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Utility utili per FontLab

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Dal sito della FontLab potete scaricare gratuitamente nuovi interessanti plugins tra i quali il VFB QuickLook Plugin che permette di vedere l'anteprima del file di lavoro font di FontLab Studio sul Finder del Mac (solo per chi usa Leopard) visualizzando se è presente in tale font in lavorazione anche l'alfabeto greco, cirillico e gli accenti; il UFO QuickLook Plugin per le antreprime dei “maniaci” di RoboFab, ed altri interessanti script: http://www.fontlab.com/news-and-events/fontlab-announcements/preview-your-vfb-files-in-finder.html inoltre un link vi porterà al sito della Schriftgestaltung, produttrice di questi plugins, dove potrete trovare anche utility per Adobe Indesign.

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Scritto da Giò

June 28th, 2009 at 7:02 pm

2009 - Cosa ti piacerebbe trovare sul mio typo-blog?

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Ad un anno e mezzo dalla presenza online di questo type-blog volevo ringraziarvi delle vostre numerosissime visite al mio blog e dei vostri commenti diretti sui vari post (ancora pochini in verità mentre sarebbe più interessante e utile per tutti una più corposa discussione sui vari argomenti proposti) e indiretti sulle mie e-mail (numerosi ma se di interesse comune sarebbero meglio che fossero dei commenti direttamente fatti ai post) vi domando cosa vi piacerebbe trovare come nuovi argomenti tipografici o approfondimenti.

Una domanda per migliorare e ampliare i contenuti sulla tipografia e per spingervi ad essere meno "timidi" nel commentare direttamente ciò che vi propongo.

In questi ultimi mesi, il blog è stato poco aggiornato per i vari problemi che molti di voi conoscono, ma presto una nuova grande ondata di post vi aspettano.

Vi ricordo anche il mio altro blog, legato di più alla progettazione grafica, inserito nel sito del mio vecchio Studio grafico Giò Fuga: www.giofuga.com, anche in questo ci sarà un forte incremento di post.

grazie

Giò

Alcuni dati statistici

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Dingbats Brasil: una mostra in giro per il mondo

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Tra i dingbats più famosi cè lo storico Zapf Dingbats di Hermann Zapf
Tra i dingbats più famosi c'è lo storico Zapf Dingbats di Hermann Zapf

Un Dingbat è un ornamento.

Si ritiene che il termine sia nato nelle ex officine tipografiche Dingbats come un onomatopea tra il suono del battito Ding e quando (si batte) nel fogliame ornamentale insieme, prima della entintamento, al fine di colmare alcuni vuoti che creano disagio accanto aa un testo o ad una illustrazione.

Nel suo libro “Elementi di stile tipografico”, il canadese Robert Bringhurst (la traduzione per l'edizione italiana è Lucio Passerini) osserva che « …molti sono i Dingbats pittogrammi, come minuscole rappresentazioni delle chiese, degli aerei, degli sciatori, dei telefoni e in molti altri utilizzati dal settore turistico.

Altri sono somboli più astratti - marchi di riempimento, croci, simboli cartografici, simboli delle carte da gioco, e così via… ».  Come elemento tipografico, il Dingbat ha accompagnato gli alfabeti, è integrato sia con un insieme di caratteri di base, sia in modo indipendente. Con i progressi tecnologici verificatisi dal 1980, vi è stata la graduale proliferazione di alfabeti digitali esclusivamente composti di simboli, di forme e di illustrazioni.

La mostra DINGBATS BRASIL (1996-2006), attualmente esposta in Cina e che spero di riuscire a portare in Italia, è un taglio della produzione brasiliana di Dingbats dal 1996 al 2006, con opere che hanno in comune l'uso del disegno o modello di rappresentazione pittorica, come il principale strumento di comunicazione. Se da un lato vi è una vasta gamma di linguaggi e di stili - che riflette la diversità delle grafica contemporanea brasiliana, mentre si trovano parallelismi nella produzione di altri paesi - il tema di molti dei progetti presentati in ambito culturale esprimono la natura di portata regionale e nazionale. Essas iniciativas de resgate ou registro de aspectos da nossa cultura - música, religião, arte, esporte, culinária e até mesmo design - podem ser vistas como um meio, consciente ou não, de democratizar a nossa brasilidade através do design gráfico. Questi aiuti per il salvataggio o registrare gli aspetti della loro cultura - musica, religione, arte, sport, cucina e design - può essere visto come un mezzo, consapevolmente o meno, di democratizzare la loro brasiliarità attraverso il design grafico.

