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2) Onciali – Amanuensi (integrazione Fuga alla Classificazione Novarese)

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Comparsi nel terzo secolo in alcuni codici dell’epoca, gli “Onciali” erano formati di sole lettere maiuscole derivanti dalla «Capitale corsiva» e dalla «Antica corsiva romana», molto decorativi, venivano vergati con pennino a punta tronca, posto in posizione quasi orizzontale alla linea di base: la pendenza era appena accennata. Il primo esempio conosciuto si trova su un papiro del III secolo contenente un epitome di Tito Livio (in cui sono comunque presenti anche delle lettere corsive).
L’Onciale fu la scrittura per eccellenza dei codici miniati, più indicata per la penna e la pergamena, che sostituì il papiro perché meno angolosa della quadrata (impiegata ancora oggi per le iscrizioni).

Intorno al V secolo l’Onciale cominciò a divenire un tipo di scrittura più manierata ed ornata, i tratti ascendenti e discendenti furono i primi a subire delle alterazioni, seguiti dal corpo centrale che venne reso più “spesso”. La scrittura onciale venne usata fino all’inizio del IX secolo, quando la minuscola carolina cominciò a sostituirla. Tra l’VIII e il XIII secolo fu soprattutto impiegata per scrivere i titoli dei libri, dei capitoli o dei paragrafi, come si fa attualmente con le lettere maiuscole; nei manoscritti tale scrittura venne usata insieme alla minuscola carolina o alla scrittura gotica, due grafie che hanno preso dall’onciale la forma di alcune lettere come la ‘d’ o la ‘a’.
Benché dopo l’età dell’oro sia stata destinata solo a scopo ornamentale, il carattere Onciale fu talvolta utilizzato anche in periodi successivi per scrivere l’intero contenuto di codici, in particolare per edizioni della Bibbia; solo con la stampa si assistette alla definitiva scomparsa dell’onciale, che fu tuttavia impiegata dai calligrafi.

Book of Kels
Pagina tratta dal Book of Kels

Attualmente sopravvivono circa 500 manoscritti in onciale e scritture derivate, la maggior parte dei quali si può trovare tra le opere precedenti la rinascita carolingia. Alcuni di questi manoscritti sono ritenuti particolarmente preziosi come il “Book of Kels” (conosciuto anche come il “Grande Evangeliario di San Colombano”) codice miniato ibernico-sassone in “maiuscola insulare” conservato presso il Trinity College di Dublino.
La “maiuscola insulare” si caratterizza dal fatto che, avendo ricevuto un grande influsso romano durante il VII secolo, presenta spesso una mescolanza delle scritture librarie (ad esempio, fa uso dell’onciale, ma con alcune lettere come la «A», la «C», la «M» e la «V» in forma capitale). I capilettere sono tipicamente ornati, con dei punti intorno ad esse.
È da notare che la scrittura chiamata “semionciale” non deriva dall’Onciale ma dalla nuova corsiva romana e che le scritture nazionali che vennero sviluppate dopo la caduta dell’Impero romano (lombarda, visigotica, merovingia, insulare ecc.) discendono principalmente da questa nuova corsiva o dalla semionciale per le scritture insulari (irlandese e anglosassone).
Ancora oggi gli “Onciali” e derivati vengono usati nei paesi Gaelici come l’Irlanda come scrittura nazionale, perché importata dal Santo patrono Patrizio, mentre le forme amanuensi dai calligrafi.
Esempi di caratteri onciali più o meno famosi disegnati per la fotocomposizione e la digitalizzazione sono: «American Uncial», «Libra», «Omnia», «Kells», «Agedage Insular», «Onciale phf», «Evangeliaire Uncial», «Missale Lunea», «C&lc Uncial Pro», «Uncial Romana ND», «Macteris Uncial», «Corbei Uncial».

American Uncial disegnato da Victor Hammer nel 1953
American Uncial disegnato da Victor Hammer nel 1953
Specimen del «Libra medium» disegnato da Sjoerd Hendrik de Roos nel 1938 per lAmsterdam Typefoundry
Specimen del «Libra medium» disegnato da Sjoerd Hendrik de Roos nel 1938 per l’Amsterdam Typefoundry
«Ondine» disegnata da Adrian Frutiger nel 1954
«Omnia» disegnata da Karlgeorg Hoefer nel 1990

Alla corte di Carlo Magno, nel IX secolo, nasce il primo esempio di carattere minuscolo che prenderà il nome di «Minuscola carolingia», tale scrittura, definita primo esempio ambizioso di cultura unitaria europea, si trasformerà con il tempo in «Tardo carolingia minuscola» e nelle forme regionali come la «Littera beneventana» o la «Littera longobarda» per arrivare alla metà del XV secolo nelle forme della «Neocarolingia umanistica» che si svilupperà inizialmente a Firenze e sarà la base dei primi caratteri da stampa utilizzati nei vari Stati italiani.
Come amanuensi digitalizzati troviamo: «Ondine», «Carolingia», «Antioch», «Luminari», «Baldur», «Agedage Caroline», «Agedage Beneventan», «Manegrim».

Il carattere «Ondine» disegnata da Adrian Frutiger nel 1954 e uno dei tanti esempi della «Carolingia» digitalizzata
Il carattere «Ondine» disegnata da Adrian Frutiger nel 1954 e uno dei tanti esempi della «Carolingia» digitalizzata

Un recente esempio di font, basato sulla «Minuscola Carolingia» è il «Silentium Pro» disegnato e digitalizzato nel formato OpenType da Jovica Veljovic per Adobe.