg" alt="" width="600" height="409" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: “Lumina” di Giada Bettio</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 11:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proseguono i post di presentazione dei lavori della quarta edizione del Corso di alta formazione in Type Design tenuto presso il Consorzio Poli.design di Milano tra settembre e ottobre 2009. Il secondo lavoro, qui presentato, è quello di Giada Bettio di Jesolo (VE) che ha affrontato uno dei temi dei lavori di questo corso: la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 20px" src="../immagini/GiadaBettio1.jpg" alt="" width="381" height="552" /> Proseguono i post di presentazione dei lavori della quarta edizione del <em>Corso di alta formazione in Type Design</em> tenuto presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano tra settembre e ottobre 2009.</p>
<p>Il secondo lavoro, qui presentato, è quello di <strong>Giada Bettio</strong> di Jesolo (VE) che ha affrontato uno dei temi dei lavori di questo corso: la progettazione di un alfabeto per un’interfaccia analogica in questo caso i cruscotti.</p>
<p>Il carattere, denominato <strong>“Lumina”</strong> è stato progettato per i quadri strumenti e gli interni delle autovetture ma più in generale è pensato per apparecchi con retroilluminazione.</p>
<p>Presenta due pesi: <em>Regular</em> e <em>Semibold</em>.</p>
<p>Il peso Regular rappresenta il disegno del foro nella maschera che viene applicata sopra il quadro strumenti o l’apparecchio che crea la retroilluminazione.</p>
<p>Il peso Semibold, invece, viene stampato direttamente sulla mascherina che va inserita nel cruscotto. Quando una cifra o una lettera vengono retroilluminate la luce crea un aumento dello spessore delle aste e una deformazione del disegno, come succede ai corpi piccoli in stampa. Per questo motivo la versione Regular presenta incisivi ink-trap, in modo da correggere la deformazione ottica dovuta al passaggio della luce. Il Semibold garantisce invece un’uniformità del peso delle aste e del disegno di giorno, quando la fonte di luce non è attivata compensando il peso perso senza retroilluminazione.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/GiadaBettio2.jpg" alt="" width="600" height="344" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/GiadaBettio3.jpg" alt="" width="557" height="380" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TypeDesign4: “lettera — g” di Giovanni Battistini</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 15:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiama “lettera-g” il primo font che vi presento tra quelli progettati durante il Corso di Alta Formazione in Type Design svolto lo scorso settembre e ottobre presso il Consorzio Poli.design di Milano. “lettera-g”, progettato da Giovanni Battistini nato a Como ma residente a Bologna www.kitchencoop.it, è una font monospaziata ispirata alle macchine dattilografiche Olivetti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="../immagini/lettera_g_booklet-1.jpg" alt="" width="424" height="597" />Si chiama <em>“lettera-g”</em> il primo font che vi presento tra quelli progettati durante il <em>Corso di Alta Formazione in Type Design</em> svolto lo scorso settembre e ottobre presso il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano.</p>
<p><em>“lettera-g”</em>, progettato da <strong>Giovanni Battistini</strong> nato a Como ma residente a Bologna <a href="http://www.kitchencoop.it"  target="_blank">www.kitchencoop.it</a>, è una font monospaziata ispirata alle macchine dattilografiche Olivetti degli anni ’60.</p>
<p>Infatti il tema dei lavori di questo corso verteva sulla progettazione di un alfabeto per un’interfaccia analogica. Tali interfacce, dove il partecipante al corso poteva scegliere, sono state: 1. Macchine per scrivere 2. RID, ovvero segnali a messaggio variabile 3. Tastiere per computer 4. Orologi analogici 5. Cruscotti 6. Normografi 7. Calcolatrici o altre macchine meccaniche.</p>
<p>Nelle prossime settimane saranno postati gli altri elaborati.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/lettera_g_booklet-2.jpg" alt="" width="600" height="491" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/lettera_g_booklet-6.jpg" alt="" width="600" height="420" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type Design 4: si è concluso …</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 08:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è conclusa il 9 ottobre scorso la quarta edizione, con molto successo, del Corso di Alta Formazione in Type Design organizzato dal Consorzio Poli.design di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e Giovanni Baule. Questa edizione, con ben 28 partecipanti, ha avuto come tema per il lavoro finale la “Progettazione di un alfabeto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/caftd4a.jpg" alt="" width="600" height="500" /></p>
<p>Si è conclusa il 9 ottobre scorso la quarta edizione, con molto successo, del <strong>Corso di Alta Formazione in Type Design </strong>organizzato dal <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e Giovanni Baule. Questa edizione, con ben 28 partecipanti, ha avuto come tema per il lavoro finale la <strong>“Progettazione di un alfabeto per una interfaccia analogica”</strong>. Le interfacce proposte sono state: 1. Macchine per scrivere; 2. RID, ovvero segnali a messaggio variabile; 3. Tastiere per computer; 4. Orologi analogici; 5. Cruscotti; 6. Normografi; 7. Calcolatrici o altre macchine meccaniche.</p>
<p>L’esercitazione progettuale si è diretta su due binari, paralleli, ma di uguale importanza: da un lato la capacità di dare una soluzione tipografica tecnicamente accettabile, dove la forma delle lettere risponda per esempio alla tecnica di fabbricazione (fresature, rilievo, serigrafia, etc.); dall’altro la capacità d’interpretare correttamente in termini di stile l’oggetto in questione, producendo un alfabeto coerente con l’epoca o l’atmosfera che l’oggetto ricrea.</p>
<p>Anche quest’anno i docenti sono stati: <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patanè, Andrea Bracaloni</em> e <em>Luciano Perondi</em>. Ospiti graditi: <em>Claudio Rocha, Giuseppe Errico</em>, <em>Claude Marzotto, Sandro Berra</em>.</p>
<p>Nei prossimi post, come è avvenuto per la precedente edizione, saranno illustrati i vari progetti singolarmente sperando di ricevere da tutti i partecipanti i pdf dei lavori.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/caftd4b.jpg" alt="" width="600" height="600" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Tipoitalia2 da i “numeri”</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 07:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È uscito il secondo numero di Tipoitalia! Diretto da Claudio Rocha la rivista Tipoitalia2 si presenta ai lettori con un omaggio ai numeri. Di solito comprimari sulla scena tipografica, le cifre, al pari delle lettere nel parallelo universo dell’alfabeto, hanno una loro precisa identità nella scrittura. Oltre a una riconosciuta funzione pratica, come quella di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/tipoitalia2.jpg" alt="" width="595" height="708" /></p>
<p>È uscito il secondo numero di Tipoitalia!</p>
<p>Diretto da <em>Claudio Rocha</em> la rivista <strong>Tipoitalia2</strong> si presenta ai lettori con un omaggio ai <em>numeri</em>. Di solito comprimari sulla scena tipografica, le cifre, al pari delle lettere nel parallelo universo dell’alfabeto, hanno una loro precisa identità nella scrittura. Oltre a una riconosciuta funzione pratica, come quella di rappresentare le ore nei quadranti o indicare la numerazione civica, in questi casi specifici i numeri possiedono anche un valore estetico-formale, dialogando con le lancettte o adattandosi allo stile architettonico delle facciate.<br />
La forza espressiva delle cifre prodotte in tipi di legno è presente in un inserto tipografico stampato in esclusiva dalla <em>Tipoteca Italiana</em>. Un secondo inserto, edito e stampato in tipo-impressione da <em>Enrico Tallone</em>, è parte integrante dell’articolo sul carattere creato da <em>Alberto Tallone</em> sul finire degli anni ‘40 per le sue edizioni, sulla scia di una tradizione che risale agli editori-tipografi del Rinascimento.<br />
Come nel primo numero della rivista, la composizione dei testi privilegia le font create da type designer italiani oppure caratteri basati sui modelli storici dell’Italia. Inoltre, abbiamo anche la partecipazione di alcuni giovani tipografi italiani della nuova e talentuosa generazione, che gentilmente hanno concesso l’utilizzo delle loro font per comporre gli articoli di Tipoitalia.</p>
<p>Sul sito <a href="http://www.tipoitalia.it/"  target="_blank">www.tipoitalia.it</a> potrete trovare tutte le informazione per acquistare le riviste sia online, sia presso librerie tra le quali la <a href="http://www.aiap.it/libreria.php"  target="_blank">Libreria Aiap</a>.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1505&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Adotta un alfabeto Bodoni</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 09:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Contribuendo a ristabilire gli originali Bodoni … diventando un affiliato ad un alfabeto di vostra scelta L’associazione “Amici della Biblioteca Palatina e del Museo Bodoni” hanno creato l’iniziativa ‘Adotta un alfabeto Bodoni’ con l’intento di ripristinare la serie completa di oltre 600 alfabeti, le loro matrici e punzoni. Il Museo ha bisogno di raccogliere fondi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/bodtip.jpg" alt="" width="159" height="250" /><span style="color: #003366;"><strong>Contribuendo a ristabilire gli originali Bodoni …</span></strong><br />
<span style="color: #003366;"><strong>diventando un affiliato ad un alfabeto di vostra scelta</strong></span><br />
L’associazione “Amici della Biblioteca Palatina e del Museo Bodoni” hanno creato l’iniziativa <em>‘Adotta un alfabeto Bodoni’</em> con l’intento di ripristinare la serie completa di oltre 600 alfabeti, le loro matrici e punzoni.</p>
<p>Il Museo ha bisogno di raccogliere fondi per poter ripristinare i tipi principali, che devono essere conservati in una apposita casella in policarbonato.<br />
Da poco meno di € 800 si può diventare affiliato di uno dei suoi alfabeti di scelta.<br />
O forse si vorrebbe adottare una famiglia intera di Bodoni?<br />
Il tuo alfabeto affiliato porterà il tuo nome sulla sua scatola!<br />
Per informazioni dettagliate, contattare Simone Wolf via <a href="mailto:simone@typevents.com">e-mail.</a></p>
<p>Cosa c’è dietro questo restauro?<br />
Lo Studio P. Crisostomi, un punto di riferimento in questo tipo di lavoro è stato scelto per il restauro dei caratteri di Bodoni.<br />
Fondata nel 1983, lo studio, ben noto per la sua professionalità e precisione in questo settore molto specifico, ha principalmente lavorato per enti pubblici, con la realizzazione di progetti di conservazione e di cura del ricco patrimonio della cultura italiana ed europea, soprattutto per quanto riguarda la bibliografia, documentazione, così come il lavoro storico-artistico su carta.<br />
Inoltre lo Studio P. Crisostomi fornisce consulenza tecnica sui criteri e le strategie di pianificazione, la ricerca e la conservazione per catalogazione di beni culturali, soprattutto conservati in biblioteche o archivi.</p>
<p>Ulteriori informazioni sul sito <a href="http://www.typevents.com/index.php?id=422"  target="_blank">TypeEvents</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>I Fondamenti della Tipograﬁa a Caratteri Mobili con Paolo Lazzarelli ad Arezzo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 09:36:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 26 e 27 settembre 2009, ad Arezzo a cura del Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro si terrà il corso di Tipografia “I fondamenti della Tipografia a Caratteri Mobili” tenuto da Paolo Lazzarelli. Questo sarà il primo di una serie di corsi base che stanno organizzando presso la Tipografia Sociale di Arezzo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/lazzarelli.jpg" alt="" width="524" height="246" /></p>
<p>Il 26 e 27 settembre 2009, ad Arezzo a cura del <em>Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro</em> si terrà il corso di Tipografia <strong>“I fondamenti della Tipografia a Caratteri Mobili”</strong> tenuto da <em>Paolo Lazzarelli</em>.</p>
<p>Questo sarà il primo di una serie di corsi base che stanno organizzando presso la <em>Tipografia Sociale di Arezzo</em> in collaborazione con Paolo Lazzarelli, che ne è il proprietario. Il loro intento è offrire la possibilità di studiare con un tipografo esperto le tecniche per la realizzazione di poster e manifesti con i caratteri mobili in legno. Nel maggio del 2009 hanno invitato presso questa tipografia il tipografo americano <em>Amos Paul Kennedy Jr</em>., dalla bellissima esperienza è nata l’idea di future collaborazioni: Paolo offrirà un paio di corsi durante il periodo invernale per insegnare le basi della tipografia a caratteri mobili, per poi dare la possibilità agli studenti di partecipare ad un corso avanzato con Amos durante l’estate successiva.</p>
<p>PROGRAMMA</p>
<p><em>Sabato</em>: il lavoro del tipografo, l’organizzazione di una tipografia e dei caratteri mobili, il torchio regolazioni e manutenzione, i margini di fissaggio. Composizione di un testo, fissaggio per la stampa, stampa.</p>
<p><em>Domenica</em>: I colori di stampa, metodi tradizionali per la realizzazione di poster a più colori e metodi sperimentali. Gli studenti realizzeranno la composizione di un testo da loro scelto (massimo 8 o 10 parole) e lo stamperanno.</p>
<p><em>Paolo Lazzarelli</em><br />
Paolo inizia a lavorare alla tipografia sociale nel 1970 e ne diventa proprietario nel 1982. La tipografia, nata nel 1890 circa, subisce varie trasformazioni, anche in relazione agli eventi politici e dal dopoguerra diventa la tipografia dei partiti di sinistra ad Arezzo. Dagli anni ‘60 si specializza nella stampa di manifesti.</p>
<p>SEDE:<br />
Tipografia Sociale via Madonna del Prato, 128<br />
52100 Arezzo Tel. 0575/23841</p>
<p>ORARIO:<br />
Sabato dalle 10.00 alle 18.00 (con breve pausa pranzo)<br />
Domenica dalle 9.00 alle 17.00 (con breve pausa pranzo)</p>
<p>ISCRIZIONI E COSTO:<br />
Potete scaricare la cedola d’iscrizione dal seguente sito: <a href="http://www.articalligrafiche.it"  target="_blank">www.articalligrafiche.it</a><br />
Il corso costa € 200 + € 30 di iscrizione al CIAC. Il deposito di 70 euro deve essere effettuato entro il 15/09/2009 tramite versamento nel c/c intestato a: Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro<br />
Banca Cariprato, agenzia di Arezzo, IT50 T060 2014 1910 9157 0244 379. Causale: corso tipografia 26/09/2009.</p>
<p>MATERIALI:<br />
Tutti i materiali sono inclusi nel prezzo e disponibili presso la tipografia. Se desiderate stampare su carta pregiata, potete portarvi dei fogli formato max 50 x 70. Consigliamo una grammatura minima di 200gr. Consigliamo anche di portare un grembiule o vestiti adatti al lavoro manuale.</p>
<p>Per tutte le informazioni:<br />
<em>Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro</em><br />
Via A.Saffi, 2<br />
52100 Arezzo, Italy<br />
tel/fax 0575 299978<br />
email <a href="mailto:info@articalligrafiche.it" target="_blank">info@articalligrafiche.it</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Come irritare i type design: IKEA ora usa il Verdana …</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 21:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/ikea.jpg" alt="" width="450" height="403" /></p>
<p>L’IKEA nel suo nuovo catalogo ha cambiato la font utilizzata, infatti dopo molti anni con l’uso del <em>Futura</em> e del <em>Century Schoolbook</em>, è passata al <em>Verdana</em>, font disegnata da <em>Matthew Carter</em> per la Microsoft Corporation per Internet e multimedia data la sua alta leggibilità video.</p>
<p>Ma proprio per il suo disegno, questa font non è assolutamente indicata per la grafica editoriale e per la corporate identity, come purtroppo avviene anche con l’<em>Arial</em>.</p>
<p>I Type Designer ed i grafici di tutto il mondo stanno rispondendo negativamente a questa folle scelta facendo varie petizioni affinché l’IKEA torni all’antico o perlomeno utilizzi una font corretta all’uso.</p>
<p>In una intervista comparsa sulla rivista svizzera <em>CAP&amp;DESIGN</em>, l’IKEA giustifica la sua scelta verso il Verdana in quanto ritiene questa font sia utilizzata in tutti i paesi, compresi gli asiatici. Volendo anche dare la loro stessa immagine visualizzata nel loro sito web anche in tutta l’immagine aziendale.<br />
Dite la vostra!<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Escola do Design, Unisinos — Porto Alegre 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 14:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest’anno, a fine luglio in pieno inverno sud brasiliano, ho tenuto presso la Escola do Design, Unisinos di Porto Alegre un mini-corso, in portoghese, di Tipografia ad una quindicina di studenti-lavoratori, che già sono impiegati in strutture pubblicitarie e di comunicazione visiva, nell’ambito di un interscambio tra la stessa Unisinos e il Consorzio Poli.design [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/09unisinos1.jpg" alt="" width="600" height="402" /></p>
<p>Anche quest’anno, a fine luglio in pieno inverno sud brasiliano, ho tenuto presso la <em>Escola do Design, Unisinos</em> di Porto Alegre un mini-corso, in portoghese, di Tipografia ad una quindicina di studenti-lavoratori, che già sono impiegati in strutture pubblicitarie e di comunicazione visiva, nell’ambito di un interscambio tra la stessa <em>Unisinos</em> e il <em>Consorzio Poli.design</em> di Milano, già organizzatore dei corsi di alta formazione in Type Design.</p>
<p>Lo scopo principale, oltre ad incuriosire su questa importante disciplina, era di illustrare nelle poche ore a disposizione dei miei interventi sull’utilizzo del carattere nell’editoria, non tralasciando però gli altri usi; sulle regole per una buona composizione e sulle innumerevoli possibilità di griglie d’impaginazione.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/09unisinos2.jpg" alt="" width="600" height="600" /></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1464&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>L’Ofﬁcina Tipograﬁca São Paulo compie 5 anni</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 18:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante la mia visita didattica in Brasile ho avuto l’occasione di conoscere l’Oﬁcina Tipográﬁca São Paulo del mio caro amico Claudio situata presso il Senai Bresser nel Barrio Móoca della gigantesca città di São Paulo. Proprio il prossimo 22 agosto, sabato, l’Oﬁcina Tipográﬁca São Paulo festeggerà l’anniversario dei 5 intensi anni di attività. Nell’occasione sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/OTSP.jpg" alt="" width="451" height="663" /></p>
<p>Durante la mia visita didattica in Brasile ho avuto l’occasione di conoscere l’<em>Oﬁcina Tipográﬁca São Paulo</em> del mio caro amico Claudio situata presso il Senai Bresser nel Barrio Móoca della gigantesca città di São Paulo.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 20px;" src="../immagini/otsp2.jpg" alt="" width="300" height="201" />Proprio il prossimo 22 agosto, sabato, l’<em>Oﬁcina Tipográﬁca São Paulo</em> festeggerà l’anniversario dei 5 intensi anni di attività.</p>
<p>Nell’occasione sarà lanciato un album: <em>“Alem da Letra”</em> che esplora la plasticità e la materialità dei tipi in legno e di metallo, propondo una nuova leitura, nel quale il contenuto (idea) è subbordinato alla forma (lettere e ornamenti) e non il contrario, come si utilizza di solito.</p>
<p>Inaugurata nel 2004, la OTSP è oggi una organizzazione non governativa, dedicata all’insegnamento ed alla sperimentazione, combinando la tipografia classica con quella computerizzata.<br />
<img class="alignright" style="margin-left: 20px; margin-right: 20px;" src="../immagini/otsp4.jpg" alt="" width="300" height="448" />Oltre ad offrire corsi di tipografia e grafica e sviluppare prodotti editoriali, la OTSP collabora con le sue attrezzature per la produzione di elaborati grafici con altre ONG offrendo anche la possibilità di fornire servizi agli studi e alle agenzie. L’OTSP, che è associata alla <em>Escola Senai “Theobaldo De Nigris”</em>, di São Paulo, dispone attualmente di 4 macchine da stampa, che fanno anche taglio e piegatura, 2 Linotype e oltre un centinaio di tipi di caratteri di metallo e di legno.</p>
<p>Nel secondo semestre 2009 sono previsti i seguenti corsi:</p>
<p>– <em>Composizione introduttoria;</em></p>
<p><em>– Poster tipografico;</em></p>
<p><em>– Tecniche di rilegatura per Designers</em>.</p>
<p>Tali corsi prevedono la presentazione di strumenti tradizionali come: caratteri, cassetta dei tipo, misure tipografiche, composizione, bolandeira, i concetti e le tecniche di stampa tipografica, gli inchiostri, mezzi di comunicazione (carta e derivati), manuali tecnici di rilegatura e di finitura, e gli stampati sono prodotti con una stampante Minerva e Linotype.</p>
<p>A dirigere questa preziosa struttura sono <strong>Marcos Mello</strong> (Presidente) artista plastico e designer grafico e <strong>Cláudio Rocha</strong> (Vice-Presidente) designer grafico specializzato in tipografia già noto ai lettori del mio blog per essere co-editore della rivista brasiliana <em>Tupigrafia</em> e direttore dell’italiana <em>Tipoitalia</em>.</p>
<p>Per contatti diretti ed ulteriori informazioni: <a href="http://www.oficinatipografica.com.br/"  target="_blank">OTSP</a></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/otsp3.jpg" alt="" width="300" height="201" /><img class="alignnone" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="../immagini/otsp1.jpg" alt="" width="300" height="201" /></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1450&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>La rivista Tipoitalia e il nuovo scenario tipograﬁco in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 15:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presso lo IED di São Paulo, in Brasile, si terrà, la sera del 5 agosto, una conferenza di Claudio Rocha e Giangiorgio Fuga su “La rivista Tipoitalia e il nuovo scenario tipografico in Italia” dove oltre a presentare al pubblico paulistano la rivista sulla tipografia italiana nata sull’esperienza di Claudio nella rivista brasiliana Tupigrafia, verrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/invitoied.jpg" alt="" width="510" height="397" /></p>
<p>Presso lo <strong>IED di São Paulo</strong>, in Brasile, si terrà, la sera del 5 agosto, una conferenza di <em>Claudio Rocha</em> e <em>Giangiorgio Fuga</em> su <strong>“La rivista Tipoitalia e il nuovo scenario tipografico in Italia”</strong> dove oltre a presentare al pubblico paulistano la rivista sulla tipografia italiana nata sull’esperienza di Claudio nella rivista brasiliana <em>Tupigrafia</em>, verrà mostrato un ricco panorama sul type design contemporaneo in Italia: designer, tendenze, istruzione, problematiche per un confronto con le esperienze brasiliane.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1447&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>“Una storia di carattere” — Dieci anni di Tipoteca Italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 17:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ANTIGA EDIZIONI [formato cm 27 X 29, pp. 204, ill. a colori] a cura di SANDRO BERRA fotografie di FABIO ZONTA progetto grafico di ROBERTO GHERLENDA Contributi fotografici: Carlo Antiga, Carlo Buffa, Piero Chiodero, Giovanni Da Broi, Cesare Gerolimetto, Roberto Gherlenda, Mara Chellini Mayer, Giulia Menegatti, Enrico Pierotti, Sandra Raccanello, Regina Toncini “Una storia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/tipotecabook.jpg" alt="" width="455" height="604" /></p>
<p>ANTIGA EDIZIONI [formato cm 27 X 29, pp. 204, ill. a colori]</p>
<p>a cura di SANDRO BERRA<br />
fotografie di FABIO ZONTA<br />
progetto grafico di ROBERTO GHERLENDA</p>
<p>Contributi fotografici:<br />
Carlo Antiga, Carlo Buffa, Piero Chiodero, Giovanni Da Broi, Cesare Gerolimetto, Roberto Gherlenda, Mara Chellini Mayer, Giulia Menegatti, Enrico Pierotti, Sandra Raccanello, Regina Toncini</p>
<p><strong><em>“Una storia di carattere”</em></strong> è uscito in occasione del primo decennale di storia della <em>Tipoteca Italiana</em> (1995–2005).<br />
Al di là dell’intento celebrativo della fondazione che, attraverso il proprio Museo del Carattere e della Tipografia, conserva e valorizza materiali altrimenti destinati all’oblio, il libro vuole essere soprattutto un omaggio all’opera dei tipografi italiani, ai loro procedimenti, tecnologie e creatività con ricercati appunti visivi.<br />
Un avvicinamento trasversale a questo mondo dei caratteri italiani, da una parte con le immagini, fotografie che dischiudono un universo di luoghi, caratteri e persone abbastanza oscuro ai più. Dall’altra attraverso didascalie, nelle quali si è scelto di “ampliare” il messaggio visivo, fornendo specifiche notizie di carattere storicotecnico; infine, un terzo livello è dato dai brevi testi in apertura alle diverse “unità” del libro.</p>
<p>Ma non solo. Il volume è anche il frutto di un viaggio fotografico in Italia alla ricerca di luoghi e uomini della tipografia: per citarne solo alcuni, Enrico Tallone, tipografo-editore ad Alpignano; Gianni Ottaviani, stampatore a Città di Castello; Adriano Porazzi, xilografo a Milano; Guido Giannini, erede di una dinastia di legatori a Firenze… In tutti i casi, si tratta sempre di ambienti ad elevato interesse “visivo”, che comunicano a chi li osserva il fascino segreto degli “antri” di questi stregoni-tipografi, unitamente al senso dell’irrimediabile perdita di un mestiere che, oggi, si è appiattito dietro ai monitor e forse smarrito nei lievi spostamenti del mouse. Grazie proprio alla quotidiana familiarità, maturata nel corso di questi dieci anni, con i caratteri, i torchi, le esperienze umane e professionali dei tipografi e dei protagonisti italiani della storia del design del carattere. Una storia di carattere è la dimostrazione dell’inequivocabile energia di un atto di fede nella tipografia e nella forza espressiva del carattere.</p>
<p>Le immagini in copertina sono i “terminali“ degli stili di caratteri, disegnati da <em>Giangiorgio Fuga</em> in occasione della sua integrazione alla Classificazione Novarese.</p>
<p>Per visitare il sito della Tipoteca: <a href="http://www.tipoteca.it"  target="_blank">www.tipoteca.it</a><br />
</p>
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		<title>Typedesign — Corso di Alta Formazione in Design Tipografico — IV edizione</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 02:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/type4luglio.jpg" alt="" width="600" height="782" /></p>
<p>Sono ancora aperte le iscrizioni alla IV edizione del Corso di Alta Formazione in Type Design, che si svolgerà presso il Poli.design di Milano a cavallo tra settembre e ottobre.</p>
<p>Dopo il successo delle prime tre edizioni, sia in termini di iscritti che di risultati, POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, organizza la quarta edizione del corso di alta formazione in Type Design.<br />
Si tratta di una conferma nell’offerta formativa di alto profilo per studenti, laureati e professionisti, nello specifico ambito della comunicazione visiva. Da un’idea di Giancarlo Iliprandi, il corso nelle prime tre edizioni ha formato circa 60 partecipanti, fornendo loro competenze nel progetto dei caratteri tipografici a livello professionale.</p>
<p>Per tutte le informazioni consultate il sito del Corso: <a href="http://www.polidesign.net/type/"  target="_blank">www.polidesign.net/type/</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Typ09: il cuore della lettera</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 20:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Città del Messico, 26–30 ottobre 2009 La parola scritta, il deposito di memoria per tutti i popoli della terra, ha una ricca storia nel Nuovo Mondo. Meso-America è uno dei pochi luoghi, con la Mesopotamia, la Cina, e l’Egitto, dove la scrittura è stata sviluppata autonomamente. La famosa scrittura Maya è solo una delle cinque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/typ0972h.png" alt="" width="175" height="72" /></p>
<h2><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Città del Messico, 26–30 ottobre 2009</span></h2>
<p><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">La parola scritta, il deposito di memoria per tutti i popoli della terra, ha una ricca storia nel Nuovo Mondo.</span> <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Meso-America è uno dei pochi luoghi, con la Mesopotamia, la Cina, e l’Egitto, dove la scrittura è stata sviluppata autonomamente.</span> <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">La famosa scrittura Maya è solo una delle cinque o sei scritture che sono state documentati in questa zona.</span></p>
<p><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Nel 1539, a meno di 50 anni dopo la conquista spagnola e solo un secolo dopo l’invenzione del tipo di mobili in Europa, la Nuova Spagna vantava nel Nuovo Mondo la prima macchina da stampa.</span> <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Sebbene le stampanti sono state portate per pubblicare documenti governativi e religiosi, la cultura <em>criolla</em> del Messico — l’essenziale miscela, <em>meticcio,</em> di cultura indigena e coloniale — ha trovato un proprio uso per la stampa e ha creato una forte domanda di tipo particolare.</span> Le forme dei caratteri<span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()"> sono state il cuore del fermento culturale — così come sono oggi.</span></p>
<p><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Nella Città del Messico di oggi vi è una convergenza di storia e modernità, passato riunito al presente e il futuro, che conferisce alla città una speciale, unica aura messicana.</span> <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Circa un Zocalo, che copre circa mezzo chilometro quadrato, le rovine degli Aztechi coesistono con la cattedrale e gli uffici del governo coloniale, del Sedicesimo secolo, che sono ancora in uso.</span></p>
<p><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Qui, presso il luogo della nascita della stampa nelle Americhe, si terrà luogo alla fine di ottobre 2009 la conferenza annuale dell’ATypI dal titolo “Typ09”.</span> In questi giorni<span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()"><em></em> tipografi, designer, educatori, professionisti della tipografia da tutto il mondo convergono su Città del Messico, per celebrare l’importanza del carattere, come mezzo di comunicazione umana, e per esplorare la sua storia e il suo futuro.</span></p>
<p><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()"><span class="google-src-text" style="direction: ltr; text-align: left;"><a href="http://www.anahuac.mx/diseno/boletin/200905/bienvenida.html"  target="_blank">La Escuela de Diseño de la Universidad Anáhuac</a> </span>è orgogliosa di ospitare Typ09, e di offrire nel centro storico di Città del Messico come uno sfondo per una raccolta di tipografi, grafici e designer editoriale, professionisti del multimediale, editori, tipografi, scrittori, linguisti, filosofi, i filologi , storici e di riflettere sul luogo e l’influenza della parola scritta nel mondo di oggi.</span><br />
</p>
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		<title>Oggi 14 luglio Sciopero dei blog contro il DDL Alfano</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 08:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero. Accadrà oggi, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l’informazione in Rete. Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant’anni fa per la stampa, se imposto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.<br />
Accadrà oggi, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l’informazione in Rete.<br />
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant’anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.</p>
<p>Oggi 14 luglio dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: <a rel="nofollow" href="http://dirittoallarete.ning.com"  target="_blank">http://dirittoallarete.ning.com</a>. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tuti i blogger imbavagliati che hanno aderito.</p>
<p>L’iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.</p>
<p>Hanno aderito all’iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni.<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Utility utili per FontLab</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 23:02:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal sito della FontLab potete scaricare gratuitamente nuovi interessanti plugins tra i quali il VFB QuickLook Plugin che permette di vedere l’anteprima del file di lavoro font di FontLab Studio sul Finder del Mac (solo per chi usa Leopard) visualizzando se è presente in tale font in lavorazione anche l’alfabeto greco, cirillico e gli accenti; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/vfb-quicklook-screenshot.png" alt="" width="447" height="554" />Dal sito della FontLab potete scaricare gratuitamente nuovi interessanti plugins tra i quali il <strong>VFB QuickLook Plugin</strong> che permette di vedere l’anteprima del file di lavoro font di FontLab Studio sul Finder del Mac (solo per chi usa Leopard) visualizzando se è presente in tale font in lavorazione anche l’alfabeto greco, cirillico e gli accenti; il <strong>UFO QuickLook Plugin</strong> per le antreprime dei “maniaci” di <em>RoboFab</em>, ed altri interessanti script: <a href="http://www.fontlab.com/news-and-events/fontlab-announcements/preview-your-vfb-files-in-finder.html" onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;ce6db2a7fa3adfc6f92cf3fa87bbe24c&quot;, event)" rel="nofollow"  target="_blank"><span>http://www.fontlab.com/new</span><span>s-and-events/fontlab-annou</span><span>ncements/preview-your-vfb–</span>files-in-finder.html</a> inoltre un link vi porterà al sito della Schriftgestaltung, produttrice di questi plugins, dove potrete trovare anche utility per Adobe Indesign.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1432&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>2009 — Cosa ti piacerebbe trovare sul mio typo-blog?</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 09:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ad un anno e mezzo dalla presenza online di questo type-blog volevo ringraziarvi delle vostre numerosissime visite al mio blog e dei vostri commenti diretti sui vari post (ancora pochini in verità mentre sarebbe più interessante e utile per tutti una più corposa discussione sui vari argomenti proposti) e indiretti sulle mie e-mail (numerosi ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 20px;" src="../immagini/4479109.jpg" alt="" width="239" height="181" />Ad un anno e mezzo dalla presenza online di questo type-blog volevo ringraziarvi delle vostre numerosissime visite al mio blog e dei vostri commenti diretti sui vari post (ancora pochini in verità mentre sarebbe più interessante e utile per tutti una più corposa discussione sui vari argomenti proposti) e indiretti sulle mie e-mail (numerosi ma se di interesse comune sarebbero meglio che fossero dei commenti direttamente fatti ai post) vi domando cosa vi piacerebbe trovare come nuovi argomenti tipografici o approfondimenti.</p>
<p>Una domanda per migliorare e ampliare i contenuti sulla tipografia e per spingervi ad essere meno “timidi” nel commentare direttamente ciò che vi propongo.</p>
<p>In questi ultimi mesi, il blog è stato poco aggiornato per i vari problemi che molti di voi conoscono, ma presto una nuova grande ondata di post vi aspettano.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 20px;" src="../immagini/4529016.jpg" alt="" width="239" height="181" />Vi ricordo anche il mio altro blog, legato di più alla progettazione grafica, inserito nel sito del mio vecchio Studio grafico Giò Fuga: <a href="http://www.giofuga.com"  target="_blank">www.giofuga.com</a>, anche in questo ci sarà un forte incremento di post.</p>
<p>grazie</p>
<p>Giò</p>
<p><a href="http://www.quantcast.com/blog.giofugatype.com" target="_blank"></p>
<p></a></p>
<p style="font-size: small;"><a rel="nofollow" href="http://www.quantcast.com/blog.giofugatype.com"  target="_blank">Alcuni dati statistici</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Dingbats Brasil: una mostra in giro per il mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 09:12:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra i dingbats più famosi c’è lo storico Zapf Dingbats di Hermann Zapf Un Dingbat è un ornamento. Si ritiene che il termine sia nato nelle ex officine tipografiche Dingbats come un onomatopea tra il suono del battito Ding e quando (si batte) nel fogliame ornamentale insieme, prima della entintamento, al fine di colmare alcuni [...]]]></description>
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<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 610px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/dingzapf.jpg" alt="Tra i dingbats più famosi cè lo storico Zapf Dingbats di Hermann Zapf" width="600" height="399" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;">Tra i dingbats più famosi c’è lo storico Zapf Dingbats di Hermann Zapf</span></dd>
</dl>
</h5>
<p><em>Un Dingbat è un ornamento</em>.</p>
<p>Si ritiene che il termine sia nato nelle ex officine tipografiche <em>Dingbats</em> come un onomatopea tra il suono del battito <em>Ding</em> e quando (si batte) nel fogliame ornamentale insieme, prima della entintamento, al fine di colmare alcuni vuoti che creano disagio accanto aa un testo o ad una illustrazione.</p>
<p>Nel suo libro <strong>“Elementi di stile tipografico”</strong>, il canadese <em>Robert Bringhurst</em> (la traduzione per l’edizione italiana è Lucio Passerini) osserva che « …molti sono i Dingbats pittogrammi, come minuscole rappresentazioni delle chiese, degli aerei, degli sciatori, dei telefoni e in molti altri utilizzati dal settore turistico.</p>
<p>Altri sono somboli più astratti — marchi di riempimento, croci, simboli cartografici, simboli delle carte da gioco, e così via… ».  Come elemento tipografico, il Dingbat ha accompagnato gli alfabeti, è integrato sia con un insieme di caratteri di base, sia in modo indipendente. Con i progressi tecnologici verificatisi dal 1980, vi è stata la graduale proliferazione di alfabeti digitali esclusivamente composti di simboli, di forme e di illustrazioni.</p>
<p>La mostra <strong>DINGBATS BRASIL (1996–2006)</strong>, attualmente esposta in Cina e che spero di riuscire a portare in Italia, è un taglio della produzione brasiliana di Dingbats dal 1996 al 2006, con opere che hanno in comune l’uso del disegno o modello di rappresentazione pittorica, come il principale strumento di comunicazione. Se da un lato vi è una vasta gamma di linguaggi e di stili — che riflette la diversità delle grafica contemporanea brasiliana, mentre si trovano parallelismi nella produzione di altri paesi — il tema di molti dei progetti presentati in ambito culturale esprimono la natura di portata regionale e nazionale. Questi aiuti per il salvataggio o registrare gli aspetti della loro cultura — musica, religione, arte, sport, cucina e design — può essere visto come un mezzo, consapevolmente o meno, di democratizzare la loro brasiliarità attraverso il design grafico.</p>
<p>Tra i tanti lavori che potrete vedere sul <a href="http://www.verbeat.org/dingbatsbrasil/dingbats1996-2006.html"  target="_blank">sito ufficiale della mostra</a>, vi mostro qui alcuni lavori interessanti o curiosi tra i quali quelli dei miei amici <em>Claudio Rocha</em> e <em>Tony De Marco</em>.</p>
<table border="0" cellspacing="3" cellpadding="3" width="600" align="left">
<tbody>
<tr valign="top">
<td><img class="alignnone" src="../immagini/dingbats.jpg" alt="" width="400" height="600" /></td>
<td><small>Nel 1997, <em>Claudio Rocha</em> tipografo e co-editore delle rivista <a href="http://www.tupigrafia.com.br/"  target="_blank"><em>Tupigrafia</em></a> e <a href="http://www.tipoitalia.it/"  target="_blank">TipoItalia</a> ha fatto la sua <strong>PICTOFONTE 1,</strong> una raccolta di corporate Dingbats-ma-non-tanto.  Nello stesso anno, il multitalentoso <em>Guto Lacaz</em> — stimolato da Claudio stesso — ha iniziato la trasformazione di un decennio di sue immagini (per la colonna del giornalista Joyce Pascovitch nel quotidiano “Folha de São Paulo”) nel <strong>PICTOFONT.</strong><br />
Le immagini di Lacaz sono state utilizzate per le magliette, per gli intagli di metallo e nel suo libro di illustrazioni </span><em><em>Desculpe a letra.</em></em>. Quattro anni più tardi, l’altra mente dietro <em>Tupigrafia,</em> l’illustratore e tipografo di Sao Paulo della fonthouse <a href="http://www.justintype.com.br/"  target="_blank"><em>Just-in-Tipo</em></a> <em>Tony de Marco</em>, ha fatto lo stesso realizzando le illustrazioni vettoriali per il quotidiano, trasformandoli in <strong>REX Dingbats.</strong></small></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><img class="alignnone" src="../immagini/dingorixa.jpg" alt="" width="400" height="600" /></td>
<td><small>Un importante aspetto culturale brasiliano è trattato nella fonte <strong>MASCARA Orisha</strong> (2003), di <em>Lais de Carvalho</em> e <em>Rafo Castro</em>. </span><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()"></span><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">L’elegante serie di facce ha un indelebile unità e la sensibilità — che è del tutto appropriata, poiché non vi è Brasile senza l’arte africana, dove è nata la tradizione della maschera, che è riconosciuta per la sua forma ed estetica.</small></td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Inominforma: fate giocare i bambini con le lettere dell’alfabeto</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 09:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lavorare con l’obiettivo l’infanzia è molto importante in ogni ambito, se poi lo scopo è di far conoscere, giocando, le lettere dell’alfabeto utilizzando la creatività progettuale che va ad assommarsi all’inesauribile creatività dei bambini, i risultati sono sorprendenti. Un interessantissimo esempio, che avrebbe entusiasmato il grande Bruno Munari, è il lavoro realizzato da Sergio Carnevali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/inom1.jpg" alt="" width="300" height="407" />Lavorare con l’obiettivo l’infanzia è molto importante in ogni ambito, se poi lo scopo è di far conoscere, giocando, le lettere dell’alfabeto utilizzando la creatività progettuale che va ad assommarsi all’inesauribile creatività dei bambini, i risultati sono sorprendenti.</p>
<p>Un interessantissimo esempio, che avrebbe entusiasmato il grande <em>Bruno Munari</em>, è il lavoro realizzato da <em>Sergio Carnevali</em> con il progetto <strong>“inominforma”</strong>, nato per caso nel 1987 quando gli venne richiesto da un amico artigiano di disegnargli delle figure di cani (e di altri animali) da realizzare poi in legno, dove particolari soggetti grafici vengono tutti realizzati con le lettere del proprio nome comune, ma elaborate in modo tale da ottenerne la silhouette corrispondente.</p>
<p>Quindi il sistema “inominforma” va a costituire un articolato sistema didattico di sostegno all’alfabetizzazione che diventa un validissimo supporto per avvicinare il bambino in età prescolare alla lettura e alla scrittura in modo divertente e stimolante.</p>
<p>Proprio perché lo scopo primo dell’esperienza della pre-lettura è la familiarizzazione del bambino con i caratteri alfabetici, la varietà di questi (corsivo, stampatello maiuscolo e minuscolo) è, anziché un’imperfezione o uno svantaggio del sistema didattico in questione, un pregio, poiché consente la comprensione immediata dell’esistenza di diversi tipi di scrittura e della possibilità di rilevare tra di essi delle equivalenze logiche.</p>
<p>Inizialmente è stata trasformata l’idea grafica in altrettanti oggetti tridimensionali tutti realizzati a mano con legno massello e dotati di parti mobili, oltre che agli animali, il concetto de inominforma è stato applicato ai classici mezzi di trasporto come il treno, l’auto, l’aereo e il camion, che diventavano così giocattoli di legno o elementi d’arredo.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/inom2.jpg" alt="" width="600" height="225" /></p>
<p>Ma è stato grazie all’entusiasmo di alcune insegnanti coinvolte, che il gruppo di lavoro di <em>Sergio Carnevali</em> ha scoperto il contenuto didattico della loro idea, questo importante aspetto ha fatto realizzare grafiche e supporti più adatti per i bambini.</p>
<p><img class="alignright" src="../immagini/inom8.jpg" alt="" width="200" height="140" />Mi scrive Carnevali sul suo lavoro: «<em>… Nello scrivere la parola cane, ottenni uno strano grafismo come se con le lettere… si ottenesse anche la silhouette del cane stesso. Fu come aver inventato un nuovo alfabeto e, cosa più incredibile, innescato un meccanismo tra me e questo nuovo linguaggio che ancora oggi mi… perseguita.</br><br />
È così che sono nati inominforma …</em>»</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/inom6.jpg" alt="" width="200" height="83" />Sono così nati i miniposter dell’inominforma e gli album <em>“HABITAT”</em> realizzati con le sole grafiche dei vari soggetti in bianco e nero (contenenti tutte le lettere dell’alfabeto), da far colorare e ritagliare ai bambini.</p>
<p>Unendo tutto il materiale hanno realizzato varie mostre itineranti in diverse scuole della loro provincia marchigiana, realizzando dei laboratori durante i quali venivano poi alla fine distribuiti gli album HABITAT.</p>
<p>Alla Fiera del Libro di Bologna, i loro soggetti hanno ricevuto molti complimenti ma nessuna pubblicazione ufficiale, in quanto essendo in lingua italiana avevano uno scarso valore… commerciale, quindi, hanno in questi ultimi anni tradotto gli stessi soggetti in inglese, ed in altre lingue europee (come nuova piccola sfida “grafica”).</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 20px;" src="../immagini/inom3.jpg" alt="" width="200" height="204" />Sulla problematica delle traduzioni in altre lingue Carnevali mi scrive:<br />
«<em> … Certo lei mi farà notare che questi soggetti sono si simpatici, ma sono realizzati in lingua italiana o inglese, e questo è sicuramente un aspetto negativo del “concetto” di graficadesign. Ma io mi domando, come mai se c’è un riconoscimento del “soggetto” una volta che questo viene letto, ciò diventa un fattore negativo invece di creare sorpresa e stupore, o sottolineare l’originalità dello stesso?</em><em></em><br />
<em>Noi siamo abituati a leggere libri e vedere film di qualunque autore perché vengono… tradotti in tutte le lingue del mondo, certo io non potrò mai trasformare GUFO in giapponese o in una lingua araba, ma sono convinto che entrambi gli abitanti di queste nazionalità riconoscerebbero per esempio il gufo come semplice soggetto animale …</em>»</p>
<p>Nel 2007 sono stati invitati al Festival della Mente di Sarzana per realizzare dei laboratori per bambini, nello stesso anno hanno partecipato con alcuni soggetti all’edizione  dei “Libri mai mai visti” indetto dall’associazione VACA di Russi, ed hanno ricevuto il premio “Arti e mestieri”.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/inom4.jpg" alt="" width="600" height="379" /></p>
<p>Per non abbandonare il sogno di una “edizione editoriale” recentemente hanno ottenuto la collaborazione di una delle più brave illustratrici italiane, <em>Allegra Agliardi</em> di Milano, la quale ha già realizzato, per loro, un volume “SAFARI” interpretando con il suo particolare tratto alcuni dei loro soggetti della savana.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/inom5.jpg" alt="" width="600" height="449" /></p>
<p>Chi volesse contattare direttamente Sergio Carnevali, che sottolinea: «… Il nostro unico interesse sarebbe quello di far conoscere inominforma ai bambini …», può scrivergli a <a href="mailto: carnevalisergio@libero.it" target="_blank">carnevalisergio@libero.it</a><br />
</p>
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		<title>Il progetto tipograﬁco del libro: Bodoni e i Tallone</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 06:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 20 maggio alle ore 16.00, presso la Sala Dante della Biblioteca Palatina a Parma, sarà inaugurata la mostra Il progetto tipografico del libro: Bodoni e i Tallone organizzata dalla Biblioteca Palatina e dal Museo Bodoniano, in collaborazione con Enrico Tallone. Nell’occasione sarà presentato il Manuale Tipografico II di Alberto Tallone. La mostra si propone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/bodoni-man.jpg" alt="" width="600" height="449" /></p>
<p>Mercoledì 20 maggio alle ore 16.00, presso la Sala Dante della <em>Biblioteca Palatina</em> a Parma, sarà inaugurata la mostra <strong>Il progetto tipografico del libro: Bodoni e i Tallone</strong> organizzata dalla Biblioteca Palatina e dal Museo Bodoniano, in collaborazione con Enrico Tallone. Nell’occasione sarà presentato il <strong>Manuale Tipografico II</strong> di <em>Alberto Tallone</em>.<br />
<img class="alignleft" style="margin-right: 20px;" src="../immagini/bodtip.jpg" alt="" width="159" height="250" />La mostra si propone di documentare le diverse fasi del progetto editoriale, evidenziando le affinità di progettazione ed elaborazione della pagina tra Giambattista Bodoni ed i Tallone, tipografi-editori eredi del grande tipografo saluzzese. In mostra saranno esposti per la prima volta eccezionali documenti bodoniani ritrovati, ovvero prove di stampa con annotazioni manoscritte, accostati ad altrettanto inediti studi e progetti tipografici dei Tallone del periodo parigino ed italiano relativi a frontespizi e impaginazioni, affiancati dai relativi esiti editoriali finali delle edizioni (fra le altre, di Dante, Petrarca, Kempis, Tasso) impresse sia da Bodoni che da Tallone.<br />
Dopo i saluti di Andrea De Pasquale, seguiranno gli interventi di Luigi Balsamo e Massimo Gatta. Sarà presente Enrico Tallone.<br />
Verrà presentato il <strong>Manuale Tipografico II di Alberto Tallone</strong>, dedicato all’impaginazione, ai caratteri da testo e ai formati, uscito a 190 anni da quello bodoniano, a 70 dall’inizio dell’attività in proprio di <em>Alberto Tallone</em> a Parigi e a 40 dalla sua scomparsa (Tallone Editore, Alpignano 2008).</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 342px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/tallone-1.jpg" alt="Alberto Tallone" width="332" height="254" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;">Alberto Tallone</span></dd>
</dl>
</h5>
<p>La giornata sarà inoltre l’occasione per proporre la visione del documentario <strong>Il mestiere del libro</strong> (DIGIVI, Torino 2007), viaggio alla scoperta dell’affascinante mestiere del tipografo raccontato da Enrico Tallone all’interno della officina di famiglia ad Alpignano.<br />
In occasione della mostra è stato inoltre realizzato <strong>il quarto volume della collana <em>Caratteri</em></strong> edita dal Museo Bodoniano. Il volume, a cura di Andrea De Pasquale ed Enrico Tallone, presenta riproduzioni delle inedite prove di stampa e di composizione di frontespizi e pagine interne sia di Giambattista Bodoni che di Alberto Tallone e dei suoi successori.</p>
<p>Parma, <em>Biblioteca Palatina</em><br />
La mostra rimarrà aperta dal 20 maggio al 31 agosto 2009<br />
Orario di visita : lunedì – sabato dalle ore 9.00 alle 13.00<br />
Ingresso gratuito</p>

