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Type Design. Esperienze progettuali tra teoria e prassi

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Francesco Ermanno Guida, Giancarlo Iliprandi (a c. di)

Type Design

Esperienze progettuali tra teoria e prassi
Contributi di Giovanni Baule, James Clough, Piero De Macchi, Giangiorgio Fuga, Michele Patanè, Luciano Perondi


Il volume presenta una serie di riflessioni sulla formazione del type designer, la tradizione e le prospettive della disciplina, accompagnate da sperimentazioni progettuali che permettono di comprenderne l’ampiezza, le sue specificità e alcune possibilità applicative.

Type Design, ovvero progetto del carattere tipografico. Da quando il personal computer è entrato nelle nostre case, il carattere tipografico – il font, come è uso chiamarlo oggi – non appare più semplicemente come l’elemento primo per comporre la scrittura riprodotta sulla carta. È divenuto, di pari passo con l’accelerazione del flusso comunicativo, pervasivo e onnipresente. Ne possiamo collezionare migliaia, milioni, per personalizzare i documenti che ciascuno produce quotidianamente. Il font, smaterializzandosi, è divenuto molto concreto. Ogni utente può scegliere quale utilizzare. Tutti possono disegnarsene uno proprio. Ma il disegno del carattere tipografico ha le sue regole. Molteplici sono oggi gli scenari di sperimentazione e uso, impensabili fino a qualche anno fa. Tutto ciò richiede cultura progettuale, capacità critiche e di governo del progetto, senza le quali l’uso e il progetto del carattere si riduce a un esercizio di stile privo d’altro scopo.
Type Design è una definizione ampia per delineare un’area disciplinare con una tradizione centenaria (e per molti versi millenaria) e che negli ultimi vent’anni si è profondamente rinnovata. Una disciplina che non si risolve nel disegno di segni scrittori e di quel sistema segnico che chiamiamo alfabeto, che è sempre più progetto di un processo. Un processo che va dai primi schizzi all’ingegnerizzazione (e in alcuni casi alla produzione e alla distribuzione finalizzata alla vendita), che richiede di essere governato da figure professionali e culturali, con competenze e abilità transdisciplinari: politecniche.

Disponibile presso la Libreria Aiap e nelle migliori librerie al prezzo di € 21,00

Caratteri svizzeri in esposizione a Milano

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Mercoledì 9 marzo, alle 18.30, la sede milanese dell’Istituto Svizzero di Roma inaugura la mostra

Types We Can Make

a cura di ECAL – Ecole cantonale d’art de Lausanne, che presenta una selezione di caratteri tipografici contemporanei ideati in Svizzera – paese da sempre all’avanguardia in questo particolare ambito.

“Types We Can Make” è il primo appuntamento del progetto Letters on Sale: Changing Design + Print + Use, che comprende una serie di incontri, conferenze e progetti espositivi per la sede milanese dell’ISR ideato da Salvatore Lacagnina (Responsabile artistico, ISR) e Ludovic Balland, graphic designer e fondatore dello studio Typography Cabinet di Basilea.
Prima della nascita della figura del grafico moderno, l’evoluzione del prodotto stampato e la diffusione delle informazioni erano affidate all’esperienza e alle capacità innovative dei tipografi: dalla progettazione dei caratteri alla composizione della pagina scritta.
Nonostante le nuove possibilità offerte dall’avvento del digitale, la grafica svizzera contemporanea conserva una tradizione saldissima nella sperimentazione tipografica.
Ma qual è oggi il ruolo della tipografia nell’editoria? Come sta cambiando il sistema della comunicazione e il design dell’informazione?
È intorno a queste domande che si concentra il progetto articolato in tre parti con esposizioni, incontri e workshop, in un dialogo serrato tra storia e presente.

09 03 – 02 04
Types We Can Make
A Selection of Contemporary Swiss Type Design

Orari di apertura
martedì-venerdì 11.00 – 17.00, sabato 14.00-18.00
chiuso lunedì, domenica e festivi

Mostra ideata da ECAL Ecole cantonale d’art de Lausanne, in collaborazione con ISR. In vendita presso la mostra un ricco libro sui lavori esposti € 20.

In mostra i font di Ludovic Balland, Matthieu Cortat, Phillippe Desarzens, Nicolas Eigenheer, Gilles Gavillet & David Rust, NORM (Dimitri Bruni e Manuel Krebs), Ian Party, Emmanuel Rey, Jeremy Schorderet, Jonas Voegeli e Cornel Windlin, tra gli altri; una selezione che offre uno spaccato sulle tendenze nella tipografia svizzera degli ultimi 5 anni.

