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Archivio del tag ‘Claudio Rocha’

TypeDesign4: il “Yon” di Leandro Lisboa

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Ricordando che per il prossimo “Corso in Type Design 5ª edizione” Polidesign Milano le iscrizioni chiuderanno il 30 luglio 2010 anziché i primi di settembre per l’elevato numero di richieste ricevute. http://www.polidesign.net/type/gallery.php

Ecco il tredicesimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del Corso di Alta formazione in Type Design della quarta edizione svolta nel 2009 presso il Consorzio Poli.design di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e docenti: James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni e Luciano Perondi. Ospiti: Claudio Rocha e Veronika Burian.

Il lavoro presentato in questo post è il carattere progettato dal brasiliano Leandro Lisboa di Belo Horizonte: lo “Yon”.

Yon è un carattere sviluppato e pensato per le scale parlanti delle vecchie radio, ossia per il display di sintonizzazione delle stazioni (frequenze).

Per definire uno stile dentro questo vasto mercato, con tanti modelli e marche, Leandro ha scelto come target quello della tedesca Braun. Le radio della Braun sono caratterizzate da un design moderno, funzionale e molto pulito.

Il carattere presenta tre caratteristiche di base: la prima riguarda l’adeguazione delle informazioni, rappresentate dal nome delle città e dalla frequenza di sintonizzazione delle stesse, nel limitato spazio orizzontale, ciò necessita di un carattere condensato; la seconda è la possibilità di essere leggibile con un corpo molto piccolo, per ridurre lo spazio. Questo porta alla terza caratteristica, che riguarda gli occhielli squadrati e ampi, con un alto x-height. Il bianco interno più squadrato facilita la lettura. Gli Ink traps sono stati messi negli angoli chiusi.

Yon è anche un carattere che può essere incorporato nel design di un prodotto, in quanto i suoi angoli morbidi o curve chiuse enfatizzano l’intenzione di aggiungersi al corpo del prodotto stesso, facendo parte di esso.

Nel caso preso in esame è incorporato ad una radio, ma si può andare oltre e immaginarlo su altri elettrodomestici, un frigorifero, una televisione per citarne alcuni.

Il nome scelto per il carattere ha un doppio senso, allude all’elettricità con i suoi ioni (con le sue forme ellittiche che proviene da electron) e al suffisso inglese `on` che vuole dire acceso.

Nei primi schizzi è stata definita la scelta della struttura di alcune lettere-base come la O, H, n, a, b e anche assicurandone l’altezza dell’occhio medio.
La struttura dei glifi è condensata per permettere una maggiore quantità di informazioni in un`unica linea. I glifi simmetrici con aste verticali giustapposte ad aste orizzontali, mantengono la loro anatomia solida senza tendere alla curvatura squadrata, per garantire una certa sobrietà, senza radicalizzare la loro forma naturale (esempi, H, T, !).
Il bianco interno, invece di rotondo o ovale è predominante squadrato, per dare una ampia controforma.

Tipografia nell’era digitale

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Animazione tipografica construita sopra un pezzo di conferenza presentata alla FAUUSP di San Paolo (Brasile) di Cláudio Rocha e Tony de Marco, editori della rivista Tupigrafia.

Questa animazione è un lavoro accademico svolto dagli studenti: André Tanaka, Meire Assami e William Kimura, alunni del corso di Design alla FAUUSP. Questo video fu un progetto finale della disciplina “Progetto Visual 5 – Media Digitali” e “Tecnologias Audiovisuale”.


Editato con Adobe After Effects CS3.

Testo in portoghese

TypeDesign4: il “Rollopina” e “Rollopino” di Lorenzo Fernandez

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Riprendiamo con il dodicesimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del Corso di Alta formazione in Type Design della quarta edizione svolta nel 2009 presso il Consorzio Poli.design di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e docenti: James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni e Luciano Perondi. Ospiti: Claudio Rocha e Veronika Burian.

La prossima edizione si svolgerà tra i prossimi settembre e ottobre (vedi post precedente).

Il lavoro presentato in questo post è il carattere progettato da Lorenzo Fernandez di Milano sviluppato in due variabili: “Rollopina”“Rollopino”.
Il suo carattere tipografico si inspira ai tabelloni dei punteggi presenti negli stadi di baseball negli Stati Uniti degli anni ’50. Lorenzo ha cercato di cogliere un immaginario tipico di questo periodo: le aste orizzontali ribassate, forme piuttosto geometriche e massicce…
Ha tratto alcune proporzioni dall’Archer dei Hoefler & Frere-Jones, importante fonderia americana la quale ha sviluppato numerose font parte del filone “American Vernacular”.
Lo spunto progettuale è nato da un tabellone segnapunti per le bocce, trovato in un vecchia osteria milanese.
Di questo ha apprezzato la manualità del gesto nell’aggiornare il punteggio, cosa che ha riproposto nel suo poster: ad ogni punto corrisponde una sua tavoletta in legno da cambiare manualmente.


TypeDesign4: “Mela+Tipo” e “Mela+tondo” di Daniela Verona

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L’undicesimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del Corso di Alta formazione in Type Design della quarta edizione svolta nel 2009 presso il Consorzio Poli.design di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e docenti: James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni e Luciano Perondi. Ospiti: Claudio Rocha e Veronika Burian è il carattere progettato da Daniela Verona di Roma sviluppato in due variabili: “Mela+Tipo” e “Mela+tondo”.