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		<title>Corso di Alta Formazione in Type Design: 4ª edizione</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 11:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[14 settembre — 9 ottobre 2009 Dopo il successo delle prime tre edizioni, sia in termini di iscritti che di risultati, POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, organizza la quarta edizione del corso di alta formazione in Type Design. Il corso nasce da un’idea di Giancarlo Iliprandi. Si tratta di una conferma nell’offerta formativa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/type4.gif" alt="" width="600" height="150" /></p>
<p><strong>14 settembre — 9 ottobre 2009</strong></p>
<p>Dopo il successo delle prime tre edizioni, sia in termini di iscritti che di risultati, POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, organizza la quarta edizione del corso di alta formazione in Type Design.</p>
<p>Il corso nasce da un’idea di <em>Giancarlo Iliprandi</em>.</p>
<p>Si tratta di una conferma nell’offerta formativa di alto profilo per studenti, laureati e professionisti, nello specifico ambito della comunicazione visiva. Il corso nelle prime tre edizioni ha formato circa 60 partecipanti, fornendo loro competenze nel progetto dei caratteri tipografici a livello professionale.</p>
<p>Il corso forma designer della comunicazione capaci di gestire adeguatamente e in autonomia il progetto di famiglie di caratteri tipografici.</p>
<p>Il corso si articola in lezioni frontali, project work e seminari. In particolare sono previsti moduli di teoria sulla tipografia tradizionale e contemporanea, moduli per l’apprendimento del software per il disegno dei caratteri FontLab e delle metodologie per il controllo dello specifico processo progettuale. A tali moduli sono affiancati quelli di preparazione e sviluppo del project work, ma anche comunicazioni seminariali relative a casi studio di interesse culturale e pratico e incontri con esperti e type designer.</p>
<p><span class="titolo Stile2">Modalità di lezione</span></p>
<p>Data di inizio: 14 settembre 2009</p>
<p>Data di fine: 9 ottobre 2009</p>
<p>15 giornate da 4 ore con lezioni frontali e seminari, e 5 giornate da 4 ore dedicate interamente al project work.</p>
<p>Durante il corso l’aula di lezione è a disposizione degli studenti a partire dalle 14,00.</p>
<p>Lezioni e seminari si terrano tutti i giorni dal lunedi al venerdi dalle 16,00 alle 20,00, presso la sede di POLI.design, via Durando 38/a, Milano — Bovisa.</p>
<p><span class="titolo Stile2">Numero di ore erogate</span>: 80 ore</p>
<p>I docenti: <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Piero De Macchi, Andrea Braccaloni, Luciano Perondi, Michele Patané</em> con interventi di type designer italiani e internazionali.</p>
<p><strong>I soci AIAP e ADI, usufruiscono di una quota d’iscrizione agevol<strong>ata</strong></strong><strong> (- 20%)</strong></p>
<p><strong>Per gli studenti del Politecnico di Milano </strong><strong>iscritti al IV o al V anno (I e II anno della Laurea Specialistica) sono offerte borse di studio da 500 Euro<strong> </strong></p>
<p></strong></p>
<p><em>Informazioni</em>:</p>
<p><a href="http://www.polidesign.net/type"  target="_blank">www.polidesign.net/type</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Novità da Tipoitalia</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 19:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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<p><a href="http://www.tipoitalia.it" >www.tipoitalia.it</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Caderno de Tipograﬁa e Design Nr. 14 — Marzo 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 18:27:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I «Cadernos de Tipografia» trattano i temi della Tipografia, il typeface design, il design grafico, e analizzano socialmente e culturalmente i fenomeni relazionati con le edizioni, pubblicazioni e riproduzioni dei testi e delle immagini. I «Cadernos», pubblicati in portoghese, e occasionalmente e parzialmente anche in spagnolo, è diretto principalmente con le sue tematiche verso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/cadernos14.jpg" alt="" width="596" height="842" /></p>
<p class="medium">I «<strong>Cadernos de Tipografia</strong>» trattano i temi della Tipografia, il typeface design, il design grafico, e analizzano socialmente e culturalmente i fenomeni relazionati con le edizioni, pubblicazioni e riproduzioni dei testi e delle immagini.</p>
<p class="medium">I «<strong>Cadernos</strong>», pubblicati in portoghese, e occasionalmente e parzialmente anche in spagnolo, è diretto principalmente con le sue tematiche verso il mondo tipografico del Portogallo, Spagna, Brasile e America Latina trovando poi molti lettori al di fuori di queste realtà</p>
<p>La <strong>distribuzione è gratuita</strong>, potete scaricare la versione in PDF direttamente dal sito <a href="http://www.tipografos.net/cadernos/"  target="_blank">Tipografos</a> dove troverete anche i numeri precedenti.</p>
<p><P><strong>Temi del numero 14</strong></P></p>
<ul>
<li> Due font contemporanee per imparare a leggere ed a scrivere: <strong>Escolar Portugal</strong> ed <strong>Escolar Brasil</strong> nate per colmare una lacuna nell’insegnamento della scrittura ai bambini sempre più portati al solo utilizzo dello “stampatello”.<br />
Vari articoli sulla storia della calligrafia per l’infanzia con fotografie di vecchi manuali per apprendere la “bella scrittura” in diversi paesi nel mondo.</li>
<li>Vecchi Abecedari.</li>
<li><img class="alignnone" src="../immagini/cadernos14_P12.jpg" alt="" width="596" height="842" /></li>
</ul>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1397&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Proseguono i corsi di calligrafia dell’Associazione Calligrafica Italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 15:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proseguono tra Milano, Bologna, Vicenza, Spilimbergo (PN) e Lugano (Svizzera) i corsi calligrafici e di sperimentazione di tecniche artigianali legate alla carta, al libro ed alla tipografia organizzati dallACI — Associazione Calligrafica Italiana. Anche quest’anno un calendario denso di attività per ogni livello: dai principianti agli esperti. Per vedere gli aggiornamento del calendario dei corsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/aci09.jpg" alt="" width="600" height="292" /></p>
<p>Proseguono tra Milano, Bologna, Vicenza, Spilimbergo (PN) e Lugano (Svizzera) i corsi calligrafici e di sperimentazione di tecniche artigianali legate alla carta, al libro ed alla tipografia organizzati dallACI — Associazione Calligrafica Italiana.</p>
<p>Anche quest’anno un calendario denso di attività per ogni livello: dai principianti agli esperti.</p>
<p>Per vedere gli aggiornamento del calendario dei corsi e per tutte le informazioni:<br />
<a href="http://www.calligrafia.org/"  target="_blank">ASSOCIAZIONE CALLIGRAFICA ITALIANA</a></p>
<p>Via Giannone, 4<br />
20154 Milano<br />
Tel./Fax 0039 02 34 90 927<br />
info@calligrafia.org<br />
giorni di apertura:<br />
martedi e giovedi dalle 9.30 alle 12.30</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/acical09.jpg" alt="" width="600" height="845" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Sufi &amp; zen calligraphy</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 05:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alif, Associazione culturale e artistica per lo studio delle Calligrafie piazza dei Campani 9, 00185 Roma (quartiere San Lorenzo) Sufi &#38; zen calligraphy Mostra di calligrafia orientale ed estremo orientale di Roberto steve Gobesso e Bibi Trabucchi Inaugurazione giovedì 16 aprile 2009 alle ore 17.00 Durata dal 17 al 24 aprile 2009 — orari: dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alif, Associazione culturale e artistica per lo studio delle Calligrafie<br />
piazza dei Campani 9, 00185 Roma (quartiere San Lorenzo)</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong>Sufi &amp; zen calligraphy</strong></span><br />
<span style="font-size: medium;"><em>Mostra di calligrafia orientale ed estremo orientale</em></span><br />
di Roberto steve Gobesso e Bibi Trabucchi</p>
<p>Inaugurazione <strong>giovedì 16 aprile 2009 alle ore 17.00</strong><br />
Durata dal 17 al 24 aprile 2009 — orari: dalle 16.00 alle 20.00</p>
<p>Per permettere a tutti di approfondire le proprie conoscenze relative a quest’arte nobile, esaminandone l’evoluzione nel tempo.<br />
Alla mostra delle opere dei due artisti, si aggiungono due conferenzee un workshop dedicati alla calligrafia orientale ed estremo orientale.</p>
<p><em>LE CONFERENZE accompagnano l’inaugurazione della mostra</em><br />
ore 18.00 — Roberto steve Gobesso <em>“Un impero di segni”</em><br />
ore 19.00 — Bibi Trabucchi <em>“Il futuro di un’arte antica”</em></p>
<p><em>IL CORSO sabato 18 e domenica 19 aprile 2009</em><br />
introduce all’esperienza diretta nell’arte della calligrafia giapponese e araba.<br />
Orari dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 a piazza dei Campani 9.</p>
<p><strong>Araba</strong> € 60 a persona per le due giornate con Bibi Trabucchi</p>
<p><strong>Estremo orientale</strong> € 60 a persona per le due giornate con Roberto steve Gobesso</p>
<p><strong>L’ARTE CALLIGRAFICA </strong><br />
Si dice che Allah tagliò una canna e con quella scrisse il mondo. Ogni buon calligrafo arabo affina il suo strumento prima di iniziare la sua opera. Così il calamo per gli arabi, il pennello per i cinesi e per i giapponesi sono i mezzi per raggiungere la bellezza della scrittura, appunto la calligrafia (dal greco καλλι calli “bellezza” e γραφος graphos “scrittura”), ovvero l’arte della scrittura ornamentale.<br />
Ma c’è un altro aspetto, legato con un filo rosso alla calligrafia: la concentrazione. Sul foglio di carta bianca un “segno” si muove rapido lasciando linee di inchiostro scure, morbide, energiche. Lo strumento per tracciare il disegno può cambiare ma lo spirito di chi scrive è identico e la concentrazione e la pace interiore sono alla base della creazione. Era così per i nostri amanuensi che copiavano i codici miniati nelle fredde celle dei monasteri, lo è per i monaci zen maestri dello shodo, così come la fede anima le scritte coraniche. Arte sacra per eccellenza, la calligrafia consente all’artista di comporre sotto una diretta ispirazione cosmica.<br />
La scrittura rappresenta un mezzo universale di comunicazione e fare calligrafia significa porre l’attenzione alle regole di bellezza e di armonia che governano la forma delle lettere. Anche gli romani avevano una grande cura nel disegnare e scolpire le scritte ufficiali tanto che ancor oggi le lettere di tipo romano sono tra le più belle, leggibili ed equilibrate. Ma mentre da noi abbiamo assistito ad un declino di quest’arte, nei paesi arabi così come in Cina e in Giappone la calligrafia resta un’arte fondamentale.<br />
In Occidente la tecnologia e la diffusione dei computer hanno fatto sì che la penna quasi non si usi più. Resta la memoria, la nostalgia per qualcosa che con il tempo abbiamo lasciato evaporare, abbiamo trascurato e, dunque, dimenticato. Negli ultimi anni, però, è ripreso anche da noi l’interesse per la “bella calligrafia”; quasi a voler recuperare, quasi a voler trattenere tra le dita lo spessore di epoche in cui siamo stati grandi, tramandando il ‘sapere’ e i ‘saperi’ preziosi del nostro passato e transitandoli verso il futuro dei giorni nostri.<br />
Guardare a Oriente e all’Estremo oriente anche per ritrovare le origini della nostra cultura: da qui l’idea di organizzare questa mostra dal titolo Sufi &amp; zen calligraphy e per questo abbiamo organizzato le conferenze e il corso pratico-conoscitivo. Tutto questo per poterci incontrare per qualche giorno per parlare una lingua universale, alla ricerca delle nostre origini più vere e più profonde, dominati dalla bellezza e dall’armonia suprema che l’arte calligrafica racchiude, esalta e sa trasmettere.</p>
<p>Prenotazioni e iscrizioni: direttamente in sede o con una e-mail a <a href="mailto: info@bibiart.eu">info@bibiart.eu</a></p>
<p>Per informazioni telefonare allo 06.39887134 oppure al 340.390171<br />
</p>
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		<title>TypeDesign3: Il “Torre Velasca” progettare un alfabeto per un’architettura</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 07:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riprendo, dopo tre mesi, a presentare sul mio blog i lavori della terza edizione del “Corso di Alta Formazione in Type Design” presso il Poli.design di Milano. In questo post vi presento un’altra font ispirata ad una delle quattro architetture milanesi prese in esame dai partecipanti al corso: la Torre Velasca. Il progetto è di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="alignleft" border="0" width="602" align="left">
<tbody>
<tr width="202" align="left" valign="top">
<td>Riprendo, dopo tre mesi, a presentare sul mio blog i lavori della terza edizione del<em> “Corso di Alta Formazione in Type Design”</em> presso il Poli.design di Milano.</p>
<p>In questo post vi presento un’altra font ispirata ad una delle quattro architetture milanesi prese in esame dai partecipanti al corso: la Torre Velasca.</p>
<p>Il progetto è di <strong>Bianca Scarfati</strong> la quale ha analizzato il quadro storico della Torre progettata e costruita tra il 1956 e il 1958 dal gruppo B.B.P.R.. Il progetto può collegarsi alla rivoluzione formale battezzata Neoliberty, ma con accenni di Brutalismo e comunque facente parte del variegato esprimersi del Razionalismo italiano, che si pone in stretto rapporto con il contesto milanese in cui sorge, svettando assieme al Duomo, ai campanili della città, ma soprattutto col Castello Sforzesco. Con la sua caratteristica forma a “fungo” è uno dei simboli più noti della città.</p>
<p>I primi diciotto piani sono occupati da negozi e uffici, mentre quelli fino al ventiseiesimo sono occupati da appartamenti.</p>
<p>Analizzando il linguaggio architettonico, Bianca ha riscontrato la volontà degli architetti nell’esibire la struttura portante in facciata: essa diviene elegante nervatura che, percorrendo longitudinalmente l’edificio, sostiene l’espansione del volume superiore.</p>
<p>Il prospetto frontale è articolato secondo una griglia che suddivide il passo tra i due pilastri, in quattro parti uguali. Questa maglia è certamente una struttura rigida che si palesa in tutti i piani dell’edificio ma, il posizionamento delle aperture o dei tamponamenti è flessibile e segue un ritmo scandito dalla funionalità degli spazi interni. Queste eccezioni creano un interessante dinamismo in facciata.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/scarfati.jpg" alt="" width="200" height="177" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/scarfati5.jpg" alt="" width="200" height="134" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/scarfati6.jpg" alt="" width="200" height="167" /></p>
<p>In questo blog potrete vedere gli altri otto lavori, sempre abbinati alle quattro architetture milanesi: <em>Torre Velasca, Stazione Centrale, Teatro alla Scala</em> e <em>Ca’ Brutta</em>, già presentati in post in attesa di poter inserire i rimanenti.</td>
<td><img class="alignnone" src="../immagini/scarfati0.jpg" alt="" width="400" height="567" /></p>
<p>I pilastri, sporgenti rispetto ai tamponamenti di facciata, accompagnano la torre evidenziandone l’altezza; anche le modanature che affiancano i serramenti enfatizzano questo aspetto conferendo al tutto un forte senso di verticalità.</p>
<p>Questo senso è riportato anche all’interno della torre nella cura dei rivestimenti, negli oggetti presenti, e sempre accentuato anche nella segnaletica dove la verticale sovrasta sempre l’orizzontale.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/scarfati3.jpg" alt="" width="400" height="400" /></p>
<p>Il contrasto della lettera è dato dal rapporto di spessore tra la larghezza dei pilastri e le travi orizzontali che caratterizzano l’estetica della torre</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/scarfati1.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/scarfati2.jpg" alt="" width="400" height="251" /></td>
</tr>
<tr width="402">
<td colspan="2"><img class="alignnone" src="../immagini/scarfati4.jpg" alt="" width="600" height="729" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>

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		<title>Piombi e rami alla Libreria Baroni di Lucca</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 20:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla giostra dei piccoli editori d’arte: Piombi e rami alla Libreria Baroni di Lucca Rassegna a cura di Nicola Dal Falco L’occhio tipografico sabato 21 marzo 2009 – ore 18 Il Buon Tempo presenta La Passeggiata di Aldo Palazzeschi, testo composto a mano con una selezione di caratteri tipografici italiani del Novecento e stampato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sulla giostra dei piccoli editori d’arte: Piombi e rami alla Libreria Baroni di Lucca</strong></p>
<p>Rassegna a cura di <em>Nicola Dal Falco</em><br />
L’occhio tipografico<br />
sabato 21 marzo 2009 – ore 18<br />
Il Buon Tempo presenta</p>
<p><em>La Passeggiata </em>di Aldo Palazzeschi,</p>
<p>testo composto a mano con una selezione di caratteri tipografici italiani del Novecento e stampato a torchio presso la <em>Tipoteca Italiana Fondazione</em> di Cornuda.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/passeggiata.jpg" alt="" width="640" height="428" /></p>
<p>e</p>
<p><em>Duccio pittore elettrodomestico, </em>testi e xilografie di Valeria Brancaforte</p>
<p>testo e immagini incise nel linoleum e stampate a torchio in più colori.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/duccio.jpg" alt="" width="437" height="301" /></p>
<p>Per la seconda volta a “Piombi e rami”, <em>Lucio Passerini</em> sceglie due libri esemplari, che rappresentano, però, un omaggio all’occhio e alla seduzione dell’impaginazione.</p>
<p>L’occhio tipografico coincide con quello artistico: nell’inventiva che seduce attraverso il rigore tecnico e nella composizione della pagina dove immagine e testo sono fusi in un’unica matrice.</p>
<p><em>La passeggiata</em> di Palazzeschi è una poesia urbana, un elenco ritmato di titoli di giornale, di messaggi pubblicitari colti in strada da insegne e manifesti. Una sciarada di banalità che acquista però per semplice correlazione un tono al tempo stesso epico e lirico. Passerini la ha ricomposta, usando per ogni “messaggio” un tipo diverso di carattere tra quelli del Novecento, conservati nella Tipoteca italiana di Cornuda. L’edizione è stata stampata nella tipografia del museo trevigiano.</p>
<p>Il secondo libro, delle dimensioni di un album, nasce insieme a <em>Valeria Brancafort</em>e, una xilografa siciliana che oggi vive a Barcellona, capace di prendere alla lettera il significato greco del termine: scrivere sul legno, sposando per virtù di forme ed equilibri il segno e il disegno. Magicamente, ma non troppo, le parole hanno voce e le figure danzano senza fili. Duccio pittore elettrodomestico è un libro per bambini che abbiano già occhi e attenzioni da adulti o viceversa.</p>
<p>Un’ultima annotazione: i colori, usati come sciabolate, hanno, grazie al lavoro di sgorbia, una presenza e una lucentezza pari al bianco e nero.</p>
<p>Libreria Baroni, via San Paolino, 45 — 55100 Lucca, tel. 0583 583393</p>
<p><a href="mailto:crisalbero@gmail.com" target="_blank">crisalbero@gmail.com</a></p>
<p><a href="mailto:ndalfaco@cinquesensi.it">ndalfaco@cinquesensi.it</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Rico Lins: Una grafica di frontiera</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 00:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal Brasile un video animazione di 10 minuti del portfolio del designer carioca Rico Lins (www.ricolins.com),che lavora a San Paolo, per la sua esposizione “Rico Lins: Uma Gráfica de Fronteira” in mostra presso la Caixa Cultural Rio (Rio de Janeiro-Brasil), dal 10/febbraio al 15/marzo 2009. Rico Lins, che chiude l’animazione con un font di testo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/PgPH_MXK37E&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/PgPH_MXK37E&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Dal Brasile un video animazione di 10 minuti del portfolio del designer carioca <em>Rico Lins</em> (<a href="http://www.ricolins.com"  target="_blank">www.ricolins.com</a>),che lavora a San Paolo, per la sua esposizione <em>“Rico Lins: Uma Gráfica de Fronteira”</em> in mostra presso la Caixa Cultural Rio (Rio de Janeiro-Brasil), dal 10/febbraio al 15/marzo 2009.<br />
<em>Rico Lins</em>, che chiude l’animazione con un font di testo fatto con pezzi di occhiali da sole, che prende il nome <em>BlindBeans</em>.<br />
<img alt="" src="../immagini/blind1.jpg" class="alignnone" width="471" height="352" /><br />
<img alt="" src="../immagini/ricolins.jpg" class="alignnone" width="600" height="388" /></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1373&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Francobolli con buona tipograﬁa</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 21:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se in Italia continuamo a non vedere francobolli con una progettazione grafica, al massimo e molto raramente, con una buona illustrazione, all’estero il design grafico per questi “micro manifesti“ è molto presente.</p>
<p><em>Typotheque</em> ha progettato il modello di base per la tipografia dei nuovi francobolli slovacchi in Euro.<em> </em>Il carattere che viene utilizzato è il <em>Fedra Sans Condensed AI Bold</em> di <em>Peter Bilak</em> per il valore dei francobolli, il <em>Fedra Sans Display Thin</em> per la denominazione dello Stato e il <em>Fedra Sans Medium</em> per il nome del monumento. I francobolli sono stampati in rotativa combinata con l’incisioni di vari artisti. Il progetto grafico è di <em>Peter Augustovič</em>.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/selhos_sk.jpg" alt="" width="600" height="370" /></p>
<p>Capostipite della progettazione grafica dei francobolli è stato <em><span class="url fn">Wim Crouwel</span></em> con la serie ordinaria progettata nel 1976 per i Paesi Bassi con l’utilizzo del suo <em>New Alphabet</em>.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/selhos_wc.jpg" alt="" width="600" height="240" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Un nuovo corso di Type design a Milano presso la Bauer</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 11:25:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sta per iniziare il corso di Type design tenuto da Luciano Perondi e Michele Patané al CFP Bauer di Milano. Il corso intende affrontare lo studio e la progettazione di un carattere tipografico completo in tutte le sue parti, seguendone lo sviluppo fino all’eventuale digitalizzazione. Le lezioni si svolgeranno dalle 19 alle 22 una sera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sta per iniziare il corso di Type design tenuto da <em>Luciano Perondi</em> e <em>Michele Patané</em> al CFP Bauer di Milano.</p>
<p>Il corso intende affrontare lo studio e la progettazione di un carattere tipografico completo in tutte le sue parti, seguendone lo sviluppo fino all’eventuale digitalizzazione.</p>
<p>Le lezioni si svolgeranno dalle 19 alle 22 una sera alla settimana, con inizio ai primi di marzo.<br />
Il costo del corso sarà di € 300.</p>
<p>Per maggiori informazioni: <a href="http://www.cfpbauer.it"  target="_blank">www.cfpbauer.it</a>.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/enconding.jpg" alt="" width="600" height="533" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Ad Arezzo un corso di Tipograﬁa con Amos Kennedy</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 23:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Express Yourself with Wood Type” — “Esprimiti con i Caratteri Tipografici in Legno”</em> è il titolo del corso di tipografia tenuto da <strong>Amos Kennedy</strong> che si svolgerà nell’arco di tre giorni per esplorare il potenziale creativo dei caratteri mobili in legno.</p>
<p>Il corso, a cura del <em>CIAC Centro Internazionale Arti Calligrafiche</em>, si svolgerà ad Arezzo presso la Tipografia Sociale, è aperto anche ai principianti.<br />
Le date sono Venerdi 8, Sabato 9 e Domenica 10 Maggio 2009.</p>
<p>Per maggiori informazioni e per iscriversi scaricate il pdf file a questo indirizzo:<br />
<a href="http://www.articalligrafiche.it/programma.html"  target="_blank">www.articalligrafiche.it/programma.html</a></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/shop1.jpg" alt="" width="600" height="280" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>TipoItalia 1: la presentazione della rivista e il sito</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 20:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Simone Wolf, Claudio Rocha, Sandro Berra, James Clough Grande affluenza di pubblico per la presentazione della nuova rivista di tipografia “TipoItalia” mercoledì 28 gennaio presso lo IED di Milano. Le diverse relazioni di presentazione sono state fatte da Claudio Rocha, Simone Wolf, James Clough e Sandro Berra. A questa presentazione avrei dovuto presenziare e relazionare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="620" align="left">
<tbody>
<tr valign="top">
<td colspan="2"><img class="alignnone" src="../immagini/ti12.jpg" alt="" width="600" height="273" /></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td><img class="alignnone" src="../immagini/ti01.jpg" alt="" width="300" height="155" /></p>
<h5><strong><span style="color: #003366;"> <em>Simone Wolf, Claudio Rocha, Sandro Berra, James Clough</em></span></strong></h5>
</td>
<td>Grande affluenza di pubblico per la presentazione della nuova rivista di tipografia <strong>“TipoItalia”</strong> mercoledì 28 gennaio presso lo IED di Milano. Le diverse relazioni di presentazione sono state fatte da <em>Claudio Rocha, Simone Wolf, James Clough</em> e <em>Sandro Berra</em>. A questa presentazione avrei dovuto presenziare e relazionare come collaboratore ma una brutta influenza, che ancora oggi mi colpisce, me lo ha impedito. Ringrazio <em>Sandro Berra</em> per aver letto il mio intervento.</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td colspan="2"><img class="alignnone" src="../immagini/itw1.jpg" alt="" width="600" height="409" /></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td>Presenze illustri tra il pubblico quali i tipografi <em>Enrico Tallone</em> e <em>Rodolfo Campi</em>; i bibliografi come <em>Giorgio Montecchi</em>; i grafici “senior” <em>Giancarlo Iliprandi</em> e <em>Massimo Dradi</em>; i type designer e calligrafi <em>Piero De Macchi, Ivana Tubaro, Lucio Passerini, Andrea Braccaloni</em> e tanti giovani.<br />
Durante la serata è stato presentato anche il sito <a href="http://www.tipoitalia.it"  target="_blank">www.tipoitalia.it</a> dove potrete trovare tutte le informazione per acquistare le riviste sia online, sia presso librerie (un primo elenco sarà disponibile a metà febbraio comprendente la Libreria Aiap); inoltre saranno visibili alcune pagine in formato pdf ed altro.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/itw2.jpg" alt="" width="300" height="213" /></td>
<td><img class="alignnone" src="../immagini/ti09.jpg" alt="" width="300" height="205" /></p>
<h5><strong><span style="color: #003366;"><em>Giancarlo Iliprandi</em>, al centro, conversa con <em>Simone Wolf</em> (Typevents) e <em>Sandro Berra</em> (Tipoteca Italiana Fondazione)</span></strong></h5>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/ti08.jpg" alt="" width="300" height="252" /></td>
</tr>
<tr valign="top">
<td colspan="2"><img class="alignnone" src="../immagini/ti04.jpg" alt="" width="600" height="262" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/ti13.jpg" alt="" width="600" height="358" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Nasce TIPOITALIA la rivista della Tipograﬁa italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 20:18:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo lunga gestazione è finalmente in uscita TIPOITALIA la rivista della Tipografia italiana. Curata da Claudio Rocha type designer brasiliano, ma attualmente residente in Italia, e Simone Wolf di Typevents Italia, la rivista vuole stimolare un nuovo Rinascimento della cultura tipografica italiana che da alcuni anni, grazie alla conferenza ATypI a Roma del 2002 con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="620" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img class="aligncenter" src="../immagini/invitotipoitalia1.jpg" alt="" width="400" height="418" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Dopo lunga gestazione è finalmente in uscita <strong>TIPOITALIA</strong> la rivista della Tipografia italiana.</p>
<p>Curata da <em>Claudio Rocha</em> type designer brasiliano, ma attualmente residente in Italia, e <em>Simone Wolf</em> di <em>Typevents Italia</em>, la rivista vuole stimolare un nuovo Rinascimento della cultura tipografica italiana che da alcuni anni, grazie alla conferenza <em>ATypI</em> a Roma del 2002 con la prima mostra di <em>Italic 1.0</em> e successivamente con altre iniziative fino ad arrivare alla seconda edizione di <em>Italic 2.0,</em> ha risvegliato l’interesse verso questa “arte” nata proprio nel nostro Paese alla fine del xv secolo.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Dante2.jpg" alt="" width="600" height="356" /></p>
<p><em>Claudio Rocha</em>, ricco della sua esperienza nella co-direzione della rivista brasiliana <em>Tupigrafia</em>, ha voluto far nascere anche in Italia un importante strumento di comunicazione sulla tipografia.&lt;/ br&gt;<br />
Nella rivista saranno illustrati aspetti storici del lettering, dell’editoria e della tipografia italiana, ed anche analisi di caratteri italiani contemporanei e saggi fotografici.&lt;/ br&gt;<br />
La rivista è bilingue (italiano e inglese) e il primo numero si è avvalso dei preziosi contributi di esperti della materia come <em>James Clough, Giada Coppi, Sandro Berra, Piero De Macchi</em> e <em>Giangiorgio Fuga</em>.</p>
<p>Vi aspetto tutti alla presentazione ufficiale che si terrà mercoledì 28 gennaio 2008 presso lo IED di Milano, via Sciesa 4 alle ore 18:30</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Nebiolo.jpg" alt="" width="600" height="373" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/DeMacchi.jpg" alt="" width="600" height="342" /></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1331&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>La Top 10 delle migliori font del 2008 commercializzate da Myfonts</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 21:47:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche se il  2008 è stato un anno problematico per molti di noi, me compreso, tipograficamente è stato un trionfo per alcuni type designer. MyFonts, che commercializza le font di tante piccole fonderie digitali, ha osservato un continuo aumento delle font di qualità. Questa classifica della Top Ten di MyFonts è basata sui numeri di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se il  2008 è stato un anno problematico per molti di noi, me compreso, tipograficamente è stato un trionfo per alcuni type designer. <a href="http://www.myfonts.com/"  target="_blank">MyFonts</a>, che commercializza le font di tante piccole fonderie digitali, ha osservato un continuo aumento delle font di qualità. Questa classifica della Top Ten di MyFonts è basata sui numeri di vendita che hanno fatto da giuria.</p>
<h3><span style="color: #003366;">Metroscript</span></h3>
<p>Una font OpenType calligrafica disegnata da <em>Michael Doret</em> per la <em>Alphabet Soup</em> in una suite di 5 stili completa e molto interessante che si è attribuita il titolo di migliore font calligrafica dell’anno.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Metroscript.gif" alt="" width="600" height="271" /></p>
<h3><span style="color: #003366;">Museo &amp; Museo Sans</span></h3>
<p>Una font geometrica semi-serif con una sans-serif disegnate dal designer <em>Jos Buivenga</em> che ha ottenuto l’attenzione di tutti, offrendo tre dei cinque stili gratuitamente. Entrambi gli stili dei caratteri sono versatili, ideali per le titolazioni, ma anche molto efficace nei testi corti. Alle font <em>«Museo»</em> è stato assegnato da MyFonts un premio speciale per la migliore strategia di marketing.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Museo.gif" alt="" width="600" height="325" /></p>
<h3><span style="color: #003366;">Floralissimo</span></h3>
<p><em>Gert Wiescher</em> con oltre 150 caratteri, è uno dei più prolifici type designer presenti su MyFonts. Tra i molti suoi caratteri l’ornamentale, <em>«Floralissimo»</em> è quello migliore nel corso degli ultimi anni e quindi ha guadagnato il suo posto come il più popolare “font photo” del 2008. Come la maggior parte dei glifi d’ornamento, la font, si basa su materiale d’epoca recuperati da vecchi cataloghi. Le decorazioni floreali sono un elegante aggiunta a qualsiasi progettazione e composizione tipografica donando un tocco di romanticismo, di nostalgia o di sottile ironia.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Floralissimo.gif" alt="" width="600" height="173" /></p>
<h3><span style="color: #003366;">Breuer Text</span></h3>
<p>La MyFonts ha proclamato il 2008 come “L’anno del Sans.” Mai prima d’ora così tante nuove font ben fatte, originali e versatili, sono state aggiunte nel catalogo di vendita. Nel sotto-categoria delle font sans-serifs tecnici, il <em>«Breuer Text»</em>, prodotte dalla <em>TypeTrust</em> in 8 variabili, è risultata la migliore. Combinata con un carattere serif più umanista, è una grande font di abbinamento tipografico editoriale, per i progetti di design, ma trova anche molto bene l’utilizzo singolarmente per i manuali d’istruzione, nella segnaletica e nel branding.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Breuer_Text.gif" alt="" width="600" height="236" /></p>
<h3><span style="color: #003366;">Corinthia</span></h3>
<p>Elegante e graziosa, il <em>«Corinthia»</em> è una calligrafia un po’ più formale, disegnata da <em>Rob Leuschke</em> per la <em>TypeSETit</em>. I suoi  collegamenti tra le varie lettere creano un flusso corsivo elegante e delizioso e ne fanno una font indicata per gli inviti, le copertine dei libri romantici e per il packaging di classe.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Corinthia.gif" alt="" width="600" height="306" /></p>
<h3><span style="color: #003366;">Bree</span></h3>
<p>Basato sul logo di <em>TypeTogether</em>, la font <em>«Bree»</em> in 10 variabili disegnata da <em>Veronika Burian</em> e <em>José Scaglione</em> per la <em>TypeTogether</em>, è stato uno delle font sans-serif di maggior successo degli ultimi anni. <em>Bree»</em> è un carattere tipografico altamente professionale: è impeccabile e viene disegnato come una famiglia OpenType con diversi gruppi di numeri, le legature, e una grande serie di caratteri multi-lingua. Alcune dei suoi più caratteristici glifi sono la unicità storica di un ‘a’, il corsivo ‘e’, le curve in outstrokes di ‘V’ e ‘w’, la particolare fiorita ‘Q’ e la fluidità delle forme su ‘gyz’. Essa mostra una piacevole miscela di capitali piuttosto discreti e la più viva le lettere minuscole, che conferiscono al testo un aspetto brioso e vivace. Bree è risultato il sans-serif calligrafico del 2008.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Bree.gif" alt="" width="600" height="306" /></p>
<h3><span style="color: #003366;">Darling Monograms</span></h3>
<p>Questa font del type designer <em>Crystal Kluge</em> per la <em>Tart Workshop</em> costituisce un genere a sé stante infatti il <em>«Darling Monograms»</em> è un insieme di elementi per creare affascinanti monogrammi e cornici per la personalizzazione dei prodotti. I monogrammi sono un classico modo di fare uno marchio grazioso e personalizzato. Particolarmente popolare per inviti matrimoniali, annunci per nascite, personalizzazioni. <em>«Darling Monograms»</em> consente di creare monogrammi fino a tre lettere con l’applicazione di cornici.
</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Darling_Monograms.gif" alt="" width="600" height="204" /></p>
<h3><span style="color: #003366;">Marat</span></h3>
<p>Sorprendentemente originale, il <em>«Marat»</em> di <em>Ludwig Übele</em> per la <em>Ludwig Type</em>, in nove variabili, è tra i nuovi Romani presenti su MyFonts il più notevole di tutti: robusto, compatto e molto leggibile. La sua qualità superiore e l’aspetto unico ha incontrato una grande risposta da parte dei clienti di MyFonts, rendendolo il serif font da testo più venduto nel 2008. Anche se funziona magnificamente alle piccole dimensioni del testo, il suo peso in grassetto lo rende ideale anche per le intestazioni. Il <em>«Marat»</em> è stato selezionato dal Type Directors Club di New York per ricevere il Certificato di Eccellenza in Type Design 2008.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Marat.gif" alt="" width="600" height="359" /></p>
<h3><span style="color: #003366;">HandMade</span></h3>
<p>Progettato da <em>Edoardo Recife</em> per la fonderia  <em>Misprinted Type</em> il <em>«HandMade»</em> si presenta come uno sgangherato, irriverente montaggio di bit e pezzi di alfabeti ornati. Trova il suo utilizzo per la pubblicità, per i frontespizi e per le composizioni “particolari” comunicando qualcosa di antico.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/HandMade.jpg" alt="" width="600" /></p>
<h3><span style="color: #003366;">Aviano Serif</span></h3>
<p>Negli ultimi anni le serie, <em>«Aviano Slab»</em> e <em>«Aviano Sans»</em> della fonderia digitale <em>insigne</em> fonderia sono state quelle più visualizzate nel sito della MyFonts. Il designer <em>Jeremy Dooley</em> ha completato le serie creando <em>«Aviano Serif»</em>.Questa nuova serie è basata e ispirata sulle classiche strutture estese e proporzioni del <em>«Aviano»</em>, le grazie sono più regolari e robuste e il carattere tipografico ha più peso.<br />
<em>«Aviano Serif»</em> è perfetto per le titolazioni e per creare logotipi. La famiglia comprende quattro pesi per una vasta gamma di funzionalità di progettazione possibili. Tutti i pesi comprendono 40 legature OpenType, vecchi stili di cifre, 28 caratteri alternativi e 10 ornamenti dell’aquila per disegni e modelli personalizzati.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Aviano_Serif.gif" alt="" width="600" height="200" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Reportage fotograﬁco della mostra Italic 2.0 al Romadesign+</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 17:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per vedere tutte le immagini: Spazio Giò Fuga Type su Flickr Italic 2.0 è anche un libro, per saperne di più vai su http://aiap.it/libreria.php?ID=2340. Italic 2.0 è pure un blog: Progetto Italic È stata presentata a Roma, lo scorso dicembre in occasione della tavola rotonda “Il disegno dei caratteri tipografici a Romadesign+”, la mostra AIAP [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" width="610" align="left">
<tbody>
<tr valign="top">
<td style="width: 310px;" align="left" valign="top"><img class="alignnone" src="../immagini/italic2roma.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>Per vedere tutte le immagini: <a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/giofuga/sets/72157612276105659/"  target="_blank">Spazio Giò Fuga Type su Flickr</a></p>
<p><strong>Italic 2.0</strong> è anche un libro, per saperne di più vai su <a href="http://aiap.it/libreria.php?ID=2340"  target="_blank">http://aiap.it/libreria.php?ID=2340</a>.</p>
<p><strong>Italic 2.0</strong> è pure un blog: <a href="http://progetto-italic.org"  target="_blank">Progetto Italic</a></td>
<td>È stata presentata a Roma, lo scorso dicembre in occasione della tavola rotonda <em>“Il disegno dei caratteri tipografici a Romadesign+”</em>, la mostra AIAP sulla tipografia contemporanea italiana <strong>Italic 2.0</strong>, curata da <em>Marta Bernstein</em>, <em>Luciano Perondi</em> e <em>Silvia Sfligiotti</em>, seconda tappa dopo Torino (in occasione di <em>Icograda Design Week Torino 2008</em>).</p>
<p><em></em></p>
<p><em>Italic 2.0</em> presenta i più recenti sviluppi della produzione tipografica italiana, che ha mostrato negli ultimi cinque anni una vera e propria fioritura, grazie al contributo di molti giovani designer. Vengono mostrate le principali linee di sviluppo: ricerca e sperimentazione, didattica, recupero di modelli storici, caratteri su commissione e progetti indipendenti. Una sezione di mappe mostra i percorsi formativi e di lavoro e le connessioni tra i designer che formano la nuova scena del type design italiano.</p>
<p>Con testi di <em>Giovanni Lussu, James Clough, Antonio Cavedoni, Marta Bernstein, Luciano Perondi, Giangiorgio Fuga, Silvia Sfligiotti</em> e altri ancora.</td>
</tr>
</tbody>
</table>

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		<title>7) Scritti — Calligraﬁci: (Classiﬁcazione Novarese) parte prima</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 21:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parte prima: dalle “Littere” alle “Cancelleresche”, ﬁno alle “Barocche” Coluccio Salutati: littera antiqua Littera italica Ludovico Vicentino degli Arrighi, legature presenti nella “Operina”, 1522 Giovanni Antonio Tagliente, calligrafia, 1524 Giovan Battista Palatino, 1540 Ferdinando Ruano, “Lettera cancelleresca formata”, 1550 Francesco Cresci, 1579 In questa ampia famiglia della Classificazione Novarese sono presenti diversi stili calligrafici e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/&amp;scr.gif" alt="" width="282" height="283" /></p>
<h2>Parte prima: dalle “Littere” alle “Cancelleresche”, ﬁno alle “Barocche”</h2>
<table border="0" cellspacing="2" width="604">
<tbody>
<tr align="left" valign="top">
<td><img class="alignnone" src="../immagini/salutati.jpg" alt="" width="298" height="156" /><span style="font-size: xx-small; color: #003366;"><strong>Coluccio Salutati: littera antiqua</strong></span></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/litalica.jpg" alt="" width="300" height="119" /><span style="font-size: xx-small; color: #003366;"><strong>Littera italica</strong></span></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/0arrighi.jpg" alt="" width="300" height="391" /><span style="font-size: xx-small; color: #003366;"><strong>Ludovico Vicentino degli Arrighi, legature presenti nella “Operina”, 1522</strong></span></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/tagliente.gif" alt="" width="300" height="200" /><span style="font-size: xx-small; color: #003366;"><strong>Giovanni Antonio Tagliente, calligrafia, 1524</strong></span></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/2palatino.jpg" alt="" width="300" height="430" /> <span style="font-size: xx-small; color: #003366;"><strong>Giovan Battista Palatino, 1540</strong></span></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/4ruano.jpg" alt="" width="300" height="433" /> <span style="font-size: xx-small; color: #003366;"><strong>Ferdinando Ruano, <em>“Lettera cancelleresca formata”, 1550</em></strong></span></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/5cresci.jpg" alt="" width="300" height="211" /></p>
<p><span style="font-size: xx-small; color: #003366;"><strong>Francesco Cresci, 1579</strong></span></p>
<p><strong></strong></td>
<td>In questa ampia famiglia della <em>Classificazione Novarese</em> sono presenti diversi stili calligrafici e scritti post amanuensi (i quali sono classificati nel gruppo <em>“2) Onciali — Amanuensi”</em> comprendendo tutte le scritture fino alla <em>«Minuscola carolingia»</em>). Sono realizzati con la penna d’oca, con la penna e il pennino (Calligrafici); penne, pennarelli, pennelli ed altri “strumenti di scrittura espressiva” come spray, spazzolini, matite grasse, carboncini, ecc. (Scritti).</p>
<p>In questa prima parte saranno illustrate le varie scritture partendo dalle <em>«Littere»</em>, dalle <em>«Mercantili»</em> e dalle <em>«Cancelleresche»</em> di origine fiorentina sviluppate dal Rinascimento, le quali sopravvivono all’invenzione della stampa, che aveva sconfitto gli amanuensi, ma non si può dire dei calligrafi che anzi dal ‘500 si moltiplicano producendo anche notevoli trattati teorici sulla scrittura e sugli strumenti adatti per scrivere.</p>
<p>Dalle scritture gotiche si formarono le universitarie: la <em>Littera bononiensis</em>, propria dei manoscritti universitari bolognesi ma diffusa anche in molti altri centri italiani, di forma rotonda, regolare ed elegante; la <em>Littera parisiensis</em>, tipica dei manoscritti universitari parigini, di ridotte dimensioni e di esecuzione meno calligrafica e con tratti spezzati; la <em>Littera oxoniensis</em>, dei manoscritti universitari inglesi, simile alla parisiensis ma più serrata e con tratti meno spezzati.</p>
<p>Nel xı e xıı secolo la <em>Minuscola gotica corsiva</em> fu la scrittura di uso comune per i documenti, la corrispondenza privata, i libri di conti e i registri, ma fu anche impiegata nei codici come scrittura libraria. Se ne fece grande uso nelle cancellerie Papale e Imperiale <em>Minuscola cancelleresca</em>. Una variante della cancelleresca, utilizzata principalmente nel xııı secolo, fu la <em>Minuscola mercantile</em> o <em>Mercantesca</em>, cosiddetta dall’impiego fattone dalla nuova categoria dei mercanti che sapevano leggere e scrivere almeno in volgare. Questa scrittura si presenta rotonda con le lettere compresse verticalmente per cui le aste non sono molto sviluppate, le forme sono diritte e con pochi legamenti; gli svolazzi al di sotto del rigo non si interrompono ma tornaro indietro per allacciarsi alla lettera successiva.</p>
<p>La <em>Bastarda</em> è una scrittura corsiva, angolosa, inclinata verso destra che si sviluppa in Francia e in Europa nel xıv secolo e poi si diffonde anche in Piemonte. Sarà ripresa durante il Rinascimento anche da <em>Francesco Cresci</em>. Tracciata con una punta tagliata crea tratti scuri (quelli verticali discendenti, orizzontali e obliqui da sinistra a destra) e tratti sottili per le linee oblique da destra a sinistra.</p>
<p>La <em>Minuscola notarile</em>, dal tracciato scorrevole e dalle forme arrotondate, fu l’antecedente delle scritture umanistiche. Grazie al lavoro di <em>Poggio Bracciolini</em>, che da giovane lavora come copista presso il grande amico di <em>Petrarca</em>, e suo successore nella guida della nuova cultura umanistica, <em>Coluccio Salutati</em>, s’impone – nei primi anni del xv Secolo — lo standard della <em>littera antiqua</em>, cioè dell’<em>umanistica rotonda</em>; i due italiani sono stati i primi a “riprodurre” pura e semplice la scrittura carolina tanto che a prima vista, molte volte non è facile distinguere un Carolina da uno scritto umanistico; e sempre negli stessi anni <em>Niccolò Niccoli</em> elabora l’<em>umanistica corsiva</em> detta anche <em>Italica</em>.</p>
<p>Nel Rinascimento tra i maestri di scrittura del periodo, vi sono: <em>Ludovico Vicentino degli Arrighi</em>, <em>Giovanantonio Tagliente</em>, <em>Giovan Battista Palatino, </em><em>Ferdinando Ruano</em>, <em>Vespasiano Amphiareo </em>e<em> Francesco Cresci</em>, tutti pubblicano dei manuali calligrafici. Nel 1522, Arrighi, uno scrivano papale, pubblica il suo primo manuale di calligrafia a Vicenza. La sua <em>“Operina da imparare di scriuere littera cancellarescha”</em> è tuttora un libro di riferimento per chi si vuole cimentare con il carattere italico o cancelleresca. Un secondo manuale è dell’anno successivo — ma questo libro conteneva una serie di pagine stampate a partire dal corsivo del suo disegno. Questo tipo di corsivo, il primo dei sei che Arrighi progetterà, risulta più formale di quello di <em>Francesco Griffo</em> che intagliò per <em>Aldo Manuzio</em>. Aveva ascendenti e discendenti più estese, consumando così molto più spazio verticale che orizzontale.</p>
<p>Anche se più stravagante nella forma, il corsivo dell’Arrighi è aperto, leggibile, ed ha richiesto un minor numero di legature rispetto a quelli del Griffo. Arrighi utilizza come i primi “Veneziani” le maiuscole tonde (quelle corsive saranno una trasformazione francese) ma introduce anche le maiuscole decorate “swash” leggermente corsivizzate.</p>
<p>Del 1524 è la prima stampa del manuale <em>“Lo presente libro insegna la vera arte delo excellente scribere de diverse varie sorti de litere”</em> di <em>Giovanni Antonio Tagliente</em> dove mostra la sua superba padronanza nell’uso della penna. Egli insegnava a “scrivere“ ai diplomatici presso la Cancelleria veneziana.</p>
<p><em>Giovan Battista Palatino</em> è stato il più prolifico disegnatore nella prima metà del xvı secolo disegnando 29 diversi alfabeti calligrafici, non solo latini, ma pure in ebraico, arabo, greco, egiziano, siriano, indiano. Nel 1540 ha pubblicato uno manuale di istruzioni dei caratteri intitolato: <em>“Libro nuovo d’imparare a scrivere”</em>, comprendente tutti i suoi lavori.</p>
<p>Nel 1550 lo spagnolo <em>Ferdinando Ruano</em>, ‘scriptore’ della Biblioteca Vaticana, pubblicò i <em>“Sette alfabeti di varie lettere formati con ragion geometrica”</em> e la <em>“Lettera cancelleresca formata” </em>quest’ultima, incisa e fusa nel 1926 dalla <em>Società Nebiolo di Torino </em>su consiglio di<em> Raffaello Bertieri </em>che ne disegnò le maiuscole e i numeri, mancanti nell’originale. Questa cancelleresca, che piega lo stile gotico alle armonie calligrafe, per la sua originale impostazione verticale, si distingue dai coevi alfabeti corsivi creati dagli altri calligrafi rinascimentali.</p>
<p><em>Vespasiano Amphiareo</em>, frate conventuale di Ferrara, pubblica nel 1555 il suo manuale <em>“Opera di frate Vespasiano Amphiareo da Ferrara dell’ordine minore conuentuale, nella quale si insegna a scriuere varie sorti di lettere, et massime vna lettera bastarda da lui nouamente con sua industria ritrouata … Poi insegna a far l’inchiostro…”</em> e nel 1566 <em>“Opera nella quale s’insegna a scriuere varie sorti di lettere … Aggiuntoui di nuouo due bellissimi alphabeti di maiuscole”</em>.</p>
<p>Il milanese <em>Francesco Cresci</em> pubblicherà nel 1579 <em>“Il perfetto cancelleresco corsivo”</em> dove illustrerà la <em>«Corsiva Cresciana»</em> che sarà la principale forma alla quale deriveranno, nei secoli successivi, la <em>«Scrittura corsiva inglese»</em>. Cresci introdusse un nuovo stile di scrittura, più fluente e dinamico, che cambiò lo stile della calligrafia, della stampa e dell’iscrizione. In particolare il suo adattamento delle lettere maiuscole romane tracciò il percorso che seguirono gli incisori dell’epoca nelle iscrizioni dei grandi edifici della Roma Barocca, creando così un’identità di lettering dello Stato della Chiesa.</td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td colspan="2"><img class="alignnone" src="../immagini/3vespasiano.jpg" alt="" width="600" height="397" /></p>
<p><span style="font-size: xx-small; color: #003366;"><strong>Vespasiano Amphiareo, Littera bastarda</strong></span></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/canc1.jpg" alt="" width="600" height="304" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/canc2.jpg" alt="" width="600" height="445" /></p>
<p style="color: #7c2d08;"><span style="font-size: xx-small; color: #003366;"><strong>Guida al tracciamento della Cancelleresca corsiva (tavole di James Clough)</p>
<p></strong></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;">_</span></td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td>Nel xvı secolo si afferma l’uso del pennino flessibile e appunto perché è lo strumento più adatto a tracciare i complicati decori e svolazzi che avvolgono le lettere create in questo periodo. Il gusto per la decorazione enfatica si contrappone al rigore classico del Rinascimento in tutte le manifestazioni visive del ‘600. Si rivaluta così la figura del maestro calligrafo che, traendo spunto dalle scritture cancelleresche e gotiche, si produce in virtuosismi in netto contrasto con l’evoluzione tecnico-formale attuata nel xv e xvı secolo. Nei Paesi Bassi, nella prima metà del xii secolo, si sviluppa l’arte della calligrafia fiorita conquistando fama internazionale. Uno dei maestri di questo stile calligrafico è stato <em>Jan van den Velde</em>, di origine fiamminga, ma che ha vissuto e ha lavorato principalmente in Olanda. Egli ha lavorato con il suo padre putativo, <em>Felix Van Sambix</em>, che è stato lo stesso molto acclamato per la sua arte calligrafica. Un virtuoso della arabesco, van den Velde ha scritto usando una penna d’oca, tagliata per formare un ampio pennino, i bordi leggermente arrotondati per renderlo ben scorrevole. Egli rielabora la svolazzante grafia del francese <em>Beauchesne</em> utilizzando una struttura architettonica riccioluta con ritmi più tipicamente barocchi.</p>
<p>La calcografia, introdotta alla fine del xv secolo, verrà largamente utilizzata nel xvı secolo anche per stampe calligrafiche. Questa tecnica permette la realizzazione tramite un bulino di incidere su una lastra di rame ogni tipo di segno calligrafico libero di fantasia decorativa e di produrre, tramite stampa, di numerose copie identiche. La qualità dell’incisione è completamente diversa da quella della tipografia, più affine alla xilografia già in uso da tempo. Testi e illustrazioni devono essere stampati in tempi differenti. La magistrale omogeneità formale tra parte tipografica e illustrazione che troviamo nei libri degli inizi del xvı secolo è andata perduta: la divisione tra l’illustrazione e la decorazione sontuosa e la parte tipografica, sempre più trascurata, è stridente.</p>
<p>I frontespizi dei libri diventano palestre in cui gli incisori danno libero sfogo alla loro voglia di decorazione. I caratteri dei titoli, anch’essi incisi, vengono racchiusi in cartigli arricciati, posti su piedistalli, inquadrati in architetture ridondanti di ornamenti naturalistici.</td>
<td><img class="alignnone" src="../immagini/6velde.gif" alt="" width="300" height="188" /></p>
<p><span style="font-size: xx-small; color: #003366;"><strong>Jan van den Velde, “Sijt den weesen int oordeelen”, 1598</strong></span></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/barocco1.jpg" alt="" width="300" height="403" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/barocco2.jpg" alt="" width="300" height="453" /></p>
<p><span style="font-size: xx-small; color: #003366;"><strong>Maiuscole calligrafiche gotiche di Paul Frank, 1601</strong></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>