ISR – Sede di Milano
Via Vecchio Politecnico 3 (Piazza Cavour – Centro Svizzero)
I – 20121 Milano
ph. +39 02 76016118 – mob. +39 348 3278107
www.istitutosvizzero.it

Talloniana, omaggio ad Alberto Tallone a Roma

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Giovedì 16 dicembre 2010, ore 18,00
Bloomsbury – Palazzo Colonna
Via della Pilotta 16 –18 – Roma


In occasione del cinquantenario (1960-2010) dell’inaugurazione della nuova sede della Casa Editrice Tallone in Alpignano (TO), Bloomsbury Auctions ha organizzato un incontro dedicato ai libri composti a mano, editi e stampati da Alberto Tallone e dal figlio Enrico, ed alla loro importanza nell’ambito della tipografia e dell’editoria del Novecento.
Interverranno Oliviero Diliberto, Massimo Gatta e Márcia Theóphilo.
Sarà presente Enrico Tallone. L’incontro è anche occasione per presentare tre novità librarie: la nuova edizione, integrata, dell’Ode alla Tipografia di Pablo Neruda, trad. di Giuseppe Bellini (Alpignano, Tallone, 2010); la ristampa anastatica del Catalogo delle Edizioni Tallone 1960, a cura di Massimo Gatta (Macerata, Biblohaus, 2010), primo catalogo pubblicato in occasione dell’inaugurazione della stamperia di Alpignano dopo gli anni trascorsi a Parigi; e, infine, il catalogo della mostra su Tallone a Palazzo Isimbardi, Milano, intitolato La forma del pensiero. Il design del libro. Ottant’anni di ricerca tipografica di Alberto Tallone Editore-Stampatore (Milano, Lucini libri, 2010).
Durante l’incontro verranno letti brani dall’Ode nerudiana, ancora oggi uno dei più intensi e profondi inni alla tipografia, ai caratteri di stampa, al Libro e al suo universale valore di civiltà, libertà, gioia e poesia. Neruda, fraterno amico dello stampatore, gli dedicherà, alla morte, quell’Adiós a Tallone che è insieme ricordo, epicedio e canto d’amore; amore per il lavoro dell’uomo, per la forza benigna della mano del tipografo, per la sua fedeltà alla poesia e alla grande letteratura di ogni tempo e Paese.
L’incontro organizzato da Bloomsbury chiude idealmente quest’anno di celebrazioni talloniane, coincidenti col cinquantennio di lavoro tipografico ad Alpignano, dopo i circa trent’anni trascorsi da Alberto Tallone a Parigi, all’Hôtel de Sagonne, anni di straordinaria produzione tipografica frutto del grande insegnamento di Maître Darantiere, che fu lo stampatore della prima edizione dell’Ulysses di James Joyce, edito da Sylvia Beach, e il cui atelier è ancora oggi in piena attività nella sede della stamperia Tallone ad Alpignano.

L’arte tipografica di Alberto Tallone nel contesto dell’editoria italiana del Novecento

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Venerdì 12 novembre 2010, ore 9.30
Sala Spazio Guicciardini, via Macedonio Melloni 3 – Milano

Intervengono
GIORGIO MONTECCHI
Professore di Bibliografia, Università degli studi di Milano
AURELIO AGHEMO
Direttore della Biblioteca nazionale Braidense
JAMES CLOUGH
Docente di teoria e storia della tipografia, Politecnico di Milano

Introduce e coordina
LUISA FINOCCHI
Direttore della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori

Saranno presenti ENRICO ed ELISA TALLONE

Seguirà una visita guidata alla Mostra
“Tallone Editore – La forma del pensiero”

Ingresso libero
Per informazioni
Provincia di Milano/Cultura, tel. 02.77406388/6325
www.provincia.milano.it/cultura

Tallone editore – La forma del pensiero

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A Milano presso il Palazzo Isimbardi, in corso Monforte 35

giovedì 14 ottobre 2010 dalle 18:00 alle 20:00
La mostra organizzata dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura in collaborazione con Alberto Tallone Editore e Fondazione Radici nel Futuro, a cura di Dario Vermi, sarà aperta al pubblico dal 15-10-2010 al 21-11-2010
Palazzo Isimbardi
Sala Pedenovi, Sala Nuova, Sala Tavolo Rotondo, Biblioteca Isimbardi
corso Monforte, 35
Milano
Telefono: 02 77401
Orario: dal lunedì al sabato 10.00-19.00, le domeniche 14 e 21 novembre 15.00-19.00