Tra i tanti lavori che potrete vedere sul sito ufficiale della mostra, vi mostro qui alcuni lavori interessanti o curiosi tra i quali quelli dei miei amici Claudio Rocha e Tony De Marco.

Nel 1997, Claudio Rocha tipografo e co-editore delle rivista Tupigrafia e TipoItalia ha fatto la sua PICTOFONTE 1, una raccolta di corporate Dingbats-ma-non-tanto. Nello stesso anno, il multitalentoso Guto Lacaz - stimolato da Claudio stesso - ha iniziato la trasformazione di un decennio di sue immagini (per la colonna del giornalista Joyce Pascovitch nel quotidiano “Folha de São Paulo”) nel PICTOFONT.
Le immagini di Lacaz sono state utilizzate per le magliette, per gli intagli di metallo e nel suo libro di illustrazioni Desculpe a letra.. Quattro anni più tardi, l'altra mente dietro Tupigrafia, l'illustratore e tipografo di Sao Paulo della fonthouse Just-in-Tipo Tony de Marco, ha fatto lo stesso realizzando le illustrazioni vettoriali per il quotidiano, trasformandoli in REX Dingbats.
Un importante aspetto culturale brasiliano è trattato nella fonte MASCARA Orisha (2003), di Lais de Carvalho e Rafo Castro. L'elegante serie di facce ha un indelebile unità e la sensibilità - che è del tutto appropriata, poiché non vi è Brasile senza l'arte africana, dove è nata la tradizione della maschera, che è riconosciuta per la sua forma ed estetica.

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Inominforma: fate giocare i bambini con le lettere dell’alfabeto

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Lavorare con l'obiettivo l'infanzia è molto importante in ogni ambito, se poi lo scopo è di far conoscere, giocando, le lettere dell'alfabeto utilizzando la creatività progettuale che va ad assommarsi all'inesauribile creatività dei bambini, i risultati sono sorprendenti.

Un interessantissimo esempio, che avrebbe entusiasmato il grande Bruno Munari, è il lavoro realizzato da Sergio Carnevali con il progetto “inominforma”, nato per caso nel 1987 quando gli venne richiesto da un amico artigiano di disegnargli delle figure di cani (e di altri animali) da realizzare poi in legno, dove particolari soggetti grafici vengono tutti realizzati con le lettere del proprio nome comune, ma elaborate in modo tale da ottenerne la silhouette corrispondente.

Quindi il sistema “inominforma” va a costituire un articolato sistema didattico di sostegno all’alfabetizzazione che diventa un validissimo supporto per avvicinare il bambino in età prescolare alla lettura e alla scrittura in modo divertente e stimolante.

Proprio perché lo scopo primo dell’esperienza della pre-lettura è la familiarizzazione del bambino con i caratteri alfabetici, la varietà di questi (corsivo, stampatello maiuscolo e minuscolo) è, anziché un’imperfezione o uno svantaggio del sistema didattico in questione, un pregio, poiché consente la comprensione immediata dell’esistenza di diversi tipi di scrittura e della possibilità di rilevare tra di essi delle equivalenze logiche.

Inizialmente è stata trasformata l’idea grafica in altrettanti oggetti tridimensionali tutti realizzati a mano con legno massello e dotati di parti mobili, oltre che agli animali, il concetto de inominforma è stato applicato ai classici mezzi di trasporto come il treno, l’auto, l’aereo e il camion, che diventavano così giocattoli di legno o elementi d’arredo.

Ma è stato grazie all’entusiasmo di alcune insegnanti coinvolte, che il gruppo di lavoro di Sergio Carnevali ha scoperto il contenuto didattico della loro idea, questo importante aspetto ha fatto realizzare grafiche e supporti più adatti per i bambini.

Mi scrive Carnevali sul suo lavoro: «… Nello scrivere la parola cane, ottenni uno strano grafismo come se con le lettere... si ottenesse anche la silhouette del cane stesso. Fu come aver inventato un nuovo alfabeto e, cosa più incredibile, innescato un meccanismo tra me e questo nuovo linguaggio che ancora oggi mi... perseguita.

È così che sono nati inominforma …
»

Sono così nati i miniposter dell'inominforma e gli album “HABITAT” realizzati con le sole grafiche dei vari soggetti in bianco e nero (contenenti tutte le lettere dell’alfabeto), da far colorare e ritagliare ai bambini.

Unendo tutto il materiale hanno realizzato varie mostre itineranti in diverse scuole della loro provincia marchigiana, realizzando dei laboratori durante i quali venivano poi alla fine distribuiti gli album HABITAT.