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		<title>Sul blog “Studio graﬁco Giò Fuga” il primo post …</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 16:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giorgio Muggiani: il pittore — cartellonista tra graﬁca e calcio Sul nuovo blog sulla progettazione grafica e comunicazione visiva “Studio grafico Giò Fuga” il primo post tratta sulla storia della grafica italiana: Giorgio Muggiani: il pittore — cartellonista tra graﬁca e calcio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Giorgio Muggiani: il pittore — cartellonista tra graﬁca e calcio</h2>
<p>Sul nuovo blog sulla progettazione grafica e comunicazione visiva <strong>“Studio grafico Giò Fuga” </strong>il primo post tratta sulla storia della grafica italiana:</p>
<p id="post-101"><span style="font-family: trebuchet ms,geneva;"><a href="http://www.giofuga.com/?p=101" rel="bookmark"  target="_blank">Giorgio Muggiani: il pittore — cartellonista tra graﬁca e calcio</a></span></p>

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		<title>Parte un nuovo blog sulla progettazione graﬁca</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 11:17:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ad affiancare questo visitatissimo blog sulla tipografia partira i primi di gennaio 2009 (già potete vedere alcuni post di esempio) un nuovo blog sulla progettazione grafica ospitato nel vecchio sito dello “Studio grafico Giò Fuga”. Di blog sulla grafica in Italia ne esistono parecchi e di molto validi, il mio vorrà essere un complemento del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad affiancare questo visitatissimo blog sulla tipografia partira i primi di gennaio 2009 (già potete vedere alcuni post di esempio) un nuovo blog sulla progettazione grafica ospitato nel vecchio sito dello <em>“Studio grafico Giò Fuga”</em>.</p>
<p>Di blog sulla grafica in Italia ne esistono parecchi e di molto validi, il mio vorrà essere un complemento del tipografico <em>“Giò Fuga Type | blog”</em> analizzando diversi aspetti progettuali, anche collegati alla tipografia, che già comparivano nella categoria “Non solo type” e illustrare molti esempi di “Editorial Design” e “Immagine coordinata” senza però tralasciare le altre specializzazioni.</p>
<p>Il nuovo blog sarà raggiungibile al seguente indirizzo: <a href="http://www.giofuga.com"  target="_blank"><strong>http://www.giofuga.com</strong></a>.</p>
<p>Aggiornate <a rel="nofollow" href="http://feedproxy.google.com/StudioGraficoGioFuga?format=xml"  target="_blank">qui il vostro lettore di feed</a> per essere aggiornati sui nuovi post.</p>
<p>Mi auguro che anche questo nuovo “spazio” trovi tanti lettori interessati e sia utile strumento per gli studenti e gli operatori del settore.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/blogsggf.jpg" alt="" width="610" height="427" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Auguri a tutti i lettori del mio blog</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 09:50:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="../immagini/buon_natale08.jpg" class="alignnone" width="610" height="365" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Caderno de Tipograﬁa e Design Nr. 13 — Dicembre 2008</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 18:46:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo un mese di sospensione tornano i «Cadernos de Tipografia» che trattano i temi della Tipografia, il typeface design, il design grafico, e analizzano socialmente e culturalmente i fenomeni relazionati con le edizioni, pubblicazioni e riproduzioni dei testi e delle immagini. I «Cadernos» sono pubblicati in portoghese, e occasionalmente e parzialmente anche in spagnolo, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/CT13.jpg" alt="" width="425" height="680" /></p>
<p class="medium">Dopo un mese di sospensione tornano i «<strong>Cadernos de Tipografia</strong>» che trattano i temi della Tipografia, il typeface design, il design grafico, e analizzano socialmente e culturalmente i fenomeni relazionati con le edizioni, pubblicazioni e riproduzioni dei testi e delle immagini.</p>
<p class="medium">I «<strong>Cadernos</strong>» sono pubblicati in portoghese, e occasionalmente e parzialmente anche in spagnolo, sono diretti principalmente con le sue tematiche verso il mondo tipografico del Portogallo, Spagna, Brasile e America Latina trovando poi molti lettori al di fuori di queste realtà.</p>
<p>La <strong>distribuzione è gratuita</strong>, potete scaricare la versione in PDF direttamente dal sito <a href="http://www.tipografos.net/cadernos/"  target="_blank">Tipografos</a> dove troverete anche i numeri precedenti.</p>
<p><strong>Temi del numero 13:</strong> L’origine dellla ñ/Ñ, e dell’uso della tilde; La lettera gotica scolpita nella pietra; Cataldo Sículo, introduttore del latino umanista nel 						  regno manuelino portoghese; L’insolita storia di Valentim Fernandes, il tipografo moravo che fu pagato con le spezie per stampare le leggi di un re felice; Il manoscritto di Valentim Fernandes; Manuel I, editore e bibliofilo; Appuntamento con la Prototipografia in Spagna (1); Differenzazione dei tipi metallici, catalogando gli incunabuli; L’importanza della Gotica Rotunda; Digitalizzazione delle Gotiche Rotunda.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1266&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>«Manuale Tipografico» di Giambattista Bodoni (1818)</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 18:28:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/bodoni-man.jpg" alt="" width="600" height="449" /></p>
<p>Per i bibliofili e gli amanti della tipografia ecco un secondo interessante testo: il <strong>«Manuale Tipografico»</strong> di <em>Giambattista Bodoni</em> nella ristampa postuma del 1818, pubblicata dalla vedova <em>Margherita Dall’Aglio</em> basandosi sulla prima del 1788 stampata dal grande tipografo, che come il <span class="fieldcontentitalic"> <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=745"  target="_blank"><strong>«Hypnerotomachia Poliphili»</strong></a></span><span class="fieldtitle"> di <em>Francesco Colonna</em>,</span> viene presentato dal sito americano <a href="http://www.rarebookroom.org/Control/bodtip/index.html"  target="_blank"> Rare Book Room</a>, <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()"><span class="fieldtitlesmall">costruito come un luogo educativo destinato a consentire al visitatore di esaminare e leggere alcuni dei grandi libri del mondo</span></span> e dove è possibile sfogliare online l’intero libro, pagina per pagina, ingrandendo o riducendo il formato.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/bodtip.jpg" alt="" width="159" height="250" />Nel <em>«Manuale Tipografico»</em> il Bodoni presenta più di 600 incisioni, 142 caratteri latini (con i corrispondenti corsivi), caratteri scritti ed esotici, mille ornamenti e vignette. <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()"><span class="large-ltgray">Questi caratteri e decorazioni sono stati il culmine di più di quarant’anni di devozione di Bodoni all’arte tipografica, sia nella sua qualità di stampatore per il Duca di Parma, sia come stampatore privato. </span></span>Ma il suo vero valore non risiede nel fatto di essere un libro meravigliosamente stampato e di grande rarità e nemmeno nell’essere il testamento del tipografo più importante della sua epoca ma nel avere al suo interno i primi caratteri moderni più evoluti, raffinati e rigorosi come quelli creati da<em> John Baskerville</em>, però non tanto rigidi e formali come quelli disegnati dal grande rivale francese <em>Firmin Didot</em>. Un altro degli aspetti più importanti di quest’opera monumentale è la sua integrità di stile, che costituisce un modello di coerenza estetica vigente tutt’oggi nella nostra epoca.</p>
<p>Nella sua prefazione al manuale, Bodoni espone i quattro principi o qualità che costituiscono la bellezza di una famiglia di caratteri tipografici.</p>
<p>La prima è l’uniformità o regolarità del disegno che consiste nel comprendere che molti dei caratteri in un alfabeto hanno elementi in comune che devono rimanere gli stessi precisi in ognuno di essi. Il secondo è l’eleganza unita alla nitidezza ovvero il giusto taglio e la rifinitura meticolosa dei punzoni che producono una matrice perfetta dalla quale ottenere caratteri nitidi e delicati. Il terzo principio è il buon gusto: il tipografo deve restare fedele ad una nitida semplicità e non dimenticarsi mai del suo “debito” con le migliori lettere scritte nel passato. La quarta ed ultima qualità afferma il Bodoni è l’incanto, una qualità difficile da definire, ma che è presente in quelle lettere che danno l’impressione di essere state scritte non con svogliatezza ne con rapidità, ma con somma calma come in un atto d’amore.</p>
<p>Questo volume è stato ristampato più volte come nell’edizione del 1965 di <em>Franco Maria Ricci</em>.<br />
</p>
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		<title>Consigli per gli acquisti di libri sulla tipograﬁa</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 23:19:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" width="600">
<tbody>
<tr valign="top">
<td>In questo periodo natalizio vi consiglio l’acquisto di alcuni testi che trattano i temi della Tipografia, del Type Design, della Calligrafia e del Lettering, sia dal punto di vista tecnico, sia da quello storico.</p>
<p>Tali libri potrete trovarli online sulla <a href="http://www.aiap.it/libreria.php"  target="_blank"><strong>Libreria Aiap</strong></a> come per esempio<em> “Italic 2.0”</em> ed altri in lingua italiana.</p>
<p>Per i libri in inglese vi consiglio <strong>Amazon</strong> (troverete qui sotto ben 50 titoli selezionati per voi) e l’olandese <strong><a href="http://www.nijhoflee.nl/design/typography/"  target="_blank">Nijhof &amp; Lee</a></strong>, specializzata nel settore.</td>
<td><SCRIPT charset="utf-8" type="text/javascript" src="http://ws.amazon.com/widgets/q?ServiceVersion=20070822&#038;MarketPlace=US&#038;ID=V20070822/US/giofugtypblo-20/8001/f7e9c5b1-6153-4b52-9f58-614c57398dd7"> </SCRIPT> <NOSCRIPT><a rel="nofollow" href="http://ws.amazon.com/widgets/q?ServiceVersion=20070822&#038;MarketPlace=US&#038;ID=V20070822%2FUS%2Fgiofugtypblo-20%2F8001%2Ff7e9c5b1-6153-4b52-9f58-614c57398dd7&#038;Operation=NoScript" >Amazon.com Widgets</a></NOSCRIPT></td>
</tr>
</tbody>
</table>

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		<title>Type Design 3: il “In Motu Vita” di Matteo Cellerino</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 20:57:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Eccoci all’ottavo appuntamento settimanale con i lavori tipografici prodotti nella terza edizione del “Corso di Alta Formazione in Type Design” presso il Poli.design di Milano. Questa settimana vi presento un’altra font ispirata ad una delle quattro architetture milanesi prese in esame dai partecipanti al corso. Dopo il «MilanoCentrale» di Alberto Manzella ecco la seconda font [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" width="604" align="left">
<tbody>
<tr align="left" valign="top">
<td>Eccoci all’ottavo appuntamento settimanale con i lavori tipografici prodotti nella terza edizione del <em>“Corso di Alta Formazione in Type Design”</em> presso il Poli.design di Milano.</p>
<p>Questa settimana vi presento un’altra font ispirata ad una delle quattro architetture milanesi prese in esame dai partecipanti al corso.</p>
<p>Dopo il <em>«MilanoCentrale»</em> di <em>Alberto Manzella</em> ecco la seconda font abbinata alla <em>“Stazione Centrale di Milano”</em>, che proprio in questi giorni vede concludersi i lunghi lavori di restauro, è il <em>«In Motu Vita»</em> di <strong>Matteo Cellerino</strong> in una variabile di peso.</p>
<p>Nei prossimi appuntamenti del post vedremo, di settimana in settimana, gli altri lavori sempre abbinati alle quattro architetture milanesi: <em>Torre Velasca, Stazione Centrale, Teatro alla Scala</em> e <em>Ca’ Brutta</em>.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/celle2.jpg" alt="" width="300" height="200" /></td>
<td rowspan="2"><img class="alignnone" src="../immagini/celle1.jpg" alt="" width="300" height="431" /></p>
<p>La Stazione Centrale necessita di almeno tre caratteri:</p>
<p>✔ Carattere “storico”(solo maiuscolo)<br />
Carattere decorativo, non è una priorità la leggiblità quanto l’impatto estetico.<br />
Sarà utilizzato per le insegne dei negozi e per l’eventuale comunicazioneStazione Centrale di Milano (ora Grandi Stazioni).<br />
Fortemente ispirato e legato ai caratteri già presenti nelle iscrizioni storiche si rifarà anche al pastiche architettonico della Stazione riletto in chiave moderna.</p>
<p>✔ Carattere per la segnaletica (maiuscolo, minuscolo, cifre, segni d’interpunzione)<br />
Ispirato a criteri di leggibilità e funzionalità, legame storico con i caratteri lineari in uso all’epoca.</p>
<p>✔ Carattere per la segnaletica elettronica (monospaziato, maiuscolo, minuscolo, cifre)<br />
Versione riadattata ai pannelli display del carattere precedente.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/celle3.gif" alt="" width="300" height="230" /></p>
<p>L’obiettivo era creare un carattere lineare razionale e moderno ma con forti radici nei caratteri da stampa per segnaletica coevi o successivi alla realizzazione della stazione.<br /> Le lettere hanno proporzioni umanistiche e sono leggibili da varie angolazioni, tagli e distanze.<br />
Le aste ascendenti e le aste discendenti sono molto sporgenti, le aperture sono larghe per distinguere facilmente le lettere l’una dall’altra e la spaziatura è generosa.</p>
<p>Questi studi preliminari sono parte del “sistema” In Motu Vita, un sistema di caratteri pensato per adattarsi alle principali esigenze della stazione.<br />
Come già detto, a seguito della ristrutturazione del 2008 molti degli spazi comuni saranno convertiti ad uso commerciale.<br />
Sono state inoltre riscontrate diverse disomogeneità nei pannelli a palette, da sostituirsi, preferibilmente, con display a LED.<br />
Per completare il progetto saranno disegnati due nuovi alfabeti: un alfabeto per le insegne dei negozi e la comunicazione esterna della stazione ed un alfabeto “ridotto” e monospaced per i pannelli elettronici.</p>
</td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td>
<p>Le vicende che portarono al progetto ed alla realizzazione della stazione Centrale di Milano, furono piuttosto lunghe e complesse quanto questo edificio imponente e variegato, nel quale la monumentalità si doveva e si deve tutt’oggi coniugare con la funzione a cui esso è destinato.<br />
I progetti presentati al ”Concorso per la facciata della nuova stazione viaggiatori” del 1906 furono ben quarantatre.<br />
Alla fine degli esami la commissione fu unanime nell’assegnare il primo premio al progetto “In motu vita” di <em>Ulisse Stacchini</em>. La costruzione a pieno ritmo iniziò nel 1925 e il 1 luglio 1931 la stazione venne inaugurata ufficialmente alla presenza di Costanzo Ciano. La stazione è attualmente interessata da importanti lavori di restauro e riqualificazione, iniziati ad agosto 2005, da parte di Grandi Stazioni, una società di Ferrovie dello Stato.<br />
La facciata è larga 200 metri e la volta è alta 72, un record quando venne costruita. Dietro alla facciata, parallelamente ad essa corre la ”Galleria delle Carrozze”. La stazione non ha uno stile architettonico definito, ma è una miscela di diversi stili, in particolare Liberty e Art Decò, ma non solo. Talvolta il suo stile viene definito Assiro-Milanese. È stata definita dall’architetto <em>Frank Lloyd Wright</em> la più bella stazione ferroviaria al mondo.</p>
<p><strong>Un sistema di caratteri per la Stazione Centrale di Milano, Ulisse Stacchini, 1912 — 1931</strong></p>
<p>Nell’architettura della Stazione Centrale convivono:<br />
✔ elementi Liberty (~1912, primo progetto, secondo la sensibilità di Stacchini )<br />
✔ elementi littori (~1920, revisioni progetto, secondo le esigenze di propaganda del Fascismo)<br />
✔ elementi moderni (~1950 ai giorni nostri, modifica e riadattamento degli spazi comuni)</p>
<p>Inoltre sta per essere ultimato un completo restauro della stazione che riadatterà parte degli spazi comuni destinandoli ad un uso commerciale.</p>
<p>Problemi della Stazione Centrale:<br />
✕ Totale mancanza di uniformità nella segnaletica verticale<br />
✕ Totale mancanza di segnaletica orizzontale (indicazioni sul pavimento)<br />
✕ Invasività degli spazi pubblicitari e degli esercizi commerciali</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/celle4.jpg" alt="" width="300" height="426" /></td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td colspan="2"><img class="alignnone" src="../immagini/celle5.gif" alt="" width="600" height="434" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/celle6.gif" alt="" width="600" height="807" /></td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td colspan="2" rowspan="2">I lavori già presentati nei precedenti post:<br />
– <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=842" title="Salieri"  target="_blank">Il «Salieri» di Diana Quarti</a><br />
– <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=899" title="Velasca"  target="_blank">Il «Velasca» di Nora Dealti</a><br />
– <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=975"  target="_blank">Il «Monumentale» di Pierfrancesco Annichiarico</a><br />
– <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1079" title="Milanocentrale"  target="_blank">Il «MilanoCentrale» di Alberto Manzella</a><br />
– <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1124" title="labibold"  target="_blank">Il «Labi.bold» di Laura Ferrario</a><br />
– <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1211" title="Velasca"  target="_blank">Il «Velasca» di Laura Dal Maso</a><br />
– <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1236"  target="_blank">Il «Contrast» di Maddalena Lo Franco</a></td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td colspan="2"></td>
</tr>
</tbody>
</table>

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		<title>Italic 2.0 a Romadesign+</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 22:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Italic 2.0, la mostra AIAP sulla tipografia contemporanea italiana, curata da Marta Bernstein, Luciano Perondi e Silvia Sfligiotti, dopo Torino (in occasione di Icograda Design Week Torino 2008) fa tappa a Roma (10–18 dicembre 2008, Ex Gil, largo Ascianghi 5) in concomitanza con la serie di eventi Romadesign+. Italic 2.0 presenta i più recenti sviluppi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" width="604" align="left">
<tbody>
<tr valign="top">
<td><img class="alignnone" src="../immagini/romadesign.jpg" alt="" width="300" height="1047" /></td>
<td>
<p><strong>Italic 2.0</strong>, la mostra AIAP sulla tipografia contemporanea italiana, curata da <em>Marta Bernstein</em>, <em>Luciano Perondi</em> e <em>Silvia Sfligiotti</em>, dopo Torino (in occasione di <em>Icograda Design Week Torino 2008</em>) fa tappa a Roma (10–18 dicembre 2008, Ex Gil, largo Ascianghi 5) in concomitanza con la serie di eventi <em>Romadesign+</em>.</p>
<p> <em>Italic 2.0</em> presenta i più recenti sviluppi della produzione tipografica italiana, che ha mostrato negli ultimi cinque anni una vera e propria fioritura, grazie al contributo di molti giovani designer. Vengono mostrate le principali linee di sviluppo: ricerca e sperimentazione, didattica, recupero di modelli storici, caratteri su commissione e progetti indipendenti. Una sezione di mappe mostra i percorsi formativi e di lavoro e le connessioni tra i designer che formano la nuova scena del type design italiano. Con testi di <em>Giovanni Lussu, James Clough, Antonio Cavedoni, Marta Bernstein, Luciano Perondi, Giangiorgio Fuga, Silvia Sfligiotti</em> e altri ancora.</p>
<p>In occasione dell’inaugurazione della mostra, il 17 dicembre a partire dalle 17,00, si svolgerà una tavola rotonda dal titolo <strong>“Typedesign, didattica e design”</strong> con <em>Tonino Paris</em> (Presidente del Corso di Laurea in Disegno Industriale della Sapienza), <em>Beppe Chia</em> (Presidente AIAP), <em>Giovanni Lussu</em> (docente Politecnico di Milano), <em>Luciano Perondi</em> (type designer e docente ISIA Urbino), <em>Mauro Zennaro</em> (type designer e docente Università per Stranieri di Perugia), <em>Alberto Lecaldano</em> (direttore “Progetto Grafico”).<br />
Questa tavola rotonda rimanda la memoria la prima avvenuta a Milano nel dicembre 1995, presso la Galleria Aiap, dal titolo <strong>“Alla Fonte del Carattere”</strong> a cura di <em>Giangiorgio Fuga</em>.<br />
A distanza di tredici anni questa nuova tavola rotonda vuole prendere atto di una situazione molto complessa per numero di designer, qualità media e quantità dei progetti, tanto che, anche se è difficile di parlare di una “scuola” italiana del disegno dei caratteri, è possibile finalmente tracciare alcune linee di sviluppo. Il ruolo del Type Design è per sua natura traversale a diversi aspetti della comunicazione visiva, dall’editoria all’immagine coordinata, dalla segnaletica all’interaction Design, e risulta quindi un terreno di sperimentazione sempre più attuale. Quale il futuro, quale il mercato per questo particolare ambito della progettazione grafica? Queste sono solo alcune delle domande che durante la tavola rotonda cercheranno delle risposte.</p>
<p><strong>Italic 2.0</strong> è anche un libro, per saperne di più vai su <a href="http://aiap.it/libreria.php?ID=2340"  target="_blank">http://aiap.it/libreria.php?ID=2340</a>.</p>
<p> <strong>Italic 2.0</strong> è pure un blog: <a href="http://progetto-italic.org"  target="_blank">Progetto Italic</a></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type Design 3: il “Contrast” di Maddalena Lo Franco</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 08:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo giunti al settimo appuntamento settimanale con i lavori tipografici prodotti nella terza edizione del “Corso di Alta Formazione in Type Design” presso il Poli.design di Milano. Questa settimana vi presento un’altra font ispirata ad una delle quattro architetture milanesi prese in esame dai partecipanti al corso. Dopo il «Salieri» di Diana Quarti e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" width="604" align="left">
<tbody>
<tr align="left" valign="top">
<td>
<p>Siamo giunti al settimo appuntamento settimanale con i lavori tipografici prodotti nella terza edizione del <em>“Corso di Alta Formazione in Type Design”</em> presso il Poli.design di Milano.</p>
<p>Questa settimana vi presento un’altra font ispirata ad una delle quattro architetture milanesi prese in esame dai partecipanti al corso. Dopo il <em>«Salieri»</em> di <em>Diana Quarti</em> e il <em>«Labi.bold»</em> di <em>Laura Ferrario</em> la terza font abbinata al <em>“Teatro alla Scala”</em> è il <em>«Contrast»</em> di <strong>Maddalena Lo Franco</strong> in una variabile di peso.</p>
<p>Nei prossimi appuntamenti del post del martedì vedremo, di settimana in settimana, gli altri lavori sempre abbinati alle quattro architetture milanesi: <em>Torre Velasca, Stazione Centrale, Teatro alla Scala</em> e <em>Ca’ Brutta</em>.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/lofranco02.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
</td>
<td><img class="alignnone" src="../immagini/lofranco01.jpg" alt="" width="300" height="420" /></td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td><img class="alignnone" src="../immagini/lofranco04.jpg" alt="" width="300" height="350" /></td>
<td>
<p>Ecco come Maddalena ci presenta il suo iter progettuale:</p>
<p>Da un’accurata analisi storica e architettonica dell’edificio preso in esame, sono emerse varie caratteristiche che hanno contribuito allo sviluppo della font. La storia del <em>“Teatro alla Scala”</em> di Milano, vanta due importanti eventi: il primo è naturalmente la sua costruzione, datata 3 agosto 1778, ad opera dell’architetto neoclassico <em>Giuseppe Piermarini</em>; ed il secondo è il restauro e l’ampliamento fatto all’edificio tra il 2002 e il 2004 ad opera di <em>Mario Botta</em>. Nella struttura, si è verificata dunque una contrapposizione di epoche e di culture che hanno determinato in modo rilevante il modo di concepire il teatro, la sua architettuta e di conseguenza tutto il circuito di identità grafica e visiva ad esso legati.</p>
<p>Da queste considerazioni nasce <em>«Contrast»</em>, una font pensata per il Teatro alla Scala di Milano, in grado di evocare un’epoca passata e riflettere l’epoca presente.</p>
</td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td colspan="2"><img class="alignnone" src="../immagini/lofranco03.jpg" alt="" width="600" height="411" /></td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td>
<p>In relazione a quanto detto, è stata fatta un’analisi tipografica dei due periodi storici, ossia: il periodo neoclassico e quello contemporaneo.</p>
<p>Tale analisi ha preso in considerazione esclusivamente i caratteri tipografici italiani attribuendo rispettivamente al periodo neoclassico, il carattere <em>«Bodoni»</em>, di <em>Giambattista Bodoni</em>, e al periodo contemporaneo, il carattere <em>«FF Strada»</em> di <em>Albert Pinggera</em>. Essendo due font molto diverse tra loro, che rispecchiano perfettamente le due epoche, sia dal punto d vista storico che architettonico, hanno fortemente determinato le peculiarità della font <em>«Contrast»</em>.</p>
<p>Così, si è scelto di tenere in considerazione alcuni aspetti propri delle due font, alcuni di questi sono stati: l’alto contrasto chiaro-scurale delle aste, caratteristica predominante nel <em>«Bodoni»</em>, oppure il disegno di un carattere lineare, proprio del disegno della font <em>«FF Strada»</em>. Come si evince dalle illustrazioni, le caratteristiche di queste due font (almeno in una prima fase) ricorrono frequentemente nel nuovo disegno.</p>
<p> La font «Contrast» è stata progettata principalmente per operare un intervento di archigrafia sull’edificio in questione. Prevede un solo peso, e può essere utilizzata anche per altre funzioni, quali: segnaletica, indicazioni all’interno del teatro, comunicazioni al pubblico o in uffici e attività collegate al Teatro della Scala.</p>
<p> Per l’archigrafia, le singole lettere sono state pensate scatolate, poste sulla facciata del Teatro, in modo tale da comporre la frase “TEATRO ALLA SCALA”.</p>
<p>I lavori già presentati nei precedenti post:<br />
 — <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=842" title="Salieri"  target="_blank">Il «Salieri» di Diana Quarti</a><br />
 — <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=899" title="Velasca"  target="_blank">Il «Velasca» di Nora Dealti</a><br />
 — <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=975"  target="_blank">Il «Monumentale» di Pierfrancesco Annichiarico</a><br />
 — <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1079" title="Milanocentrale"  target="_blank">Il «MilanoCentrale» di Alberto Manzella</a><br />
 — <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1124" title="labibold"  target="_blank">Il «Labi.bold» di Laura Ferrario</a><br />
 — &lt;a title=“Velasca” href://blog.giofugatype.com/?=1211″ target=“_blank”&gt;Il «Velasca» di Laura Dal Maso</a></p>
</td>
<td><img class="alignnone" src="../immagini/lofranco09.gif" alt="" width="300" height="202" /></p>
<p> <img class="alignnone" src="../immagini/lofranco11.gif" alt="" width="300" height="202" /></p>
<p> <img class="alignnone" src="../immagini/lofranco06.gif" alt="" width="300" height="202" /></td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td><img class="alignnone" src="../immagini/lofranco07.gif" alt="" width="300" height="190" /></td>
<td><img class="alignnone" src="../immagini/lofranco08.gif" alt="" width="300" height="190" /></td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td colspan="2"><img class="alignnone" src="../immagini/lofranco10.jpg" alt="" width="600" height="134" /></p>
<p> <img class="alignnone" src="../immagini/lofranco05.jpg" alt="" width="600" height="747" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>

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		<title>Edward Johnston: il carattere della metropolitana londinese</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 20:09:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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<tbody>
<tr align="left" valign="top">
<td colspan="2"><img class="alignnone" src="../immagini/john00.jpg" alt="" width="600" height="398" /></td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td>
<p>Questo anno il logo della metropolitana di Londra, un classico del design grafico, ha compiuto 100 anni. Disegnato da un autore rimasto anonimo fu per la prima volta riprogettato nel 1913 da <em>Frank Pick</em>, che era direttore del marketing del Gruppo delle Compagnie della London Undenground. Egli commissionerà, nel 1916, a <em>Edward Johnston</em> il carattere lineare denominato originariamente <em>«Underground»</em>, che fu però conosciuto con la denominazione di <em>«Johnston’s Railway Type»</em>, e successivamente  semplicemente come <em>«Johnston»</em>. Questo carattere era basato sulle proporzioni di un primo lapidario romano assente di grazie, e ancora oggi, seppur rimodernato con una sottile rielaborazione eseguita nel 1979 da <em>Eiichi Kono</em> per la Banks &amp; Miles con il nome di <em>«New Johnston»</em>, viene utilizzato per la segnaletica mentre il «Johnston Delf Smith» è composto dai caratteri della segnaletica storica; ambedue le font sono in vendita presso la <a href="https://www.tfl.gov.uk/tfl/corporate/media/fonts/default.asp"  target="_blank">“Transport of London”</a>.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/john01.jpg" alt="" width="100" height="135" />Ma chi era <em>Edward Johnston</em>? Allievo di <em>William Morris</em>, fu un calligrafo, tipografo e insegnante inglese che dedicò tutta la sua vita alla tipografia. Johnston è stato un membro di spicco della comunità artistica conosciuta dal 1920 come la <em>Guild of St Joseph and St Dominic</em>, è stato presidente della <em>Arts and Crafts Society</em> (1933–36), ha insegnato al <em>Royal College of Art</em> e si è aggiudicato il CBE nel 1939. Egli ha prodotto una vasta gamma di lavori molti dei quali calligrafici, dai testi ecclesiastici e civili a testi di poesia e le sue iscrizioni, di solito eseguite in due colori (nero e oro o nero e rosso), su pergamena. Scrisse anche dei testi sulla tipografia come il famosissimo manuale <em>«Writing and Illuminating, and Lettering»</em> (1906), il <em>«Manuscript and Inscription Letters»</em> (1909), ed il <em>«A Book of Sample Scripts»</em> (1914). La sua influenza come designer delle lettera e come insegnante di calligrafia è stata molto diffusa e tra i suoi allievi di spicco figura <em>Eric Gill</em> che si ispirerà al famoso carattere del maestro per disegnare il suo <em>«Gill Sans»</em>.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/john07.jpg" alt="" width="300" height="207" /></p>
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Copertine di due dei tre libri sul lettering e la calligrafia scritti da Edward johnston.</strong></span></h5>
</td>
<td><img class="alignnone" src="../immagini/john02.jpg" alt="" width="300" height="363" /></p>
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Evoluzioni del logotipo per l’Underground di Londra</strong></span><br class="spacer_" /></h5>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/john03.jpg" alt="" width="300" height="212" /></p>
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Specimen originale del «Underground» di Edward Johnston</strong></span></h5>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/john05.jpg" alt="" width="300" height="216" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/john10.jpg" alt="" width="300" height="101" /></p>
</td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td colspan="2"><img class="alignnone" src="../immagini/john08.jpg" alt="" width="600" height="350" /></p>
<h5><span style="color: #003366;"><strong>A sinistra disegni di lettere fatte da Johnston del 1906 — A destra composizione in «Hamlet-Type»</strong></span></h5>
</td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td><img class="alignnone" src="../immagini/john04.jpg" alt="" width="300" height="212" /></p>
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Il «Omnibus alphabets» variabile condensata per l’utilizzo delle indicazioni di percorso degli autobus londinesi.</strong></span><br class="spacer_" /></h5>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/john06.jpg" alt="" width="300" height="400" /></p>
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Lettere magnetiche del carattere «Johnston» in vendita presso il “London Transport Museum”.</strong></span></h5>
</td>
<td>
<p>Johnston non disegnò ovviamente solo il carattere per la metropolitana londinese ma anche altri, seppur meno famosi, come <em>«Hamlet-Type»</em> (1912–27) utilizzato per un testo sul <em>“Hamlet”</em>; e il romano <em>«Imprint Antiqua»</em> del 1912 — 1913 per la Monotype Type Drawing Office insieme a <em>Gerard Meynell, Ernest Jackson</em> e <em>J. H. Mason</em> ed è stato il primo carattere sviluppato specificatamente per la composizione meccanica.Il design è stato stanziato per il gruppo di nuove pubblicazioni sulla tipografia e stampa, opportunamente intitolato <em>“The Imprint”</em>Modellato sulle forme del <em>«Caslon»</em> di <em>Frank Hinman Pierpont</em> e della Monotype Corporation, <em>«Imprint Regular»</em> si diffuse acquistando molta popolarità, e andò a influenzare un certo numero di caratteri da testo successivi.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/john09.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Dal suo <em>«Johnston»</em> sono stati ricavati altri caratteri, sempre per i trasporti londinesi come il <em>«Omnibus alphabets»</em> una variante condensata dell’originale per l’utilizzo delle indicazioni di percorso degli autobus londinesi e il <em>«Johnston Sans bold»</em>. Inoltre, dato il grande successo dell’originale, le forme sono state “clonate”, “adattate” o digitalizzate da altre fonderie come per esempio il <em>«ITC Johnston»</em> versione digitalizzata progettata da <em>David Farey</em> per la ITC e altre versioni per la P22 come il <em>«P22 London Underground»</em> del 1997 e il <em>«P22 Underground»</em>, in diverse variabili, del 2007 digitalizzati da <em>Richard Kegler</em> con l’introduzione delle lettere accentate non presenti nell’originale in quanto nella lingua inglese non né viene fatto uso.</p>
<p>Potete trovare altre informazioni sul sito della <a href="http://www.ejf.org.uk/"  target="_blank">“The Edward Johnston Foundation” </a></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>