L’obiettivo proposto era la progettazione di un carattere o un sistema tipografico relativo ad una vecchia interfaccia analogica. L’oggetto scelto da Daniela è stato la tastiera dell’iMac Bondi del 1998, famoso per l’ampia scelta cromatica con cui personalizzare il computer ed i suoi accessori. E per questo oggetto ha voluto dare una “anima” anche ai tasti con un nuovo carattere in due variabili.
Il peso del carattere è chiaro (light) perché Daniela analizzando le tastiere esistenti ha notato che il segno sottile risulta più leggibile, soprattutto in caso di retroilluminazione.
I tratti sono mono spessore perché inizialmente Daniela aveva pensato ad un carattere fresato che, essendo inciso da una punta metallica, comportava alcune limitazioni.
Gli elementi caratterizzanti di ogni glifo sono diventati quindi l’assenza di contrasto tra le aste e la matrice rotonda del tracciato.
Queste caratteristiche lo rendono adatto anche ad altri metodi di stampa, come la serigrafia … e perché no, la tipografia.
Il disegno dei glifi è molto aperto con l’occhio medio (x-heigth) molto grande, rispetto alle ascendenti e discendenti, questa font si può adattare anche alla scrittura di testi e titoli.
La rotondità del disegno dei glifi riprende la forma morbida del computer rendendo meno formale, ma sempre leggibile, tutto l’alfabeto. Questo legame è ancora più forte quando la Q diventa l’inconfondibile simbolo dell’accensione.

La prima versione, denominata “Mela+Tipo”, ha come radice della sua denominazione in un chiaro richiamo al linguaggio di tutti gli utilizzatori del mondo Mac, che per indicare la maggior parte delle scorciatoie da tastiera utilizzano, nominandolo, il tasto “mela”.

La seconda versione, alternativa, il “Mela+tondo” è stata disegnata come personalizzazione possibile con caratteri più espressivi e meno formali. Come posso avere iMac di colori differenti, perché non pensare a tastiere personalizzate?

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TypeDesign4: il “Gilda Typewriter” di Sonia Mion *

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Con il “Gilda Typewriter” di Sonia Mion siamo arrivati al decimo progetto di type design presentato in questo blog tra i lavori degli studenti del Corso di Alta formazione in Type Design della quarta edizione svolta nel 2009 presso il Consorzio Poli.design di Milano sotto la direzione di Giancarlo Iliprandi e docenti: James Clough, Giangiorgio Fuga, Michele Patané, Andrea Bracaloni e Luciano Perondi. Ospiti: Claudio Rocha e Veronika Burian.

Il tema dei lavori di questo corso verteva sulla progettazione di un alfabeto per un’interfaccia analogica. Tali interfacce, dove il partecipante al corso poteva scegliere, sono state: 1. Macchine per scrivere 2. RID, ovvero segnali a messaggio variabile 3. Tastiere per computer 4. Orologi analogici 5. Cruscotti 6. Normografi 7. Calcolatrici o altre macchine meccaniche.

Il lavoro di Sonia Mion si è quindi basato su una rivisitazione di carattere monospaziato per dattilografia producendo una font molto leggibile e gradevole con una x-height molto grande senza perdere in eleganza. Come scrive Sonia nella sua presentazione: “ Furono loro, le giovani o meno giovani segretarie di azienda, le dattilografe, le operose elaboratrici di dati ai primi apparati di schedatura meccanica, le protagoniste e destinatarie più o meno consapevoli del cinema alla moda dei telefoni rosa, il pubblico ideale dei romanzi per signorine, ma anche le esponenti di una nuova generazione di lavoratrici alla scrivania.”

Calligrafia e Type Design a Milano

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La calligrafia nella comunicazione. Espressività, metodo, progetto.

giovedi 18 marzo 2010, ore 18,30

Galleria AIAP – via Amilcare Ponchielli, 3 – Milano (MM1: Lima)

Un nuovo appuntamento in Galleria AIAP – nell’ambito della serie di incontri “un pomeriggio all’Aiap” – questa volta su calligrafia e progetto grafico (dopo le tavole rotonde su comunicazione pubblica, editoria e didattica).

La presentazione del libro “Calligrafia e disegno grafico” di Marco Campedelli costituirà una occasione di confronto e dibattito sui temi della calligrafia, della tipografia e del loro rapporto con il progetto grafico tra digitale e analogico.

Il libro di Campedelli testimonia le straordinarie possibilità espressive della calligrafia applicata alla comunicazione visiva. Calligrafia che differisce dalla computer graphics per la sua originalità e per la sua capacità di comunicare in modo nuovo. Una originalità che induce a riflettere sulla centralità della scrittura e della tipografia nel progetto grafico, tra espressività e metodo.

La crescita di attenzione verso i temi della tipografia, in senso ampio, è testimoniata anche dalla crescente produzione editoriale in Italia che ha registrato recentemente la nascita della nuova rivista Tipoitalia e la pubblicazione di Italic 2.0 (DeAgostini / Aiap Edizioni) con il suo sito Progetto Italic.

Intervengono:
Marco Campedelli
, graphic design e docente
Giò Fuga, type-designer e docente
James Clough, graphic designer e docente
Silvia Sfligiotti, graphic designer e docente

modera
Francesco E. Guida
, consigliere nazionale AIAP e ricercatore Politecnico di Milano.

Durante la serata sarà offerto un rinfresco.