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Le abbreviazioni tipografiche

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Fin dall’epoca dell’Impero Romano e fino al XVI secolo, gli scrittori hanno ricorso a delle, “scorciatoie” da un lato per fare tenere il testo nello spazio d’impaginazione imposto e dall’altro per guadagnare spazio per economizzare denaro, poiché l’incisione nella pietra e la calligrafia su papiro e poi su pergamena è sempre costata cara.

Così, allora, inventarono i segni delle abbreviazioni. La loro moltiplicazione ha fatto che la lettura del testo alfabetico si è a volte trasformata in una vera codificazione di segni convenzionali (un pò come la stenografia in uso d’oggi) che solo l’iniziati potevano comprendere.

La prima tipografia ereditò ai suoi albori queste abbreviazioni che durarono un secolo e vennero soppresse sia per il minor uso del latino, sia per rendere più comprensivi i testi al maggior numero dei lettori. Al giorno d’oggi vengono utilizzate diverse abbreviazioni per le diverse lingue.

Segni delle abbreviazioni utilizzati dal VIII al XVI secolo nella calligrafia e nella nascente tipografia
Segni delle abbreviazioni utilizzati dal VIII al XVI secolo nella calligrafia e nella nascente tipografia

Curiosi sono i significati di alcune di queste abbreviazioni, per esempio l’asterisco * che significava il denaro o il simbolo dell’infinito ∞ che un tempo si riferiva alla cifra mille intesa anche come Anno Mille (quello allora previsto come la fine del mondo e quindi l’infinito).

Testo in portoghese

Type Milano: il riciclo nella Ragione

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Lapide romana riciclata come elemento architettonico
Lapide romana riciclata come elemento architettonico

Capita di vedere, in molti monumenti medioevali e rinascimentali, il riciclo di lapidi di età romana come materiale edile. Questo tipo di riciclo era molto utilizzato nella Roma papalina dove vennero spogliati dei bronzi molti monumenti come il Colosseo ed i vari Archi per farne armi.
A Milano, sul lato ovest del Palazzo della Ragione, chiamato anche Broletto Nuovo, terminato nel 1233 per volere del podestà Oldrado da Tresseno come sede delle attività giudiziarie, vi è un esempio di riciclo di lapidi come materiale di costruzione.
In tale lapide vi è una iscrizione in lapidario romano con lettere in proporzione geometrica ed altre di forma più condensata “S”, “B”,“E”, “P” e “R”.
La scritta che compare in latino è la seguente (la lettera sostituita da un asterisco indica il dubbio interpretativo): CATILIVSC* SECUNDUS SIBI ET VALERIAE P L CROCINE VXORISVAE ET IVVENIVERNAESVAE VIXITANNOS X

Una interessante raccolta di lapidi romane e medioevali sono presenti, in Milano, presso il Museo Archeologico di corso Magenta e presso la Basilica di S. Ambrogio. Questi due siti saranno argomento di prossimi post.