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		<title>“Equa” la font di Mauro Zennaro per la CAE di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 07:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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<p>Proprio un paio di post fa trattavo di un carattere abbinato all’immagine istituzionale del Governo olandese, un gran lavoro per un committente storicamente consapevole e culturalmente attento alla comunicazione visiva ed ai suoi interpreti.</p>
<p>Però qui in Italia, purtroppo, è sempre molto mortificante il comportamento delle istituzioni a qualsiasi livello. Un ultimo esempio è il lavoro progettuale grafico di <em>Mario Fois</em> e <em>Mario Rullo</em>, dello <em>Studio Vertigo</em> di Roma, per la <em>CAE — Città dell’Altra Economia</em> promossa dal Comune di Roma.</p>
<p>La <em>Città dell’Altra Economia</em> è uno dei primi spazi in Europa interamente dedicato a quelle pratiche economiche che si caratterizzano per l’utilizzo di processi a basso impatto ambientale, che garantiscono un’equa distribuzione del valore, che non perseguono il profitto e la crescita a ogni costo e che mettono al centro le persone e l’ambiente. 3.500 metri quadri di esposizione, vendita, eventi e incontri nel cuore di Roma, all’interno dell’antico Mattatoio di Testaccio, appositamente restaurato secondo principi di bioarchitettura. La Città nasce come luogo di promozione di tutta l’altra economia romana, offrendo a tutte le imprese del settore spazi espositivi, luoghi di incontro, formazione, ricerca e sviluppo.</p>
<p>Tale lavoro ha avuto un percorso tormentato fin dall’inizio, nonostante i loro sforzi di coinvolgere tutti i protagonisti del progetto nel percorso progettuale. Ma tra responsabili del Comune “spariti” in corso d’opera, architetti diffidenti e politici che si svegliano all’ultimo per poter fare l’inaugurazione è stato un percorso ad ostacoli, realizzato solo in piccola parte.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/equa.png" alt="" width="600" height="471" /></p>
<p>Per questo progetto grafico è stato contattato, dallo Studio Vertigo, <em>Mauro Zennaro</em> per sviluppare un carattere da abbinare al progetto puntando inizialmente su un “non logo”, l’acronimo CAE su tasselli che ricordassero i colori della bandiera della pace e su un carattere che fosse riferito alla storia del commercio tra i popoli.</p>
<p>Mauro disegnò <strong><em>«Equa»</em></strong> (attualmente è ancora in versione ‘beta’) uno stencil adatto sia per un uso digitale che manuale con alcune particolarità tra le quali i “tagli” posti sempre in diagonale e non centrali, la ‘A’ maiuscola che “non poggia” e ha un terminale in alto insolito (come la ‘M’), i puntini che sono dei rombi, le minuscole con “l’occhio” piuttosto grande e le frecce “spezzate”; inoltre, per l’adattamento della scrittà sulle vetrate che sommortano l’edificio, e che di notte sono retroilluminate, con tutti i problemi di frequenza delle giunture, ha realizzato la  “A” di CITTÀ in cui l’accento è integrato con la lettera.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/cae2.jpg" alt="" width="600" height="127" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/cae1.gif" alt="" width="600" height="23" /></p>
<p>Curiosi sono anche i “tagli” ai “becchi” della ‘C’, ‘G’ e al simbolo dell’euro ‘€’ che ne marcano la forma.</p>
<p>A mio parere ho dei dubbi sul disegno della ‘g’ minuscola con l’occhiello superiore troppo aperto che fa sembrare la lettera un ‘3’ rovesciato.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 610px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/cae3.jpg" alt="Alcuni manifesti per linaugurazione composti con “Equa”" width="600" height="281" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Alcuni manifesti per l’inaugurazione composti con “Equa”</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/cae4.jpg" alt="" width="200" height="620" />Questo carattere doveva funzionare sia su elementi segnaletici ed architettonici che su materiali promozionali (manifesti, pieghevoli, cartoline, ecc.), comunicando anche una certa allegria attraverso immagini e colori “materici” ma mantenendo centrale la funzione del testo.</p>
<p>Doveva anche essere offerto “gratuito” dal  sito della CAE e servire per piccole autoproduzioni dei negozianti e addetti della “Città” (cosa che in parte è stata fatta).</p>
<p>Ma se già la situazione era difficile con la precedente giunta, con questa sembra probabile che tutto abbia una triste fine …</p>
<p>Links:</p>
<p>- <a href="http://www.vertigodesign.it/"  target="_blank">Vertigo</a></p>
<p>- <a href="http://www.scriptoria.it/"  target="_blank">Scriptoria di Mauro Zennaro</a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type Design 3: il “Velasca” di Laura Dal Maso</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 11:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’analisi delle forme esistenti e dei caratteri utilizzati ha ispirato il progetto della nuova font Prima digitalizzazione del maiuscolo chiarissimo Eccoci al sesto appuntamento settimanale con i lavori tipografici della terza edizione del “Corso di Alta Formazione in Type Design” presso il Poli.design di Milano. Quella presentato oggi è un altra font ispirata da una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" width="604">
<tbody>
<tr align="left" valign="top">
<td rowspan="3"><img class="alignnone" style="border: 1px solid black;" src="../immagini/dalmaso1.jpg" alt="" width="300" height="434" /></p>
<p> <img class="alignnone" src="../immagini/dalmaso2.jpg" alt="" width="300" height="475" /></p>
<h5><span style="color: #003366;"><strong>L’analisi delle forme esistenti e dei caratteri utilizzati ha ispirato il progetto della nuova font</strong></span></h5>
<p>
 <img class="alignnone" src="../immagini/dalmaso4.gif" alt="" width="300" height="240" /></p>
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Prima digitalizzazione del maiuscolo chiarissimo</strong></span></h5>
<p>
 <img class="alignnone" src="../immagini/dalmaso3.jpg" alt="" width="300" height="253" /></td>
<td>
<p>Eccoci al sesto appuntamento settimanale con i lavori tipografici della terza edizione del <em>“Corso di Alta Formazione in Type Design”</em> presso il Poli.design di Milano.</p>
<p>Quella presentato oggi è un altra font ispirata da una architettura milanese: la <em>Torre Velasca</em> (della quale ho già presentato recentemente un altro elaborato). <br />Si tratta del <em>«Velasca»</em> di <strong>Laura Dal Maso</strong> prodotto in due variabili di peso molto contrastate fra di loro.</p>
<p>Nei prossimi appuntamenti del post del martedì vedremo, di settimana in settimana, gli altri lavori sempre abbinati alle quattro architetture milanesi: <em>Torre Velasca, Stazione Centrale, Teatro alla Scala</em> e <em>Ca’ Brutta</em>.</p>
</td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td><img class="alignnone" src="../immagini/dalmasofoto.jpg" alt="" width="300" height="364" /></td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td>
<p>Da 50 anni simbolo della operosità e del rigore dell’anima milanese, la <em>Torre Velasca</em> si impone alla vista di chi la osserva per la verticalità accentuata dalle forme grandiose e arcigne dei suoi contrafforti.</p>
<p>Per lo studio della font <em>«Velasca»</em> abbiamo deciso di conoscere più da vicino questa architettura, così famosa, ma al tempo stesso poco conosciuta nei suoi particolari più nascosti, che ne caratterizzano gli interni conferendole un carattere diverso e variegato. Innanzitutto abbiamo scoperto che gli interni sono caratterizzati da linee spezzate che assumono una grande varietà di inclinazioni: ciò che per l’esterno sembra una predominanza del puro “verticale” all’interno si trasforma in un intrico di linee e piani che salgono verso l’alto attraverso inclinazioni più dolci. <br />
 Anche l’arredamento utilizzato e in particolar modo i suggestivi lampadari contribuiscono a conferire alla struttura una maggiore armonia e varietà di forme, le linee spezzate che la caratterizzano suggeriscono la curva senza mai rappresentarla se non negli stessi lampadari, cerchi perfetti.</p>
<p>Il carattere utilizzato per la segnaletica interna del palazzo è originale dell’epoca di costruzione ed è costituito da un bastone, molto razionalista, condensato e arrotondato, che rispecchia lo stile di un normografo.</p>
<p>Il progetto della font <em>«Velasca»</em> parte quindi dall’analisi sia dell’architettura esterna e più conosciuta sia delle linee spezzate degli ambienti interni: è un bastone caratterizzato da aste molto decise ed essenziali contrapposte a una grande varietà di angoli diversi raccordati tra loro a suggerire la curva.<br />
 Anche per quanto riguarda lo studio dei pesi di <em>«Velasca»</em> è stata fondamentale l’attenta analisi della struttura, questa volta soffermando l’attenzione sulle facce esterne dell’edificio.<br />
 La torre è infatti caratterizzata visivamente da linee che hanno spessori molto differenti. <br />
 Questa struttura possiede uno scheletro essenziale costituito dai pilastri verticali che la percorrono per tutta l’altezza, cui si contrappongono elementi quali le finestre e i loro decori, che si intrecciano visivamente ai pilastri creando un reticolo di linee di diverso spessore ed importanza visiva.<br />
 Così il carattere <em>«Velasca»</em> è caratterizzato da una gradazione di pesi molto ampia, dal chiarissimo — extra light (che richiama i pilastrini che decorano le finestre) al nerissimo — heavy (che ricorda l’imponenza dei contrafforti).</p>
</td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td colspan="2"><img class="alignnone" src="../immagini/dalmasoma.jpg" alt="" width="600" height="383" /><br />
 <img class="alignnone" src="../immagini/dalmasomi.jpg" alt="" width="600" height="386" /><br />
 <img class="alignnone" src="../immagini/dalmasomane.jpg" alt="" width="600" height="393" /><br />
 <img class="alignnone" src="../immagini/dalmasomine.jpg" alt="" width="600" height="395" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>I lavori già presentati nei precedenti post:<br />
 — <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=842" title="Salieri"  target="_blank">Il «Salieri» di Diana Quarti</a><br />
 — <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=899" title="Velasca"  target="_blank">Il «Velasca» di Nora Dealti</a><br />
 — <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=975"  target="_blank">Il «Monumentale» di Pierfrancesco Annichiarico</a><br />
 — <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1079" title="Milanocentrale"  target="_blank">Il «MilanoCentrale» di Alberto Manzella</a><br />
 — <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1124" title="labibold"  target="_blank">Il «Labi.bold» di Laura Ferrario</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Peccato, non siamo in Olanda!</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 20:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come parte della nuova “brand identity” del governo olandese, Peter Verheul ha progettato un carattere tipografico istituzionale denominato «Rijksoverheid Sans &#38; Serif» per tutte le forme di comunicazione visiva. Questo è il risultato di un nuovo modo in cui il governo olandese vuole posizionarsi nella società. Attualmente ci sono oltre 200 dipartimenti e ministeri, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" width="604">
<tbody>
<tr align="left" valign="top">
<td>
<p>Come parte della nuova “brand identity” del governo olandese, <em>Peter Verheul</em> ha progettato un carattere tipografico istituzionale denominato <em>«Rijksoverheid Sans &amp; Serif»</em> per tutte le forme di comunicazione visiva. Questo è il risultato di un nuovo modo in cui il governo olandese vuole posizionarsi nella società. Attualmente ci sono oltre 200 dipartimenti e ministeri, che utilizzano diversi tipi di logotipi e di “brand identity” tra i quali quello progettato dallo <em>Studio Dumbar</em> che aveva vinto il concorso indetto alla fine del 2007.</p>
<p>Proprio lo <em>Studio Dumbar</em> ha chiesto, all’inizio del 2008, a <em>Peter Verheul</em> di progettare un nuovo carattere da abbinare alla immagine coordinata governativa partendo dal suo carattere tipografico <em>«Versa»</em> e trasformarlo in caratteri utilizzabili per un pubblico più vasto. Egli ha cambiato l’aspetto della versione del <em>«Versa Serif»</em> e ha creato una nuova serie di lettere per la versione Sans. I caratteri sono stati chiamati <em>«Rijksoverheid Serif»</em> e <em>«Rijksoverheid Sans»</em> e saranno utilizzato in ogni aspetto della comunicazione visiva governativa. Il <em>«Rijksoverheid Sans»</em> sarà utilizzato principalmente per le rubriche di testo e nella segnaletica o per i sistemi di “wayfinding”. Il <em>«Rijksoverheid Serif»</em> sarà invece utilizzato come carattere per i testi da lettura. In poco meno di nove mesi <em>Peter Verheul</em> è riuscito a finalizzare il font e rilasciare in quattro diverse varianti (Regular, Italic, Bold e Bold Italic).</p>
<p>Durante il tempo della creazione <em>Peter Verheul</em> non ha avuto molto tempo per scattare le foto dello stato di avanzamento del lavoro (come ha detto nel suo discorso di introduzione), ma ha conservato un notebook pieno di disegni e appunti sulla creazione e progettazione dei caratteri. Dopo aver terminato la digitalizzazione ha donato alla <em>Bijzondere Collecties</em>, un importante collezione olandese di lavori grafici, tipografici-artisti, il libretto, le prime stampe e tutto ciò che è legato nella creazione del carattere tipografico <em>«Rijksoverheid»</em>.</p>
</td>
<td><img class="alignnone" src="../immagini/oland01.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p> <img class="alignnone" src="../immagini/oland02.jpg" alt="" width="300" height="341" /></p>
<p> <img class="alignnone" src="../immagini/oland03.jpg" alt="" width="300" height="212" /></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/oland04.jpg" alt="" width="150" height="181" />Tutta la storia della nascita e il motivo per cui la creazione di caratteri Rijksoverheid è reperibile nell’ottimo libro <em>«Letterrijk»</em> scritto da Mathieu Lommen, e pubblicato dagli editori De Buitenkant.</p>
<p>Altre informazioni sono reperibili nel sito <a href="http://www.designworkplan.com/typography-fonts/rijksoverheid-sans-serif.htm"  target="_blank">Designworkplan</a>, e per l’acquisto del libro <em>«Letterrijk» </em>vi consiglio uno dei tanti rivenditori di libri olandesi <a href="http://ab.mijnboekhandelaar.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;catid=79&amp;id=457%3Amatthieu-lommen-letterrijk-rijksoverheid-serif-en-sans-een-letter-van-peter-verheul&amp;Itemid=10051"  target="_blank">AB</a><em> </em>(€15 + €4 di spese spedizione).<em></p>
<p> </em></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1122&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Sfoglia le pubblicazioni online</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 17:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Girovagando su internet ho trovato questo sito interessante: www.issuu.com. Una sorta di “YouTube” per le riviste, le pubblicazioni, per così dire, che consente di visualizzare molti stampati in modo interattivo. Qui si può sfogliare liberamente, si può caricare i propri stampati (anche relativamente di grandi dimensioni di peso), che verranno poi visualizzate da Flash così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/issuu.jpg" alt="" width="600" height="370" /></p>
<p>Girovagando su internet ho trovato questo sito interessante: <a href="http://www.issuu.com/" title="www.issuu.com"  target="_blank">www.issuu.com</a>.</p>
<p>Una sorta di “YouTube” per le riviste, le pubblicazioni, per così dire, che consente di visualizzare molti stampati in modo interattivo. Qui si può sfogliare liberamente, si può caricare i propri stampati (anche relativamente di grandi dimensioni di peso), che verranno poi visualizzate da Flash così da condividerli con altri lettori.</p>
<p>Subito sono andato a cercare pubblicazioni riguardanti la “Typography”, “Fonts” e inizialmente trovavo poco. Poi mi sono accorto che, in alto a destra della pagina web, era impostato su l’italiano e cambiando in english ho trovato di tutto, da riviste a specimen a libri …</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Buona ricerca!</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=304&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type Design 3: il “Labi.bold” di Laura Ferrario</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 10:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo arrivati alla quinta presentazione dei lavori della terza edizione del “Corso di Alta Formazione in Type Design” presso il Poli.design di Milano. Dopo aver presentato nelle scorse settimane, abbinati alle quattro architetture milanesi le prime font progettate: il “Salieri” di Diana Quarti per il “Teatro alla Scala”, il “Velasca” di Nora Dealti per la [...]]]></description>
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<tbody>
<tr align="left" valign="top">
<td><img class="alignnone" src="../immagini/lf1.jpg" alt="" width="300" height="429" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/lf5.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p> <img class="alignnone" src="../immagini/lf6.jpg" alt="" width="300" height="214" /></p>
<p> <img class="alignnone" src="../immagini/lf7.jpg" alt="" width="300" height="214" /></p>
</td>
<td>
<p>Siamo arrivati alla quinta presentazione dei lavori della terza edizione del <em>“Corso di Alta Formazione in Type Design”</em> presso il Poli.design di Milano.</p>
<p>Dopo aver presentato nelle scorse settimane, abbinati alle quattro architetture milanesi le prime font progettate: il <em>“Salieri”</em> di Diana Quarti per il “Teatro alla Scala”, il <em>“Velasca”</em> di Nora Dealti per la “Torre Velasca” e il <em>“Monumentale”</em> di Pierfrancesco Annichiarico per la “Ca’ Brutta”, e il <em>“MilanoCentrale Regular”</em> di Alberto Manzella per la “Stazione Centrale”, riprendiamo questa settimana con un’altra font progettata per il “Teatro alla Scala”: il <em>“Labi.bold”</em> di <strong>Laura Ferrario</strong>.</p>
<p>Nei prossimi appuntamenti del post del martedì vedremo, di settimana in settimana, gli altri lavori sempre abbinati a queste quattro architetture milanesi.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/lf2.jpg" alt="" width="300" height="393" /></p>
<p>Così Laura ci presenta il suo lavoro:<strong></strong></p>
<p><strong> Labi.bold </strong>nasce dall’esigenza di costruire una nuova immagine coordinata del <em>“Teatro alla Scala”</em> che leghi la nuova struttura moderna progettata da <em>Mario Botta</em> con l’opera del grande architetto neoclassico <em>Giuseppe Piermarini</em>.</p>
<p>Ho voluto fare una ricerca partendo dal carattere romano e tra schizzi vari mi è balzata all’occhio l’inclinazione di un’asse della lettera “b” che mi ha affascinato subito. <br />Abbandonato subito il romano; qualsiasi grazia che avvicinavo al logo ufficiale del teatro risultava inadatta; ho cominciato a guardare i caratteri più lineari legati all’era moderna e ho notato che un carattere con delle forme tonde si abbinava bene al marchio e riprendeva la rotondità della torre. <br />Tenendo l’inclinazione della asse obliqua della “b” e riportandola anche in anche in altri glifi ho creato spessori e proporzioni giuste per una font che sarebbe servita soprattutto per la segnaletica.</p>
</td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td><img class="alignnone" src="../immagini/lf4.jpg" alt="" width="300" height="214" /></td>
<td><img class="alignnone" src="../immagini/lf10.jpg" alt="" width="300" height="214" /></td>
</tr>
<tr align="left" valign="top">
<td colspan="2"><img class="alignnone" src="../immagini/lf3.jpg" alt="" width="600" height="68" /></p>
<p> <img class="alignnone" src="../immagini/lf9.jpg" alt="" width="600" height="376" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type Video: Letter Metamorphosis</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 09:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un video prodotto nel 2007 da alcuni studenti americani utilizzando Photoshop e Premiere, dove l’alfabeto si trasforma nei vari temi che si scrivono in inglese con ogni lettera. Testo in portoghese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/x20FUwLwg_0&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/x20FUwLwg_0&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Un video prodotto nel 2007 da alcuni studenti americani utilizzando Photoshop e Premiere, dove l’alfabeto si trasforma nei vari temi che si scrivono in inglese con ogni lettera.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1582&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>“L’alfabeto e la città” di James Clough: la conferenza</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 15:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è svolta martedì scorso, presso il Centro di Studi Grafici di Milano, la conferenza di James Clough “L’alfabeto e la città” con numerosa partecipazione di pubblico dove James ci ha incuriosito, divertito e fatto riflettere sulle varie insegne, iscrizioni, targhe e segnaletiche che ha fotografato personalmente, o che ha ricevuto, in giro per l’Italia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" width="604" align="left">
<tbody>
<tr>
<td align="left" valign="top"><img class="alignnone" src="../immagini/james00.jpg" alt="" width="300" height="365" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/james02.jpg" alt="" width="300" height="128" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/james11.jpg" alt="" width="300" height="170" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/james05.jpg" alt="" width="300" height="164" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/james10.jpg" alt="" width="300" height="93" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/james01.jpg" alt="" width="300" height="183" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/james04.jpg" alt="" width="300" height="205" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/james03.jpg" alt="" width="300" height="110" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/james6.jpg" alt="" width="300" height="152" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/james5.jpg" alt="" width="300" height="189" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/james4.jpg" alt="" width="300" height="136" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/james12.jpg" alt="" width="300" height="163" /></td>
<td align="left" valign="top">Si è svolta martedì scorso, presso il <em>Centro di Studi Grafici</em> di Milano, la conferenza di <em>James Clough</em> <strong>“L’alfabeto e la città”</strong> con numerosa partecipazione di pubblico dove James ci ha incuriosito, divertito e fatto riflettere sulle varie insegne, iscrizioni, targhe e segnaletiche che ha fotografato personalmente, o che ha ricevuto, in giro per l’Italia.</p>
<p>Tralasciando le lapidi e le iscrizioni antiche italiane, delle quali una sola serata non sarebbe bastato ad illustrarle, James ci ha fatto vedere un pot-pourri di immagini partendo dalle targhe stradali, da quelle “ordinate” milanesi con le indicazioni scolpite e pitturate di nero su lastre di marmo bianco e in alcuni casi adattate in ornamenti architettonici, a degli esempi di Bergamo che ne vanta ben 15 tipi differenti, o all’esempio di Urbino composte in <em>«Didot»</em> condensato che le rende illeggibili. Altre targhe che ci ha fatto vedere: una in ceramica di Faenza (molto pertinente con la cultura cittadina) o una, sempre in ceramica, di Monleale (AL) dove l’indicazione “via Castello” risulta molto bello e brillante, come pure una curiosa di Borgo Po a Torino in stile rococò fiorentino che “scaccia i romani” o i <em>“nissioetti” </em>(nizioletti — lenzuolini) veneziani, a me cari, introdotti nella città lagunare dagli occupanti napoleonici nella fine del ıx Secolo (come ci conferma anche <em>James Mosley</em>).<br />
Le targhe proiettate di seguito invece illustravano i numerosi “misfatti”, purtroppo facilmente ritrovabili, in giro per l’Italia: da una <em>“via Tasso”</em> a Cologno Monzese (MI) ad una sovrapposizione di targhe a Pianezza (TO) dove le nuove metalliche composte con un pessimo carattere coprono in parte le antiche molto belle, memoria storica di un paese. Per non parlare delle targhe tipo <em>“via D. Alighieri”</em> con <em>“via Dante A.”</em> (la foto di Anna Ronchi le mette in confronto ambedue).</p>
<p>Nella seconda parte della serata James ci ha fatto vedere alcune iscrizioni archigrafiche degli anni ’30 in tanti diversi stili tra le quali il bellissimo bastoni spaziato del Tribunale di Milano fatto dall’Arch. <em>Marcello Piacentini</em> e sempre dello stesso progettista le iscrizioni del Museo Nazionale di Reggio Calabria e del Palazzo INPS-Missori a Milano. Alcuni curiosi nessi tipografici trovati sulle lapidi del Cimitero Monumentale di Milano ed altre iscrizioni dove si notavano i diversi posizionamenti, più orizzontali o più verticali, delle ‘S’ sinuose tipiche di quegli anni.<br />
In contrapposizione al bastoni di Piacentini per il Tribunale milanese, l’uso tridimensionale dello <em>«Stop»</em> di <em>Aldo Novarese</em> per il Tribunale di Napoli. Aldo non avrebbe mai ipotizzato tanto onore per un suo carattere “sperimentale e giocoso” utilizzato per un luogo tuttaltro che allegro.</p>
<p>Terza parte della conferenza riguardava le insegne di negozi nate come puro lettering dipinto su fondo metallico o dipinto sul verso di lastre di vetro ora sempre più diventate di materiale plastico, perdendo quella manualità artigianale che creava “opere” molto interessanti. Di queste tipologie di insegne James ci ha illustrato tre tipi differenti: Liberty, vernacolari (inteso come opere non professionistiche ma molto “libere e fuori da ogni regola compositiva”) e progetti grafici veri e propri.<br />
Interessanti sono le ricerche sulle vecchie insegne che stanno scomparendo o che, purtroppo sono già scomparse, ma che fortuna rimangono almeno come fotografie, come la “Latteria” di Milano in zona via Zecca Vecchia e una oramai rarissima indicazione, sempre nel centro di Milano, di denominazione di “Contrada”.<br />
Sopravvivono ancora delle vecchie insegne come quella del negozio “Mutinelli” a Milano o di un cinema a Modena come pure di mosaici pedonali a Venezia per indicare ristoranti (un esempio illustrato è l’uso di un corsivo inglese per un ristorante storico veneziano la “Antica Carbonera”), in alcuni casi la sensibilità di alcuni negozianti fa sì che, nonostante il negozio venda altra merce o che abbia cambiata solo la propietà, mantenga le insegne storiche come testimonianza culturale e storica del vissuto (l’insegna “Paracqua” o di una ex Farmacia trasformata in boutique ambedue in via Solferino a Milano ne è un esempio).<br />
Tra le tante insegne progettate che James ci ha fatto vedere ci sono stati alcuni esempi tra i quali l’uso un po’ particolare di una ‘H’ per un fast food di Pesaro dove la lettera è diventato il busto di un cameriere che serve un burger o i giochi di lettere in altri elaborati.<br />
Anche in questa categoria non mancano i “sotterfugi” come nel negozio di casalinghi dove la lettera ‘g’ è stata completamente posizionata sopra la linea di base (caso già illustrato in un mio precedente <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=830"  target="_blank">post</a> sulla segnaletica della Metropolitana di Milano).<br />
In chiusura di serata alcuni esempi di insegne esposte e di tombini di ghisa interessanti per alcuni accorgimenti per visualizzare, a seconda della forma del tombino stesso, gli acronimi di appartenenza.<br />
Altre immagini di questa “caccia fotografica” di <em>James Clough</em> sono reperibili nei suoi articoli che ha scritto ultimamente per la rivista <a href="http://www.eurographicus.com/"  target="_blank"><em>“Graphicus”</em></a>.</p>
<p>Grazie James!</td>
</tr>
</tbody>
</table>

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		<title>Type Design 3: il “MilanoCentrale Regular” di Alberto Manzella</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 09:08:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 1436px;" border="0" cellspacing="1" width="610" align="left">
<tbody>
<tr align="left" valign="top">
<td style="width: 300px;">
<p><img class="alignnone" src="../immagini/manzella1.jpg" alt="" width="300" height="424" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/manzella2.jpg" alt="" width="300" height="243" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/manzella7.gif" alt="" width="300" height="464" /></p>
<h5><span><strong><span style="color: #003366;"><strong>Prova di applicazione del carattere nella segnaletica (sopra) e nel tabellone partenze / arrivi (sotto)</strong></span></strong></span></h5>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/manzella10.gif" alt="" width="300" height="216" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/manzella9.gif" alt="" width="300" height="178" /></p>
</td>
<td style="width: 300px;">
<p>Eccoci al quarto appuntamento settimanale con i lavori dei partecipanti alla terza edizione del <em>“Corso di Alta Formazione in Type Design”</em> presso il Poli.design di Milano.&lt;/ br&gt;<br />
Dopo aver presentato, nelle scorse settimane, il <em>“Salieri”</em> di Diana Quarti per il “Teatro alla Scala”, il <em>“Velasca”</em> di Nora Dealti per la “Torre Velasca” e il <em>“Monumentale”</em> di Pierfrancesco Annichiarico per la “Ca’ Brutta”, questa settimana tocca al <em>“MilanoCentrale Regular”</em> di <strong>Alberto Manzella</strong> per la “Stazione Centrale”.</p>
<p>Nei prossimi appuntamenti del post del martedì vedremo, di settimana in settimana, gli altri lavori sempre abbinati a queste quattro architetture milanesi.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/manzella5.jpg" alt="Targa commemorativa della posa della prima pietra per ledificazione della Stazione Centrale di Milano" width="300" height="199" /> </dt>
</h5>
<h5><span><strong><span style="color: #003366;"><strong>Targa commemorativa della posa della prima pietra per l’edificazione della Stazione Centrale di Milano </strong></span></strong></span></h5>
<p>&lt;/ br&gt;</p>
<p>Una breve storia delle stazioni ferroviarie milanesi fino alla edificazione de Stazione Centrale. Nel 1850, Milano contava due stazioni ferroviarie non collegate fra loro: Milano Porta Nuova e Milano Porta Tosa (che di seguito diventerà Milano Porta Vittoria), site al termine di due linee ferroviarie, una diretta a Monza e l’altra a Venezia.&lt;/ br&gt;<br />
Tra il 1885 e il 1891 vengono edificate altre quattro stazioni secondarie: Porta Sempione, Rogoredo, Porta Romana e Porta Garibaldi che erano collegate da una nuova circonvallazione ferroviaria, ma il traffico ferroviario risultava ancora insufficiente in proporzione all’aumento degli utenti.&lt;/ br&gt;<br />
Il 15 gennaio 1906 viene indetto il primo concorso per la costruzione di una nuova stazione ad alta capacità, al quale parteciparono i più importanti architetti milanesi i quali presentarono progetti isprati a classicismo ed eclettismo allora molto diffusi, attraverso ampie cupole e decorazioni monumentali. Il vincitore selezionato del progetto fu l’architetto <em>Cantoni</em>, ma tale progetto non fu mai realizzato. Sei anni più tardi l’amministrazione organizzò un’altra gara, questa volta vinta dall’architetto <em>Ulisse Stacchini</em>. Architettura imponente arricchita da ornamenti quali: corone, festoni, motivi geometrici astratti. Con la variante del 1915, furono eliminati: torri, statue, orologi, festoni e quadrighe, conferendo maggiore austerità in un contesto di Italia Giolittiana.&lt;/ br&gt;<br />
Nel 1924 avviene l’approvazione definitiva del progetto di Stacchini. Il mutamento politico impose nuove esigenze architettoniche e conseguenti nuove scelte decorative con simboli legati al Fascismo.&lt;/ br&gt;<br />
Vennero sostituite le pensiline sui binari previste nel progetto iniziale e introdotte le tre grandi tettoie in ferro secondo il progetto dell’ingegnere <em>Albero Fava</em>. Nel maggio 1931, la stazione fu finalmente inaugurata.&lt;/ br&gt;<br />
La stazione di “Milano Centrale” è la seconda stazione ferroviaria italiana per grandezza e volume di traffico, accoglie circa 600 treni al giorno, due linee della metropolitana che la collegano al vicino Passante Ferroviario, è il terminal di diverse linee di autobus urbani e interurbani e tram nonché le navette per i tre aeroporti dell’area milanese. Ogni giorno è utilizzata da più di 320 mila persone, per un totale di 120 milioni l’anno.</p>
<p><em>“In motu vita”</em> è il motto del progetto di Ulisse Stacchini. Lo stile archittettonico della nuova Stazione Centrale, risente dell’influenza delle diverse correnti che hanno caratterizzato il Novecento, in particolare il Liberty e l’Art Déco. “Stazione di testa” per poter essere avvicinata il più possibile al centro urbano senza intersecare le arterie principali, la stazione comprende un fabbricato costituito da un corpo centrale con la facciata su Piazzale Doria e due edifici laterali. La parte esterna dell’edificio, fu improntata ad uno stile di derivazione classica, che l’architetto Stacchini volle poi personalizzare con fregi decorativi e nei colori dei vari marmi pregiati di cui è riccamente decorata (così come negli arredi per l’illuminazione), consacrandola a patrimonio artistico della città.</p>
<p>Il carattere <strong>«MilanoCentrale»</strong> nasce dall’analisi di queste caratteristiche fuse in un’interpretazione che vuole sottolineare gli stilemi grafici creando un ponte tra passato e presente.&lt;/ br&gt;<br />
Le forme si ricollegano molto ai caratteri lineari futuristi degli anni ’30 meno appariscenti ma molto presenti nelle architetture di quel periodo, ma allo stesso tempo tendenti a forme successive. La lettera ‘A’ ed i numeri sono tipici dei caratteri “fascisti” mentre le altre consonanti sono molto l’influenzate dalla “Bauhaus”. Le minuscole hanno forme contemporanee. L’insieme però risulta armonioso e pertanto valido.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/manzella8.gif" alt="" width="600" height="944" /></p>

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		<title>Buon 90° compleanno Hermann! — 8 novembre 2008</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 20:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo è un anno di compleanni speciali, dopo gli 80 di Adrian Frutiger e di Wim Crouwel, oggi 8 novembre Hermann Zapf, il più prolifico disegnatore di caratteri vivente, compie 90 anni. Nato a Norimberga l’8 novembre 1918 è sposato con la calligrafa e disegnatrice di caratteri Gudrun Zapf-von Hesse vive a Darmstadt in Germania. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/zapf1.jpg" alt="" width="250" height="340" />Questo è un anno di compleanni speciali, dopo gli 80 di <em>Adrian Frutiger</em> e di <em>Wim Crouwel</em>, oggi 8 novembre <strong>Hermann Zapf</strong>, il più prolifico disegnatore di caratteri vivente, compie 90 anni.</p>
<p>Nato a Norimberga l’8 novembre 1918 è sposato con la calligrafa e disegnatrice di caratteri <em>Gudrun Zapf-von Hesse</em> vive a Darmstadt in Germania. Ha imparato la calligrafia da autodidatta guardando i libri di <em>Rudolf Kock</em> e <em>Edward Johnston</em>. Egli ha avuto una illustre carriera nella progettazione dei caratteri e degli artefatti tipografici che si estende per oltre cinquanta anni rimanendo un tradizionalista ma anche un innovatore moderno allo stesso tempo.</p>
<p>Hermann Zapf è riconosciuto come uno dei leader mondiali del type designer e della tipografia, dopo aver progettato numerosi caratteri romani, greci e arabi soffrendo però le ferite della lama a doppio taglio della venerazione, visto che i suoi caratteri, che includono i tipi <em>«Palatino»</em> ed <em>«Optima»</em>, sono stati oltre che i più ammirati anche i più imitati. L’esempio più noto è il <em>«Book Antiqua»</em>, distribuito con Microsoft Office™ che è considerato un vero proprio plagio del suo <em>«Palatino»</em>. Proprio per questo, nel 1993 egli rassegnò le dimissioni dall’<a href="http://www.atypi.org" title="ATypI"  target="_blank">ATypI</a> (Association Typographique Internationale) per quella che considerava un atteggiamento ipocrita sulla copiatura non autorizzata da parte dei membri dell’ATypI.</p>
<p>Oltre ai già citati <em>«Palatino»</em> e <em>«Optima»</em> Zapf ha disegnato altri famosi caratteri tra i quali ricordo <em>«Melior»</em>, <em>«Virtuosa»</em>, <em>«Aldus»</em> e <em>«Kompakt»</em> creati all’inizio della sua carriera. Questi sono stati progettati principalmente per la Linotype. Poiché suoi disegni sono stati e sono tuttora, una componente essenziale di ogni ben pianificata offerta tipografica, i concorrenti della Linotype hanno prodotto dei cloni virtuali di caratteri tipografici di Zapf per i propri clienti. Dopo aver visto cosa accadeva in quel periodo, Zapf ha concluso che non era né intelligente né proficuo continuare una carriera di progettazione di caratteri che poi gli altri ti plagiamo, pertanto nella metà degli anni ‘60 smette la progettazione commerciale.</p>
<p>Passò più di un decennio prima che progettò un nuovo carattere tipografico in occasione della fondazione della ITC (International Typeface Corporation) nel 1971 da parte di <em>Aaron Burns</em> che convinse Zapf della filosofia aziendale basata sul principio che avrebbe acquisito le licenza dei disegni tipografici su una base di non esclusività in modo da creare un semplice rapporto d’affari senza restrizioni tra le parti.<br />
 Il rapporto con ITC continua, con la progettazione dei <em>«ITC Zapf International»</em> nel 1976 e <em>«ITC Zapf Chancery» </em>nel 1978. Sempre del 1976 è il <em>«ITC Zapf Book»</em> una miscela di <em>«Melior»</em>, <em>«Bodoni»</em> e <em>«Walbaum»</em> per fare un carattere da testo al quale sono stati aggiunti più tardi caratteri swash caratteri per la visualizzazione. Nel 1977 Zapf, Burns e <em>Herb Lubalin</em> fondano una società denominata <em>Design Processing International</em> a New York per sviluppare software tipografici per computer. Dopo la morte di Lubalin nel 1981, la società diventa <em>Zapf, Burns &amp; Company</em>. Con la morte di Burns nel 1991, che era stato responsabile della commercializzazione, si scioglie la società in quanto Zapf non voleva gestire una società americana dalla Germania e non voleva vivere a New York. Iniziò, invece, a sviluppare, in collaborazione con una società tedesca di software, un programma di typesetting chiamato “Hz-program” ma tale società fallì nella metà degli anni ’90 e il progetto si fermò.</p>
<p><img class="alignleft" src="../immagini/euler.png" alt="" width="320" height="249" />Un carattere tipografico che potrebbe superare la popolarità della sua prima terna di <em>«Optima»</em>, <em>«Palatino»</em> e <em>«Melior»</em> si è sviluppato in un progetto per sostenere ancora un altro software. Nei primi anni ’90 Zapf sviluppa un carattere tipografico “corsivo dritto” chiamato <em>«AMS-Euler»</em> per l’American Mathematical Society. Si è trattato di un progetto di collaborazione con la Stanford University con l’assistenza del professore <em>Donald Knuth</em> e un giovane studente, <em>David Siegel</em>, che ha convertito i disegni di Zapf in caratteri digitali utilizzando il METAFONT. Questo carattere cerca di emulare lo stile della calligrafia di un matematico che scriva entità matematiche sulla lavagna, che è dritto, piuttosto che inclinato. Nel 1992 Siegel scrive a Zapf, spiegando la sua idea di replicare grafia in una font. Per rendere la font calligrafica la più realistica possibile, ha spiegato, le lettere e la loro variabili alternative cambiano contestualmente e variano anche con l’altezza dalla linea di base, come con la normale scrittura a mano. Tutto ciò sarebbe stato realizzato con un nuovo software in via di sviluppo. Zapf era incuriosito da l’idea, ma ha anche avuto seri dubbi sul risultato. La risposta a quest’ultima preoccupazione di Zapf è stata la prima digitalizzazione di un piccolo pezzo di calligrafia contenuto in un <em>sketchbook</em> che Zapf aveva conservato mentre era militare. La stessa calligrafia era stata il modello per il <em>«Virtuosa Script»</em>, che era stato punzonato e fuso in caratteri di piombo nel 1948. Sapendo che la progettazione del <em>Virtuosa</em> era stata compromessa a causa delle restrizioni che davano i caratteri in metallo convinse Zapf che <em>« … forse questo nuovo software potrebbe consentire di effettuare in un font praticabile la calligrafia  … »</em>. Ha progettato pertanto centinaia di caratteri basati sulla calligrafia, compresi molti modelli alternativi per la maggior parte delle lettere e una massiccia serie di swash e legature. Però il processo di digitalizzazione e di implementazione della font da eseguire si era rivelato proibitivo in termini di tempo e tutto fu sospeso fino al 1997 quando Zapf portò i suoi disegni e le prime digitalizzazioni di Siegel alla Linotype.</p>
<p>Hermann Zapf e la Linotype si misero daccordo di produrre quattro alfabeti calligrafici eliminando alcune lettere e sostituendole con delle nuove. Così naque il suo carattere calligrafico <em>«Zapfino»</em>, che diviso in quattro font PostScript fu originariamente rilasciato nel 1998 e ridisegnato nel 2003 per sfruttare le nuove potenzialità offerte dal formato digitale delle font OpenType™, questo è stato uno straordinario successo in tutto il mondo. Anche se la risultante font OpenType™, <em>«Zapfino Extra»</em>, ha notevolmente più glifi comprese molte legature e variabili della stessa lettera, con questa tecnologia è più semplice l’utilizzo che permette di rendere più veritieri i caratteri calligrafici digitalizzati. Convertire il disegno originale in un font OpenType™ è stato un compito monumentale, ma Zapf, in collaborazione con la Linotype design sotto la direzione di <em>Akira Kobayashi</em> ci riuscì con un tour de force.</p>
<p>Hermann Zapf è stato fatto Honorary Designer for Industry dalla Royal Society of Arts e ha vinto innumerevoli premi. Egli è un membro onorario di oltre venti-quattro associazioni in tutto il mondo ed è anche Presidente onorario della Fondazione Edward Johnston.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 610px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/zapf7x4.jpg" alt="" width="600" height="343" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h6><span style="font-size: xx-small; color: #003366;"><strong>I caratteri di Hermann Zapf sono in vendita presso la Linotype.</strong></span> (immagini per gentile concessione di Linotype)</h6>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Ecco l’elenco dei caratteri digitalizzati disegnati da Hermann Zapf:</p>
<p> <em>«Aldus»</em> (1954), <em>«Aldus Nova»</em> (2005), <em>«Aurelia»</em> (1983), <em>«Comenius Antiqua BQ»</em> (1976), <em>«Edison»</em> (1978), <em>«AMS-Euler»</em> (1971), <em>«Kompakt»</em> (1954), <em>«Marconi»</em> (1976), <em>«Medici Script»</em> (1971), <em>«Melior»</em> (1952), <em>«Noris Script»</em> (1976),<em> «Optima»</em> (1958), <em>«Optima nova»</em> (2002), <em>«Orion»</em> (1974), <em>«Palatino»</em> (1950), <em>«Palatino nova»</em> (2005), <em>«Palatino Sans»</em> (2006), <em>«Saphir»</em> (1953), <em>«Sistina»</em> (1950), <em>«Vario»</em> (1982), <em>«Venture»</em> (1969), <em>«Linotype Zapf Essentials»</em> (2002), <em>«Zapfino</em>» (1998), «Zapfino Extra (2003), <em>«ITC Zapf Chancery»</em> (1979), <em>«ITC Zapf International»</em> (1976), <em>«ITC Zapf Book»</em> (1976), <em>«Zapf Renaissance Antiqua»</em> (1984–1987), <em>«ITC Zapf Dingbats»</em> (1978).</p>

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		<title>La conferenza “L’alfabeto e la città” di James Clough</title>
		<link>http://blog.giofugatype.com/?p=1013</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 18:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lettere monospaziate sul Tribunale di Milano — Arch. Piacentini Martedì, 11 novembre alle ore 20:45 presso il Centro Studi Grafici di Milano si terrà la conferenza di James Clough dal titolo “L’alfabeto e la città”. Un tema che sta molto a cuore a James, e sul quale lavora oramai da qualche tempo. Si tratta delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/james1.jpg" alt="Lettere monospaziate sul Tribunale di Milano - Arch. Piacentini" width="500" height="231" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;"><strong>Lettere monospaziate sul Tribunale di Milano — Arch. Piacentini</strong></span></dd>
</dl>
</h5>
<p><strong>Martedì, 11 novembre</strong> alle ore 20:45 presso il <em>Centro Studi Grafici di Milano</em> si terrà la conferenza di <strong>James Clough</strong> dal titolo <em>“L’alfabeto e la città”</em>. Un tema che sta molto a cuore a James, e sul quale lavora oramai da qualche tempo. Si tratta delle forme grafiche delle insegne e delle iscrizioni, e il loro rapporto con la storia della città che le custodisce, dando carattere alle strade e conservando in modo speciale un pezzo di storia della società italiana.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/james2.jpg" alt="" width="500" height="304" /></p>
<p>Pur essendo un esperto di lettere, James non si lascia influenzare da nessun tipo di pregiudizio, e studia con occhio curioso qualunque tipo di lettera: sia che si tratti di regolari insegne di negozi che di trasgressive “tags” tracciate da giovani writers.</p>
<p><strong>“L’alfabeto e la città” </strong>si terrà presso il <em>Centro di Studi Grafici di Milano</em>, in via Benigno Crespi 30 (MM3, fermata Maciachini, Tram 4, fermata Valassina o Bus 79, via Imbonati). L’ingresso è gratuito: accorrete numerosi!</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/james3.jpg" alt="" width="500" height="325" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Un video sulla “Tipograﬁa em Belém” di Fernanda Martins</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 14:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un interessantissimo video fotografico di studio sulla “Tipograﬁa em Belém” fatto da Fernanda Martins, type e graphic designer brasiliana direttrice dell’ADG Brasil — l’associazione dei disegnatori grafici brasiliani e membro dell’ATypI. Lei lasciò São Paulo per vivere a Bélem, capitale dello stato del Pará, nell’Amazzonia. Questo tipo di tipografia, che è meglio definire come lettering, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un interessantissimo video fotografico di studio sulla <em>“Tipograﬁa em Belém”</em> fatto da <em>Fernanda Martins</em>, type e graphic designer brasiliana direttrice dell’ADG Brasil — l’associazione dei disegnatori grafici brasiliani e membro dell’ATypI. Lei lasciò São Paulo per vivere a Bélem, capitale dello stato del Pará, nell’Amazzonia.</p>
<p>Questo tipo di tipografia, che è meglio definire come lettering, è presente in tutti gli stati del Brasile. Lei ci mostra esempi dei <em>pichação</em> (writing) dello stato del Pará ed esempi della <em>“tipograﬁa popular”</em> con i lavori dei <em>letristas da rua</em> (come ho già scritto in un <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=166"  target="_blank">precedente post</a>). Nella parte finale Fernanda mostra immagini della “Oficina de desenho tipográfico”, che utilizzo questa ricerca sulla tipografia a Belém.</p>
<p>Potete vedere il <a href="http://blog.forminform.com.br/"  target="_blank">blog</a> di Fernanda Martins per conoscere altri aspetti della grafica brasiliana.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/snoe8oBSx7g&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/snoe8oBSx7g&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=1002&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type Design 3: il “Monumentale” di Pierfrancesco Annichiarico</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 12:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci al terzo appuntamento settimanale con i lavori dei partecipanti alla terza edizione del “Corso di Alta Formazione in Type Design” presso il Poli.design di Milano. Dopo aver presentato il “Salieri” di Diana Quarti e il “Velasca” di Nora Dealti, questa settimana tocca al “Monumentale” di Pierfrancesco Annichiarico. Il “Monumentale” è una font che trae [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/monum1.jpg" alt="" width="300" height="435" /></p>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="0" width="600">
<tbody>
<tr>
<td width="300" valign="top">
<p>
Eccoci al terzo appuntamento settimanale con i lavori dei partecipanti alla terza edizione del <em>“Corso di Alta Formazione in Type Design”</em> presso il Poli.design di Milano.</p>
<p>Dopo aver presentato il <em>“Salieri”</em> di <em>Diana Quarti</em> e il <em>“Velasca”</em> di <em>Nora Dealti</em>, questa settimana tocca al <em>“Monumentale”</em> di <strong>Pierfrancesco Annichiarico</strong>.</p>
<p>Il <em>“Monumentale”</em> è una font che trae aspirazione dalle forme architettoniche della <em>“Ca’ Brutta”</em> edificio progettato da <em>Giovanni Muzio</em>, una delle figure di punta del panorama architettonico milanese e italiano del Novecento, sito in Via della Moscova, nelle vicinanze di Piazza della Repubblica, a Milano.</p>
<p>Giovanni Muzio si inserisce nel dibattito architettonico italiano, che vede gli architetti da un lato schierati a favore di quelle creazioni monumentali e magniloquenti tanto care al regime fascista, dall’altro propensi a introdurre in Italia lo stile internazionale, asciutto e funzionale, di un <em>Gropius</em> o di un <em>Le Corbusier</em>; e vi si inserisce portandovi una propria visione del fare architettura che non tralasci la grande tradizione italiana, ma non trascuri neppure le innovazioni tecnologiche, fondando un lessico nuovo, sobrio e colto al tempo stesso. Muzio decise di decorare l’edificio caratterizzandolo all’esterno con tutta una serie di richiami al repertorio classico (l’arco di trionfo che unisce i due corpi, le nicchie, le colonne, i timpani, le balaustre, ecc.) distribuiti in modo da sottolineare all’esterno l’interna distribuzione degli spazi: ad ogni appartamento corrisponde un motivo decorativo in facciata. Nelle decorazioni vi è una ricerca dell’ordine e della regola proprio nel ripetersi delle decorazioni sobrie e geometriche intervallati da pattern decorativi dalle ombre corte con elementi semplificati e ridotti a segno.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/monum4.jpg" alt="" width="300" height="84" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Idea di partenza per la progettazione del “Monumentale” partendo dalle forme della planimetria della “Ca’ Brutta”</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
</td>
<td width="300" valign="top">
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/monum2.jpg" alt="Primi disegni" width="300" height="793" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">Primi disegni — La facciata della “Ca’ Brutta” — Prova di applicazione archigrafica della font</span></strong></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="300" valign="top">
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/monum6.jpg" alt="" width="300" height="234" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Pierfrancesco Annichiarico presenta il suo lavoro al Prof. Giovanni Baule</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
</td>
<td width="300" valign="top">
<p>
Partendo da tali presupposti <em>Pierfrancesco Annichiarico</em> ha creato una font che contenesse in se gli elementi distintivi di questa architettura. Inoltre, fondamentali per la sua realizzazione, sono state le opere degli esponenti italiani del Futurismo, in particolar modo quelle di <em>Fortunato Depero</em>. Pertanto l’operazione principale è stata quella di ammorbidire le forme, piuttosto rigide, degli alfabeti in uso in quel periodo.</p>
<p>Fondamentale per la forma finale dei vari glifi è stato il gioco architettonico voluto da Muzio nel contrasto tra rette e curve presente nella pianta dell’edificio, nonché nella sua decorazione.</p>
<p>Nella font <em>“Monumentale”</em> sono stati eseguiti alcuni accorgimenti nelle forme dei glifi che hanno permesso di renderla più armoniosa; la diversa inclinazione nelle aste diagonali nella ‘A’, ad esempio, riesce a ridurre notevolmente il bianco esterno, permettendo di integrarlo meglio nella scrittura, rendendo più fluido il flusso di glifi, soprattutto tra le coppie ‘TA’, ‘IA’, ‘QA’, ‘AA’ e affini.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 610px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/monum5.jpg" alt="Positivo - negativo" width="600" height="233" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Prova compositiva e cromatica con positivo — negativo</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/monum3.gif" alt="" width="600" height="415" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Una mostra di “caratteri” a Milano</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 07:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<description><![CDATA[Giovedì 6 novembre 2008 si inaugura, dalle ore 18:30 a Milano, da Hlam Design, la mostra di Marco Anello dal titolo “caratteri”. Una mostra in cui Anello pone l’attenzione sul linguaggio. I segni, quei codici comunicativi che fanno parte del nostro mondo relazionale ed espressivo e che utilizziamo per riconoscere e farci riconoscere. Il linguaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/anello.jpg" alt="" width="600" height="156" /></p>
<p>Giovedì 6 novembre 2008 si inaugura, dalle ore 18:30 a Milano, da <em>Hlam Design</em>, la mostra di <strong>Marco Anello</strong> dal titolo <em>“caratteri”</em>.<br />
Una mostra in cui Anello pone l’attenzione sul linguaggio. I segni, quei codici comunicativi che fanno parte del nostro mondo relazionale ed espressivo e che utilizziamo per riconoscere e farci riconoscere.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/anello2.jpg" alt="" width="600" height="212" /><br />
Il linguaggio fatto di segni, caratteri, che però diventano altro.<br />
Forma, pura forma. E così il loro codice muta. Il segno non è più se stesso ma genera altro. E va a costruire, con un gioco di metafore, altri “caratteri” “tipi / types”.<br />
La mostra contiene anche alcuni lavori che, sempre partendo dal codice, mostrano come l’autore cerchi di elaborare un suo “segno”.<br />
Il tentativo di costruire un proprio linguaggio, fatto di segni dell’anima, quasi tribali, ancestrali, forse infantili e con l’intento della unicità.<br />
La volontà, quindi, di poter comunicare se stesso, costruendo il proprio “alfabeto di segni”. Non è altro che il tentativo, di essere se stessi, di proporre la propria lingua, di comunicare al di là del codice comune, di superarlo.<br />
Sono quindi esposti due tipi di intervento tra loro diversi da un punto di vista espressivo: uno che trae spunto dal “gioco” grafico e formale per raccontare altro da sè e l’altro che attraverso un gesto artistico cerca un valore linguistico personale che possa, liberato dal codice, generare una forma comunicativa priva di sovrastrutture; quella dell’anima.</p>
<p>In mostra da Hlam Design dal 6 novembre 2008 al 31 gennaio 2009.<br />
<em>Hlam Design</em> — via Panfilo Castaldi, fronte civico 8 — Milano</p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Un po’ di numeri sul mio blog</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 18:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Lettori, prima di tutto un ringraziamento a tutti voi che siete sempre più numerosi e interessati al mio blog. Nato quasi un mese e mezzo fa sulle radici del vecchio blog, la nuova versione sta ottenendo sempre più interesse documentato dalle numerose visite che non si fermano ad uno sguardo veloce di un singolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Lettori,<br />
prima di tutto un ringraziamento a tutti voi che siete sempre più numerosi e interessati al mio blog.</p>
<p>Nato quasi un mese e mezzo fa sulle radici del vecchio blog, la nuova versione sta ottenendo sempre più interesse documentato dalle numerose visite che non si fermano ad uno sguardo veloce di un singolo post, ma è dimostrato dai dati, indica in 5 il numero di post ”osservati” per ogni visitatore individuale (prima visita giornaliera).<br />
Ed ecco un po’ di numeri: dal 18 agosto, data di attivazione del nuovo blog, ad oggi ci sono state 6410 visite individuali, massimo giornaliero di 367 visite, con un incremento nel mese di ottobre del 248%. Le singole pagine viste risultano essere 33.000 di cui 1522 come massimo giornaliero.</p>
<p>L’unica pecca riscontrata è però la vostra scarsissima partecipazione nei commenti ai post, il che rende il blog troppo statico. La positività di un blog è proprio l’interagire con i commenti tra lettore e autore creando una sorta di dialogo diretto che serve per completare il tema proposto, rettificare i possibili errori, aggiungere ulteriori integrazioni.<br />
Come già scrissi a maggio: <em>“La funzione di ogni blog è di favorire il dialogo tra il propositore e il lettore, quindi è molto importante che il visitatore lasci un segno del suo passaggio sia in forma ti commento vero e proprio di un argomento dei post, sia come critiche, sia come … elogi.  Vi chiedo pertanto di non essere timidi, ma di far vivere questo blog”</em>.</p>
<p>Grazie.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=923&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>La “Libreria Aiap” …</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 13:52:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[… un posto dove trovare libri di tipograﬁa e non solo Ultima novità tipografica in vendita presso la “Libreria Aiap” è il prezioso volume di Italic 2.0 — Il disegno di caratteri contemporaneo in Italia Mi ricordo, quando ero un giovane grafico, che se volevo comprare o perlomeno consultare un libro di grafica avevo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-family: georgia,palatino;">… un posto dove trovare libri di tipograﬁa e non solo </span></h2>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 550px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img style="border: 1px solid black;" src="../immagini/italicbook.jpg" alt="Ultima novità tipografica in vendita presso la “Libreria Aiap” è il prezioso volume di Italic 2.0 - Il disegno di caratteri contemporaneo in Italia" width="540" height="444" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">Ultima novità tipografica in vendita presso la “Libreria Aiap” è il prezioso volume di Italic 2.0 — Il disegno di caratteri contemporaneo in Italia</span></strong></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p><img class="alignleft" src="../immagini/pippobook.jpg" alt="" width="300" height="491" />Mi ricordo, quando ero un giovane grafico, che se volevo comprare o perlomeno consultare un libro di grafica avevo la fortuna, in Milano, di poter usufruire della “Libreria Salto” un luogo ‘sacro’ per ogni designer.</p>
<p>Negli anni ‘90 tale libreria chiuse rendendo difficile l’acquisto di questi libri specialistici.</p>
<p>L’<strong>Aiap</strong> pensò bene di sostituirla e così nacque la <a href="http://www.aiap.it/libreria.php" title="Libreria Aiap"  target="_blank"><em>Libreria Aiap</em></a>, la prima libreria italiana on-line interamente dedicata alla cultura della grafica, della comunicazione visiva e della multimedialità partendo da pochi titoli, la maggior parte editati dalla stessa Associazione, patrocinati e da pubblicazioni autoprodotte dai soci a bassa tiratura, pertanto rara.</p>
<p>Nel corso degli anni ha arricchito il proprio catalogo mettendo in vendita anche volumi di altri editori.</p>
<p>Inoltre si possono acquistare prodotti paraeditoriali progettati da designers per designers.</p>
<p>Infatti la <a href="http://www.aiap.it/libreria.php"  target="_blank"><em>Libreria Aiap</em></a> non vuole essere uno spazio meramente commerciale, ma una libreria qualificata, dove i titoli presentati e messi in vendita siano utili ad allargare e sostanziare le ragioni del progetto grafico.</p>
<p>Sfogliate le pagine della <a href="http://www.aiap.it/libreria.php"  target="_blank"><em>Libreria Aiap</em></a> per vedere le pubblicazioni disponibili acquistabili sia direttamente presso la sede Aiap di Milano oppure online.</p>
<p><img class="alignnone" style="border: 1px solid black;" src="../immagini/lucreziabook.jpg" alt="" width="540" height="531" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Ritratti tipograﬁci dal Brasile</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 06:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il principale quotidiano paulistano “Folha de São Paulo”, e tra i principali del Brasile, ha fatto progettare per una sua campagna pubblicitaria quattro manifesti estremamente attraenti dedicati ad altrettante star hollywoodiane scomparse: Marilyn Monroe, Marlon Brando, James Dean e Charlie Chaplin rappresentati con ritratti costituiti da caratteri tipografici di diversi stili. “The Movie Stars are [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il principale quotidiano paulistano <em>“Folha de São Paulo”</em>, e tra i principali del Brasile, ha fatto progettare per una sua campagna pubblicitaria quattro manifesti estremamente attraenti dedicati ad altrettante star hollywoodiane scomparse: <em>Marilyn Monroe, Marlon Brando, James Dean</em> e <em>Charlie Chaplin</em> rappresentati con ritratti costituiti da caratteri tipografici di diversi stili.</p>
<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 609px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/folha.jpg" alt="“The Movie Stars are in your Newspaper. Cinema Poster Collection. Every Sunday, free, at the Folha.”" width="599" height="1050" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>“The Movie Stars are in your Newspaper. Cinema Poster Collection. Every Sunday, free, at the Folha.”</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Gli annunci sono stati creati dall’agenzia pubblicitaria <em>“Africa”</em> di São Paulo: direttore artistico <em>Bruno Brasile</em> e da l’illustratore <em>Felipe Guga</em> con copywriting di <em>Fabio Seidl</em> con il motto <em>“Las estrellas de cine en tu periódico. Colección de posters de cine. Cada domingo, gratis en la Folha”</em> (Le stelle del cinema nel tuo periodico. Colleziona i poster del cinema. Ogni domenica, gratis con la Folha).   I disegni sono veramente ben fatti e riproducono in modo fedele le quattro star nonostante i loro tratti siano delineati da glifi diversi, dai piccoli particolari del viso all’intera figura. Forse l’unico difetto sono le gambe che in alcuni casi sembrano delle protesi ortopediche.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=903&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