Alla Fiera del Libro di Bologna, i loro soggetti hanno ricevuto molti complimenti ma nessuna pubblicazione ufficiale, in quanto essendo in lingua italiana avevano uno scarso valore… commerciale, quindi, hanno in questi ultimi anni tradotto gli stessi soggetti in inglese, ed in altre lingue europee (come nuova piccola sfida “grafica”).

Sulla problematica delle traduzioni in altre lingue Carnevali mi scrive:
« … Certo lei mi farà notare che questi soggetti sono si simpatici, ma sono realizzati in lingua italiana o inglese, e questo è sicuramente un aspetto negativo del “concetto” di graficadesign. Ma io mi domando, come mai se c’è un riconoscimento del “soggetto” una volta che questo viene letto, ciò diventa un fattore negativo invece di creare sorpresa e stupore, o sottolineare l’originalità dello stesso?
Noi siamo abituati a leggere libri e vedere film di qualunque autore perché vengono… tradotti in tutte le lingue del mondo, certo io non potrò mai trasformare GUFO in giapponese o in una lingua araba, ma sono convinto che entrambi gli abitanti di queste nazionalità riconoscerebbero per esempio il gufo come semplice soggetto animale …»

Nel 2007 sono stati invitati al Festival della Mente di Sarzana per realizzare dei laboratori per bambini, nello stesso anno hanno partecipato con alcuni soggetti all’edizione  dei “Libri mai mai visti” indetto dall’associazione VACA di Russi, ed hanno ricevuto il premio “Arti e mestieri”.

Per non abbandonare il sogno di una “edizione editoriale” recentemente hanno ottenuto la collaborazione di una delle più brave illustratrici italiane, Allegra Agliardi di Milano, la quale ha già realizzato, per loro, un volume “SAFARI” interpretando con il suo particolare tratto alcuni dei loro soggetti della savana.

Chi volesse contattare direttamente Sergio Carnevali, che sottolinea: «… Il nostro unico interesse sarebbe quello di far conoscere inominforma ai bambini …», può scrivergli a carnevalisergio@libero.it

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Il progetto tipografico del libro: Bodoni e i Tallone

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Mercoledì 20 maggio alle ore 16.00, presso la Sala Dante della Biblioteca Palatina, sarà inaugurata la mostra Il progetto tipografico del libro: Bodoni e i Tallone organizzata dalla Biblioteca Palatina e dal Museo Bodoniano, in collaborazione con Enrico Tallone. Nell'occasione sarà presentato il Manuale Tipografico II di Alberto Tallone.
La mostra si propone di documentare le diverse fasi del progetto editoriale, evidenziando le affinità di progettazione ed elaborazione della pagina tra Giambattista Bodoni ed i Tallone, tipografi-editori eredi del grande tipografo saluzzese. In mostra saranno esposti per la prima volta eccezionali documenti bodoniani ritrovati, ovvero prove di stampa con annotazioni manoscritte, accostati ad altrettanto inediti studi e progetti tipografici dei Tallone del periodo parigino ed italiano relativi a frontespizi e impaginazioni, affiancati dai relativi esiti editoriali finali delle edizioni (fra le altre, di Dante, Petrarca, Kempis, Tasso) impresse sia da Bodoni che da Tallone.
Dopo i saluti di Andrea De Pasquale, seguiranno gli interventi di Luigi Balsamo e Massimo Gatta. Sarà presente Enrico Tallone.
Verrà presentato il Manuale Tipografico II di Alberto Tallone, dedicato all’impaginazione, ai caratteri da testo e ai formati, uscito a 190 anni da quello bodoniano, a 70 dall’inizio dell’attività in proprio di Alberto Tallone a Parigi e a 40 dalla sua scomparsa (Tallone Editore, Alpignano 2008).

Alberto Tallone
Alberto Tallone

La giornata sarà inoltre l’occasione per proporre la visione del documentario Il mestiere del libr (DIGIVI, Torino 2007), viaggio alla scoperta dell’affascinante mestiere del tipografo raccontato da Enrico Tallone all’interno della officina di famiglia ad Alpignano.
In occasione della mostra è stato inoltre realizzato il quarto volume della collana Caratteri edita dal Museo Bodoniano. Il volume, a cura di Andrea De Pasquale ed Enrico Tallone, presenta riproduzioni delle inedite prove di stampa e di composizione di frontespizi e pagine interne sia di Giambattista Bodoni che di Alberto Tallone e dei suoi successori.

Parma, Biblioteca Palatina
La mostra rimarrà aperta dal 20 maggio al 31 agosto 2009
Orario di visita : lunedì – sabato dalle ore 9.00 alle 13.00
Ingresso gratuito

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