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Esiste ancora un graphic design italiano?

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Con un dibattito su questo tema, martedì 16 marzo, verrà inaugurato l’anno culturale dell’Associazione Culturale Studi Grafici (già Centro Studi Grafici).

Aiutati da studiosi e da professionisti della grafica di ieri e di oggi, italiani e stranieri, si vuole fare il punto sulla vitalità di una grafica dal passato glorioso, ma che ancora oggi stenta a farsi strada nella committenza globale.

Con l’introduzione di Pablo Rossi, Presidente dell’Associazione Culturale Studi Grafici e la moderazione di Alexia Rizzi, giornalista e consigliere ACSG, parteciperanno diversi graphic design e docenti universitari tra i quali: James Clough, Fabrizio Confalonieri, Massimo Dradi, Giangiorgio Fuga, Francesco E. Guida, Giancarlo Iliprandi, …

Durante il dibattito ci sarà spazio per domande e interventi dei presenti.

L’incontro si svolgerà presso: Associazione Culturale Studi Grafici

via Beningno Crespi, 30 - Milano (MM Maciachini)

martedì 16 marzo 2010 - ore 21:00

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One Response a 'Esiste ancora un graphic design italiano?'

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  1. Questi sono i primi commenti apparsi su facebook:
    Davide Burattin
     no

    Luca Cairoli
    direi che non ce lo vedo... ma non riesco a capire se questo è un bene o un male. e alcuni esempi italiani "eccellenti", mi sembrano veramente cheap, trovo modelli più significativi altrove... però bella discussione e se riesco ci vengo

    Nicola Antonazzo
    secondo me il problema è forse l'essere troppo legati a questo passato glorioso ma io di sicuro sono l'ultimo a dover parlare :)

    Davide Burattin
    cultura nazionale azzerata e colonizzata -> clienti ignoranti -> programmi professionali scaricati gratis + computer a 500 euro -> ragazzini grafici improvvisati -> altissima concorrenza a bassa qualità -> investimento ridicolo sulla grafica professionale -> tempi accelerati -> nessuna sperimentazione -> nessuna identità grafica e artistica nazionale -> go to start...

    Anna De Luca
    Oggi dìi non esiste quasi più niente di "italiano".
    Concordo pienamente su quanto scritto da Davide Burattin.

    Massimiliano Magrini
    concordo con burattin !!! o si fa ricerca personale o la grafica con questa classe dirigente (clienti) tanto sono loro che pagano e alla fine voglio quello che hanno in mente.... la grafica sta morendo.... :-(

    Massimiliano Magrini
    intendo il design della grafica... la grafica commerciale esisterà sempre ma non e grafica!!!

    Luca Cairoli
    @ massimiliano: ma la grafica commerciale, se non è grafica, cos'è? comunicazione visiva? pubblicità? allora quello che sta sul pack di un prodotto non deve perseguire la "bella forma?"

    Giangiorgio Giò Fuga
    le vostre considerazioni sono importantissime e saranno lette durante il dibattito, grazie.

    Giangiorgio Giò Fuga
    No non esiste pi... Mostra tuttoù e non per colpa dei graphic design italiani contemporanei (all'estero molto più considerati) ma delle istituzioni, della committenza per mancanza totale della cultura del progetto.
    Quando per una identity non vengono coinvolti i piccoli e medi studi grafici ma messi in gara solo le multinazionali della “comunicazione” che di progettazione grafica, sensibilità creativa e cultura non ne sanno nulla o poco più, poi i risultati sono quelli che vediamo.
    Come vediamo il forte declino progettuale di maestri come Massimo Vignelli nel suo progetto per le “Ferrovie dello Stazio o Frenitalia” utilizzando il Futura Extra Bold per la segnaletica allora ci cadono le braccia.

    Alessio D'Ellena
    bella forma, Grafica: parole morte.
    Non ha più senso parlare di bella forma, anzi forse non ha mai avuto senso, nel 90% dei casi un grafico è ignorante
    in qualsiasi campo. Ci stiamo uccidendo da soli cercando di vendere le cose, diventando pubblicitari di noi stessi.
    Fare manifesti non risolve problemi.. i nuovi problemi, quelli sociologici (per dirne uno). Chi sa qualcosa di sociologia?
    Chi sa qualcosa di semiotica? Chi sa la matematica? ... Mostra tutto
    Inoltre chi, se non la sa la va a cercare in professionisti?
    Non ha più senso parlare di grafica, e non ha più senso di parlare di italianità: non siamo il portale del turismo grafico italiano. Tutti i grandi personaggi della comunicazione visiva non erano (o sono) nazionali, ma sovranazionali.

    A.D.

    Massimiliano Magrini
    @luca cairoli : premettendo che lavoro ora nell' arredamento/moda e mi occupo da sempre si fotografia, quest'ultima è stata sempre una mia passione piu della grafica, probabilmente ancora in questo campo si ricerca di pi... Mostra tuttoù e soprattutto il committente e più propenso ad innovazioni stilistiche. Non ho mai capito perchè la grafica non debba essere considerata da molti in questo modo. Mi riferivo alla cultura del progetto; il termine commerciale non è appropriato hai ragione te. ( per farti un esempio "commerciale" senza progetto mi sembra la grafica di media shopping delle multinazionali è vero che molti dicono che non si può definire grafica ma credimi molti clienti non capiscono la differenza e ti impongono spesso di fare una comunicazione simile ed è veramente frustrante....quando studiavo all'ISIA di Urbino facevo progettazione grafica nel mondo reale se mi è capitato un paio di volte era già tanto.... amara realta!!!

    Aldo Kern
    Io vivo in Brasile e grafica e grafico italiano, sono ammirati per la loro creatività, anche se si parla di design italiano è solo comunicata al settore della moda e del design industriale. Si deve essere sentito da parte delle istituzioni!
    23 minuti fa ·

    Giò

    9 Mar 10 at %10:%Mar

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