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		<title>Type Design 3: il “Velasca” di Nora Dealti</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 06:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il “Salieri” di Diana Quarti, postato su questo blog la settimana scorsa, proseguo con l’appuntamento settimanale, dedicato ai lavori dei partecipanti alla terza edizione del “Corso di Alta Formazione in Type Design” presso il Poli.design di Milano. Questo secondo lavoro presentato è il “Velasca” di Nora Dealti, un lineare coerente con l’architettura particolare della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il <em>“<a href="http://blog.giofugatype.com/?p=842"  target="_blank">Salieri”</a></em> di <em>Diana Quarti</em>, postato su questo blog la settimana scorsa, proseguo con l’appuntamento settimanale, dedicato ai lavori dei partecipanti alla terza edizione del <em>“Corso di Alta Formazione in Type Design”</em> presso il Poli.design di Milano. Questo secondo lavoro presentato è il <em>“Velasca”</em> di <strong>Nora Dealti</strong>, un lineare coerente con l’architettura particolare della <em>Torre Velasca</em> in Milano.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/nora1.jpg" alt="" width="347" height="500" /></p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/nora4.jpg" alt="" width="200" height="283" />La font “Velasca” nasce dalla volontà di unire tradizione e innovazione, proprio come l’edificio progettato da BBPR cinquant’anni fa ha guardato agli interventi delle vicine mura spagnole. Ispirandosi quindi alla “tradizione” cioè allo stretto carattere bastone attualmente impiegato nella segnaletica interna del palazzo, si è disegnata una font contemporanea con degli ink-trap accentuati al punto da diventare dei veri e propri segni grafici in grado di caratterizzare le lettere. Alcuni glifi (A, V, X, Y, W) ricordano molto la struttura dei contrafforti utilizzati persostenere la parte alta e aggettante dell’edificio.   <strong></strong></p>
<p><strong>Percorso progettuale</strong></p>
<p>Dovendo ideare un alfabeto in linea con l’architettura, la prima considerazione è stata quella di mantenere una certa geometria e un certo rigore, caratterizzanti l’edificio. Nel corso di un sopralluogo si è notato un semplice sistema di segnaletica interna, basato su un lettering molto “Anni Cinquanta”, perfettamente in linea con la struttura. Le lettere, come si può notare, sono piuttosto strette (condensed) e alte, hanno tratti curvi e sono perfettamente leggibili.  <strong></strong></p>
<p><strong>Idea</strong></p>
<p>La font <em>“Velasca”</em> mantiene grossomodo le proporzioni delle lettere esistenti all’interno dell’edificio. Le linee mediane dei glifi tendono in generale ad essere ribassate; questa scelta è stata fatta per bilanciare la lettura “dal basso” che la persona avrà di fronte all’archigrafia. Inoltre si è decisa per le lettere “A”, “V”, “W”, “V” e “Y” una costruzione particolare, che ricordi i contrafforti impiegati nella parte superiore dell’edificio per sostenere gli ultimi cinque piani del palazzo, destinati ad abitazioni civili. Infine per “svecchiare” il carattere e renderlo contemporaneo si è scelto di fare degli ink-trap che, oltre ad essere utili a corpi medio-picoli e a scongiurare una sorta di “abbagliamento” nell’utilizzo della segnaletica, costituiscono un vero e proprio segno grafico, caratterizzante il carattere stesso. In alcuni casi a questo forte incavo si è preferito un vero e proprio taglio (lettere “K”, “Q” ed “R”). La serie completa della font sarebbe stata costituita da lettere maiuscole e minuscole (più tutti gli accenti, i numeri e i segni d’interpunzione) in due pesi. Ad oggi è stata realizzato l’alfabeto maiuscolo.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/nora3.jpg" alt="" width="600" height="316" /></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>6) Bodoniani — Neoclassici (Classiﬁcazione Novarese)</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 17:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono i caratteri classici creati da Giambattista Bodoni in Italia dal 1789, da Françoise-Ambroise Didot e suo figlio Firmin in Francia nel 1783 e da Erich Justus Walbaum in Germania nel 1810. Essi disegnarono i più bei caratteri che siano mai stati ideati e che sono, ancora oggi, molto utlizzati. Il primo esempio di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/&amp;bod.gif" alt="" width="292" height="278" /></p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/rbodo.gif" alt="" width="200" height="176" />Sono i caratteri classici creati da <em>Giambattista Bodoni</em> in Italia dal 1789, da <em>Françoise-Ambroise Didot</em> e suo figlio <em>Firmin</em> in Francia nel 1783 e da <em>Erich Justus Walbaum</em> in Germania nel 1810.</p>
<p>Essi disegnarono i più bei caratteri che siano mai stati ideati e che sono, ancora oggi, molto utlizzati.</p>
<p>Il primo esempio di questo stile è attribuito al francese <em>Firmin Didot</em> che incise misure diverse dei caratteri inventati dal padre, i <strong>«Didot»</strong>, ispirandosi a quelli di <em>Louis Luce</em> e ne creò il corsivo, e lo utilizzò in stampa per la prima volta nel 1784.</p>
<p>Successivamente anche <em>Giambattista Bodoni</em>, fu influenzato dal <em>Romains du Roi</em>, con le sue grazie piatte, e dai contrasti d’asta dei caratteri del <em>Baskerville</em> per il quale aveva sempre provato grande ammirazione.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/disbodo.gif" alt="" width="343" height="151" />Il carattere <em>Bodoniano</em>, dai francesi chiamato <em>Didones</em>, è molto elegante, armonioso, risultando però di difficile lettura per la composizione di lunghi testi, e in corpi piccoli, a causa della rigidità neoclassica del disegno e dall’occhio piccolo della lettera nella maggior parte dei casi degli alfabeti di questa famiglia; sono invece molto decorativi nei corpi medi e grandi dove trovano il miglior utilizzo nella stampa di qualità come titolazioni e frontespizi di libri, pubblicità (in Italia l’uso del «Bodoni» è attualmente molto legato al design della moda e al “made in Italy” in generale).</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/orbodo.gif" alt="Le forme di un Bodoni originale" width="300" height="485" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"></dd>
</dl>
</h5>
<h5><strong><span style="color: #003366;">Le forme di uno dei tantissimi Bodoni originale, in quanto Giambattista Bodoni disegnava e produceva punzoni diversi per ogni grandezza. Alcuni con notevoli cambiamenti nelle forme.<br />
</span></strong></h5>
<p>Nonostante i rapporti di costruzione lo tendano ad uno slancio verso l’alto, il “Bodoniano” in genere, ma soprattutto il <strong>«Bodoni»</strong> mantengono tuttavia la rotondità tipica del romano, espressione fedele del neoclassico.</p>
<p>Le lettere presentano le grazia ridotte a un filetto completamente piatto e orizzontale; il raccordo con l’asta verticale è appena accentuato in alcune lettere, altrimenti assente nella globalità; le aperture sono molto ridotte; è molto evidente il rapporto tra grosso e fine tra le aste (contrasto d’asta), le barre e le curvature con un contrasto accentuato e struttura verticale ben inquadrata rispetto ai <em>Transizionali</em>; la ©, la (G) e la (S) hanno i rostri molto pronunciati.</p>
<p>I <em>Bodoniani</em> hanno bisogno di molto spazio (spazio bianco e interlineatura), in modo dar loro molto risalto.</p>
<p>Ma veniamo ora ad analizzare tutti i caratteri recanti il nome <em>Bodoni</em> che generalmente dovrebbero avere una cosa in comune, cioè, che essi si basano e sono una vera e propria interpretazione degli originali di <em>Giambattista Bodoni</em>. In realtà non è così. Nella produzione moderna delle varie fonderie solo la <em>“Valdonega”</em> di Verona ha le forme originali dei caratteri di Bodoni; mentre le altre sono solo imitazioni, parodie e interpretazioni assai discutibili. Durante l’epoca della composizione a piombo, ogni casa produttrice di font aveva la propria versione (adattata) del Bodoni. Anche oggi il Bodoni non è un font definito, ma una famiglia di versioni leggermente differenti l’una dall’altra, ciascuna con le proprie particolarità. Tutte le versioni moderne del Bodoni soffrono di un problema di leggibilità nei corpi piccoli detto <em>dazzle</em> (abbagliamento), dovuto alla continua alternanza di linee spesse e sottili nella riga.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 610px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/bodonibook.jpg" alt="Una serie di punzoni originali di Giambattista Bodoni conservati nel Museo Bodoniano di Parma. Frontespizio e una pagina interna del Manuale Tipografico di Giambattista Bodoni" width="600" height="686" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">Una serie di punzoni originali di Giambattista Bodoni conservati nel Museo Bodoniano di Parma. Frontespizio e una pagina interna del Manuale Tipografico di Giambattista Bodoni</span></strong></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/bodonibauer.jpg" alt="il «Bauer Bodoni» creato nel 1926 dal tipografo tedesco Heinrich Jost per la Fonderia Bauer." width="300" height="185" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>il «Bauer Bodoni» creato nel 1926 dal tipografo tedesco <em>Heinrich Jost</em> per la Fonderia Bauer.</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Tra i Bodoni digitalizzati il <strong>«Bauer Bodoni»</strong> creato nel 1926 dal tipografo tedesco <em>Heinrich Jost</em> per la Fonderia Bauer è una versione molto apprezzata per la forte somiglianza ai caratteri originali di Giambattista Bodoni. <em>Heinrich Jost</em> ha lavorato facendo molte prove prima di stabilizzarsi su un equilibrio di contrasti nel disegno dei glifi, volendo emulare i risultati di stampa di Bodoni in un’epoca di diversi processi di stampa, inchiostri, ecc. La competenza dell’incisore <em>Louis Hoell</em> ha permesso di trasferire alla progettazione l’interpretazione tecnica di alta precisione. Hoell aveva già avuto oltre 40 anni di esperienza d’incisione dei punzoni, tra i quali il lavoro alla Fonderia Klingspor Flinsch, prima di incidere il <em>Bauer Bodoni</em>. La complessa storia di una rivisitazione del Bodoni è stato sottoposto a un esame critico intenso.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/bodbenton.jpg" alt="Il Bodoni Std disegnato da Morris Fuller Benton per lAmerican Type Founders" width="300" height="232" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">Il «Bodoni Std» disegnato da <em>Morris Fuller Benton</em> per l’American Type Founders</span></strong></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>La chiarezza della forma nei caratteri del <em>Bauer Bodoni</em>, in particolare al corpo 72 punti, consente di confronto dettagliato con le forme dell’originale. È stato comunque sottolineato che ci sono un certo numero di caratteristiche del carattere, in particolare nelle maiuscole, che non sono mai apparse nel lavoro di Giambattista Bodoni. Tuttavia, la maggior parte di queste differenze scompaiono dal corpo 24 punti e inferiori, permettendo alla maggior parte dei critici di essere d’accordo sul fatto che la progettazione di Jost sia un prodotto autentico nello stile e nei pesi.</p>
<p>Il <strong>«Bodoni Std»</strong> creato da <em>Morris Fuller Benton</em> per l’American Type Founders tra il 1908 e il 1915 è una interpretazione dei modelli del Bodoni dando maggiore importanza alla leggibilità piuttosto che alla fedeltà delle forme ed a sua volta è stato utilizzato come modello da un gran numero di fonderie, compresa la Monotype che nel 1930 produce il <strong>«Monotype Bodoni»</strong>, disegnato dalla <em>Monotype Design Studio.</em> Quest’ultima versione fornisce un effetto di taglio pulito nel disegno dato dalla relativa semplicità. Esso riproduce bene gli originali, specialmente nei formati superiori a corpo 12pt. Questa serie completa di caratteri è un po’ più scura e condensata del <em>Bauer Bodoni</em>.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/bodonilange.jpg" alt="Berthold Bodoni disegnato nel 1983 da Günter Gerhard Lange" width="300" height="185" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>«Bodoni Old Face» disegnato nel 1983 da <em>Günter Gerhard Lange</em> per la Berthold</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Per aggiungere più confusione tra i tanti Bodoni prodotti, ci sono due versioni della fonderia Berthold: <strong>«Berthold Bodoni-Antiqua»</strong> iniziato nel 1930 attraverso il modello della ATF e ripreso nel 1970 da <em>Gerhard Gunter Lange</em> per la fotocomposizione. Ciò ha portato ad una versione più leggera, creata da <em>Karl Gerstner</em> per l’identità europea della IBM verso la fine del 1980. La Berthold, nella sua campagna pubblicitaria del nuovo carattere, affermava: <em>“il Bodoni-Antiqua fornisce un particolare disegno per la produzione tecnologica”</em>. Non male per un carattere del 18° secolo!</p>
<p>Il secondo <em>“Berthold Bodoni”</em>, chiamato <strong>«Bodoni Old Face»</strong> (senza scuse per questa contraddizione in termini), è stato disegnato nel 1983 da <em>Günter Gerhard Lange</em>, che ha sostenuto poi, giustamente, che un disegno più fedele agli originali potrebbe essere sviluppati.</p>
<p>Un Bodoni poco conosciuto è il <strong>«Bodoni Modern»</strong> progettato da <em>RH Middleton</em> nel 1930 per l’American Ludlow Foundry, che, come il <em>Berthold Bodoni</em> è stato disegnato basandosi sui campioni stampati nel 18° secolo dal Bodoni.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 610px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/bodoni-itc.jpg" alt="lITC Bodoni, disegnato da Summer Stone, presenta tre variabili di utilizzo: ITC Bodoni Six per corpi piccoli, ITC Bodoni Twelte per corpi testo, ITC Bodoni Seventy-Two per corpi grandi." width="600" height="455" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>«IITC Bodoni», disegnato nel 1994 sotto la direzione di <em>Summer Stone</em>, presenta tre variabili di utilizzo: «ITC Bodoni Six» per corpi piccoli, disegnato da <em>Holly Goldsmith</em> per il tondo e da <em>Jim Parkinson </em>per il corsivo; «ITC Bodoni Twelte» per corpi testo formato dall’interpolazione delle altre due variabili di grandezza, «ITC Bodoni Seventy-Two» per corpi grandi disegnato da <em>Janice Prescott-Fisherman</em> per il tondo e da <em>Summer Stone</em> per il corsivo, le maiuscole swash e gli ornamenti.</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Forse solo il <strong>«ITC Bodoni»</strong> riesce a reggere i corpi piccoli; questa interpretazione fatta nel 1994 da una equipe di type designer guidati da <em>Summer Stone</em> ha il pregio di presentare variabili nel disegno a seconda delle grandezze: il <em>ITC Bodoni Six</em> basato sul carattere di Bodoni chiamato <em>“Filosofia”</em> per l’utilizzo in corpi piccoli (disegnato da <em>Holly Goldsmith</em> per il tondo e da <em>Jim Parkinson</em> per il corsivo), il <em>ITC Bodoni Seventy-Two</em>, per i corpi grandi, basato sul <em>“Papale”</em> di Bodoni (disegnato da <em>Janice Prescott-Fisherman</em> per il tondo e da <em>Summer Stone</em> per il corsivo, le maiuscole swash e gli ornamenti) e il <em>ITC Bodoni Twelve</em>, per i corpi testo, sviluppato come interpolazione informatica tra le altre due forme.</p>
<p><strong>«ITC Bodoni»</strong> è la molto più armoniosa e più umanistica progettazione rispetto alle precedenti interpretazioni del Bodoni mantenendo le caratteristiche originali e lasciando fuori la forzata geometria presente nella maggior parte delle intepretazioni delle altre fonderie.</p>
<p>Anche <em>Massimo Vignelli</em>, famoso graphic designer italiano, si è cimentato nel 1989 nel disegno di un suo Bodoni per la World Typeface Corporation, il <strong>«WTC Our Bodoni»</strong> facendo una buona versione ricostruita sulla falsariga dei tipi dell’ATF, anche se più leggeri e con una più generosa altezza dell’occhio medio, mancando però di quella finezza o ingenuità, rispetto all’originale del 18° secolo. Nonostante le sue lacune, il Bodoni di Vignelli è stato la migliore fonte digitale fino al 1994, quando la FontShop ha lanciato il <strong>«FF Bodoni Classic»</strong>, disegnato da <em>Gert Weischer</em>. Non sorprendente il successo del <strong>«FF Bodoni Classic»</strong> che è  <em>“destinato ad essere il prima autentico Bodoni, basato ai tipi del Bodoni presenti nel suo “Manuale Tipografico”, completo anche di tutte le imperfezioni”</em>. Le forme includono alcune deliziose eccentricità, in particolare il terminale a bottone sulla diagonale della ® maiuscola, che è chiaramente rappresentato nei Bodoni originali, ma trascurata, deliberatamente o meno, da parte da tutte le successive interpretazioni fino a quando non è stata prodotta dalla FontShop. Il corsivo rappresenta anche le vere forme delle lettere di Bodoni, ma con un piccolo difetto rispetto all’angolo d’inclinazione corsiva utilizzata nel 18°, preferendo quella contemporanea del 20° secolo che riduce l’inclinazione agli 11 — 13 gradi invece dei 16 — 18 gradi per il periodo neoclassico. Autenticità è visualizzata anche in alcuni corsivo lettere minuscole (v, w, X e Y, per esempio) in cui il corsivo progettazione esclude la normale diagonale. Come nel Bodoni originale, queste lettere sono sensibilmente curve, mentre per un certo numero di interpretazioni del Bodoni sono stati ignorati questi dettagli a favore di una soluzione ibrida più vicina al «Didot».</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Rbodoni.gif" alt="" width="600" height="150" /></p>
<p>Analogamente al <strong>«FF Bodoni Classic»</strong>, la versione della ITC include anche la maiuscola ® con il terminale della coda a bottone e una sensibile soluzione nelle diagonali del corsivo, ma questa volta gli angoli del corsivo sono più avventurosi, nelle dimensioni display. <em>Jim Parkinson</em> ha progettato la ‘s’ per il minuscolo corsivo, e si rallegra con la controversia che ha provocato. ITC Bodoni ha anche una serie di ornamenti e di fiori del Bodoni che sono diversi da quelli previsti con FF Bodoni Classico, ma ugualmente fedele al Bodoni.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/7classic.gif" alt="Curiosità nel disegno del «FF Bodoni Classic»" width="200" height="140" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Curiosità nel disegno del «FF Bodoni Classic»</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>La famiglia del <strong>«FF Bodoni»</strong> è ancora in fase di completamento da parte di <em>Weischer</em> e risulterà veramente una delle versioni più vicina all’originale romano, con una varietà di fedeli ornamenti fatti dal Bodoni.</p>
<p>Purtroppo per il <strong>«FF Bodoni Classic»</strong>, non è stato ancora previsto la diversificazione delle forme per le varie grandezze di corpo come invece sono presenti nella versione della ITC (6, 12 e 72 punti) come già illustrato sopra.</p>
<p>Esistono poi altri <em>Bodoni</em> come il <strong>«Bodoni SB»</strong> per l’utilizzo nei bodytype e il <strong>«Bodoni SH»</strong> per l’utilizzo nei headline, ambedue della tedesca Scangraphic; il <strong>«EF Bodoni»</strong> della Elsner+Flake.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<table style="width: 620px;" border="0" cellspacing="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="305" align="left" valign="top"><img class="alignnone" src="../immagini/didot1.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/ordidot.gif" alt="il Ditot originale" width="300" height="482" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Lo specimen originale del Didot</strong></span><br class="spacer_" /></h5>
</dl>
</div>
</td>
<td width="315" valign="top"><span style="font-family: georgia,palatino;">Nel <strong>«Didot»</strong> la grazia è finissima creando problemi nella stampa in corpi piccoli. Di questo carattere esiste una versione digitalizzata dalla Linotype su disegni eseguiti nel 1991 da Adrian Frutiger basandosi sulle forme incise da Firmin Didot dal 1799 e il 1811 il <strong>«Linotype Didot»</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Frutiger ha anche studiato i tipi del Didot da un libro stampato dai Didot nel 1818, “La Henriade” di Voltaire. Questa bellissima famiglia dispone di 12 variabili di peso comprendendo i glifi Old Style, una versione per la titolazione, e ornamenti in una superba grafica.</span></p>
<p><span style="font-family: georgia,palatino;">Altro esempio di Didot è il <strong>«H&amp;FJ Didot»</strong> disegnato nel 1991 da <em>Jonathan Hoefler</em> per la Hoefler &amp; Frere-Jones. Basato sul modello storico del “<em>grosse sans pareille no. 206”</em> di Molé le jeune per completare le forme mancanti dal <em>“Facsimile des caractères”</em> di Didot del 1819. Il corsivo è stato un po’ inventato per funzionare a grandi dimensioni. Sono stati disegnati differenti variabili di peso e i numeri che i Didot non avevano mai inciso.</span></p>
<p>Il <strong>«Didot Elder»</strong> è stato disegnato da <em>François Roppo</em> per la fonderia svizzera Optimo. Questo carattere è un rigoroso revival cercando di riprodurre tutte le caratteristiche dell’originale di <em>Pierre Didot</em> al contrario di altre interpretazioni sempre basate sui tipi di <em>Firmin Didot</em> (<em>Jonathan Hoefler</em>, <em>Adrian Frutiger</em> per la Linotype). La maggior parte della sua apparente idiosincrasie sono le freccie utilizzate come grazie in alcune lettere (G), ©, e (S). Non sono presenti glifi supplementari a questi “frecciati”, che credo sia un errore, perché riduce l’utilizzo del carattere.</p>
<p>Il carattere tipografico è stato intagliato dal punzonista Vibert nell’arco di tempo di dieci anni sotto la direzione di Pierre Didot. È stato utilizzato per la prima volta da Pierre per lanciare una nuova collezione di libri nel 1812. I punzoni sono oggi conservati in Joh Enschedé Museum di Haarlem, Paesi Bassi.</p>
<p>Un esempio minore è il <strong>«Fashion Didot»</strong> della BA Graphics interpretazione molto condensata del «Didot».</p>
<p>Ulteriori «Didot» digitalizzati sono il <strong>«URW Firmin Didot»</strong> disegnato dallo URW Studio e il <strong>«GFS Didot»</strong> disegnato nel 1994 da <em>Takis Katsoulidis</em>, e digitalizzato da<em> George Matthiopoulos.</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Del <strong>«Walbaum»</strong> di <em>Justus Erich Walbaum</em> esistono diversi derivati: il <strong>«Berthold Walbaum Book»</strong>, il <strong>«Monotype Walbaum»</strong> sviluppato dal Monotype Staff, il <strong>«Linotype Walbaum»</strong> influenzato nella digitalizzazione dall’ <strong>«Utopia»</strong> di <em>Robert Slimbach</em>; il <strong>«EF Walbaum»</strong> della Elsner+Flake e il <strong>«Walburn»</strong> disegnato da <em>Nick Shinn</em> nel 1999 interpretazione personale del carattere del tedesco.</p>
<p>Tra i tipi Bodoniani ricordiamo: il <strong>«Normandia»</strong> disegnato da <em>Aldo Novarese</em> e <em>Alessandro Butti</em> nel 1946, <strong>«ITC Fenice»</strong> di <em>Aldo Novarese</em>, il <strong>«De Vinne»</strong> di <em>Schroeder Gustav F</em>., il <strong>«Bulmer»</strong> disegnato da <em>William Martin</em>, il <strong>«Corvinus»</strong> di <em>Dennis Ortiz-Lopez</em>, il <strong>«Centennial»</strong> disegnato da <em>Adrian Frutiger</em>, il <strong>«Giannoten»</strong> di <em>Antonio Pace</em>, il <strong>«Filosofia»</strong> ottima libera intepretazione di <em>Zuzana Licko</em>, <strong>«Marconi»</strong>, <strong>«Basilia»</strong>, ecc.<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Caderno de Tipograﬁa e Design Nr. 12 — Ottobre 2008</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 20:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I «Cadernos de Tipografia» trattano i temi della Tipografia, il typeface design, il design grafico, e analizzano socialmente e culturalmente i fenomeni relazionati con le edizioni, pubblicazioni e riproduzioni dei testi e delle immagini. I «Cadernos», pubblicati in portoghese, e occasionalmente e parzialmente anche in spagnolo, è diretto principalmente con le sue tematiche verso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/CT12.jpg" alt="" width="450" height="496" /></p>
<p class="medium">I «<strong>Cadernos de Tipografia</strong>» trattano i temi della Tipografia, il typeface design, il design grafico, e analizzano socialmente e culturalmente i fenomeni relazionati con le edizioni, pubblicazioni e riproduzioni dei testi e delle immagini.</p>
<p class="medium">I «<strong>Cadernos</strong>», pubblicati in portoghese, e occasionalmente e parzialmente anche in spagnolo, è diretto principalmente con le sue tematiche verso il mondo tipografico del Portogallo, Spagna, Brasile e America Latina trovando poi molti lettori al di fuori di queste realtà</p>
<p>La <strong>distribuzione è gratuita</strong>, potete scaricare la versione in PDF direttamente dal sito <a href="http://www.tipografos.net/cadernos/"  target="_blank">Tipografos</a> dove troverete anche i numeri precedenti.
</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Temi del numero 12</strong>:  Adobe lancia CS versione 4; Epidemia Design; Tipografia argentina; Screen fonts a Loulé; <strong>Wim Crouwel 80 20 100</strong>; Il monaco della Tipografia; Kurt, il perspicace; Zapf, il diligente; Book Wonderful!; Un lifestyle magazine degli anni ’20; Manoscritti ebraici nella Penisola Iberica; Prototipografoi ebraici in Spagna e Portogalllo; Online? Scan? Qualità? Incunabuli e Stampe Rare nelle biblioteche portoghesi; L’amore di João verso i libri antichi; XML, dieci anno dopo.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=846&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Un Multiverso di fotograﬁe</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 15:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un enorme reportage fotografico di ben 420 immagini che ho fatto durante l’Icograda Design Week 2008 a Torino, promosso da Aiap e Icograda, è visibile nel mio spazio su Flickr. Sempre su Flickr, digitando nel motore di ricerca interno Multiverso o Icograda Design Week è possibile trovare altre immagini di altri autori. Testo in portoghese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/multiphoto1.jpg" alt="" width="500" height="582" /></p>
<p>Un enorme reportage fotografico di ben 420 immagini che ho fatto durante l’<strong>Icograda Design Week 2008</strong> a Torino, promosso da <a href="http://www.aiap.it"  target="_blank">Aiap</a> e <a href="http://www.icograda.org"  target="_blank">Icograda</a>, è visibile nel mio spazio su <a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/giofuga/sets/72157608237465794/"  target="_blank">Flickr</a>.<br />
Sempre su Flickr, digitando nel motore di ricerca interno <em>Multiverso</em> o <em>Icograda Design Week</em> è possibile trovare altre immagini di altri autori.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/multiphoto2.jpg" alt="" width="500" height="665" /></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=844&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type Design 3: il “Salieri” di Diana Quarti</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 14:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Iniziamo con il “Salieri” di Diana Quarti una serie di post, con cadenza settimanale, dedicati ai lavori dei partecipanti alla terza edizione del “Corso di Alta Formazione in Type Design” presso il Poli.design di Milano. Il carattere “Salieri” nasce come incontro tra le due architetture del Teatro alla Scala. Questo lineare modulato conserva nel maiuscolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziamo con il <em>“Salieri”</em> di <strong>Diana Quarti</strong> una serie di post, con cadenza settimanale, dedicati ai lavori dei partecipanti alla terza edizione del <em>“Corso di Alta Formazione in Type Design”</em> presso il Poli.design di Milano.</p>
<p><a title="“Salieri” di Diana Quarti di Giò Fuga Type, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/giofuga/2937420237/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3188/2937420237_21203c1cee.jpg" alt="“Salieri” di Diana Quarti" width="347" height="500" /><br />
</a></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/giofuga/2938270680/" title="“Salieri” di Diana Quarti di Giò Fuga Type, su Flickr" ><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3139/2938270680_4f16dbe91f_m.jpg" alt="“Salieri” di Diana Quarti" width="240" height="161" /></a> Il carattere <em>“Salieri”</em> nasce come incontro tra le due architetture del Teatro alla Scala. Questo lineare modulato conserva nel maiuscolo le proporzioni classiche e cerca di essere allo stesso tempo elegante e leggibile in modo da adattarsi a diverse applicazioni: segnaletica, archigrafie, locandine, insegne…</p>
<p>Il carattere tipografico <em>“Salieri”</em> <em> </em>prende il nome dal compositore <em>Antonio Salieri</em> a cui fu commisionata l’opera <em>“Europa riconosciuta”</em> dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria per l’inaugurazione del Teatro alla Scala, il 3 agosto del 1778.<br />
La medesima opera, diretta da Riccardo Muti, ha salutato, il 7 dicembre 2004, la riapertura del teatro scaligero dopo un lungo lavoro di restauro.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 610px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/salierispe.gif" alt="Lo specimen del “Salieri” comprende anche le lettere accentate, i segni dinterpunzione, …" width="600" height="174" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Lo specimen del “Salieri” comprende anche le lettere accentate, i segni d’interpunzione, …</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/salierisign.jpg" alt="Esempi di utilizzo per la segnaletica del Teatro alla Scale" width="500" height="318" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Esempi di utilizzo per la segnaletica del Teatro alla Scala</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/salieriarch.jpg" alt="Esempio di applicazione archigrafico" width="500" height="343" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Esempio di applicazione archigrafico</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>È uscito “Progetto graﬁco 12/13”</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 06:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il numero, con sempre più pagine, è ricco di argomenti che si intrecciano grazie ai contributi di decine di importanti autori: la cartografia; il basic design; il lavoro di protagonisti della grafica come Erik Nitsche, Amos Paul KennedY jr., Winsor McCay; l’alfabeto e la tipografia armena; editoria… La sezione Cyan è raddoppiata e divisa in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="../immagini/pg1213.png" alt="" width="300" height="423" />Il numero, con sempre più pagine, è ricco di argomenti che si intrecciano grazie ai contributi di decine di importanti autori: la cartografia; il basic design; il lavoro di protagonisti della grafica come <em>Erik Nitsche</em>, <em>Amos Paul KennedY jr.</em>, <em>Winsor McCay</em>; l’alfabeto e la tipografia armena; editoria…</p>
<p>La sezione Cyan è raddoppiata e divisa in due parti: nella prima si parla a lungo di <em>Germano Facetti</em> e nella seconda si affronta l’attuale tema della comunicazione e propaganda delle università italiane.</p>
<p>Con l’allegato (un prezioso libricino di 64 facciate) e gli articoli su design e matematica, «Progetto grafico» celebra la pagina 2000.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>In vendita in <a href="http://www.aiap.it/documenti/8031/77"  target="_blank">abbonamento</a>, presso la <a href="http://www.aiap.it/libreria.php?"  target="_blank">Libreria Aiap</a> e presso le sempre più numerose librerie in Italia.</p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Italic 2.0 — La mostra</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 17:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inaugurata, all’interno dell’Icograda Design Week a Torino, la mostra “Italic 2.0 — Il disegno di caratteri contemporaneo in Italia“ che rimarrà esposta qui a Torino fino a domani pomeriggio ma che presto girerà l’Italia e sarà ospitata presso varie manifestazioni internazionali all’estero. Italic 2.0 presenta i più recenti sviluppi della produzione tipografica italiana, che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/italic_a.jpg" alt="" width="500" height="500" /></p>
<p>Inaugurata, all’interno dell’<strong>Icograda Design Week a Torino</strong>, la mostra <em>“Italic 2.0 — Il disegno di caratteri contemporaneo in Italia“</em> che rimarrà esposta qui a Torino fino a domani pomeriggio ma che presto girerà l’Italia e sarà ospitata presso varie manifestazioni internazionali all’estero.</p>
<p>Italic 2.0 presenta i più recenti sviluppi della produzione tipografica italiana, che ha mostrato negli ultimi cinque anni una vera e propria fioritura, grazie al contributo di molti giovani designer. Vengono mostrate le principali linee di sviluppo: ricerca e sperimentazione, didattica, recupero di modelli storici, caratteri su commissione e progetti indipendenti.</p>
<p> Una sezione di mappe mostra i percorsi formativi e di lavoro e le connessioni tra i designer che formano la nuova scena del type design italiano.</p>
<p> In mostra progetti di:<em> Elena Albertoni, Enrico Baldetti, Andrea Bergamini, Francesca Bolognini, Andrea Braccaloni, Enrico Bravi, Lorenzo Bravi, Limbo, Alessia Castelli, Erasmo Ciufo, Alessandro Colizzi, Marco Comastri, Mikkel C. Koser, Emanuela Conidi, Paola D’Alessandro, Giovanni De Faccio, Piero De Macchi, Adriano Filippetti, Daniele Frattolin, Massimiliano Frangi, Giangiorgio Fuga, Emanuele Galluzzo, Alessio Leonardi, Francesca Mangiaracina, Francesco Mantovani, Igino Marini, Claude Marzotto, Paolo Mazzetti, Joseph Miceli, Andrea Novali, Riccardo Olocco, Paolo Palma, Alessandro Panichi, Michele Patané, Luciano Perondi, Jonathan Pierini, Fabrizio Schiavi, Studiocharlie, Stefano Temporin, Todo, Mauro Zennaro</em> che non rappresentano completamente tutto il panorama del type designer italiano che vanta diversi altri progettisti tipografici ma che i curatori hanno voluto escludere nella scelta dei lavori da presentare e che ha già procurato dei malumori.</p>
<p>Il ricco libro, edito dalla DeAgostini, è ora in vendita presso la <a href="http://www.aiap.it/libreria.php"  target="_blank">Libreria Aiap</a> e presso le principali librerie in Italia e all’Estero.</p>
<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/italicgio.jpg" alt="Il mio “Lespresso Sans“ in mostra" width="500" height="338" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;"><strong>Il mio “Lespresso Sans“ in mostra</strong></span></dd>
</dl>
</h5>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>C’era una volta una segnaletica della Metropolitana Milanese</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 16:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il progetto della segnaletica della Metropolitana Milanese fatto nel 1962 da Bob Noorda C’era una volta un ottimo progetto grafico della segnaletica delle prime due linee della Metropolitana Milanese eseguito da Bob Noorda che insieme all’Arch. Albini, Helg e Piva progettarono nei primi anni ‘60 la grafica e l’architettura delle stazioni. Come spiegò Bob Noorda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img style="margin-right: 10px;" src="../immagini/mmnoorda.jpg" alt="Il progetto della segnaletica della Metropolitana Milanese fatto nel 1962 da Bob Noorda" width="400" height="265" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">Il progetto della segnaletica della Metropolitana Milanese fatto nel 1962 da Bob Noorda</span></strong></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>C’era una volta un ottimo progetto grafico della segnaletica delle prime due linee della <strong>Metropolitana Milanese</strong> eseguito da <em>Bob Noorda</em> che insieme all’Arch. <em>Albini</em>, <em>Helg</em> e <em>Piva</em> progettarono nei primi anni ‘60 la grafica e l’architettura delle stazioni. Come spiegò <em>Bob Noorda</em> in varie interviste <em>« … beh, la storia della segnaletica della Metro di Milano, era una storia molto interessante, perché la metropolitana era completamente nuova. La struttura era stata fatta e in quel periodo lì l’Architetto Albini ha avuto l’incarico dell’arredamento delle varie stazioni. Anche lui si è trovato, diciamo anche in un momento abbastanza difficile, perché le strutture erano tutte di una finitura in cemento ma non era disegnato. D’accordo era tutto calcolato per il flusso del pubblico, ecc. ma non come una finitura, diciamo, con una espressione già personalizzata. Allora Albini ha trovato una soluzione molto semplice direi, di mettere nelle pareti di un cero materiale e risolvere tutto questo in un modo di grande design. Io ho avuto la fortuna di essere chiamato dall’Albini dal primo momento del progetto. […] Abbiamo tirato fuori un nuovo sistema, diciamo, che è questa famosa fascia rossa della linea uno, e per la linea due la fascia verde, che porta solo le indicazioni della segnaletica per trovare la strada in questi ambienti e anche sulla banchina. Per esempio una novità: prima di allora c’era il nome della stazione indicato una volta sola, in mezzo alla banchina, e io invece ho proposto di ripetere il nome ogni 5 metri in maniera che uno che sta nel treno, ancora in movimento, può subito leggere in quale stazione sta fermando. Questo è stata una novità mondiale, una idea ora copiata in tutte le metropolitane come per esempio Montreal. … ».</em></p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/noorda.jpg" alt="Bob Noorda" width="200" height="267" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">Bob Noorda</span></strong></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Per questo progetto <em>Bob Noorda</em> disegnò un carattere a mano (64 glifi), chiamato <em>“Noorda”</em> disegnandolo lettera per lettera basandosi sulle forme dell’<em>Helvetica</em> che allora era abbastanza nuovo. La scelta di non utilizzare l’<em>Helvetica</em> direttamente Noorda la fece in quanto doveva utilizzare un carattere bianco su rosso, cioè in negativo. Allora utilizzando l’<em>Helvetica</em> su questo sfondo, la variabile Regular era troppo chiara, il Bold ancora più chiara perché l’effetto in negativo è sempre di amplificazione (ne ho già parlato in un <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=367"  target="_blank">post</a> a proposito della sciagurata scelta del <em>Futura Bold</em> per la nuova segnaletica delle Ferrovie dello Stato); il carattere si allarga otticamente. In più nel suo <em>“Noorda”</em> Bob, oltre ad attenuare le curvature, ha accorciato tutte le discendenti e ascendenti delle lettere in maniera da rendere l’occhio medio del carattere (x-height) più grande ed insieme ad una accorta spaziatura rese la segnaletica molto leggibile. Fino a quando non hanno sconvolto la grafica tale carattere funzionava benissimo. Infatti recentemente con i lavori di manutenzione e adeguamento, prima della linea uno e di seguito della linea due, hanno alterato i delicati equilibri grafici e percettivi studiati da Noorda: il colore è stato modificato e i cartelli riproposti con l’utilizzo dell’Helvetica mal spaziato e con una verniciatura lucida a discapito della leggibilità. Tutto questo è stato fatto senza interpellare Noorda che, rammaricato, ha affermato: <em>«Tutti i lavori pubblici in Italia sono malmessi, il livello è bassissimo, non c’è interesse, manca il gusto estetico. In Olanda, per fare un esempio che conosco bene, c’è molta attenzione per l’immagine»</em>.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 560px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/bazzini.jpg" alt="Che bella segnaletica! (linea due Piola - foto di James Clough)" width="550" height="401" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Che bella segnaletica! (linea due — stazione Piola — foto di James Clough)</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
<p><br class="spacer_" /></h5>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 560px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/city1.jpg" alt="Le scritte gialle alle stazioni Lotto e Amendola" width="550" height="364" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Le scritte gialle alle stazioni Lotto e Amendola</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img style="margin-right: 10px;" src="../immagini/city.gif" alt="sempre più in alto la y!" width="300" height="300" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">sempre più in alto la y!</span></strong></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Il risultato di questo restyling è veramente pessimo e non è difficile imbattersi in molti esempi di pessima tipografia fatta con caratteri adesivi senza alcun criterio, poi con l’introduzione dei secondi nomi in alcune stazioni, per evidenziare i monumenti, la fiera o i musei vicini hanno voluto utilizzare le scritte minuscole con però accostamenti cromatici assurdi come le scritte gialle su rosso (linea uno) o peggio ancora su verde (linea due).</p>
<p>Inoltre dopo aver posizionato le prime scritte “Castello”, “Triennale” senza il problema delle discendenti si sono divertiti quando si sono trovati a comporre “Fieramilanocity” con il primo caso di lettera, la (y) con discendente. Guardate un po’ cosa hanno combinato!</p>
<p>In un prossimo post vi farò vedere invece il “capolavoro segnaletico” della linea tre.<br />
</p>
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		<title>Type Design 3: i risultati …</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 17:46:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[del “Corso di Alta Formazione in Type Design” al Poli.design di Milano Si è conclusa venerdì scorso la terza edizione del “Corso di Alta Formazione in Type Design” presso il Consorzio Poli.design di Milano. La direzione è stata di Giancarlo Iliprandi, la supervisione scientifica del prof. Giovanni Baule e il coordinamento è stato di Francesco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-family: georgia,palatino;">del “Corso di Alta Formazione in Type Design” al Poli.design di Milano</span></h2>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/caftd2.jpg" alt="" width="472" height="482" /></p>
<p>Si è conclusa venerdì scorso la terza edizione del <em>“Corso di Alta Formazione in Type Design”</em> presso il Consorzio Poli.design di Milano.</p>
<p>La direzione è stata di <em>Giancarlo Iliprandi</em>, la supervisione scientifica del <em>prof. Giovanni Baule</em> e il coordinamento è stato di <em>Francesco E. Guida</em>. Docenti nei differenti moduli sono stati <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patanè, Luciano Perondi, Andrea Braccaloni </em>e <em>Piero De Macchi</em>. Ospiti per le due lectures sono stati <em>Giovanni De Faccio</em> e <em>Claudio Rocha.</em></p>
<p>La durata complessiva è stata di 80 ore, articolate in 20 giornate da 4 ore, nelle quattro settimane dal 17 Settembre al 12 Ottobre 2008.</p>
<p>Come nelle precedenti edizioni i partecipanti dovevano progettare, nel lavoro finale, un proprio carattere dai primi schizzi alla digitalizzazione finale della font seguendo il tema dato.</p>
<p>Quest’anno il tema era “progettare un carattere da abbinare ad una architettura milanese a scelta tra: Ca’ Brutta, Stazione Centrale, Teatro alla Scala e Torre Velasca” mentre nelle precedenti due edizioni i temi sono stati: “<a href="http://www.polidesign.net/temp_master/file/quaderno%20type_1.pdf"  target="_blank">un carattere per le targhe automobilistiche</a>” e “un carattere ad alta leggibilità in corpo 4”</p>
<p>Nel <a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/giofuga/sets/72157607981740709/"  target="_blank">mio spazio su Flickr</a> troverete un ampio reportage fotografico con gli elaborati finali.</p>
<p>Successivamente su questo blog saranno postati degli articoli di presentazione, da parti degli autori, sul proprio lavoro: scelta dell’architettura milanese</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/caftd1.jpg" alt="" width="473" height="471" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Italic 2.0 — Il disegno di caratteri contemporaneo in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 12:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Italic 2.0 Il disegno di caratteri contemporaneo in Italia Contemporary type design in Italy mostra a cura di/exhibition curated by Marta Bernstein, Luciano Perondi, Silvia Sfligiotti progetto grafico / graphic design Alizarina venerdì 17, sabato 18, domenica 19 ottobre 2008 dalle ore 9.00 alle 18.00 Inaugurazione / opening: venerdì 17 ottobre 2008 alle ore 18.30 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/italic_poster.gif" alt="" width="440" height="776" /></p>
<p><strong>Italic 2.0</strong><br />
<em>Il disegno di caratteri contemporaneo in Italia<br />
 Contemporary type design in Italy</em></p>
<p>mostra a cura di/exhibition curated by<br />
<em>Marta Bernstein, Luciano Perondi, Silvia Sfligiotti</em></p>
<p>progetto grafico / graphic design<br />
Alizarina</p>
<p>venerdì 17, sabato 18, domenica 19 ottobre 2008<br />
dalle ore 9.00 alle 18.00</p>
<p>Inaugurazione / opening:<br />
venerdì 17 ottobre 2008 alle ore 18.30</p>
<p>Politecnico di Torino<br />
Manica d’approdo Cittadella politecnica<br />
Corso Castelfidardo 39, Torino</p>
<p>Aiap<br />
associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=813&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Bodoni e le avanguardie — conferenza a Parma il 10 ottobre</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 11:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type History - Storia tipografica]]></category>
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		<description><![CDATA[Convegno internazionale Parma, Palazzo Sanvitale, Salone delle Feste 10 ottobre 2008, ore 9.30 Il 10 ottobre 2008 a Parma a partire dalle h. 9.30, presso il Salone delle Feste a Palazzo Sanvitale, avrà luogo il convegno internazionale  Bodoni e le avanguardie organizzato dal Museo Bodoniano e dalla Biblioteca Palatina di Parma. Il convegno si propone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Convegno internazionale<br />
Parma, Palazzo Sanvitale, Salone delle Feste                       10 ottobre 2008, ore 9.30</p>
<p>Il 10 ottobre 2008 a Parma a partire dalle h. 9.30, presso il Salone delle Feste a Palazzo Sanvitale, avrà luogo il convegno internazionale  <em>Bodoni e le avanguardie</em> organizzato dal Museo Bodoniano e dalla Biblioteca Palatina di Parma.</p>
<p>Il convegno si propone di riunire studiosi italiani e stranieri della cultura non solo tipografica, ma più latamente figurativa, architettonica, grafica ed estetica del Novecento europeo, allo scopo di indagare e approfondire l’oggettiva presenza e il valore ideale dell’eredità bodoniana nelle esperienze artistiche dell’ultimo secolo.</p>
<p><img class="alignleft" src="../immagini/bodo_man.jpg" alt="" width="500" height="720" /> Al convegno interverranno:<br />
<strong>Andrea De Pasquale</strong> (Direttore della Biblioteca Palatina e Museo Bodoniano)<br />
<em>La riscoperta di Bodoni nel Novecento: le onoranze per il centenario della morte</em><br />
<strong>Carlo Mambriani </strong>(Professore in Storia dell’Architettura – Università di Parma)<br />
<em>Bodoni, Bettoli e l’informatica.</em><br />
<em>Ipotesi per uno studio “digitale” del neoclassicismo parmense</em><br />
<strong>Corrado Mingardi</strong> (Esperto di Bodoni, Bibliotecario responsabile della  Biblioteca della Fondazione Cariparma di Busseto)<br />
<em>Hans Mardersteig, l’Officina Bodoni e l’Edizione Nazionale di Gabriele D’Annunzio</em><br />
<strong>Fabrizio M. Rossi</strong> (Grafico, consigliere AIAP, redattore di “Progetto Grafico”)<br />
La fortuna tipo-grafica dei caratteri bodoniani nel Novecento<br />
<strong>Gloria Bianchino</strong> (Professore di Storia dell’Arte Contemporanea – Università di Parma)<br />
<em>Architetture di carta. L’esperienza grafica nel Novecento italiano</em><br />
<strong>Andrea Gatti </strong>(Professore di Estetica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Ferrara)<br />
<em>Dal canone neoclassico all’archi-scrittura contemporanea. Il gusto e la grafica</em><br />
<strong>Paola Spinozzi </strong>(Ricercatore  di Letteratura inglese – Università di Ferrara)<br />
<em>“Preposterous thicks and thins”: Bodoni e la discrasia fra forma e significato nell’interpretazione di Williams Morris</em><br />
<strong>Catherine De Smet</strong> (Storica dell’Arte)<br />
<em>Le conflit de l’architecture et de la typographie. La modernità paradoxale de Le Corbusier</em><br />
<strong>Fabio Vittucci</strong> (Storico dell’Arte)<br />
<em>Intorno ai Bauhausbücher: una possibile ricezione italiana</em></p>
<p>L’evento è inserito nell’ambito del progetto <strong>Ottobre, piovono libri: i luoghi della lettura</strong> promosso dal Centro per il Libro in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’Unione delle Province d’Italia e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>C’è occhio e “occhio”</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 12:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo già visto in un precedente post della categoria “tipometria” la definizione di corpo del carattere e le unità di misura tipografiche. Però il corpo non è un buon indicatore delle dimensioni del font, ma solo del suo ingombro verticale. Non si direbbe, ma se osservate, le due composizioni di testo sottostanti hanno lo stesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo già visto in un precedente post della categoria “tipometria” la definizione di <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=346"  target="_blank">corpo del carattere</a> e le unità di <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=160"  target="_blank">misura tipografiche</a>.</p>
<p>Però il corpo non è un buon indicatore delle dimensioni del font, ma solo del suo ingombro verticale. Non si direbbe, ma se osservate, le due composizioni di testo sottostanti hanno lo stesso corpo. Quello a sinistra, il <em>«Bernhard Modern»</em>, ha infatti le spalle – i tratti ascendenti molto lunghi, e l’occhio “medio” piccolo; quello a destra, il <em>«News Gothic»</em>, presenta un occhio “medio” grande.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/occhio1.gif" alt="" width="550" height="167" /></p>
<p>Anche nell’esempio sottostante tutti i caratteri sono composti con lo stesso corpo, ma alcuni sembrano composti in corpo superiore, altri in corpo inferiore.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/occhio2.gif" alt="" width="550" height="73" /></p>
<p>Quindi l’occhio del carattere è tutto ciò che si vede della lettera quando essa è stampata, escluse le eventuali accentazioni delle maiuscole. L’occhio è quindi l’altezza e larghezza effettiva della lettera e si divide in tre parti: <em>occhio medio</em>, che viene riferito all’altezza della “x” minuscola <strong>x-height</strong>; l’<em>occhio superiore</em> che corrisponde alle aste ascendenti delle minuscole – si prende come riferimento la “l”; e l’<em>occhio inferiore</em> che corrisponde alle aste discendenti delle minuscole si prende come riferimento la “p” e la “g” a seconda dei caratteri.</p>
<p>L’occhio medio di una lettera non mantiene sempre le medesime dimensioni e proporzioni in tutti gli alfabeti dello stesso corpo. A parità di corpo, i caratteri con occhio medio grande sembrano molto più grandi di quelli con occhio medio piccolo. Se si desidera ridurre il corpo di un testo per avere più spazio nella pagina, basta scegliere un carattere con occhio medio grande; le lettere che compongono le parole saranno più leggibili. Questa dimensione, o proporzione, è detta “allineamenti dell’occhio medio” ed è definita come l’altezza relativa di una “x” minuscola in rapporto all’altezza della corrispondente maiuscola.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/occhio3.gif" alt="" width="550" height="92" /></p>
<p>I caratteri con <strong>occhio medio — piccolo</strong> hanno occhielli più piccoli e aste ascendenti e discendenti più lunghe; vengono di solito usati in testi compatti con interlineatura uguale al corpo o, in alcuni rari casi, con sterlineatura (solo con giustezze piccole), e permettono di contenere il numero delle pagine o la lunghezza di un testo in colonna. I caratteri: <em>«Bembo»</em>, <em>«Bodoni»</em>,<em> «Baskerville»</em>, <em>«Bernhard Modern»</em>, <em>«Chaparral»</em>, <em>«Garamond»</em>, <em>«Jenson»</em>, <em>«Perpetua»</em> sono un esempio di caratteri con occhio piccolo, ma tra questi il <em>«Bodoni»</em>, anche se non ha l’occhio più piccolo del <em>«Garamond»</em> o dello <em>«Jenson»</em>, risulta essere un carattere molto elegante ma di difficile lettura per testi lunghi, si presta molto bene per i “frontespizi”, i “titoli”, quindi con corpi grandi. Lo stesso <em>«Bodoni»</em> dà alla pagina una sensazione di maggiore vuoto, mentre un carattere con occhio medio più grande di esso conferisce una sensazione di maggior compattezza, risultando più estetico in molte situazioni compositive.</p>
<p>Nei caratteri con <strong>occhio medio — medio</strong> le proporzioni fra le minuscole e i tratti ascendenti sono omogenee e questo fa sì che siano adatti a una vasta gamma di applicazioni. Esempi di caratteri con occhio medio sono: <em>«Futura»</em>, «Avenir», <em>«Clarendon»</em>, <em>«Times»</em>, <em>«Gill Sans»</em>, <em>«Optima»</em>, <em>«Minion»</em>, <em>«Palatino»</em>, <em>«Serifa»</em>, <em>«GFT Venexiano»</em>, <em>«FF Scala»</em>, <em>«Bell Gothic»</em> e <em>«Souvenir»</em>.</p>
<p>I caratteri con <strong>occhio medio — grande</strong> sono quelli che offrono il vantaggio della maggiore leggibilità e sono usati dove non esistano problemi di spazio o di economia. Sono quindi indicati per comporre testi per la lettura da parte dei bambini, per i testi scolastici e per i manifesti dove è più importante la comunicazione verbale su quella visiva. I caratteri: <em>«American Typewriter»</em>, <em>«New Century Schoolbook»</em>, <em>«Antique Olive»</em>, <em>«Avant Garde»</em>, <em>«Franklin Gothic»</em>, <em>«Helvetica»</em>, <em>«Letter Gothic»</em>, <em>«Myriad»</em>, <em>«News Gothic»</em>, <em>«Rockwell»</em>, <em>«Univers»</em> e <em>«Tiepolo»</em> sono esempi di caratteri con occhio grande.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=796&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type Video: 3 video di Mario García su molte testate giornalistiche internazionali</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 14:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel primo video Mario García spiega l’importanza della leggibilità e della buona impaginazione per un quotidiano illustrando vari tipi di giornali americani e europei come il Folha de São Paulo (Brasile), DeMorgen (Germania), La Tribune (Francia), Paris Match (Francia), The Hindu (India), The Wall Street Journal (USA), The Miami Herald (USA), Die Zeit (Germania), Salzburger [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel primo video <a href="http://garciamedia.com/blog/"  target="_blank"><em>Mario García</em></a> spiega l’importanza della leggibilità e della buona impaginazione per un quotidiano illustrando vari tipi di giornali americani e europei come il <em>Folha de São Paulo</em> (Brasile), <em>DeMorgen</em> (Germania), <em>La Tribune</em> (Francia), <em>Paris Match</em> (Francia), <em>The Hindu</em> (India), <em>The Wall Street Journal</em> (USA), <em>The Miami Herald</em> (USA), <em>Die Zeit</em> (Germania), <em>Salzburger Nachrichten</em> (Austria), e tante altre testate.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zZSrQNPnRq0&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/zZSrQNPnRq0&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il secondo video è didattico prodotto da<em> Pegie Stark Adam</em> e presentato da <a href="http://garciamedia.com/blog/"  target="_blank"><em>Mario García</em></a> sulle basi tipografiche e tipometriche. Come dice Mario: «<em>La mia speranza è che i principianti nelle aule di tutto il mondo saranno in grado di prendere questa lezione semplice e aggiornare le proprie conoscenze sulle basi tipografiche, o imparare il motivo per cui la struttura di ogni lettera è importante quando effettuano le scelte delle fonts</em>».</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3LxIHQHBv1E&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/3LxIHQHBv1E&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Mario ha iniziato la sua carriera di insegnante come un professore di giornalismo e consulente di pubblicazioni presso la sua <em>alma mater</em>, Miami-Dade Community College. Da lì è diventato un professore di arti grafiche presso la Syracuse University’s Newhouse School of Public Communications (1976–1985), e la University of South Florida (1985–1991). Inoltre, egli è stato un Distinguished Professor presso l’Università di Navarra, Spagna, nonché un docente presso le università in 14 paesi in tutta Europa e in America Latina.</p>
<p>Nel terzo, e ultimo video, <em><a href="http://garciamedia.com/blog/"  target="_blank"><em>Mario García</em></a> </em>illustra il lavoro che viene eseguito presso il suo CVI — <span class="description">Center of Visual Impact nella progettazione di riviste e quotidiani.</span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/w1vrUXS_DDY&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/w1vrUXS_DDY&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=791&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Museum Graphia: l’arte di riprodurre</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 08:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Italia, oltre all’importantissima Tipoteca Italiana fondazione di Cornuda (TV) che ho già trattato in un precedente post e che tornerò a trattare prossimamente, esistono altre entità museali di raccolta di materiali e macchinari storici per la stampa. La Casa degli stampatori ebraici di Soncino (CR) pure questa già presente in un post del mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia, oltre all’importantissima <em><a href="http://www.tipoteca.it"  target="_blank">Tipoteca Italiana fondazione</a></em> di Cornuda (TV) che ho già trattato in un <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=91"  target="_blank">precedente post</a> e che tornerò a trattare prossimamente, esistono altre entità museali di raccolta di materiali e macchinari storici per la stampa.</p>
<p>La <em><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=115"  target="_blank">Casa degli stampatori ebraici di Soncino</a></em> (CR) pure questa già presente in un post del mio blog; il <em>Museo della stampa di Lodi</em>, Il <em>Museo della Stampa di Rivoli</em> (TO), il <em>Museo della stampa di Mondovì</em> (CN), il <em>Museo della Stampa della “Libertà” </em>di Piacenza, la <em>Tipografia e Biblioteca del Monastero armeno</em> dell’isola di S. Lazzaro a Venezia, il <em>Museo dell’Industria e del Lavoro «Eugenio Battisti»</em> di Brescia, il <em>Typographiae </em>di Trapani, e tante altre piccole realtà (tutti saranno trattati prossimamente); il <em>Museum Graphia</em> vicino ad Urbino.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/corteminiera.jpg" alt="" width="352" height="550" />Parto proprio da quest’ultima realtà: il <strong>Museum Graphia</strong> è il <em>Museo Internazionale della Stampa</em> concepito all’interno delle strutture de <em>la Corte della Miniera</em> nei pressi di Urbino dove tra l’esposizione                        di macchine da stampa di ogni tipo, dalle più semplici alle più complesse, dalle più antiche alle più moderne, con una moltitudine di accessori e utensili si “respira” la tipografia.</p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;">Inoltre è presente una esposizione di incisioni originali esplicative per le varie tecniche incisorie calcografiche o litografiche; come pure di fogli a stampa tipografica che documentano le carte, i formati, i caratteri, l’impaginazione, ecc.</p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt;">Lo scopo di questa struttura è la didattica oltre alla semplice esposizione, infatti viene visitata ogni anno da varie scolaresche di ogni ordine e grado e dai vicini studenti dell’ISIA di Urbino che qui hanno la possibilità di sperimentare le tecniche incisorie e litografiche, e toccare da vicino le varie tecniche poligrafiche.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>LA CORTE DELLA MINIERA<br />
Via della Miniera, 74<br />
Loc. Miniera<br />
61029 Urbino (PU)<br />
Tel/fax: 0722345322 — 0722347002<br />
info@cortedellaminiera.it<br />
<a href="http://www.cortedellaminiera.it/museum_graphia.htm"  target="_blank">www.cortedellaminiera.it</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>«Hypnerotomachia Poliphili» di Francesco Colonna (1499)</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 22:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type History - Storia tipografica]]></category>
		<category><![CDATA[Type book - Libri tipografici]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Manuzio]]></category>
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		<description><![CDATA[Maggior parte delle xilografie presenti nel libro sono attribuite ad Andrea Mantegna Per i bibliofili e gli amanti della tipografia ecco il «Hypnerotomachia Poliphili» di Francesco Colonna, romanzo allegorico che tratta il “combattimento amoroso, in sogno, di Polifilo”, stampato a Venezia nel 1499 da Aldo Manuzio in una edizione impreziosita con i bellissimi glifi incisi da Francesco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 323px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img style="margin-right: 10px;" src="../immagini/poliphili2.png" alt="Maggior parte delle xilografie presenti nel libro sono attribuite ad Andrea Mantegna" width="313" height="400" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Maggior parte delle xilografie presenti nel libro sono attribuite ad Andrea Mantegna</strong></span></h5>
</dl>
</div>
<p>Per i bibliofili e gli amanti della tipografia ecco il <strong>«Hypnerotomachia Poliphili»</strong> di <em>Francesco Colonna</em>, romanzo allegorico che tratta il “combattimento amoroso, in sogno, di Polifilo”, stampato a Venezia nel 1499 da <em>Aldo Manuzio</em> in una edizione impreziosita con i bellissimi glifi incisi da <em>Francesco Griffo </em>(i migliori tra i suoi romani che saranno ripresi nel 1923 dalla Monotype riproducendoli nel carattere nominato <em>Poliphilus</em>). Tale romanzo contiene 196 xilografie, molte delle quali attribuite al <em>Mantegna</em>, che ne fanno il primo libro stampato con immagini. Inoltre il testo, al contrario dei suoi contemporanei con temi religiosi, tratta un argomento pagano stampabile solo nella permissiva Repubblica di San Marco.</p>
<p>La lingua dell’<em>Hypnerotomachia</em> è un volgare artificioso, costruito su base toscana ma del tutto deformato da forme latineggianti e arcaiche, erudite e inaccessibili. Si tratta di un’opera di difficile lettura, in cui si prefigura un percorso di iniziazione, un cammino verso la verità segreta del mondo, attraverso una serie di passaggi allegorici oscuri, culminanti nelle descrizioni delle architetture. Il volume è del tipo “in-folio” (con i fogli piegati cioè solo una volta), composto da 467 paine, 312x202 mm.</p>
<p>Nell’ultima pagina, sotto la tabella degli errori, appare in piccolo il nome dell’editore: <em>“Venetiis mense decembri, M.ID. in aedibus Aldi Manutii,accuratissime”</em> (a Venezia, nel mese di dicembre 1499 presso la casa editrice di Aldo Manuzio, realizzato accuratissimamente), dove “accuratissime” probabilmente si riferisce alle correzioni poste poco sopra.</p>
<p>Nel prezioso sito <a href="http://www.rarebookroom.org/Control/colhyp/index.html"  target="_blank">Rare Book Room</a>, costruito come un luogo educativo destinato a consentire al visitatore di esaminare e leggere alcuni dei grandi libri del mondo</span></span>, è possibile sfogliare online l’intero libro, pagina per pagina, ingrandendo o riducendo il formato. Tale importante libro è una copia conservata e che appartiene alla Library of Congress di Washington nella sezione Rare Book and Special Coll. Div.</p>
<p>Nel corso dell’ultimo decennio, una società denominata <em>“Octavo”</em> ha fotografato e digitalizzato alcuni dei più importanti libri del mondo conservati nelle più grandi biblioteche. Questi libri sono stati fotografati a risoluzione molto alta (in alcuni casi a più di 200 megabyte per pagina).<br />
Questo sito contiene tutti i libri (circa 400) che sono stati digitalizzati per data. Queste vanno oltre una vasta gamma di argomenti e rarità. I libri sono presentati in modo che l’utente può esaminare tutte le pagine nella medio e medio-alta risoluzione.</p>
<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 323px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="aligncenter" title="Particolare da una pagina del «Hypnerotomachia Poliphili»" src="../immagini/poliphili.jpg" alt="" width="550" height="385" /></dt>
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Particolare da una pagina del «Hypnerotomachia Poliphili»</strong></span></h5>
</dl>
</div>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Multiverso Icograda Design Week Torino 2008: ultimi giorni per iscriversi</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 14:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non solo Type]]></category>
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		<description><![CDATA[Ultimissimi giorni per le iscrizioni a Multiverso Icograda Design Week Torino 2008, l’evento internazionale organizzato da AIAP che comprende conferenza internazionale, workshop e mostre… tra gli speaker: Andrew Blauvelt, Paul Elliman, Pierre di Sciullo, Daniel Eatock, LUST, Saki Mafundikwa, Carlo Ratti, Bruce Sterling, Ruedi Baur… Affrettatevi a iscrivervi! Tutte le informazioni sul sito IDW Quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/multiverso1.jpg" alt="" width="500" height="706" /></p>
<p><img class="alignleft" src="../immagini/multiverso2.jpg" alt="" width="250" height="641" /><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100" height="100" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="../video/multi160x160.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="100" height="100" src="../video/multi160x160.swf"></embed></object><a href="http://blog.giofugatype.com/video/multi160x160.swf" ></a></p>
<p>Ultimissimi giorni per le iscrizioni a <strong>Multiverso Icograda Design Week Torino 2008</strong>, l’evento internazionale organizzato da AIAP che comprende conferenza internazionale, workshop e mostre… tra gli speaker: Andrew Blauvelt, Paul Elliman, Pierre di Sciullo, Daniel Eatock, LUST, Saki Mafundikwa, Carlo Ratti, Bruce Sterling, Ruedi Baur…</p>
<h2>Affrettatevi a iscrivervi!</h2>
<p><a href="http://icogradadesignweektorino.aiap.it/"  target="_blank">Tutte le informazioni sul sito IDW</a></p>
<p>Quattro importanti workshop aprono le attività legate all’Icograda Design Week 2008 di Torino.</p>
<p>Tre giorni e mezzo di laboratori dedicati a studenti e giovani professionisti provenienti da tutto il mondo.</p>
<p><span style="color: #003366;">Saki Mafundikwa</span></p>
<p>Workshop dedicato agli alfabeti africani, per introdurre i partecipanti ai sistemi di scrittura come fonte di ispirazione nel progetto tipografico. Si tratta di un workshop per studenti interessati alla tipografia e l’obiettivo primario è di offrire un punto di vista differente sulla tipografia e la scrittura.</p>
<p><span style="color: #003366;">Lust | Thomas Castro + Jeroen Barendse</span></p>
<p>Usando Torino come modello, gli studenti analizzeranno un sistema urbano complesso e restituiranno i loro risultati progettuali sotto forma di “quickscan” che permetterà di enfatizzare i confini lungo i quali nuovi media e tecnologie dell’informazione, architettura, sistemi urbani e graphic design si sovrappongono. Inoltre, ulteriori obiettivi del workshop saranno quelli di introdurre i partecipanti a idee e metodologie innovative della ricerca sul design, applicabili in termini progettuali.</p>
<p><span style="color: #003366;">Daniel Eatock + Flávia Müller Medeiros</span></p>
<p>Mini Manifesto. Inizia con le idee. Elimina gli elementi superflui. Sovverti le aspettative Credi che idee complesse possaprodurreno oggetti semplici. Credi nel procedimento Permetti ai concetti di determinare la forma. Riduci i materiali e la produzione alla loro essenza Sostieni l’integrità di un’idea. Proponi l’onestà come una soluzione. Elimina la soggettività.</p>
<p><span style="color: #003366;">Sophie Thomas</span></p>
<p>Come può un designer della comunicazione contribuire a salvare il nostro mondo ?</p>
<p>Questo workshop intende coinvolgere i designer partecipanti nel progetto di un evento, di un oggetto, di una occasione che possa essere fisicamente, realisticamente, realizzata in uno spazio pubblico in un modo talmente efficace che i cittadini siano costretti a fermarsi, incuriositi, cambiare strada, riflettere.</p>
<p>N.B.: i workshop saranno in lingua inglese. A ciascun workshop-leader sarà affiancato un tutor per facilitare la comunicazione.</p>
<h2><span style="color: #333333;">Mostre</span></h2>
<h3><span style="color: #003366;">Multiverso</span></h3>
<p>A cura di Cristina Chiappini, Silvia Sfligiotti</p>
<p>La mostra principale di IDW Torino presenterà una selezione di progetti provenienti dal mondo del design della comunicazione che sviluppano in vari modi il tema del Multiverso. Multiverso è una teoria che ammette l’esistenza di molti universi, nei quail si applicano leggi diverse; analogamente, Multiverso può anche essere usato per descrivere un design aperto, open-source, relazionale, basato sul processo più che sul risultato finale.<br />
Progetti partecipativi, sistemi visivi adattabili e non invasivi, rappresentazioni della complessità culturale, progetti in cui la tecnologia si unisce all’artigianalità e all’imperfezione: questi sono solo alcuni esempi di ciò che verrà presentato in mostra.<br />
La mostra include tra gli altri lavori di: <em>Ruedi Baur, Andrew Blauvelt, Peter Bilak, Catalogtree, Pierre Di Sciullo, John Morgan Studio, Ji Lee, Jürg Lehni, LUST, Luna Maurer, Mevis &amp; Van Deursen, Norm, Stefan Sagmeister, Todo, Tomato, Welcometo.as</em>.</p>
<h3><span style="color: #003366;">Italic 2.0</span></h3>
<h4><span style="color: #003366;">Il disegno di caratteri contemporaneo in Italia</span></h4>
<p>a cura di Marta Bernstein, Luciano Perondi, Silvia Sfligiotti</p>
<p><em>Italic 2.0</em> presenta i più recenti sviluppi della produzione tipografica italiana, che ha mostrato negli ultimi cinque anni una vera e propria fioritura, grazie al contributo di molti giovani designer. Vengono mostrate le principali linee di sviluppo: ricerca e sperimentazione, didattica, recupero di modelli storici, caratteri su commissione e progetti indipendenti.<br />
Una sezione di mappe mostra i percorsi formativi e di lavoro e le connessioni tra i designer che formano la nuova scena del type design italiano.<br />
In mostra lavori di Elena Albertoni, Giovanni De Faccio, Piero De Macchi, Alessio Leonardi, Fabrizio Schiavi, Giangiorgio Fuga e molti altri.<br />
In occasione della mostra verrà presentato il libro <em>Italic 2.0</em>, edito da DeAgostini, con testi di Giovanni Lussu, James Clough, Antonio Cavedoni, Marta Bernstein, Luciano Perondi, Giangiorgio Fuga, Silvia Sfligiotti e altri ancora. Testi in italiano e inglese.</p>
<h3><span style="color: #003366;">Alba. Nuovi manifesti italiani</span></h3>
<p>A cura di Andrea Rauch e Gianni Sinni</p>
<p><em>“Alba, nuovi manifesti italiani”</em>, presenta il lavoro di 42 grafici italiani. 130 manifesti disegnati tra il 2000 e il 2007 che riguardano il contesto italiano e le modalità, spesso difficili e contraddittorie, con cui i grafici sono chiamati a confrontarsi. È certo che il manifesto italiano, se vuol sopravvivere, deve riconquistare un proprio ruolo e/o inventarsi nuove strade da percorrere. La nuova generazione della ‘cultura del progetto’ è chiamata a questo non facile compito.<br />
</p>
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		<title>GFT Lespresso Sans: un anno dopo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 11:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[GFT Fonts Library]]></category>
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		<description><![CDATA[Proprio un anno fa usciva il primo numero della rivista “L’espresso” che nel nuovo restyling prevedeva l’utilizzo di una nuova font per le titolazioni progettata per loro: il GFT Lespresso Sans. Di tale font sono state progettate due variabili di peso, ad uso per la rivista, il bold e il regular in questo ordine perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/gftexp1.jpg" alt="" width="550" height="369" /></p>
<p>Proprio un anno fa usciva il primo numero della rivista <strong>“L’espresso”</strong> che nel nuovo restyling prevedeva l’utilizzo di una nuova font per le titolazioni progettata per loro: il <em>GFT Lespresso Sans</em>.</p>
<p>Di tale font sono state progettate due variabili di peso, ad uso per la rivista, il bold e il regular in questo ordine perché il committente voleva principalmente tale variabile che poi ha utilizzato per la maggior parte delle titolazioni, titoletti, occhielli, ecc.</p>
<p>Al momento la variabile regular è stata utilizzata per l’allegato <strong>“Uomo L’espresso”</strong> non trovando ancora impiego nella rivista stessa dove starebbe meglio di altre font utilizzate.</p>
<p>Il <strong>GFT Lespresso Sans</strong> è un carattere lineare condensato che presenta una particolarità molto utile in fase di composizione “tutta maiuscola” dove viene applicata la <em>sterlineatura</em> (diminuzione dell’interlinea) evitando così le sovrapposizioni nei titoli. Sono gli accorgimenti come gli accenti e segni d’interpunzione “corti”; i primi presenti in alcune maiuscole accentate alternative, i secondi come la virgola e il punto e virgola; e per ultima la “coda corta” applicata ad una ‘Q’ alternativa.</p>
<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/gftexp3.jpg" alt="Vari schizzi pre-digitalizzazione – Maiuscole accentate, segni dinterpunzione corti e lettere Q con la coda corta per ovviare ai problemi di sovrapposizione nei testi sterlineati. " width="550" height="206" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Vari schizzi pre-digitalizzazione – Maiuscole accentate, segni d’interpunzione corti e lettere “Q” con la coda corta per ovviare ai problemi di sovrapposizione nei testi sterlineati.</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Attualmente è in fase di digitalizzazione finale una font <em>Bold Expert</em> di tale carattere contenente il maiuscoletto e tutte le maiuscole con gli accenti corti (in attesa successivamente della produzione in formato OpenType); ed è in fase di disegno una nuova variabile SemiBold. L’intera famiglia sarà, finalmente, messa in commercio insieme a buona parte della Libreria della GFT prossimamente … ma di ciò ve ne parlerò in un prossimo post.</p>
<p>Potete intanto vedere le immagini del processo progettuale che ha portato al <strong>GFT Lespresso Sans</strong> visitando il <a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/giofuga/sets/72157602336488629/"  target="_blank">set fotografico</a> nel mio spazio su Flickr.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/gftexp2.jpg" alt="" width="550" height="454" /></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=733&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>La controversa origine dei nostri numeri</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 04:48:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Contrariamente alla dizione “araba” data alla provenienza dei numeri che utilizziamo tutti i giorni, questi in realtà si sviluppano in India dal 400 a.C. al 400 d.C. come evoluzione dei numeri brahmitici (dall’1 al 9). numerazione brahmitica Le iscrizioni buddiste intorno al 300 a.C. utilizzano i glifi che poi divennero 1, 4 e 6. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Contrariamente alla dizione “araba” data alla provenienza dei numeri che utilizziamo tutti i giorni, questi in realtà si sviluppano in India dal 400 a.C. al 400 d.C. come evoluzione dei numeri brahmitici (dall’1 al 9).</p>
<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/brahmi.gif" alt="numerazione brahminica" width="500" height="95" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">numerazione brahmitica</span></strong></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Le iscrizioni buddiste intorno al 300 a.C. utilizzano i glifi che poi divennero 1, 4 e 6. Un secolo più tardi, fu registrato l’utilizzo dei glifi che poi divennero 2, 7 e 9.</p>
<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/nagari.gif" alt="numeri Nagari derivanti dal Sanscrito" width="500" height="437" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">Origine ed evoluzione dei numeri Nagari derivanti dal Brahmitico e dal Sanscrito</span></strong></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<h6 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 160px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/Khwarizmi.jpg" alt="Abu Abdullah Muhammad bin Musa al-Khwarizmi" width="150" height="214" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Abu Abdullah Muhammad bin Musa al-Khwarizmi</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h6>
<p>Lo 0 compare per la prima volta nel ıx secolo, a Gwalior risalente all’anno 870. In ogni caso, prima di questa data, l’uso del glifo aveva già raggiunto la Persia, e viene menzionato sia nelle descrizioni del matematico persiano <em>Abu</em> <em>Abdullah Muhammad bin Musa al-Khwarizmi</em> autore dell’opera <em>Aritmetica</em> dove tratta in modo esauriente delle cifre e dell’utilizzazione dello zero e dove afferma di aver appreso il sistema numerico dagli indiani, sia dal matematico arabo <em>Al-Kindi</em>, che scrisse quattro volumi, “Sull’utilizzo dei numeri indiani” (<em>Ketab fi Isti’mal al-‘Adad al-Hindi</em>) intorno all’830. Questi matematici sono pertanto i principali responsabili per la diffusione del sistema indiano di numerazione nel Medio Oriente, grazie all’espansione dell’impero dei Muslim, e successivamente nei Paesi Occidentali.</p>
<p>Nel x secolo, i matematici Mediorientali estesero il sistema numerico decimale includendo le frazioni, così come registrato dal trattato del matematico <em>Abu’l-Hasan al-Uqlidisi</em> nel 952 — 953.</p>
<p>Nel mondo arabo — fino ai tempi moderni — il sitema numerico arabo era utilizzato solo dai matematici. Scienziati musulmani utilizzavano il sistema di numerazione babilonese, e i mercanti utilizzavano i numeri <em>Abjad</em>.</p>
<p>Una variante distintiva “arabica occidentale” dei simboli incominciò ad emergere intorno al x secolo nel Maghreb e in Al-Andalus (Andalusia), chiamati i <em>numeri ghubar</em> (“tavola di sabbia” o “tavola di polvere”).</p>
<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 605px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/Codex_Vigilanus.jpg" alt="Codex Vigilanus del 976" width="595" height="248" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">Codex Vigilanus del 976</span></strong></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Le prime menzioni dei numeri nei paesi occidentali sono trovate nel <em>Codex Vigilanus</em> del 976. Nel decennio del 980, <em>Gerberto di Aurillac</em> (più tardi noto come <em>Papa Silvestro II</em>) iniziò a diffondere la conoscenza dei numeri in Europa. <em>Gerberto</em> aveva studiato nella sua giovinezza a Barcellona, ed è conosciuto per aver richiesto trattati matematici riguardanti l’utilizzo dell’astrolabio da <em>Lupito di Barcellona</em> dopo che ritornò in Francia. Le prime tracce in Spagna sono datate precisamente nell’anno 976 con reperti rivenuti presso il Monastero di Albelda, in Italia arriveranno in Vaticano nel 1077 incontrando però molti ostacoli.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/HON.gif" alt="" width="550" height="307" /></p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 250px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/Fibonacci.jpg" alt="Leonardo da Pisa detto “Fibonacci”" width="240" height="230" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">Leonardo da Pisa</span></strong><strong><span style="color: #003366;"> detto “Fibonacci”</span></strong></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Sarà <em>Leonardo da Pisa</em> detto <em>“Fibonacci”</em>, che assieme al padre <em>Guglielmo</em>, rappresentante dei mercanti della Repubblica di Pisa nella regione di Bugia (in arabo: Bejaia, in berbero: Bgayet) in Cabilia (Algeria), passò alcuni anni in quella città, dove studiò i procedimenti aritmetici che gli Arabi stavano diffondendo nelle regioni del mondo islamico. Proprio per perfezionare queste conoscenze, <em>Fibonacci</em> viaggiò molto, arrivando fino a Costantinopoli, alternando il commercio con gli studi matematici. Verso il 1200 rientrò a Pisa, dove negli anni successivi pubblicò nel 1202 e nel 1228 la sua opera di quindici capitoli <em>Liber Abaci</em>, tramite la quale introdusse per la prima volta in Europa le nove cifre (da lui chiamate indiane), assieme al segno 0, “che in latino è chiamato <em>zephirus</em> “zefiro” (cap. I, con confronti con il sistema romano), presentò criteri di divisibilità, regole di calcolo di radicali quadratici e cubici, le serie, le proporzioni. Introdusse con poco successo la barretta delle frazioni (nota al mondo arabo prima di lui) (cap. II-IV).<em> Fibonacci</em> è noto soprattutto per la sequenza di numeri da lui ideata e conosciuta, appunto, come successione di Fibonacci): 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, … in cui ogni termine, a parte i primi due, è la somma dei due che lo precedono. Sembra che questa sequenza sia presente in diverse forme naturali (per esempio, negli sviluppi delle spirali delle conchiglie, ecc.). Per mostrare “ad oculum” l’utilità del nuovo sistema egli pose sotto gli occhi del lettore una tabella comparativa di numeri scritti nei due sistemi, romano e indiano (che era si conosciuto ma se ne dubitava la superiorità su quello romano).</p>
<p>Sono anche compresi quesiti che gli furono posti, con la loro soluzione (uno dei capitoli trattava aritmetica commerciale, problemi di cambi, ecc.). Nonostante si tratti di un manoscritto, ne sono giunte alcune copie fino ai nostri tempi, assieme ad alcuni altri suoi libri; si ha notizia anche di altri scritti, però non rintracciabili.</p>
<p>L’eco di Fibonacci giunse anche alla corte di <em>Federico II</em> del Sacro Romano Impero, soprattutto dopo che il suo matematico ebbe alcuni problemi risolti dal Fibonacci. Per questo motivo gli fu assegnato un vitalizio che gli permise di dedicarsi completamente ai suoi studi. A partire dal 1228 non si hanno più notizie del matematico, tranne per quanto concerne il Decreto della Repubblica di Pisa che gli conferì il titolo di <em>“Discretus et sapiens magister Leonardo Bigollo”</em>. Fibonacci morì qualche anno dopo presumibilmente a Pisa, ma i suoi studi furono così importanti che tutt’oggi esiste una pubblicazione periodica dedicata interamente alla sequenza aritmetica da lui elaborata, il <em>“Fibonacci Quarterly”</em>.</p>
<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/numero3.gif" alt="Origine ed evoluzione del numero 3" width="550" height="642" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">Origine ed evoluzione del numero 3</span></strong></h5>
</dd>
</dl>
</h5>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Una “S” a testa in giù</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 10:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scritta nella facciata della chiesa di S. Stefano vicino a Gorizia (foto di James Clough) Dopo l’esempio di bad typography che vi avevo mostrato in un recente post “mutande alla rovescia” un altro caso di lettere rovesciate da parte di chi le ha posizionate. La lettera vittima è sempre la “S” e in questo caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 543px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/stephano.jpg" alt="Scritta nella facciata della chiesa di S. Stefano vicino a Gorizia (foto di James Clough)" width="533" height="564" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Scritta nella facciata della chiesa di S. Stefano vicino a Gorizia (foto di James Clough)</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Dopo l’esempio di <em>bad typography</em> che vi avevo mostrato in un recente post <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=350"  target="_blank"><strong>“mutande alla rovescia”</strong></a> un altro caso di lettere rovesciate da parte di chi le ha posizionate. La lettera vittima è sempre la “S” e in questo caso l’errore è ancora più grossolano perché affiancato ad una “S” posizionata correttamente.</p>
<p>La foto mi è stata passata da James Clough, sensibile come il sottoscritto, a questi errori compositivi.<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Le abbreviazioni tipograﬁche</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 20:55:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fin dall’epoca dell’Impero Romano e fino al XVI secolo, gli scrittori hanno ricorso a delle, “scorciatoie” da un lato per fare tenere il testo nello spazio d’impaginazione imposto e dall’altro per guadagnare spazio per economizzare denaro, poiché l’incisione nella pietra e la calligrafia su papiro e poi su pergamena è sempre costata cara. Così, allora, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fin dall’epoca dell’Impero Romano e fino al XVI secolo, gli scrittori hanno ricorso a delle, “scorciatoie” da un lato per fare tenere il testo nello spazio d’impaginazione imposto e dall’altro per guadagnare spazio per economizzare denaro, poiché l’incisione nella pietra e la calligrafia su papiro e poi su pergamena è sempre costata cara.</p>
<p>Così, allora, inventarono i segni delle abbreviazioni. La loro moltiplicazione ha fatto che la lettura del testo alfabetico si è a volte trasformata in una vera codificazione di segni convenzionali (un pò come la stenografia in uso d’oggi) che solo l’iniziati potevano comprendere.</p>
<p>La prima tipografia ereditò ai suoi albori queste abbreviazioni che durarono un secolo e vennero soppresse sia per il minor uso del latino, sia per rendere più comprensivi i testi al maggior numero dei lettori. Al giorno d’oggi vengono utilizzate diverse abbreviazioni per le diverse lingue.</p>
<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 560px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/abbrevia.jpg" alt="Segni delle abbreviazioni utilizzati dal VIII al XVI secolo nella calligrafia e nella nascente tipografia" width="550" height="700" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">Segni delle abbreviazioni utilizzati dal VIII al XVI secolo nella calligrafia e nella nascente tipografia</span></strong></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Curiosi sono i significati di alcune di queste abbreviazioni, per esempio l’<em>asterisco *</em> che significava il denaro o il simbolo dell’<em>infinito ∞</em> che un tempo si riferiva alla cifra mille intesa anche come Anno Mille (quello allora previsto come la fine del mondo e quindi l’infinito).</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=705&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Festival della Creatività a Firenze — 23/26 ottobre 2008</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 13:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Firenze, presso la Fortezza da Basso, si terrà dal 23 al 26 ottobre p.v. la terza edizione del Festival della Creatività. Il grande evento di questa edizione del Festival sarà il padiglione dedicato al  Brasile, paese ospite d’onore, dove saranno presenti istituzioni, enti culturali e aziende brasiliane. Il modello di sviluppo brasiliano coniuga etica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="../immagini/fdc_firenze.jpg" alt="" width="300" height="271" />A Firenze, presso la Fortezza da Basso, si terrà dal 23 al 26 ottobre p.v. la terza edizione del <em>Festival della Creatività</em>.</p>
<p>Il grande evento di questa edizione del Festival sarà il padiglione dedicato al  <strong>Brasile</strong>, <strong>paese ospite d’onore,</strong> dove saranno presenti istituzioni, enti culturali e aziende brasiliane. Il modello di sviluppo brasiliano coniuga etica ed energia, sentimento e creatività, memoria e futuro: il Festival della Creatività sarà una grande occasione di comunicazione ed un momento di confronto importante per questi temi.</p>
<p><strong>Visioni, viaggi, scoperte</strong> è il titolo scelto quest’anno per descrivere un progetto che, a partire dalle celebrazioni dedicate al genio di <strong>Galileo Galilei</strong> (nel quarto centenario delle sue scoperte celesti), intende consolidare il proprio format e affermare il proprio impegno all’insegna della più innovativa sperimentazione. Visioni sul futuro, viaggi nel tempo e nello spazio, scoperte e invenzioni in ogni campo del sapere, saranno gli elementi chiave di un esperimento che, ancora una volta, trasformerà per quattro giorni la <strong>Fortezza da Basso</strong> in un laboratorio aperto alle azioni, ai progetti e ai linguaggi della contemporaneità. Artisti, scienziati, intellettuali, ma anche giovanissimi e ancora sconosciuti inventori, saranno i protagonisti di un grande evento che raccoglierà in un unico, suggestivo spazio, le <strong>migliori idee creative in circolazione</strong>: dalla cultura al design, dalla comunicazione ai new media, dalla robotica alle arti performative.</p>
<p>Tutte le informazioni sul <a href="http://http://www.festivaldellacreativita.it/it/"  target="_blank">sito</a> dell’evento</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=698&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Italic 2.0 — Il disegno di caratteri contemporaneo in Italia</title>
		<link>http://blog.giofugatype.com/?p=685</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 12:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[type design]]></category>
		<category><![CDATA[Type designer]]></category>
		<category><![CDATA[workshop]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante il prossimo ICOGRADA DESIGN WEEK a Torino dal 13 al 19 ottobre verranno inaugurate diverse mostre tra le quali “Italic 2.0 — Il disegno di caratteri contemporaneo in Italia” a cura di Marta Bernstein, Luciano Perondi, Silvia Sfligiotti. Italic 2.0 presenta i più recenti sviluppi della produzione tipografica italiana, che ha mostrato negli ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/italic20_a.jpg" alt="" width="481" height="160" /></p>
<p>Durante il prossimo <strong>ICOGRADA DESIGN WEEK</strong> a Torino dal 13 al 19 ottobre verranno inaugurate diverse mostre tra le quali <em>“Italic 2.0 — Il disegno di caratteri contemporaneo in Italia”</em> a cura di Marta Bernstein, Luciano Perondi, Silvia Sfligiotti.</p>
<p><em>Italic 2.0</em> presenta i più recenti sviluppi della produzione tipografica italiana, che ha mostrato negli ultimi cinque anni una vera e propria fioritura, grazie al contributo di molti giovani designer. Vengono mostrate le principali linee di sviluppo: ricerca e sperimentazione, didattica, recupero di modelli storici, caratteri su commissione e progetti indipendenti.</p>
<p>Una sezione di mappe mostra i percorsi formativi e di lavoro e le connessioni tra i designer che formano la nuova scena del type design italiano.</p>
<p>In occasione della mostra verrà presentato il libro <em>Italic 2.0</em>, edito da DeAgostini, con testi di <em>Giovanni Lussu, James Clough, Antonio Cavedoni, Marta Bernstein, Luciano Perondi, Giangiorgio Fuga, Silvia Sfligiotti</em> e altri ancora. Testi in italiano e inglese.</p>
<p>In mostra progetti di:<br />
<em>Elena Albertoni, Enrico Baldetti, Andrea Bergamini, Francesca Bolognini, Andrea Braccaloni, Enrico Bravi, Lorenzo Bravi, Limbo, Alessia Castelli, Erasmo Ciufo, Alessandro Colizzi, Marco Comastri, Mikkel C. Koser, Emanuela Conidi, Paola D’Alessandro, Giovanni De Faccio, Piero De Macchi, Adriano Filippetti, Daniele Frattolin, Massimiliano Frangi, Giangiorgio Fuga, Emanuele Galluzzo, Alessio Leonardi, Francesca Mangiaracina, Francesco Mantovani, Igino Marini, Claude Marzotto, Paolo Mazzetti, Joseph Miceli, Andrea Novali, Riccardo Olocco, Paolo Palma, Alessandro Panichi, Michele Patané, Luciano Perondi, Jonathan Pierini, Fabrizio Schiavi, Studiocharlie, Stefano Temporin, Todo, Mauro Zennaro.</em></p>
<p>Il libro sarà in vendita presso la <a href="http://www.aiap.it/libreria.php"  target="_blank">Libreria Aiap</a> e presso le principali librerie in Italia e all’Estero.</p>
<p>Ulterioni informazioni sugli eventi dell’ICOGRADA DESIGN WEEK, le ultime possibilità di iscriversi ai workshop ed alle conferenze le potete trovare sul <a href="http://icogradadesignweektorino.aiap.it"  target="_blank">sito ufficiale</a> della manifestazione.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=685&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type Video: History of Type</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 09:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bad Typography]]></category>
		<category><![CDATA[Type video]]></category>
		<category><![CDATA[Bell]]></category>
		<category><![CDATA[filmato]]></category>
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		<category><![CDATA[segni rupestri]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[storia dei caratteri]]></category>
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		<description><![CDATA[Seppur corto, 2 minuti circa, questo filmato prodotto da uno studente americano della Alexandre Graham Bell School di Chicago illustra molto male la storia dei caratteri fino a quasi i giorni nostri. Infatti tale filmato è pieno di errori, provate a scovarli!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ENVWYDxkuAY&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/ENVWYDxkuAY&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Seppur corto, 2 minuti circa, questo filmato prodotto da uno studente americano della Alexandre Graham Bell School di Chicago illustra molto male la storia dei caratteri fino a quasi i giorni nostri.</p>
<p>Infatti tale filmato è pieno di errori, provate a scovarli!</p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>The day of Giò</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 12:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[compleanno. aniversario]]></category>