Ingresso libero

La mostra “Tallone Editore – La forma del pensiero” documenta i contributi stilistici dell’editore e stampatore Tallone al design del libro, attraverso i tipici formati, i frontespizi, le impaginazioni, i caratteri da stampa, le carte e le legature: un insieme progettuale che è assurto a logo distintivo, inconfondibile delle Edizioni Tallone e che viene esplorato assieme alla storia del fondatore Alberto, il tipografo preferito da Neruda, e continuato dai familiari fino ai giorni nostri, attraverso la pubblicazione recente dei tre Manuali Tipografici a cura di Enrico Tallone che hanno illustrato i canoni estetici di quasi ottant’anni di attività editoriale.
Alberto Tallone, figlio del pittore Cesare, maestro a Brera, lasciata nel 1932 la propria attività di librario antiquario a Milano, si recò a Parigi, divenendo allievo di Maurice Darantiere, il cui prestigioso atelier tipografico risaliva alla fine del Settecento. Nel 1938 rilevò l’atelier arricchendolo con serie di caratteri classici greci e latini, tra i quali i tipi disegnati da lui stesso nel 1949 e incisi su punzoni d’acciaio da Charles Malin.
Oltre al contenuto letterario e alla cura filologica è universalmente riconosciuto alle Edizioni Tallone il contributo stilistico al design del libro attraverso il proprio carattere, i tipici formati oblunghi e la continua ricerca della chiarezza grafica.
Rientrato in patria nel 1959 ad Alpignano, Tallone vi costruì la sua casa-officina, inaugurata il 15 ottobre 1960 da Luigi Enaudi.

TIPOGRAFIA: DESIGN DEL DESIGN
La sezione presso la Biblioteca di Palazzo Isimbardi illustra l’introduzione dei caratteri mobili nel XV secolo, all’origine del ‘segno’ e del ‘disegno’ della scrittura ‘meccanizzata’: l’espressione più significativa e determinante dell’era moderna.

Lucio Passerini

Buchstabenmuseum — il museo delle lettere di Berlino

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Nel centro di Berlino, nei pressi della celeberrima Alexanderplatz in Karl-Liebknecht-Straße 13 nel Berlin Carré, ha sede il Museo delle Lettere e dei Caratteri Tipografici (Buchstabenmuseum).

Non è un “classico” Museo tipografico dove trovare caratteri, macchinari per le varie tipologie di stampa, ecc. ma un luogo dove si conservano e si documentano le “lettere” senza distinzione di cultura, lingua e dei sistemi di carattere in tutte le rappresentazioni possibili: da quelle tridimensionali utilizzate per le insegne o frammenti di scritte, a quelle tatuate; da quelle riprodotte in forma di pasta o biscotti a quelle fatte con i mattoncini Lego. Ogni materiale (che sia industriale o artigianale), ogni supporto, ogni condizione (nuove, rovinate o distorte) ed ogni forma sono buone bastano che siano “lettere”.
Le lettere sono gli elementi di base di tutte le tradizioni di semiotica testuale e della comunicazione scritta.

Come conseguenza della crescente omogeneizzazione della qualità del paesaggio urbano le lettere progettate e i segnali stanno scomparendo dallo spazio pubblico. A causa della scomparsa delle aziende tradizionali e dell’affermazione dei brand globali, caratteri regionali e storici si estinguono e scompaiono.

Il Museo delle Lettere – fondato nel 2005 da Barbara Dechant e Anja Schulze – lavora sia come una “recycling” company che come un archivio. Il Museo colleziona oggetti che semioticamente siano testimonianza significante dell’ABC, di significati indipendentemente dal materiale in cui sono state realizzate, della diversità delle funzioni e della varietà estetica.
Il Museo è organizzato in modo da esporre i propri materiali in modo non convenzionale, per sensibilizzare l’attenzione del pubblico sulla tipografia oltre che sulla collezione stessa.

Barbara Dechant ama e raccoglie lettere da molti anni e la sua collezione privata è divenuta sempre più grande non solo nella quantità ma anche nelle grandezze. Quando ha conosciuto la sua collega Anja Schulze hanno unito le loro due inclinazioni. Anja ha sempre voluto gestire un’impresa culturale e sua è stata l’idea di fare un Museo. Ecco perché tutte le lettere piccole e grandi hanno ora una casa accogliente.
Il loro obiettivo è ottenere lettere provenienti da tutto il mondo, per esempio dall’Asia dove queste tipologie di lforme sono così straordinariamente belle.
Recentemente hanno contattato per l’Italia l’Aiap dove i soci, in accordo con le curatrici del Museo, possono contribuire alla collezione inviando testimonianze della storia tipografica italiana.

Info Buchstabenmuseum, il Museo delle Lettere di Berlino.

Testo in portoghese