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		<description><![CDATA[1 — 2 — 3 — 4 — 5 — 6 — 7 — 8 — 9 — 10 — 11 — 12 — 13 — 14 — 15 — 16 — 17 — 18 — 19 — 20 — 21 — 22 — 23 — 24 — 25 — 26 — 27 — 28 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/torta.jpg" alt="" width="370" height="423" /><br />
1 — 2 — 3 — 4 — 5 — 6 — 7 — 8 — 9 — 10 — 11 — 12 — 13 — 14 — 15 — 16 — 17 — 18 — 19 — 20 — 21 — 22 — 23 — 24 — 25 — 26 — 27 — 28 — 29 — 30 — 31 — 32 — 33 — 34 — 35 — 36 — 37 — 38 — 39 — 40 — 41 — 42 — 43 — 44 — 45 — 46 — 47 — 48 — 49 — 50 -<span style="color: #800000;"><strong>51</strong></span> …<br />
una fetta di torta per i miei lettori per festeggiare insieme.<br />
Um pedaço de bolo para os meus leitores para comemorar junto.<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type Video: Genesis — un piccolo video biblico sulla storia delle scritture</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 20:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type History - Storia tipografica]]></category>
		<category><![CDATA[Type video]]></category>
		<category><![CDATA[filmato]]></category>
		<category><![CDATA[história]]></category>
		<category><![CDATA[história da escrita]]></category>
		<category><![CDATA[leggibilità]]></category>
		<category><![CDATA[scritture]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[tipografia]]></category>

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		<description><![CDATA[In un video di 8 minuti una breve storia sulla nascita delle scritture e della tipografia fino ai giorni nostri, cadenzato al ritmo dei 7 giorni della creazione. Alcuni problemi con la leggibilità dei testi può risultare detestabile in questo video, ma non avendo l’originale è impossibile ogni correzione. Testo in portoghese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/eWMtrjl57o0&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/eWMtrjl57o0&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>In un video di 8 minuti una breve storia sulla nascita delle scritture e della tipografia fino ai giorni nostri, cadenzato al ritmo dei 7 giorni della creazione. Alcuni problemi con la leggibilità dei testi può risultare detestabile in questo video, ma non avendo l’originale è impossibile ogni correzione.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=670&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Robot tipograﬁci</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 17:51:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[helvetica]]></category>
		<category><![CDATA[Jonathon Yule]]></category>
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		<description><![CDATA[Giocare con i caratteri è stata sicuramente l’idea di Jonathon Yule, designer canadese, quando ha creato dei manifesti tipografici “Font Bot” consistenti in figure di robot create con i caratteri lineari da lui preferiti: Helvetica, Akzidenz Grotesk e Futura. Tali manifesti sono in vendita sul suo sito. Yule lavora a Toronto come freelance interessandosi al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/fontbot_000.png" alt="" width="590" height="395" /></p>
<p>Giocare con i caratteri è stata sicuramente l’idea di <em>Jonathon Yule</em>, designer canadese, quando ha creato dei manifesti tipografici <a href="http://www.invdr.com/invdr_portfolio_fontbots.html"  target="_blank">“Font Bot”</a> consistenti in figure di robot create con i caratteri lineari da lui preferiti: <em>Helvetica</em>, <em>Akzidenz Grotesk</em> e <em>Futura</em>. Tali manifesti sono in vendita sul suo sito. Yule lavora a Toronto come freelance interessandosi al mondo della tipografia in modo creativo. Famoso è il suo lavoro sul Lego.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/fontbot_001.jpg" alt="" width="500" height="774" /></p>
<p><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">In una intervista comparsa su internet tempo fa Jonathon spiega come è arrivato a creare questi robot tipografici: <em>“Questa è una lunga storia, ma fondamentalmente è iniziata al liceo, quando sono diventato ossessionato dell’Helvetica e un giorno pensando alla parola stessa “Helvetica”, poi alla parola “Helbotica” il robot che immaginavo nella mia testa.</em></span><em> <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Sono andato a casa ed ho completato Helbotica quella sera</span><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()"><span class="google-src-text" style="direction: ltr; text-align: left;">.</span> Ho composto una certa parte stupidamente come una storia che Helbotica combatte tutti gli impostori (Arial), ma in realtà si trattava semplicemente di uno dei miei primi esperimenti reali con i caratteri.</span> <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Il fontbot Futura è venuto come la mia ossessione spostata da Helvetica al Futura, ma non sono stato contento del risultato.</span> <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">L’Akzidenz Grotesk fontbot l’ho creato nel mio primo anno di programma alla YSDN quando la mia ossessione si è spostata ancora una volta verso un altro sans serif: l’Akzidenz Grotesk.</span> <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()"><span class="google-src-text" style="direction: ltr; text-align: left;"><br />
</span>Ho cercato di cambiare figura dal fonbot camminatore ad uno che preferisce nuotare.</span><br />
<span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">Per concludere tutto, è davvero stato solo un grande bambino a giocare con i caratteri”.</span></em></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/fontbot_002.jpg" alt="" width="500" height="774" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/fontbot_003.jpg" alt="" width="500" height="774" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Teach Me 08, Fast Forward. The Video Issue</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 11:33:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non solo Type]]></category>
		<category><![CDATA[arte grafica]]></category>
		<category><![CDATA[caratteri video]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione visiva]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[fast forward]]></category>
		<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[workshop]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 24–26 settembre 2008 a Venezia, Magazzini ex Ligabue. Torna a fine settembre “Teach me, Festival della comunicazione visiva”,  quest’anno co-prodotto dall’Università Iuav di Venezia, Facoltà di Design e Arti e dalla Fondazione Claudio Buziol. Il tema sarà il video, l’immagine in movimento che spesso nasce nel territorio dove i confini tra arte, grafica, musica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/teachme08.jpg" alt="" width="230" height="332" />Dal 24–26 settembre 2008 a Venezia, Magazzini ex Ligabue. Torna a fine settembre <em>“Teach me, Festival della comunicazione visiva”</em>,  quest’anno co-prodotto dall’Università Iuav di Venezia, Facoltà di Design e Arti e dalla Fondazione Claudio Buziol.</p>
<p>Il tema sarà il <em>video</em>, l’immagine in movimento che spesso nasce nel territorio dove i confini tra arte, grafica, musica si intrecciano e fondono insieme.</p>
<p>Tre intense giornate di workshop e conferenze in cui studenti provenienti da tutta l’Italia sperimentano inediti modi di apprendimento e confronto, a stretto contatto con creativi e docenti di rilievo internazionale come Mike Mills, Ago Panini, Miranda July, PES, Romain Gavras, I Ragazzi Della Prateria, PAM, Ries Straver.</p>
<p>Ad arricchire questa edizione l’assegnazione del primo Fast Forward Prize alla scuola d’arte francese Le Fresnoy, il concorso video “Teach me 5 minutes”, lo spazio My Home e la grande festa finale.</p>
<p>Il Festival è completamente gratuito per i partecipanti, previa iscrizione.</p>
<p>Gli studenti della Facoltà di Design e Arti possono inoltre richiedere l’attribuzione di due crediti formativi per la partecipazione ai workshop.</p>
<p>Iscrizioni e maggiori informazioni sul programma al sito <a href="http://www.teachme.it"  target="_blank">www.teachme.it</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>MA Typeface Design all’Università di Reading</title>
		<link>http://blog.giofugatype.com/?p=645</link>
		<comments>http://blog.giofugatype.com/?p=645#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 12:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type World]]></category>
		<category><![CDATA[Type teacher - insegnamento - ensino]]></category>
		<category><![CDATA[ensino]]></category>
		<category><![CDATA[insegnamento]]></category>
		<category><![CDATA[master tipografico]]></category>
		<category><![CDATA[Reading]]></category>
		<category><![CDATA[type design]]></category>
		<category><![CDATA[Type designer]]></category>
		<category><![CDATA[type work]]></category>
		<category><![CDATA[typographie]]></category>
		<category><![CDATA[typography]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest’anno, un totale di 11 giovani designer, tra i quali Emanuela Conidi già mia cultrice della materia due anni fa nel mio corso di Type Design presso il Politecnico di Milano, hanno partecipato al Master in Type Design presso il Dipartimento di Tipografia e comunicazione grafica dell’Università di Reading sogno di ogni type designer tenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/reading.gif" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p>Quest’anno, un totale di 11 giovani designer, tra i quali <em>Emanuela Conidi</em> già mia cultrice della materia due anni fa nel mio corso di Type Design presso il Politecnico di Milano, hanno partecipato al Master in Type Design presso il Dipartimento di Tipografia e comunicazione grafica dell’Università di Reading sogno di ogni type designer tenuto dai prestigiosi docenti: <em>Martin Andrews, Jo de Baerdemaeker, Veronika Burian, Rob Banham, Carolyn Davidson, Mary Dyson, Victor Gaultney, Eric Kindel, Gerry Leonidas, Paul Luna, Charlene McGroarty, Hadj Messelles, Tom Milo, Jonathan Hoefler, John Hudson, James Mosley, Linda Reynolds, Daniel Rhatigan, Fiona Ross, José Scaglione, Christian Schwartz, Paul Stiff, Miguel Sousa, Mirjam Somers, Michael Twyman, Gerard Unger, Marjan Unger, Sue Walker, Geoff Wyeth</em>.</p>
<p>Il loro lavoro principale consisteva nel progettare un nuovo carattere latino con una versione, abbinabile con il primo, in un alfabeto non latino come il greco, il cirillico, l’arabo, il farsi, il devanagari …</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 402px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/EmanuelaConidi_Nabil.png" alt="Il Nabil disegnato da Emanuela Conidi" width="392" height="84" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Il <em>Nabil</em> disegnato da Emanuela Conidi</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p> Un lavoro molto interessante e difficile in quanto le due tipologie di alfabeti, e quindi di disegno della font, dovevano essere coerenti tra loro nelle forme e nei pesi. Tutti i font sono visibili sul <a href="http://www.typefacedesign.org/2008/"  target="_blank">sito del corso</a> dove si trovano, scaricabili, gli specimen in formato PDF.</p>
<p>Complimenti Emanuela e complimenti ai tuoi 10 compagni di avventura!</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 391px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/nabil.jpg" alt="Particolari nella progettazione del Nabil di Emanuela Conidi" width="381" height="508" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;"><strong>Particolari nella progettazione del <em>Nabil</em> di Emanuela Conidi</strong></span></dd>
</dl>
</h5>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=645&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Between, graphic design between boundaries 27 — 31 ottobre 2008, Palermo[/lang_it]</title>
		<link>http://blog.giofugatype.com/?p=632</link>
		<comments>http://blog.giofugatype.com/?p=632#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 09:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Non solo Type]]></category>
		<category><![CDATA[Type events]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[graphic design]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[seminari]]></category>
		<category><![CDATA[workshop]]></category>

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		<description><![CDATA[Il convegno di Palermo proverà a indagare quello spazio between posto tra le culture, o le aree disciplinari, quella zona franca in cui avvengono le contaminazioni, gli innesti, le sovrapposizioni. Il programma si avvale di speaker notevoli, conosciuti nell’ambito internazionale come Giovanni Anceschi (ITA), Tony Brook (UK), Rathna Ramanathan (INDIA, UK), Leonardo Sonnoli (ITA), Heather [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/BETWEEN_1.jpg" alt="" width="500" height="707" /></p>
<p>Il convegno di Palermo proverà a indagare quello spazio between posto tra le culture, o le aree disciplinari, quella zona franca in cui avvengono le contaminazioni, gli innesti, le sovrapposizioni.</p>
<p>Il programma si avvale di speaker notevoli, conosciuti nell’ambito internazionale come <em>Giovanni Anceschi</em> (ITA), <em>Tony Brook</em> (UK), <em>Rathna Ramanathan</em> (INDIA, UK), <em>Leonardo Sonnoli</em> (ITA), <em>Heather Shaw</em> (USA) e<em> John L. Walters</em> (UK) è pronto da scaricare dal sito. Gli interventi inglesi verranno tradotti in italiano.</p>
<p>I biglietti sono limitati – assicuratevi un posto! Agevolazioni per gli studenti.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 10px;" src="../immagini/BETWEEN_2.jpg" alt="" width="307" height="230" />Per maggiori informazioni,</p>
<p>programma dettagliato</p>
<p>e registrazioni andate sul sito:</p>
<p><a href="http://www.typevents.com/index.php?id=203,205,0,0,1,0"  target="_blank">http://www.typevents.com/</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type video: TV Type</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 20:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un video del designer e illustratore catalano David Pocull, che attualmente vive a Brooklyn, per lo Studio Copyright di Barcelona che tratta i problemi di leggibilità e il livello di percezione dei caratteri nell’uso televisivo: dalla grandezza del corpo alla grossezza dei tratti, dalla forma delle lettere e dall’importanza del contrasto figura-sfondo. La scelta tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QGLSUici9hM&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/QGLSUici9hM&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Un video del designer e illustratore catalano <a href="http://www.pocull.com"  target="_blank">David Pocull</a>, che attualmente vive a Brooklyn, per lo <a href="http://www.studiocopyright.com/"  target="_blank">Studio Copyright</a> di Barcelona che tratta i problemi di leggibilità e il livello di percezione dei caratteri nell’uso televisivo: dalla grandezza del corpo alla grossezza dei tratti, dalla forma delle lettere e dall’importanza del contrasto figura-sfondo. La scelta tra testo tutto maiuscolo o maiuscolo / minuscolo. La corretta spaziatura e il corretto kerning tra le lettere. Una buona interlinea, né troppo compressa, né troppo abbondante.</p>
<p><em>“La cinetica implica al movimento imprescindibile di animare la tipografia”</em>.</p>
<p>Lo spazio di tempo che le scritte e i titoli mobili devono avere per essere apparire leggibili, né troppo lenta, né veloce la quale non permette allo spettatore la lettura. Come è importante la direzione di lettura con l’orientamento delle scritte. I vari effetti come le rotazioni possono essere gradevoli esteticamente ma poco funzionali nella lettura.<br />
La composizione tipografica non deve essere effimera per l’utilizzo televisivo come nelle titolazioni cinematografiche dove l’importanza della giusta sequenza dei testi è basilare per capirne il contenuto.<br />
Infine la scelta delle font sono basilari, più o meno espressive devono essere leggibili.<br />
Alla fine del filmato una corretta massima: <em>“Ricorda che la tipografia non solo ha un valore estetico che già trasmette un messaggio, l’espressione di questo messaggio si deve rinforzare con il movimento. La tipografia è il miglior ricorso del grafico, deve guidarla e essere capaci di darle vita in modo che conti storicamente da sè”</em>.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=625&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Lettere satellitari</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2008 13:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type World]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
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		<category><![CDATA[latino]]></category>
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		<category><![CDATA[satellitari]]></category>
		<category><![CDATA[satellite view]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è nuova! Non bastano le ricerche fotografiche di osservare con occhi diversi ciò che ci circonda e si propone di trovare un nuovo tipo di lettering che abbiamo sempre visto intorno a noi ma che non abbiamo mai “visto”: un lettering fatto da oggetti più o meno comuni. Probabilmente a non tutti era capitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/lettsat1.jpg" alt="" width="510" height="190" /></p>
<p>Questa è nuova! Non bastano le ricerche fotografiche di osservare con occhi diversi ciò che ci circonda e si propone di trovare un nuovo tipo di lettering che abbiamo sempre visto intorno a noi ma che non abbiamo mai “visto”: un lettering fatto da oggetti più o meno comuni. Probabilmente a non tutti era capitato di vedere, in un comune semaforo, una E; in un paio di occhiali chiusi, una B; in uno scambio tranviario, una X; e così via.</p>
<p>Bene, ora con le fotografie satellitari e con siti tipo <a href="http://http://earth.google.it/"  target="_blank">Google Earth</a>, c’è chi si è sbizzarrito a trovare forme di case, palazzi, piazze, strutture architettoniche e tanto altro, tra le milioni città del mondo, che ricordino lettere dell’alfabeto latino.</p>
<p>Sul sito <a href="http://www.geogreeting.com/view.html?yqsycUpEqkUDIzoUlvyq"  target="_blank">GEOGREETING</a> si può scrivere un messaggio da spedire via e-mail utilizzando un “font satellitare” che con la forma della lettera richiesta ci visualizza la parola, in questo caso le lettere sono preimpostate percui i caratteri utilizzati sono sempre gli stessi.</p>
<p>Provate voi stessi a cercare nuove lettere utilizzando <a href="http://http://earth.google.it/"  target="_blank">Google Earth</a>!</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/gftsatellite.jpg" alt="" width="600" /></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=611&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Type Video: The Child</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 08:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type video]]></category>
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		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[tipografia]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo video multi premiato, intitolato “The Child”, creato da Antoine Bardou-Jacquet per il DJ francese Alex Gopher è un interessante lavoro di utilizzo tipografico dove tutta la città di New York viene riprodotta unicamente con l’utilizzo di caratteri tipografici differenti, non solo ogni edificio, ponte, monumento è fatto con il suo nome ma anche qualsiasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZGWkdNWFZiI&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/ZGWkdNWFZiI&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Questo video multi premiato, intitolato <em>“The Child”</em>, creato da <em>Antoine Bardou-Jacquet</em> per il DJ francese <em>Alex Gopher</em> è un interessante lavoro di utilizzo tipografico dove tutta la città di New York viene riprodotta unicamente con l’utilizzo di caratteri tipografici differenti, non solo ogni edificio, ponte, monumento è fatto con il suo nome ma anche qualsiasi elemento come una finestra, un taxi, ecc. Un vero Cult video per gli amanti della tipografia e per i graphic designer. <em>Antoine Bardou-Jacquet </em>lavora dal 2000 per la multinazionale di comunicazione Partizan Lab, aveva precedentemente studiato design grafico a Parigi prima di creare la propria società di design grafico.</p>
<p>Sul sito <a href="http://www.partizan.com/" title="www.partizan.com" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outbound articles/http://www.partizan.com/');"  target="_blank">Partizan</a> ne potete vedere una <a href="http://www.partizan.com/partizan/v.php/antoine_bardoujacquet_alex_gopher_the_child/clip.mov" title="The Child QuickTime" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outbound articles/http://www.partizan.com/partizan/v.php/antoine_bardoujacquet_alex_gopher_the_child/clip.mov');"  target="_blank">Versione meno compressa</a> in formato QuickTime.<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Il punto medio centrato</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 12:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Type History - Storia tipografica]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Manuzio]]></category>
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		<category><![CDATA[história da escrita]]></category>
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		<description><![CDATA[Iscrizioni lapidarie altiniane conservate presso il Museo Archeologico di Altino (Ve) Il primo segno di punteggiatura utilizzato nella storia della scrittura è il punto medio centrato (·) presente già nelle iscrizioni lapidarie romane per le abbreviazioni, e successivamente per separare i nomi propri (all’epoca non erano ancora comparsi gli spazi fra le parole). La parola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/puntomedio.jpg" alt="Iscrizioni lapidarie altiniane conservate presso il Museo Archeologico di Altino (Ve)" width="500" height="287" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong><span style="color: #003366;">Iscrizioni lapidarie altiniane conservate presso il Museo Archeologico di Altino (Ve)</span></strong></dd>
</dl>
</h5>
<p>Il primo segno di punteggiatura utilizzato nella storia della scrittura è il <em>punto medio centrato</em> (·) presente già nelle iscrizioni lapidarie romane per le abbreviazioni, e successivamente per separare i nomi propri (all’epoca non erano ancora comparsi gli spazi fra le parole).</p>
<p>La parola latina <em>signum</em> era probabilmente collegata al verbo secare, cioè tagliare: il <em>signum</em> poteva quindi essere in origine l’effetto, il prodotto di un taglio o di separazione.</p>
<p>Sempre in epoca romana, il punto venne utilizzato per separare tutte le parole e per segnalare la fine di una frase.</p>
<p>In epoca medievale compaiono anche altri segni, utilizzati tuttavia dagli scribi con parsimonia e con regole abbastanza variabili. Infatti era ancora utilizzato soprattutto il punto per le abbreviazioni. La ricchezza di congiunzioni del latino rendeva superflui la maggior parte dei segni di punteggiatura, e anche i grandi capolettera ad inizio periodo rendevano spesso superfluo il punto fermo.</p>
<p>Solo con la comparsa della stampa, alla fine del Medio Evo, vengono fissate delle regole standard nell’uso della punteggiatura.</p>
<p>Sarà <em>Aldo Manuzio</em>, il grande stampatore veneziano, a dare origine a un sistema pressoché moderno nelle edizioni di opere di <em>Pietro Bembo</em> (a cominciare dal 1496): <em>virgola</em> nella stessa forma odierna, <em>punto e virgola</em> per una pausa minore di quella segnata dai <em>due punti</em>, <em>punto fermo</em> in chiusura di periodo e “<em>punto mobile</em>” alla fine di frasi interne al periodo, <em>apostrofo</em> e <em>accento</em>.</p>
<p>Ancora oggi il punto medio centrato, seppur raramente utilizzato, è una delle forme di punteggiatura tipografica più semplice ed efficace (nel catalano serve a dividere una doppia elle minuscole o maiuscole come per esempio nelle parole: intel·lectual, col·laboració, ecc.).</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=602&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Cadernos de Tipograﬁa e Design 11 — Settembre 2008</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 10:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Typography review - riviste - revistes]]></category>
		<category><![CDATA[Azulejo]]></category>
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		<description><![CDATA[È uscito online l’undicesimo numero dell’interessantissima rivista tipografica portoghese, scaricabile gratuitamente in formato PDF dal sito Tipografos dove potrete trovare anche i numeri precedenti come il numero 10 che trattava l’invenzione degli alfabeti con speciale riferimento alla realtà iberica. Inoltre articoli sugli azulejo come supporto per scritte in Portogallo e Spagna; un articolo sulla litografia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/CT11.jpg" alt="" width="400" height="539" /></p>
<p>È uscito online l’undicesimo numero dell’interessantissima rivista tipografica portoghese, scaricabile gratuitamente in formato PDF dal sito <a href="http://www.tipografos.net/cadernos/"  target="_blank">Tipografos</a> dove potrete trovare anche i numeri precedenti come il numero 10 che trattava l’invenzione degli alfabeti con speciale riferimento alla realtà iberica. Inoltre articoli sugli azulejo come supporto per scritte in Portogallo e Spagna; un articolo sulla litografia in Portogallo e Brasile e un articolo sul Museo della stampa Portimão.</p>
<p>In questo numero: Design Tipografico con FontLab, due conferenze sulla Tipografia a Byblos, <span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">oggetto di culto, giocattolo preferito di eterno bambino, storia di successo del design svizzero, </span><span onmouseover="_tipon(this)" onmouseout="_tipoff()">la lettera curriculare visigota, e tanto altro.</span></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=595&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Sarà un posto tranquillo?</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 15:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Burano, nella Laguna di Venezia, questa curiosa indicazione Sicuramente, in passato, questa fondamenta di Burano (VE) non era un posto raccomandabile data la denominazione. Ora al massimo potete essere “assaliti” dalle merlettaie che vi illustrano l’arte del prezioso merletto buranese o dai pescatori che riparano le reti in queste coloratissime isole che formano Burano. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/Type_Burano0001.jpg" alt="A Burano nella Laguna di Venezia questa curioda indicazione" width="500" height="335" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;"><strong>A Burano, nella Laguna di Venezia, questa curiosa indicazione</strong></span></dd>
</dl>
</h5>
<p>Sicuramente, in passato, questa fondamenta di Burano (VE) non era un posto raccomandabile data la denominazione. Ora al massimo potete essere “assaliti” dalle merlettaie che vi illustrano l’arte del prezioso merletto buranese o dai pescatori che riparano le reti in queste coloratissime isole che formano Burano.</p>
<p>Interessante è il tipo di carattere utilizzato con le (S) molto particolari, le (A) con la <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=178"  target="_blank">barra orizzontale</a> bassa,  oltre che dalla tipologia di supporto differente dai “ninzioletti” presenti nel resto della laguna veneta. Infatti se a Venezia, Murano, ecc. l’indicazione delle calli, dei campi, dei rioterrà, ecc. sono fatte in stencil su dei rettangoli bianchi che sembrano lenzuolini a Burano sono scolpite nella pietra e successivamente riempite, ora di vernice nera, una volta di pece.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=588&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Gutenberg e il Professore</title>
		<link>http://blog.giofugatype.com/?p=573</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 21:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type History - Storia tipografica]]></category>
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		<category><![CDATA[Panfilo Castaldi]]></category>
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		<category><![CDATA[storia dei caratteri]]></category>
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		<description><![CDATA[Prendendo spunto dai sempre più “caldi” commenti al mio post «I caratteri mobili di legno e l’invenzione della stampa» dello scorso 22 febbraio dove si dibatte sulla paternità dell’invenzione dei caratteri mobili e di conseguenza della stampa tra Gutenberg, Castaldi e altri, riporto, per meglio illustrare le argomentazioni scaturite in tali commenti l’origine del “contendere” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendendo spunto dai sempre più “caldi” commenti al mio post <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=84"  target="_blank">«I caratteri mobili di legno e l’invenzione della stampa»</a> dello scorso 22 febbraio dove si dibatte sulla paternità dell’invenzione dei caratteri mobili e di conseguenza della stampa tra <em>Gutenberg</em>, <em>Castaldi</em> e altri, riporto, per meglio illustrare le argomentazioni scaturite in tali commenti l’origine del “contendere” nate in un convegno tenuto a Genova nel novembre 2004 dal titolo <strong>“G come Genova, Gutenberg, Gates”</strong> dove venne presentata la teoria del <em>Prof. Bruno Fabbiani</em> e dove si accese un animato dibattito sulle “vecchie teorie”. Dibattito che proseguì nel 2005 presso il<em> Centro di studi grafici a Milano</em>.</p>
<p>In questo nuovo post pubblico, per gentile concessione dell’autore, l’articolo scritto da <em>James Clough</em> per la rivista <em>Graphicus</em> (dicembre 2004) dove si contrattaccano le teorie del <em>Prof. Bruno Fabbiani</em> sulla tecnica (metallografia), anziché quella che la storia attribuisce a Gutenberg come inventore di caratteri mobili.</p>
<p>Scrive <em>James Clough</em>: «Purtroppo, ed è con sincero dispiacere che lo dico, nella teoria di Fabbiani non c’è un solo grammo di verità provata. Ogni “prova” presentata con l’intento di convincere i lettori di <em>Graphicus</em> della validità della teoria, rivela non solo un’estrema superficialità di metodo, ma si offre, pure, a una serie di contestazioni che suscitano seri dubbi sulla conoscenza che Fabbiani ha della tipografia. Nonostante non possa considerarmi un esperto di storia dei primissimi anni dei lavori di stampa in Germania, certo è che studio la tipografia e la sua storia da più di venticinque anni. Credo che le mie limitate conoscenze, insieme a qualche approfondimento sulle ricerche correnti relative alla B42 all’estero, siano sufficienti a svolgere l’occorrente, ma poco gratificante, compito di inserire lo spillo e fare scoppiare il palloncino innalzato da Fabbiani».</p>
<h3><strong>La teoria di Fabbiani</strong></h3>
<p>Prosegue <em>James Clough</em> nel suo articolo: «Per il poco spazio disponibile, in questa occasione mi limiterò a discutere le principali “prove” di Fabbiani relativamente alle questioni di tecnica tipografica. Ma prima di andare al nocciolo del discorso, vorrei riassumere velocemente la teoria in questione. Il Professore dice che Gutenberg non componeva le righe della B42 con caratteri mobili, ma che la composizione veniva eseguita con la battitura, lettera dopo lettera e riga dopo riga, con punzoni d’acciaio dentro una “matrice-madre” di metallo tenero. Sulla matrice di un’intera colonna di testo veniva versato piombo fuso per ottenere la forma di stampa con le lettere in rilievo da inchiostrare e stampare successivamente. Questa, in essenza, è la teoria della metallografia che Fabbiani propone. Occorre pure, a questo punto, spendere qualche parola di chiarezza sulla tecnica della metallografia. Credo che chiunque abbia letto gli articoli di Fabbiani si sia fatta l’idea che fosse stato lo stesso Professore a inventare la suddetta teoria. Non è così: in un articolo sul <em>Gutenberg Jahrbuch</em> del 1930 <em>Maurice Audin</em> spiega la tecnica e suggerisce la possibilità che sia stata adoperata in maniera sperimentale e transitoria; ma escludendo categoricamente l’ipotesi di un suo utilizzo per la stampa di un libro, precisamente per i motivi che qui di seguito verranno spiegati».</p>
<blockquote></blockquote>
<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="0" width="600">
<tbody>
<tr>
<td width="300" valign="top">
<h5><img class="alignnone" src="../immagini/guten1.jpg" alt="" width="278" height="183" /></p>
<p><span style="color: #003366;">(Fig. 1) Illustrazione di Fabbiani pubblicata da Graphicus (ottobre, 2003). Il Professore spiega le deformazioni delle aste dentro le zone cerchiate come effetto della punzonatura. GRAPHICUS n° 1002, pag. 88, illustr. N. 6</span></h5>
<p><img src="../immagini/guten2.jpg" alt="" /></p>
<h5><span style="color: #003366;">(Fig. 2) Una matrice in rame con un gonfiamento dovuto allo spostamento di metallo a seguito della battitura del punzone di acciaio.</span></h5>
</td>
<td width="300" valign="top">
<h3><strong>Deformazioni </strong></h3>
<p>Nell’articolo di <em>Graphicus</em> 1002 (novembre 2003) troviamo due illustrazioni particolarmente eloquenti in quanto ci rivelano della confusione che giace alla base della teoria di Fabbiani. Il Professore presenta alcune lettere ingrandite prese dalla B42 (fig. 1). Ecco cosa si legge nella sua didascalia: <em>Le zone cerchiate indicano le deformazioni delle aste dei caratteri adiacenti a causa della modificazione superficiale della matrice in metallo, per effetto della punzonatura</em>. Emergono subito due osservazioni: uno sguardo a un’illustrazione di una matrice in rame, usata per fondere un politipo (fig. 2), evidenzia le inevitabili deformazioni conseguenti alla battitura con martello di un punzone di acciaio dentro un blocco di rame.</p>
<p>Per seguire la teoria di Fabbiani, non credo, invece, sia possibile battere i punzoni, uno dopo l’altro e inoltre vicinissimi (come le lettere nella B42) con la necessaria profondità, e provocare soltanto una piccola “modificazione superficiale”: la punzonatura di ogni successiva lettera deformerebbe <em>sempre</em> (e non occasionalmente e marginalmente) quella appena punzonata. Anche accettando – per un momento – la teoria di Fabbiani e osservando la <strong>i</strong> dentro il primo cerchio e la <strong>s</strong> antica dentro il secondo, la <strong>i</strong> sarebbe stata punzonata dopo la <strong>c</strong> e la <strong>s</strong> dopo la <strong>r</strong>; pertanto sarebbero la <strong>c</strong> e la <strong>r</strong> a subire le deformazioni e non la <strong>i</strong> e la <strong>s</strong> come vediamo: si compone – presumo perfino con i punzoni di Fabbiani – da sinistra a destra!</td>
</tr>
<tr>
<td width="300" valign="top">
<h3><strong>La crenatura</strong></h3>
<p>Sulla stessa pagina di <em>Graphicus</em> troviamo un’altra illustrazione interessante (fig. 3). Vale la pena citare anche qui la didascalia di Fabbiani: … <em>Riproduce la ricostruzione della composizione in caratteri mobili della B42. L’incastro tra le lettere discendenti ed ascendenti, che superano in altezza le dimensioni degli altri caratteri dimostrano che tale incastro non è compatibile con i “tipi fusi”, ma tale innesto è possibile solo con la metallografia.</em> Quello che Fabbiani chiama “incastro” in gergo tipografico è una “crenatura”, vale a dire una sporgenza di una parte di una lettera sulla spalla di un carattere adiacente. In questo caso si tratta di una crenatura verticale che, al contrario di quanto dice Fabbiani – sebbene rara nella storia della tipografia – è tutt’altro che impossibile, come dimostra questo dettaglio preso da un corsivo tipografico di <em>Pierre Simon Fournier</em> del 1749 (fig. 4). Il Professore dimentica di segnalare la fonte da cui proviene la sua illustrazione. Presumiamo sia tratta dalla foto della ricostruzione del carattere B42 nel libro <em>«Die technik Gutenbergs und ihre Vorstufen</em>» (fig. 5) di <em>Aloys Ruppel </em>(Direttore del Museo Gutenberg di Magonza dagli anni trenta fino agli anni cinquanta).</p>
<p>Paradossalmente questa illustrazione che Fabbiani mostra ci rivela <em>esattamente</em> quello che egli sostiene sia impossibile!</td>
<td width="300" valign="top"><img src="../immagini/guten3.jpg" alt="" /></p>
<h5><span style="color: #003366;">(Fig. 3) Illustrazione di Fabbiani raffigurante la ricostruzione del carattere B42 riportata da Graphicus (ottobre, 2003). GRAPHICUS n° 1002, pag. 88, illustr. N. 4</span></h5>
<p><img src="../immagini/guten4.jpg" alt="" /></p>
<h5><span style="color: #003366;">(Fig. 4) Un corsivo tipografico di Pierre Simon Fournier del 1749 con qualche esempio di crenature verticali</span></h5>
<p><img src="../immagini/guten5.jpg" alt="" /></p>
<h5><span style="color: #003366;">(Fig. 5) Ricostruzione del carattere B42 del Museo Gutenberg, tratto dal libro Die technik Gutenbergs und ihre Vorstufen di Aloys Ruppel – possibile fonte dell’illustrazione di Fabbiani (3)</span></h5>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="300" valign="top">
<h5><img class="alignnone" src="../immagini/guten6.jpg" alt="" width="250" height="80" /></p>
<p><span style="color: #003366;">(Fig. 6) Il brano di testo della B42 (Proverbi 1.13), corrispondente al dettaglio della ricostruzione del carattere B42 (illustrazioni 3 e 5).</span></h5>
<p><img src="../immagini/guten7.jpg" alt="" /></p>
<h5><span style="color: #003366;">(Fig. 7) Illustrazione di Fabbiani tratta da Graphicus (marzo, 2004) che mostra alcune lettere ingrandite del “Frammento di Strasburgo”.</p>
<p>Dalla didascalia di Fabbiani leggiamo: L’andamento scalare senza che le altre righe, superiori e inferiori, modificano il loro orientamento, la qual cosa fa dubitare che il frammento non è stato composto con caratteri mobili in quanto non vi è alcuna ragione tecnica o estetica che giustifichi tale andamento.</p>
<p>GRAPHICUS n° 1005, pagina 73, illustr. N. 6</p>
<p></span></h5>
<p><img src="../immagini/guten8.jpg" alt="" /></p>
<h5><span style="color: #003366;">(Fig. 8 ) Illustrazione di Fabbiani riportata da Graphicus (marzo, 2004) raffigurante la “verifica sperimentale” del Professore eseguita con caratteri industriali. Nella sua didascalia Fabbiani scrive: Questa verifica sperimentale dimostra che il “Frammento di Strasburgo” non è stato composto con i caratteri mobili. GRAPHICUS n° 1005, pagina 73, illustr. N. 8 (rif. 3)</span></h5>
</td>
<td width="300" valign="top">
<h3><span style="color: #ffffff;">a</span></h3>
<h3><strong>Una q e una b </strong></h3>
<p>A proposito sempre di questa particolare illustrazione (fig. 3), sono rimasto perplesso all’idea che Gutenberg avesse veramente adoperato le crenature verticali. Dopo aver interpellato e incuriosito lo storico della tipografia <em>James Mosley</em>, la verità è rapidamente emersa.</p>
<p>Mosley è riuscito a trovare il testo esatto della B42 (fig. 6) corrispondente alla combinazione delle lettere nell’illustrazione di Fabbiani, e la ricostruzione del carattere B42 del Museo Gutenberg.</p>
<p>Dalla prima riga, nell’ultima parola a destra leggiamo: <em>Omnem pretiosam substantiam reperiemus.implebimus domus nostras spoliis</em> – (Proverbi 113). Il dettaglio che Fabbiani mostra è la <strong>q</strong> di <em>quasi</em> della riga precedente insieme all’abbreviata prima parte di <em>substantiam</em> (una <strong>b</strong> con una “bandiera” sull’asta). Questa immagine dimostra che il vero carattere della B42 non aveva una crenatura verticale e la ricostruzione a Magonza non è fedele in questo dettaglio.</p>
<h3><strong>Il “Frammento di Strasburgo”</strong></h3>
<p>In un successivo articolo su Graphicus (1005, marzo 2004) Fabbiani applica la sua teoria al cosiddetto “Frammento di Strasburgo”. Si tratta di un frammento del <em>Giudizio Universale</em> proveniente dal <em>Sibyllenbuch</em>, senza data e senza alcuna indicazione sulla presunta stampa a Strasburgo – durante l’esilio di Gutenberg – malgrado la certezza di Fabbiani. Possiamo solo supporre che il “Frammento” è anteriore alla B42 e che fu stampato da Gutenberg: il carattere è un gotico simile a quello della B42, sebbene meno evoluto, e il testo non è giustificato. Ritorno a una delle illustrazioni di Fabbiani del “Frammento” (fig. 7): un ingrandimento di un dettaglio dello stampato. In riferimento a questa e altre illustrazioni simili, Fabbiani parla di … <em>una inspiegabile scalarità dei caratteri</em> che sarebbe “incongruente” con la tipografia: <em>Se il testo fosse stato composto con caratteri mobili la loro scalarità verticale si sarebbe ripercossa sui caratteri sottostanti o sovrastanti in quanto i parallelepipidi costituenti i singoli caratteri non sono elastici e quindi non possono compensare i loro fuori allineamento.</em></p>
<p>Per enfatizzare l’idea che “l’andatura scalare” delle lettere evidente nel “Frammento” sia incompatibile con la tipografia – e quindi attribuibili alla metallografia – Fabbiani ci intrattiene con una lezione di tipografia. I caratteri della sua illustrazione (fig. 8 ) sono simili per stile a quelli usati per stampare il “Frammento”. Ma le similarità con quelli del “Frammento” non vanno oltre a questa semplice osservazione; non provengono da una forma a mano, ma da una fonditrice meccanica; e saranno stati selezionati dalla fonderia prima della vendita al tipografo. Sono prodotti industriali perfetti: il risultato di secoli di progresso tecnologico. Fabbiani offre parametri industriali per spiegare una tecnica artigianale, sperimentale e di conseguenza imperfetta; un fatto di tipografia medioevale accaduto almeno quattrocento anni prima dei caratteri dell’illustrazione.</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top">
<h3><strong>La fusione a mano</strong></h3>
<p>Benché la memoria storica dei fonditori che lavoravano con le forme a mano per produrre caratteri mobili sia scomparsa da diverse generazioni, in un libro del 1887, A <em>«History of the Old English letter foundries»</em> di <em>Talbot Baines Reed</em>, proprietario di una fonderia tipografica londinese, c’è una spiegazione che si contrappone a quella di Fabbiani circa la questione del “l’andatura scalare” e le altre imperfezioni rilevate dal Professore nel “Frammento”. Resta superfluo ricordare che Reed sottoscrive la tradizionale attribuzione a Gutenberg dell’invenzione di caratteri mobili. Ecco la mia traduzione di un paragrafo del suo libro: <em>Chiunque conosca la procedura di fusione di caratteri in forme a mano sa che il lavoro è difficile. Con una sola forma e una sola matrice, un abile fonditore sarebbe in grado di produrre diciannove caratteri perfetti su venti, mentre un altro maldestro fonditore a mala pena potrebbe produrre un solo carattere perfetto su venti.</em> <em>Diverse lettere richiedono diversi movimenti manuali per indurre il metallo a passare dentro ogni interstizio della matrice; è pure possibile che un fonditore possa avere “fortuna” nel suo lavoro un giorno e produrre caratteri difettosi il giorno dopo. Naturalmente nei tempi moderni [1887], solo caratteri perfetti arrivano nelle mani degli stampatori, ma all’inizio, con una matrice deperibile, si doveva tenere e usare ogni carattere fuso; la selezione sarebbe stata meno severa e si permetteva l’utilizzo di caratteri tanto diversi dal loro modello originale quanto uno dall’altro</em>. <em>[…] Lasciate che chiunque senza esperienza provi a fondere venti caratteri gotici da una sola forma e matrice; poi lasciatelo fare una prova di stampa dei caratteri così prodotti. Il risultato di tale sperimento avrebbe l’effetto di farci smettere per sempre di chiedere il perché delle irregolarità evidenti nella Bibbia di Gutenberg… </em>Queste parole insieme all’immagine di lettere fuse e stampate nella fonderia di Reed (fig. 9) – senza alcuna selezione da parte del fonditore, e con ciascuna lettera proveniente da una sola matrice – mi sembrano piuttosto esaustive nella loro chiarezza.</p>
<p><img src="../immagini/guten9.jpg" alt="" /></p>
<h5><span style="color: #003366;">(Fig. 9) Illustrazione tratta da A History of the Old English letterfoundries di Talbot Baines Reed dove si mostrano i risultati di cattive fusioni di lettere tipografiche. Anche qui si nota “l’andatura scalare” che Fabbiani ritiene sia incompatibile con la tipografia.</p>
<p></span></h5>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top">
<h3><strong>Ricerche attuali</strong></h3>
<p>Negli articoli scritti da Fabbiani relativi a Gutenberg, l’assenza di un solo riferimento bibliografico, insieme a una fastidiosa ma chiara impressione trasmessa ai lettori che solo Fabbiani si occupi scientificamente della B42, aggiungono ulteriore tristezza alla querelle. Da un articolo di Fabbiani (Graphicus 1000 del settembre 2003) leggiamo: <em>Molti libri sono stati scritti su questa Bibbia e su altre opere di Gutenberg, ma nessuno mai fino a oggi, salvo prova contaria, ha analizzato a fondo quest’opera…</em> Un’affermazione che trova spiegazione, forse, nella non consapevolezza da parte di Fabbiani delle ricerche piú aggiornate. È vero che nessuno ha ancora <em>finito</em> di analizzare “a fondo” la B42; ma è possibile che ricerche di studiosi quali <em>Lotte Hellinga</em> (British Library), <em>Paul Needham</em> (Princeton University) e <em>Cornelia Schneider</em> (Museo Gutenberg), per menzionare solo tre personaggi ancora vivi e che fanno ricerche da diversi decenni, siano sconosciuti a Fabbiani? Lui che, se non vado errato, ha iniziato le sue ricerche sui lavori di Gutenberg appena nel 2003!</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" valign="top">
<h3><strong>Le correzioni</strong></h3>
<p>Per chi rimane ancora con qualche dubbio vorrei discutere una ricerca di <em>Mari Agata</em> che è stata pubblicata sul <em>«Papers of the Bibliographical Society of America»</em> (vol. 97, giugno 2003). La ricercatrice ha scritto una prima relazione sull’analisi comparativa di 158 carte del 1° volume della B42: ha potuto avvalersi della copia della B42 della <em>Cambridge University Library</em> e quella presso la <em>Biblioteca dell’Università di Keio</em>. Usando <em>Photoshop</em> per la sovrimpressione dei testi delle stesse pagine delle due copie, oltre a quelle già rivelate da altri studiosi, ben venti piccole differenze – difficilissime da rilevare a occhio nudo – sono emerse. Un controllo eseguito su altre dodici copie della B42 ha rivelato che ogni copia riporta o la versione del testo di Cambridge o quella di Keio. Scegliamo un solo esempio di queste piccole correzioni (fig. 10) dal primo volume della B42, foglio 264r, colonna a sinistra; una piccolissima differenza appare nella seconda riga dell’illustrazione: nella copia Keio lo spazio tra i due punti (dopo la seconda parola) e l’abbreviazione (et) è maggiore di quello della copia Cambridge. Se la copia Keio rappresenta lo stato iniziale, è possibile che il cambiamento fu eseguito per correggere la giustificazione; effettivamente, la riga della copia Cambridge presenta una giustificazione migliore. Nel periodo della stampa con il torchio a mano se un errore o un refuso veniva notato in un foglio appena stampato, i tipografi si fermavano brevemente a correggerlo. Infatti, correggere piccoli e meno piccoli errori di questo genere con la tipografia era facilissimo: in questo particolare caso bastava aprire la forma, prendere un paio di pinze, cambiare la posizione di uno spazio e chiudere la forma: trenta secondi di lavoro. Fabbiani può spiegare come si poteva correggere con la metallografia? E soprattutto, può darci un’idea di quanto tempo ci voleva e se quel dispendio di tempo era in qualche maniera proporzionale all’importanza di un “errore” di giustificazione praticamente trascurabile come questo?</p>
<p><img src="../immagini/guten10.jpg" alt="" /></p>
<h5><span style="color: #003366;">(Fig. 10) Le due illustrazioni provengono da una ricerca di Mari Agata sul Papers of the Bibliographical Society of America (vol. 97, giugno 2003). Lo stesso brano di testo di due copie della B42 (Quella di Keio in alto e quella di Cambridge, sotto) dimostra una differenza di spaziatura nelle due copie: nella seconda riga, tra i due punti (dopo la seconda parola) e l’abbreviazione (et).</p>
<p></span></h5>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>

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		<title>I prossimi corsi di Calligraﬁa dell’Associazione Calligraﬁca Italiana — 2008</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 11:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ordine di scrittura di alcune lettere onciali Ecco un calendario dei corsi di calligrafia organizzati dall’ACI Associazione Calligrafica Italiana nei mesi di settembre e ottobre 2008 sia a Milano, sia in altre sedi. Tali mini corsi sono indirizzati sia ai principianti, sia a chi ha una conoscenza intermedia della materia. Per ulteriori informazioni, calendari completi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><strong><span style="color: #003366;"><img src="../immagini/tubaro1.jpg" alt="Ordine di scrittura di alcune lettere onciali" width="500" height="268" /></span></strong></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong><span style="color: #003366;">Ordine di scrittura di alcune lettere onciali</span></strong></dd>
</dl>
</h5>
<p>Ecco un calendario dei corsi di calligrafia organizzati dall<em>’ACI Associazione Calligrafica Italiana</em> nei mesi di settembre e ottobre 2008 sia a Milano, sia in altre sedi. Tali mini corsi sono indirizzati sia ai principianti, sia a chi ha una conoscenza intermedia della materia. Per ulteriori informazioni, calendari completi, scaricare volantini e iscrizioni: <a href="http://www.calligrafia.org"  target="_blank">ACI</a></p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/tubaro2.jpg" alt="Un precedente corso sullOnciale tenuto da Ivana Tubaro" width="500" height="375" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong><span style="color: #003366;">Un precedente corso sull’Onciale tenuto da Ivana Tubaro</span></strong></dd>
</dl>
</h5>
<h3><strong><span style="color: #003366;">MILANO</span></strong></h3>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/MI_vuotopieno.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>I vuoti e i pieni della calligrafia con Anna Ronchi</strong><br />
sabato e domenica 27/28 settembre</p>
<p>Riconoscere e considerare il vuoto come elemento della composizione. Il vuoto aiuta a creare una struttura spaziale ed è ricco di significati e di espressività. Il vuoto crea tensione e rende dinamica la composizione.</p>
<p>livello intermedio / iscrizioni entro il 17 settembre<br />
responsabile corso <em>Anna Ronchi</em></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/MI_onciale.jpg" alt="" width="150" height="150" /><br />
<strong>La scrittura onciale con Ivana Tubaro</strong><br />
sabato 4 e sabato 11 ottobre</p>
<p>L’onciale, date le sue qualità di semplicità e di chiarezza è ai nostri giorni particolarmente adatta a chi si avvicina per la prima volta alla calligrafia e vuole impararne le tecniche di base. Durante il corso si partirà da esercizi adatti alla comprensione della struttura delle lettere e si arriverà alla scrittura con il pennino. Scopo del corso è incoraggiare la realizzazione di un piccolo lavoro definitivo; a partire da un breve testo se ne studierà l’impaginazione e l’esecuzione finale.</p>
<p>per principianti / iscrizioni entro il 24 settembre 2008<br />
responsabile corso <em>Ivana Tubaro</em></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/MI_legature2.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>Legature Slegate 2 con Cristina Balbiano e Suzanne Schmollgruber</strong><br />
sabato 11 ottobre 2008</p>
<p>Una nuova serie di esemplari mutuati dai contesti più vari, dall’origami così come dalle arti del libro e dal cartonnage. Piegature, tagli e poca colla per realizzare altri insoliti modelli di libri, depliant e versatili custodie, con svariate tipologie di carte e materiali. Per partecipare non è necessario aver seguito il primo seminario. Adatto ad ogni livello.</p>
<p>per tutti / iscrizioni entro il 1° ottobre<br />
responsabile corso <em>Anna Schettin</em></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/MI_automaticpen.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>Automatic pen, tracce e colori con Anna Ronchi</strong><br />
domenica 26 ottobre</p>
<p>Il segno ottenuto con l’automatic pen è affascinante per le dimensioni notevoli e per gli effetti di colore che si possono ottenere con tempere, acquerelli e tinte in flacone già pronte.</p>
<p>livello intermedio / iscrizioni entro il 15 ottobre<br />
responsabile corso <em>Anna Ronchi</em></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/MI_corsivinglese.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>Corsivo inglese con James Clough</strong><br />
venerdì, sabato e domenica 14/15/16 novembre</p>
<p>Nato nelle mani dei penmen inglesi del Settecento, il corsivo inglese fu il modello adoperato nelle scuole italiane ed europee dall’Ottocento fino ai primi decenni dello scorso secolo. Dopo un approccio rigoroso per imparare la tecnica di scrivere con il pennino a punta flessibile, scopriremo i piaceri del corsivo inglese, una scrittura che rimane ancora nella memoria storica degli italiani.</p>
<p>per tutti / iscrizioni entro il 5 novembre<br />
responsabile corso <em>James Clough</em></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/MI_tmbrigomma.jpg" alt="" width="150" height="150" /><br />
<strong><br />
Timbri in gomma con Marco Campedelli</strong><br />
domenica 30 novembre</p>
<p>La gomma da cancellare può diventare un originalissimo timbro per la stampa a mano. Durante il corso si impareranno tecniche basilari di intaglio della gomma utili per incidere lettere iniziali, simboli, disegni o parole che verranno poi riprodotte su carta. Una tecnica semplice ma dal suggestivo effetto finale. Adatto a chiunque voglia sperimentare qualcosa di nuovo.</p>
<p>per tutti / iscrizioni entro il 19 novembre<br />
responsabile corso <em>Marco Campedelli</em></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/MI_biblioteca.jpg" alt="" width="150" height="150" /><br />
<strong><br />
Visita alla Biblioteca Trivulziana con James Clough</strong><br />
venerdì 5 dicembre 2008</p>
<p>Questa sarà una rara opportunità per ammirare alcune delle più belle pagine scritte dagli amanuensi che hanno rivoluzionato la storia della calligrafia durante il Rinascimento italiano. Inoltre, esamineremo i libri stampati dai successori di Gutenberg, le opere dei grandi tipografi quali Jenson e Aldo Manuzio a Venezia fino al lavoro di Giambattista Bodoni a Parma.</p>
<p>per tutti / iscrizioni entro il 26 novembre<br />
responsabile corso <em>James Clough</em></p>
<h3><span style="color: #003366;"><strong>VICENZA</p>
<p></strong></span><img class="alignnone" src="../immagini/colriperminiatura.jpg" alt="" width="150" height="150" /></h3>
<p><strong>La produzione dei colori tradizionali per l’arte della miniatura con Ivano Ziggiotti</strong><br />
venerdì, sabato e domenica 26/27/28 settembre 2008</p>
<p>I colori così vivi e splendenti delle miniature esercitano in noi una particolare attrazione. Il blu oltremare, l’azzurrite, il cinabro, la malachite, l’iris e lo spincervino, il guado e la reseda sono pronti a svelarvi tutto il loro mistero per trasformarsi sotto le vostre mani in splendide tonalità in forma di succhi, lacche e polveri arcobaleno.</p>
<p>per tutti / iscrizioni entro il 12 settembre<br />
responsabile corso <em>Ivano Ziggiotti</em></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/introduzione_calligrafia.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>Introduzione alla Calligrafia con Marco Campedelli</strong><br />
domenica 12 ottobre</p>
<p>Giornata di introduzione all’arte della Calligrafia<br />
Una giornata per conoscere l’affascinante mondo della Calligrafia. La storia della scrittura, la descrizione dei principali strumenti di scrittura, l’uso della doppia matita per imparare le regole base e i primi esercizi con il pennino a punta tronca, strumento principe per gran parte delle scritture proposte dal manuale di Calligrafia ACI. La giornata si pone l’obiettivo di avvicinare nuove persone interessate al mondo della Calligrafia e di riuscire a tracciare con pennino e inchiostro, i primi segni che stanno alla base della scrittura calligrafica (aste, curve, diagonali…)</p>
<p>per tutti / iscrizioni entro il 1° ottobre<br />
responsabile corso <em>Anna Schettin</em></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/VI_onciale.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>La scrittura onciale con Anna Schettin</strong><br />
sabato e domenica 8/9 novembree</p>
<p>L’Onciale, scrittura che ha origine nel III secolo, ha forme caratterizzate da semplicità e chiarezza; per questo motivo è particolarmente adatta a coloro che desiderano affrontare per la prima volta l’uso del pennino a punta tronca. Nonostante ciò il corso è indicato anche a persone con esperienza calligrafica che vogliono approfondire questa scrittura.</p>
<p>per tutti / iscrizioni entro il 29 ottobre<br />
responsabile corso <em>Anna Schettin<br />
</em></p>
<h3><span style="color: #003366;"><strong>BOLOGNA</p>
<p></strong></span><img class="alignnone" src="../immagini/BO_commerciali.jpg" alt="" width="150" height="150" /></h3>
<p><strong>Scrittura commerciale con il pennello con Barbara Calzolari</strong><br />
sabato e domenica 18/19 ottobre</p>
<p>Con questo corso impareremo a realizzare scritte a pennello. Allenarsi a fare belle linee che formano le varie parti delle lettere. L’unico modo per sviluppare la sensibilità dele linee armoniose è provare, allenarsi e allenarsi. Con una semplice tecnica divertente avremo familiarità con il pennello che ci aiuterà fare pratica più facilmente. Fare alcune belle lettere ci incoraggerà ad andare ancora avanti.</p>
<p>per chi conosce almeno una scrittura / iscrizioni entro l’8 ottobre<br />
responsabile corso <em>Barbara Calzolari<br />
</em></p>
<h3><span style="color: #003366;"><strong>NAPOLI</p>
<p></strong></span><img class="alignnone" src="../immagini/NA_cancelleresca.jpg" alt="" width="150" height="150" /></h3>
<p><strong>La scrittura cancelleresca</strong><br />
Sabato e domenica 18 /19 ottobre</p>
<p>La cancelleresca è una scrittura corsiva nata nel rinascimento, la più tipicamente italiana, ma anche la più attuale e leggibile: non sono necessarie particolari abilità artistiche, si tratta solo di riscoprire la nostra capacità di scrivere imparando un ductus, cioè l’ordine dei tratti che compongono le lettere. Particolarmente versatile, questa scrittura è consigliata a chi si avvicina per la prima volta alla disciplina della calligrafia.</p>
<p>Per principianti / iscrizioni entro il 30 settembre 2008<br />
responsabile corso <em>Francesca Biasetton<br />
</em></p>
<h3><span style="color: #003366;"><strong>MANTOVA</p>
<p></strong></span><img class="alignnone" src="../immagini/introduzione_calligrafia.jpg" alt="" width="150" height="150" /></h3>
<p><strong>Introduzione alla Calligrafia con Marco Campedelli</strong><br />
domenica 21 settembre</p>
<p>Giornata di introduzione all’arte della Calligrafia<br />
Una giornata per conoscere l’affascinante mondo della Calligrafia. La storia della scrittura, la descrizione dei principali strumenti di scrittura, l’uso della doppia matita per imparare le regole base e i primi esercizi con il pennino a punta tronca, strumento principe per gran parte delle scritture proposte dal manuale di Calligrafia ACI. La giornata si pone l’obiettivo di avvicinare nuove persone interessate al mondo della Calligrafia e di riuscire a tracciare con pennino e inchiostro, i primi segni che stanno alla base della scrittura calligrafica (aste, curve, diagonali…)</p>
<p>per tutti / iscrizioni entro il 10 settembre<br />
responsabile corso <em>Marco Campedelli</em></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/legature-orientali.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p><strong>Legature orientali con Susanna Carugati</strong><br />
Sabato 26 ottobre</p>
<p>Un corso per imparare le cuciture orientali, in particolare quelle curate dal Maestro Kojiro Ikegami, come la legatura a quattro fori con le tre varianti (Kangxi, a foglia di canapa, a guscio di tartaruga), nonché la variante cinese per formati più stretti e alti. Si produrranno anche album, quaderni a fisarmonica da realizzare sia a fogli singoli che con un doppio strato di pagine, e altre tipologie senza cuciture.</p>
<p>per tutti / Iscrizioni entro il 15 ottobre 2008<br />
Responsabile corso <em>Anna Schettin</em></p>

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		<title>Tupigraﬁa 8: la rivista brasiliana di tipograﬁa</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 09:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tupigrafia 8: la copertina progettata da Tony de Marco L’ottavo numero della rivista brasiliana di tipografia Tupigrafia ha ben tre copertine differenti create da Claudio Rocha, Tony de Marco e Felipe Taborda. Tupigrafia 8: copertina progettata da Claudio Rocha Tupigrafia 8: copertina progettata da Felipe Taborda L’articolo di apertura è dedicato alla poesia visuale, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/tupigrafia8e.jpg" alt="Tupigrafia 8: la copertina progettata da Tony de Marco" width="500" height="225" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong><span style="color: #003366;">Tupigrafia 8: la copertina progettata da Tony de Marco</span></strong></dd>
</dl>
</h5>
<p>L’ottavo numero della rivista brasiliana di tipografia <strong>Tupigrafia</strong> ha ben tre copertine differenti create da <em>Claudio Rocha</em>, <em>Tony de Marco</em> e <em>Felipe Taborda</em>.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/tupigrafia8d.jpg" alt="Tupigrafia 8: copertina progettata da Claudio Rocha" width="500" height="225" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong><span style="color: #003366;">Tupigrafia 8: copertina progettata da Claudio Rocha</span></strong></dd>
</dl>
</h5>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/tupigrafia8c.jpg" alt="Tupigrafia 8: copertina progettata da Filipe Tabouro" width="500" height="225" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;"><strong>Tupigrafia 8: copertina progettata da Felipe Taborda</strong></span></dd>
</dl>
</h5>
<p>L’articolo di apertura è dedicato alla poesia visuale, con un quaderno di 8 pagine stampato in tipografia con caratteri in piombo e in legno. Em destaque, gli articoli sulla calligrafia artistica degli olandesi <em>H.N.Werkman</em> e <em>Ewald Spieker</em> e anche gli articoli sull’opera di <em>Herb Lubalin</em>, con un’attenzione speciale alla rivista <em>Eros</em>, editada per Lubalin nel 1962.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/tupigrafia8f.jpg" alt="Tupigrafia 8: articolo su William Dwiggins" width="500" height="352" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong><span style="color: #003366;">Tupigrafia 8: articolo su William Dwiggins design grafico e tipografo statunitense.</span></strong></dd>
</dl>
</h5>
<p>Dentro un’altra sezione la rivista mostra anche la produzione editoriale del designer grafico e tipografo nord-americano <em>William Dwiggins</em>; un saggio fotografico con gli orologi storici da torre in Italia; le scritte dal Tibet e una nuova onda di font digitali create da tipografi brasiliani.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/tupigrafia8b.jpg" alt="Tupigrafia 8: articolo, di Claudio Rocha, sugli orologi storici da torre e campanile italiani" width="500" height="352" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong><span style="color: #003366;">Tupigrafia 8: articolo, di Claudio Rocha, sugli orologi storici da torre e campanile italiani</span></strong></dd>
</dl>
</h5>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/tupigrafia8a.jpg" alt="Tupigrafia 8: una nuova font brasiliana" width="500" height="352" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong><span style="color: #003366;">Tupigrafia 8: Bossa Nova una nuova font brasiliana</span></strong></dd>
</dl>
</h5>
<p>Prossimamente questo numero di Tupigrafia sarà acquistabile, in Italia, presso la <a href="http://www.aiap.it/libreria.php"  target="_blank">Libreria Aiap</a>.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=555&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a></p>

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		<title>Multiverso Icograda Design Week Torino 2008: i workshop</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 14:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora aperte le iscrizioni a Multiverso Icograda Design Week Torino 2008, l’evento internazionale organizzato da AIAP che comprende conferenza internazionale, workshop e mostre… tra gli speaker: Andrew Blauvelt, Paul Elliman, Pierre di Sciullo, Daniel Eatock, LUST, Saki Mafundikwa, Carlo Ratti, Bruce Sterling, Ruedi Baur… Affrettatevi a iscrivervi! Tutte le informazioni sul sito IDW Quattro importanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/multiverso1.jpg" alt="" width="500" height="706" /></p>
<p><img class="alignleft" src="../immagini/multiverso2.jpg" alt="" width="250" height="641" />Ancora aperte le iscrizioni a <strong>Multiverso Icograda Design Week Torino 2008</strong>, l’evento internazionale organizzato da AIAP che comprende conferenza internazionale, workshop e mostre… tra gli speaker: Andrew Blauvelt, Paul Elliman, Pierre di Sciullo, Daniel Eatock, LUST, Saki Mafundikwa, Carlo Ratti, Bruce Sterling, Ruedi Baur…</p>
<h2>Affrettatevi a iscrivervi!</h2>
<p><a href="http://icogradadesignweektorino.aiap.it/"  target="_blank">Tutte le informazioni sul sito IDW</a></p>
<p>Quattro importanti workshop aprono le attività legate all’Icograda Design Week 2008 di Torino.<br />
Tre giorni e mezzo di laboratori dedicati a studenti e giovani professionisti provenienti da tutto il mondo.</p>
<p><span style="color: #003366;">Saki Mafundikwa</span><br />
Workshop dedicato agli alfabeti africani, per introdurre i partecipanti ai sistemi di scrittura come fonte di ispirazione nel progetto tipografico. Si tratta di un workshop per studenti interessati alla tipografia e l’obiettivo primario è di offrire un punto di vista differente sulla tipografia e la scrittura.<br />
<span style="color: #003366;"><br />
Lust | Thomas Castro + Jeroen Barendse</span><br />
Usando Torino come modello, gli studenti analizzeranno un sistema urbano complesso e restituiranno i loro risultati progettuali sotto forma di “quickscan” che permetterà di enfatizzare i confini lungo i quali nuovi media e tecnologie dell’informazione, architettura, sistemi urbani e graphic design si sovrappongono. Inoltre, ulteriori obiettivi del workshop saranno quelli di introdurre i partecipanti a idee e metodologie innovative della ricerca sul design, applicabili in termini progettuali.<br />
<span style="color: #003366;"><br />
Daniel Eatock + Flávia Müller Medeiros</span><br />
Mini Manifesto. Inizia con le idee. Elimina gli elementi superflui. Sovverti le aspettative Credi che idee complesse possaprodurreno oggetti semplici. Credi nel procedimento Permetti ai concetti di determinare la forma. Riduci i materiali e la produzione alla loro essenza Sostieni l’integrità di un’idea. Proponi l’onestà come una soluzione. Elimina la soggettività..</p>
<p><span style="color: #003366;">Sophie Thomas</span><br />
Come può un designer della comunicazione contribuire a salvare il nostro mondo ?<br />
Questo workshop intende coinvolgere i designer partecipanti nel progetto di un evento, di un oggetto, di una occasione che possa essere fisicamente, realisticamente, realizzata in uno spazio pubblico in un modo talmente efficace che i cittadini siano costretti a fermarsi, incuriositi, cambiare strada, riflettere.</p>
<p>N.B.: i workshop saranno in lingua inglese. A ciascun workshop-leader sarà affiancato un tutor per facilitare la comunicazione.<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Lettera da Lure di Fabrizio M. Rossi</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 22:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come avevo già scritto in un post dello scorso 27 maggio si è svolto a Lure, in Francia, dal 25 al 30 agosto la 56ª settimana estiva degli “Rencontres internationales de Lure” con varie iniziative che riguardano il mondo della tipografia. Per l’Aiap e soprattutto per la propria passione tipografica era presente Fabrizio M. Rossi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come avevo già scritto in un <a href="http://blog.giofugatype.com/?p=296"  target="_blank">post</a> dello scorso 27 maggio si è svolto a Lure, in Francia, dal 25 al 30 agosto la 56ª settimana estiva degli <em>“<a href="http://www.rencontresdelure.org/"  target="_blank">Rencontres internationales de Lure”</a></em> con varie iniziative che riguardano il mondo della tipografia. Per l’Aiap e soprattutto per la propria passione tipografica era presente <em>Fabrizio M. Rossi</em> che gentilmente mi ha inviato la seguente lettera di un resoconto su questa annuale iniziativa:</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/Jalleau3.jpg" alt="foto di Fabrizio M. Rossi: alcuni pannelli della mostra dedicata a Franck Jalleau." width="500" height="450" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">foto di Fabrizio M. Rossi: alcuni pannelli della mostra dedicata a Franck Jalleau.</span></strong><strong><span style="color: #003366;"> </span></strong><span style="color: #003333;">” Quand je vois un caractère          mal foutu, je me dis : Qu’est-ce qu’il est laid le mec ! ”</span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Caro Giò, i <em>Rencontres Internationales de Lure</em> del 2008 si sono appena conclusi e ti scrivo queste righe perché conosco la tua ghiottoneria verso la cultura tipografica: e qui, come sempre, di cultura tipografica ce n’è stata per tutti i gusti, anche quest’anno in cui il tema è stato il dio/demone denaro, tanto temuto quanto desiderato.</p>
<p>Anzi, direi <em>proprio</em> quest’anno: perché il rapporto tra denaro (segno fra i segni, valevole per consenso) e grafica/tipografia (creatrici di segni e di valori convenzionali) è veramente strettissimo, sebbene fra mille difficoltà di ordine teorico e pratico…</p>
<p><em>Rencontres</em> intensi come sempre, animati come d’abitudine, rigorosi nei contenuti e informali nei modi come sanno essere da più di un cinquantennio.</p>
<p>È stato importante per me parlare dell’Aiap, della sua storia, del suo impegno per il riconoscimento sociale del nostro mestiere. Altrettanto importante è stato scoprire il vivo interesse nei confronti della nostra associazione.</p>
<p>L’Aiap, lo sappiamo, è diversa dai <em>Rencontres</em>, molto diversa. Ma è l’incontro fra le diversità che crea valore, e ognuno ha qualcosa da imparare e da offrire.</p>
<p>Troppo a lungo dovrei dirti dei numerosi interventi in questa sessione dei <em>Rencontres</em>: ti suggerisco soltanto di dare un’occhiata al sito della loro associazione (<a href="http://www.rencontresdelure.org/"  target="_blank">http://www.rencontresdelure.org/</a>), a quello di uno dei relatori, <em>Frank Adebiaye</em> (<a href="http://www.velvetyne.com/"  target="_blank">http://www.velvetyne.com/</a>) e di tener d’occhio la <em>“Bibliothèque Typographique”</em> animata da <em>Sébastien Morlighem</em> per l’editore Ypsilon. In attesa naturalmente degli atti dei <em>Rencontres</em>!</p>
<p>A presto, Giò, con l’augurio di incontrarsi a Lure nei prossimi anni.</p>
<p><em>Fabrizio M. Rossi</em></p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 460px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/Jalleau1.jpg" alt="foto di Fabrizio M. Rossi: alcuni pannelli della mostra dedicata a Franck Jalleau." width="405" height="560" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/Jalleau2.jpg" alt="" width="450" height="600" /></p>
</dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">foto di Fabrizio M. Rossi: alcuni pannelli della mostra dedicata a Franck Jalleau. </span></strong><span style="color: #003333;">“Les plus beaux caractères sont ceux qui se voient le moins.”</span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>p.s. Oltre a tutto questo si è inaugurata una mostra,<em> L’esprit du geste</em>, dedicata al disegnatore di caratteri <em>Franck Jalleau</em>, che espone i procedimenti creativi di un progettista fedele al gesto calligrafico e autore di ricostruzioni digitali di caratteri per la Imprimerie Nationale. Da vedere, magari portandola qui in Italia, perché no? Intanto ti invio qualche foto. Saluti, Fab.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 610px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/Jalleau4.jpg" alt="foto di Fabrizio M. Rossi: alcuni pannelli della mostra dedicata a Franck Jalleau." width="600" height="450" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;">foto di Fabrizio M. Rossi: alcuni pannelli della mostra dedicata a Franck Jalleau.<strong> </strong></span><span style="color: #003333;">” On ne prend pas n’importe quelle fonte pour dire n’importe quoi. ”</span></h5>
</dd>
</dl>
<p><span id="bodyText"><span class="body">Franck Jalleau è un type designer parigino nato nel 1962. Ha studiato tipografia e lettering in Francia da Bernard Arin nello Scriptorium di Tolosa, e successivamente con José Mendoza e Stanislas Mandel. Oggi, egli disegna caratteri e digitalizza font per l’Imprimerie Nationale di Parigi ed insegna tipografia presso la École Estienne. Tra i suoi font: Oxalis, Virgile</span></span></h5>

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		<title>Cadernos de Tipograﬁa 10 — Agosto 2008</title>
		<link>http://blog.giofugatype.com/?p=527</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 10:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È uscito online il decimo numero dell’interessantissima rivista tipografica portoghese, scaricabile gratuitamente in formato PDF dal sito Tipografos dove potrete trovare anche i numeri precedenti come il numero 9 che trattava il disegno delle font, il numero 8 che parlava della riforma ortografica, i numeri 6 e 7 sul made in USA. In questo numero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/CT10Placas.jpg" alt="" width="400" height="554" /></p>
<p>È uscito online il decimo numero dell’interessantissima rivista tipografica portoghese, scaricabile gratuitamente in formato PDF dal sito <a href="http://www.tipografos.net/cadernos/"  target="_blank">Tipografos</a> dove potrete trovare anche i numeri precedenti come il numero 9 che trattava il disegno delle font, il numero 8 che parlava della riforma ortografica, i numeri 6 e 7 sul made in USA.</p>
<p>In questo numero di «Caderno de Tipografia» l’articolo principale tratta della comunicazione visiva prima dell’invenzione degli alfabeti con speciale riferimento alla realtà iberica. Inoltre articoli sugli azulejo come supporto per scritte in Portogallo e Spagna; un articolo sulla litografia in Portogallo e Brasile e un articolo sul Museo della stampa Portimão.</p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/?p=527&#038;lang=pt" ><img alt="" src="../immagini/flagbr.png" class="alignnone" width="18" height="12" /> Testo in portoghese</a><br />
</p>
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		<title>5) Transizionali — Barocche (Classiﬁcazione Novarese)</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 16:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono così chiamati perché i suoi elementi indicano la transizione tra “romani antichi” e “romani moderni”. Nascono tra la fine del XVII e il XVIII secolo prima in Francia, successivamente in Olanda e Inghilterra e non presentano particolari innovazioni rispetto ai caratteri Veneziani che li hanno preceduti. Pagine del Champs Fleury, Geoffroy Tory 1529 Dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/&amp;tra.jpg" alt="" width="282" height="278" />Sono così chiamati perché i suoi elementi indicano la transizione tra “romani antichi” e “romani moderni”. Nascono tra la fine del XVII e il XVIII secolo prima in Francia, successivamente in Olanda e Inghilterra e non presentano particolari innovazioni rispetto ai caratteri Veneziani che li hanno preceduti.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 402px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/sett0champsfleury02.jpg" alt="Pagine del Champs Fleury, Geoffroy Tory 1529" width="392" height="280" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong><span style="color: #003366;">Pagine del Champs Fleury, Geoffroy Tory 1529</span></strong></dd>
</dl>
</h5>
<p>Dalle ricostruzioni geometriche dei Lapidari durante il Rinascimento si arriva ai primi esempi di transizionale francese del <em>«Roman du Roi»,</em> creato da <em>Philippe Grandjean</em> nel 1692 su commissione dell’Accademia francese delle scienze dove per la prima volta fu disegnato un corsivo originale.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 560px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/sett0002.jpg" alt="Romain du Roi disegnato da Philippe Grandjean per il re di Francia Louis XIV, nel 1692" width="550" height="406" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong><span style="color: #003366;"><em>Romain du Roi </em>disegnato da <em>Philippe Grandjean</em> per il re di Francia Louis XIV, nel 1692</span></strong></dd>
</dl>
</h5>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 437px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/sett0003.gif" alt="" width="427" height="482" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong><span style="color: #003366;">Particolare della costruzione della lettera “M” del <em>Roman du Roi</em></span></strong></dd>
</dl>
</h5>
<p>Dai transizionali olandesi come quelli incisi dal punzonista <em>Cristoffel Van Dijck</em> per gli <em>Elsevier</em> fino ai transizionali inglesi, le grazie non hanno quasi mai inclinazioni e si raccordano all’asta verticale con una piccola curva, mentre la base della grazia è completamente piatta.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 420px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/1660_elzevir.gif" alt="Lo specimen del DTL Elzevir disegnato da Gerard Daniëls, basandosi sui caratteri di Christoffel van Dijck 1660" width="410" height="331" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;"><strong>Lo specimen del <em>DTL Elzevir </em>disegnato da <em>Gerard Daniëls</em>, basandosi sui caratteri di <em>Christoffel van Dijck</em> 1660</strong></span></dd>
</dl>
</h5>
<p>In questo carattere l’asse verticale non è più inclinato ma perpendicolare alla base come nelle lettere “o”, “O”, “Q”. La “C”, la “G” e la “S” hanno il rostro molto pronunciato e le differenze tra fine e grosso sono più accentuate come è più accentuato il contrasto tra i pieni e i vuoti. I transizionali sono caratterizzati da un contrasto più pronunciato fra aste verticali e orizzontali rispetto ai romani antichi. L’asse, è quasi verticale. L’allineamento superiore della “T” non è più sporgente.</p>
<p>Dal punto di vista della leggibilità stanno alla pari dei Veneziani, però sono più adatti per le riproduzioni in considerazione delle grazie leggermente più accentuate rispetto ai tipi precedenti: virtù eccellente per sopperire alle naturali deformazioni fotografiche. Sono apprezzati e sempre in primo piano per qualsiasi applicazione e sono anche più resistenti, come caratteri a piombo, all’usura delle lunghe tirature tipografiche.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 330px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/sett0caslon.jpg" alt="Lo specimen dei caratteri di William Caslon. Questi caratteri di derivazione dai transizionali olandesi sono stati molto popolari e utilizzati per molti importanti stampati della epoca, incluso la prima versione stampata della Dichiarazione dIndipendenza degli Stati Uniti. They fell out of favour in the century after his death, but were revived in the 1840s, and Caslon-inspired typefaces are still widely used today." width="320" height="420" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><span style="color: #003366;"><strong>Lo specimen dei caratteri di <em>William Caslon</em>. Questi caratteri di derivazione dai transizionali olandesi sono stati molto popolari e utilizzati per molti importanti stampati dell’epoca, incluso la prima versione stampata della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti.</strong></span></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p>Per la composizione tipografica di libri (quali romanzi, saggi, narrativa, ecc.), il carattere più consigliato e meglio riuscito è il <em>«Baskerville»</em>, disegnato dall’inglese <em>John Baskerville</em> (1706–1775), artista, disegnatore di caratteri e stampatore seguendo i suggerimenti del suo contemporaneo <em>William Caslon</em> (1692–1766) autore del carattere ononimo <em>«Caslon»</em>, accentuando ulteriormente i contrasti d’asta e rendendo più eleganti i raccordi con il risultato di un carattere molto leggibile.</p>
<p>Del carattere del Baskerville esiste in commercio una versione ridisegnata che prende nome di <em>«New Baskerville»</em>.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/sett0baskerville.jpg" alt="Frontespizio della Bibbia stampata da John Baskerville nel 1763" width="200" height="321" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">
<h5><strong><span style="color: #003366;">Frontespizio della Bibbia stampata da <em>John Baskerville</em> nel 1763</span></strong></h5>
</dd>
</dl>
</h5>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/baskerville-sample1.gif" alt="" width="500" height="350" /></p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/sett0times.jpg" alt="" width="516" height="395" /></p>
<p>Esempio di carattere per i testi da quotidiano è il <em>«Times»</em> disegnato da <em>Stanley Morison</em> (1889–1967) per il quotidiano londinese <em>“The Times”</em> nel 1932 basandosi sul <em>«Plantin»</em>, dal nome dello stampatore francese <em>Christophe Plantin</em> (1520–1589).</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/sett0century.gif" alt="Specimen del New Century Schoolbook" width="500" height="475" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong><span style="color: #003366;">Specimen del <em>New Century Schoolbook</em></span></strong></dd>
</dl>
</h5>
<p>Per la composizione tipografica di libri di testo scolastico il carattere più consigliato è il <em>«New Century Schoolbook»</em>, basato sul <em>«Century»</em> disegnato da <em>Linn Boyd Benton</em> nel 1895, per la sua leggibilità anche se meno elegante degli altri della famiglia di classificazione.</p>
<p>Tra i molti Transizionali ricordiamo, oltre ai già citati: <em>«Plantin»</em>, <em>«Baskerville»</em>, <em>«Caslon»</em>, <em>«Century»</em>, <em>«New Century Schoolbook»</em> e <em>«Times»</em>; anche: <em>«Granjon»</em>, <em>«Palatino»</em>, <em>«Aster»</em>, <em>«Magister»</em>, <em>«Bell»</em>, <em>«Bulmer»</em>, <em>«Cochin»</em>, <em>«Hoefler Text»</em>, <em>«New Caledonia»</em>, <em>«Perpetua»</em>, <em>«Fournier»</em>, <em>«ITC Stone Serif»</em>, ecc.</p>

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		<title>Ultimi giorni per iscriversi al “Corso di Alta Formazione in Type Design” del Poli.design</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 07:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 15 settembre al 10 ottobre si terrà presso il Consorzio Poli.design di Milano la terza edizione del “Corso di Alta Formazione in Type Design” nato da una proposta di Giancarlo Iliprandi. Come nelle scorse edizioni si viene così ad ampliare non solo l’offerta formativa di alto profilo per laureati e professionisti, ma soprattutto si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="../immagini/8538087.jpg" alt="" width="480" height="366" /><br />
Dal <em>15 settembre</em> al <em>10 ottobre</em> si terrà presso il Consorzio Poli.design di Milano la terza edizione del <em>“Corso di Alta Formazione in Type Design”</em> nato da una proposta di <em>Giancarlo Iliprandi</em>.</p>
<p>Come nelle scorse edizioni si viene così ad ampliare non solo l’offerta formativa di alto profilo per laureati e professionisti, ma soprattutto si intende iniziare a colmare un vuoto nel più specifico ambito della Comunicazione Visiva.</p>
<p>Il corso si articola in comunicazioni frontali, seminari e project work.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 2px;" src="../immagini/typepolidesign.png" alt="" width="160" height="160" />La direzione è di Giancarlo Iliprandi, la supervisione scientifica del prof. Giovanni Baule e il coordinamento è di Francesco E. Guida.</p>
<p>Docenti nei differenti moduli sono <em>James Clough, Giangiorgio Fuga, Luciano Perondi, Andrea Braccaloni </em>e <em>Piero De Macchi</em>.</p>
<p>La durata complessiva è di 80 ore, articolate in 20 giornate da 4 ore, nelle quattro settimane dal 17 Settembre al 12 Ottobre 2008.</p>
<p>Lezioni e seminari si tengono tutti i giorni dal lunedi al venerdi dalle 16,00 alle 20,00 in aula 5.3, V piano, via Durando 38/a, Milano – Bovisa, presso la sede di Poli.design.</p>
<p>Gli iscritti possono usufruire dell’aula anche fuori dalle lezioni, tutti i giorni a partire dalle 14,00 ed eventualmente la mattina su richiesta.</p>
<p>Al tutor, <em>Michele Patanè</em>, responsabile anche del modulo di FontLab, vanno rivolte tutte le richieste di ordine organizzativo.</p>
<p>Il tutor, inoltre, si occuperà di assistere i corsisti durante tutto l’orario delle lezioni.</p>
<p>Si prevede di dare ampia visibilità ai risultati, come del resto già avvenuto a conclusione della prima edizione tenuta a Febbraio-Marzo 2007 e della seconda edizione tenuta a Settembre-Ottobre 2007.</p>
<p>Il corso si rivolge a studenti, laureati e/o diplomati nelle discipline del Design della Comunicazione, giovani progettisti e professionisti della comunicazione visiva.</p>
<p>L’accesso al corso presuppone una buona conoscenza dei software di disegno vettoriale o comunque una minima esperienza in ambito professionale.</p>
<p>L’ammissione al corso, riservata ad un massimo di 25 partecipanti, è subordinata ad una selezione preventiva. I candidati dovranno inviare un curriculum che ne descriva in breve il percorso formativo e l’eventuale profilo professionale.</p>
<p>I candidati dovranno inviare la domanda di iscrizione a <a href="mailto:formazione@polidesign.net">formazione@polidesign.net</a> accompagnata dal curriculum entro il <strong>3 settembre 2008</strong>.</p>
<p>L’iscrizione al corso è di 1.000 EURO (+ Iva al 20%).</p>
<p>Sono previste riduzioni a 500 Euro per gli studenti del Politecnico di Milano iscritti al IV o al V anno (I e II anno della Laurea Specialistica).Per gli associati Aiap e Adi è prevista una riduzione del 20% (800 EURO + iva).Al termine del corso ai partecipanti sarà consegnato un attestato di frequenza.</p>
<p>Per informazioni sul corso:</p>
<p><a href="mailto:formazione@polidesign.net">formazione@polidesign.net</a></p>
<p><a href="http://www.polidesign.net/type"  target="_blank">www.polidesign.net/type</a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>blog.giofuga.com »&gt; blog.giofugatype.com</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 18:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finito di inserire i vecchi post dal vecchio blog, dal 18 agosto parte ufficialmente il nuovo Giò Fuga Type &#124; blog con finalmente una grafica controllata tramite wordpress e tanto entusiasmo per comunicare tanta tipografia. Entro la fine del mese saranno nuovamente inseriti tutti i vostri commenti, aggiornati i link, …]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/taglist.jpg" alt="" width="550" height="257" /></p>
<p>Finito di inserire i vecchi post dal vecchio blog, dal 18 agosto parte ufficialmente il nuovo <strong>Giò Fuga Type | blog</strong> con finalmente una grafica controllata tramite wordpress e tanto entusiasmo per comunicare tanta tipografia.</p>
<p>Entro la fine del mese saranno nuovamente inseriti tutti i vostri commenti, aggiornati i link, …<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Tesi tipograﬁche al Politecnico (5): SiRaff — sistema random di scrittura per fumetti</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 10:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco un abstract di una seconda interessantissima tesi tipografica presentata nella scorsa sessione di luglio di Lauree Magistrali di Comunicazione Visiva presso il Politecnico di Milano — Facoltà del Design. Tale tesi è stata svolta da Francesca Mangiaracina ed ha ricevuto il maggior apprezzamento da parte della commissione esaminatrice. Scrive Francesca: SiRaff propriamente è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un abstract di una seconda interessantissima tesi tipografica presentata nella scorsa sessione di luglio di Lauree Magistrali di Comunicazione Visiva presso il Politecnico di Milano — Facoltà del Design. Tale tesi è stata svolta da <em>Francesca Mangiaracina</em> ed ha ricevuto il maggior apprezzamento da parte della commissione esaminatrice.</p>
<p>Scrive Francesca:<br />
<strong> SiRaff</strong> propriamente è un acronimo che nasce da <strong>Sistema random di font per fumetti</strong>. Siraff pertanto ha l’obiettivo di riprodurre in versione digitale le scritture dei fumetti nel rispetto delle caratteritiche della scrittura dell’autore considerato.</p>
<p>Alla base di Siraff la riflessione del duo letterror riguardo ad una metodologia progettuale più attenta alla generazione matematica di una font.</p>
<p>“Cosa succede se invece di disegnare delle lettere si scrivesse un programma che disegni le lettere?”</p>
<p>Esistono sostanzialmente due raggi di azione nella progettazione: il primo che si concentra sull’esteriorità, gestendo solo l’aspetto estetico dell’immagine, (il glifo); il secondo, invece, agisce più in profondità, interrogandosi su cosa esista oltre all’immagine. Quest’ultimo metodo necessita da parte del progettista una presa di conoscenza a monte del processo generativo, delle sue regole nonché delle regole che governano il funzionamento dello strumento utilizzato.</p>
<p>Sia che si preferisca utilizzare il primo o il secondo metodo è in dubbio che in entrambi i casi l’elemento base di tutto sia la matematica ed è certa la sua esistenza, di cui la funzione che governa il random ne è l’aspetto più interessante. Una cosa è certa: la matematica esiste ed è l’anima del progetto! Ma prenderne coscienza ed utilizzarla come punto di partenza in fase progettuale non vuol dire precludere la possibilità di ottenere un risultato di alta qualità estetica.</p>
<p>Tutt’altro, cambiare punto di vista può esser vantaggioso poiché aiuta ad entrare in una logica di progetto più profonda, mantenendo il pieno controllo delle potenzialità offerte dal mezzo.</p>
<p>Può la matematica governare la generazione di un carattere che simuli una scrittura manuale?</p>
<p>È possibile ricavare da una scrittura manuale delle regole che consentano in qualche modo di catalogare il comportamento di un glifo?</p>
<p>Partendo da questa riflessione ha preso forma SiRaff offrendo una metodologia che si fondi su regole matematiche utili a simulare scritture manuali sfruttando il random. È proprio la variazione della scrittura a mano libera che si cerca di controllare nel rispetto delle sue caratteristiche originali.</p>
<p>Viene eseguita, quindi, un’analisi accurata sul lettering.</p>
<p>La scelta del campione da analizzare è ricaduta sul fumetto d’autore <em>“David Boring”</em> di <em>Daniel Clowes</em>, in cui il lettering è interamente eseguito a mano dall’autore stesso.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/9043045.jpg" alt="" width="490" height="268" /><img class="alignnone" src="../immagini/9043049.jpg" alt="" width="490" height="243" /></p>
<p>Previa un analisi accurata sulle caratteristiche dello stile della scrittura punto di partenza per l’analisi è la verosimile possibilità che ciascun glifo venga in qualche modo influenzato, nel modo di scrittura, dal suo precedente.</p>
<p>Seguendo questa logica le 26 lettere dell’alfabeto vengono suddivise per convenzione in 4 gruppi di influenza:</p>
<p>1. A E H I L T F K Z Y</p>
<p>2. W N M V</p>
<p>3. O Q G C S U J</p>
<p>4. D P R B</p>
<p>Presi in esame una ventina di campioni per singola lettera, scelti casualmente, se ne valuterà analiticamente il diverso comportamento in relazione al glifo che lo precede, estrapolando aree d’azione per ciascun punto considerato appartenente al glifo. Stessa metodo di analisi è applicato per l’estrapolazione delle maniglie di controllo.</p>
<p>L’analisi effettuata prevede l’individuazione di variabili, successivamente parametrizzate, che possano caratterizzare il diverso comportamento del singolo glifo:</p>
<p>• altezza del glifo (distanza tra punti in ordinata)</p>
<p>• larghezza del glifo (distanza tra punti in ascissa)</p>
<p>• posizione del glifo (distanza tra punti in ascissa e ordinata, del singolo glifo rispetto al precedente)</p>
<p>e due varibili che agiranno su tutto l’alfabeto indipendentemente dal glifo che precede:</p>
<p>• tipologia del tratto (riprodurre il tipo di tratto dello strumento utilizzato)</p>
<p>• posizione del glifo (distanza del glifo, in ordinata, rispetto alla baseline)</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/9043077.jpg" alt="" width="490" height="281" /><img class="alignnone" src="../immagini/9043084.jpg" alt="" width="490" height="255" /></p>
<p>Così facendo si riesce ad avere una panoramica completa sulla scrittura considerata. I campioni analizzati vengono scomposti in parti minime al fine di comprenderne la struttura costruttiva della singola lettera nonché le relazioni dei tratti costitutivi.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/9043096.jpg" alt="" width="257" height="366" /><img class="alignnone" src="../immagini/9043098.jpg" alt="" width="250" height="366" /></p>
<p>Ruolo fondamentale è riservato al random che agirà nello spazio secondo range di valori individuati e consentirà di generare nuovi e sempre diversi glifi sempre nel rispetto delle caratteristiche individuate per tipologia di comportamento.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/9043106.jpg" alt="" width="327" height="366" /><img class="alignnone" src="../immagini/9043111.jpg" alt="" width="336" height="366" /></p>
<p>Il metodo di analisi utilizzato tiene conto del modo di operare del software nonché delle regole costruttive del glifo riconosciuto come insieme di punti e di curve di bezièr.</p>
<p>Il risultato di tale metodo sarà un alfabeto tanto duttile da poter cogliere e simulare, tramite il random appunto, tutte le diversità di una scrittura per sua natura casuale.</p>
<p>La generazione di nuove lettere può essere così fatta agendo direttamente sullo script che l’ha generato e producendo font adattabili a qualsivolgia scrittura manuale.</p>
<p><em> Francesca Mangiaracina</em></p>
<p><a href="http://blog.giofugatype.com/video/simulato_2.avi" ></a><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Tesi tipograﬁche al Politecnico (4): Flaminia, uno strumento opensource per la progettazione e la valutazione di caratteri per segnaletica</title>
		<link>http://blog.giofugatype.com/?p=472</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 10:24:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type teacher - insegnamento - ensino]]></category>
		<category><![CDATA[desenho de fontes]]></category>
		<category><![CDATA[font]]></category>
		<category><![CDATA[leggibilità]]></category>
		<category><![CDATA[regole compositive]]></category>
		<category><![CDATA[segnaletica]]></category>
		<category><![CDATA[tesi di laurea]]></category>
		<category><![CDATA[tipografia]]></category>
		<category><![CDATA[Tipometria]]></category>
		<category><![CDATA[typographie]]></category>
		<category><![CDATA[typography]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche la sessione delle Lauree Magistrali di luglio, presso il Politecnico di Milano, è stata ricca di tesi con argomento la tipografia, il type design e le sue problematiche. Varie tipologie di segnaletica con uso delle diverse variabili del Flaminia La prima tesi di questa nuova sessione e vi illustro è stata presentata da Andrea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche la sessione delle Lauree Magistrali di luglio, presso il Politecnico di Milano, è stata ricca di tesi con argomento la tipografia, il type design e le sue problematiche.</p>
<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/9022254.jpg" alt="Varie tipologie di segnaletica con uso delle diverse variabili del Flaminia" width="450" height="242" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;">Varie tipologie di segnaletica con uso delle diverse variabili del Flaminia</span></dd>
</dl>
</h5>
<p>La prima tesi di questa nuova sessione e vi illustro è stata presentata da <em>Andrea Bergamini</em> dal titolo <strong>“Flaminia, uno strumento opensource per la progettazione e la valutazione di caratteri per segnaletica”</strong>. Un estratto di tale tesi sarà presente nel volume <a href="http://www.progetto-italic.org"  target="_blank"><em>Italic 2.0</em></a> in uscita il prossimo autunno.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-right: 4px;" src="../immagini/9022249.jpg" alt="" width="245" height="113" />Flaminia è un sistema open source per la progettazione e la valutazione di caratteri per segnaletica che nasce dallo studio di diversi caratteri di questo tipo utilizzati nel mondo e dalla necessità di testare costantemente in itinere (con gli stessi materiali e nelle medesime condizioni d’uso) il proprio lavoro.</p>
<p>Inoltre Flaminia ha lo scopo di individuare alcuni variabili anatomiche che concorrono a determinare la maggiore o minore leggibilità di un carattere per segnaletica, configurandosi come uno strumento scientifico a supporto della ricerca in questo settore.</p>
<p>Le variabili ipotizzate in questa ricerca sono state:</p>
<p>•    Altezza della x</p>
<p>•    Larghezza del glifo</p>
<p>•    Spessore delle aste</p>
<p>•    Rotondità del glifo</p>
<p>•    Presenza o assenza di glifi ambigui</p>
<p>•    Rotondità delle aste</p>
<p>•    Irregolarità dei tratti</p>
<p>•    Presenza di grazie</p>
<p>Identificate le prime quattro come interpolabili per raggiungere un buon compromesso di leggibilità, esse sono state inserite in una Multiple Master di cui sono stati disegnati gli estremi (con x-height alta e bassa, extended e condensed, thin e bold, dalla forma quadrata o tonda).</p>
<p>A questo carattere estremamente duttile è possibile aggiungere altri elementi di studio, modificando lo stile del tratto, sostituendo alcuni glifi con delle versioni alternative o addirittura arrotondandone le terminali o apponendovi delle grazie.</p>
<p><img class="aligncenter" src="../immagini/9022304.jpg" alt="" width="353" height="366" /></p>
<p>Questa tecnica permette di generare rapidamente un gran numero di font “cavia” con le quali testare l’importanza di ogni variabile associandola, tra l’altro, anche a materiali e condizioni di luce diverse.</p>
<h5 class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 410px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/9023561.jpg" alt="lo studio delle frecce direzionali" width="400" height="114" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;">lo studio delle frecce direzionali</span></dd>
</dl>
</h5>
<p>Il metodo applicato all’elemento alfabetico è stato successivamente utilizzato anche per l’altro elemento fondamentale della segnaletica, la freccia: per questo segno è stato infatti impostata un’altra Multiple Master con valori di spessori coerenti con quelli delle lettere, ma con variabili differenti; la freccia diventa in questo modo un altro glifo della font, perfettamente integrato a livello grafico, ma contemporaneamente ottimizzato per un utilizzo ancora più funzionale sui segnali.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/9022325.jpg" alt="" width="446" height="150" /><img class="alignnone" src="../immagini/9022332.jpg" alt="" width="446" height="97" /></p>
<p>Il progetto open source, che a breve sarà reso scaricabile dal <a href="http://www.mintea.org/"  target="_blank">sito dell’autore</a> e da quello del <a href="http://www.progetto-exp.org/"  target="_blank">gruppo di ricerca Progetto EXP</a>, potrà in futuro essere rimesso in discussione, sostiuendo alcuni parametri e introducendone di nuovi. Nel frattempo alcuni diagrammi ancora in progress si possono vedere sul set di <a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/abergamini/sets/72157604141674473/"  target="_blank">Flickr</a>.</p>
<p><img class="alignnone" src="../immagini/9022397.jpg" alt="" width="450" height="263" /><br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Il Type Design italiano sulla rivista ceca TYPO</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 16:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Typography review - riviste - revistes]]></category>
		<category><![CDATA[revista tipografica]]></category>
		<category><![CDATA[rivista tipografica]]></category>
		<category><![CDATA[type design]]></category>
		<category><![CDATA[Type designer]]></category>
		<category><![CDATA[type review]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’ultimissimo numero (summer 2008) della rivista ceca di tipografia diretta da Filip Blažek compaiono due articoli scritti da Silvia Sfligiotti e da Marta Bernstein sulla tipografia contemporanea in Italia. Nel testo di Silvia viene presentato il panorama del Type Design italiano con alcuni lavori già presenti su Italic 1.0 e soprattutto le anticipazioni su Italic [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="../immagini/8971914.jpg" alt="" width="200" height="243" /></p>
<p>Nell’ultimissimo numero (summer 2008) della rivista ceca di tipografia diretta da Filip Blažek compaiono due articoli scritti da Silvia Sfligiotti e da Marta Bernstein sulla tipografia contemporanea in Italia.</p>
<p>Nel testo di Silvia viene presentato il panorama del Type Design italiano con alcuni lavori già presenti su Italic 1.0 e soprattutto le anticipazioni su Italic 2.0 che uscirà il prossimo autunno in occasione dell’Icograda Design Week.</p>
<p>Nel testo di Marta, invece, viene illustrato il Graphic Design contemporaneo italiano con molti interessanti esempi.</p>
<p>Per acquistare, abbonarvi o richiedere gli arretrati a TYPO potete consultare il sito (anche in inglese) <a href="http://www.magtypo.cz"  target="_blank">www.magtypo.cz</a><br />
</p>
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		<title>Scritte sbiadite a Milano (2)</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 10:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Type Tour Italia]]></category>
		<category><![CDATA[insegne]]></category>
		<category><![CDATA[Lettering]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[scritte fasciste]]></category>
		<category><![CDATA[type tour]]></category>
		<category><![CDATA[vecchie scritte]]></category>

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		<description><![CDATA[“ È L’AZIONE CHE DA LE TEMPRA ALLE ANIME” Un’altra scritta sbiadita a Milano, questa volta eredità del ventennio fascista, è una delle tante frasi propagandistiche di Mussolini che comparivano principalmente nei muri dei paesi e su molti cascinali nelle campagne italiane. In questo caso è un rarissimo esempio, forse unico, presente in una grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 class="mceTemp mceIEcenter">
<dl class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img src="../immagini/8883295.jpg" alt="“ … CHE DA LE TEMPRA ALLE ANIME”" width="450" height="301" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><span style="color: #003366;">“ È L’AZIONE CHE DA LE TEMPRA ALLE ANIME”</span></dd>
</dl>
</h5>
<p>Un’altra scritta sbiadita a Milano, questa volta eredità del ventennio fascista, è una delle tante frasi propagandistiche di Mussolini che comparivano principalmente nei muri dei paesi e su molti cascinali nelle campagne italiane.</p>
<p>In questo caso è un rarissimo esempio, forse unico, presente in una grande città come Milano anche se posto nell’estrema periferia sud della città nel quartiere del Vigentino, fino a pochi anni prima del Fascismo, comune a se stante di vocazione agricola.</p>
<p>Interessanti in queste tipologie di scritte sono, ovviamente, i caratteri utilizzati: lineari condensati con delle lettere particolari nel disegno come la ‘N’.<br />
</p>
<p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save"><img src="http://blog.giofugatype.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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