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Archivio del tag ‘Belle Epoque’

I manifesti della Raccolta Bertarelli

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Chiuderà domenica 20 aprile le interessantissime 4 mostre di diverso impegno progettuale tra le quali una storica dei manifesti dal 1927 al 2007 della Raccolta Bertarelli presso il Castello Sforzesco di Milano.
Complesso unico nel panorama culturale italiano, la Civica Raccolta delle Stampe è stata infatti istituita nel 1927 ad opera del collezionista e mecenate Achille Bertarelli. Arricchitasi nel corso dei suoi ottant’anni di storia grazie ad acquisizioni, lasciti e donazioni, la Bertarelli comprende oggi circa un milione di opere che spaziano dai fogli di maestri incisori, alle stampe documentarie, alla grafica pubblicitaria.

Le mostre
IL PUGNO NELL’OCCHIO
TECNICHE E FORME DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA
14 dicembre 2007 – 2 marzo 2008
A cura di Alessia Alberti
(Cortile della Rocchetta, piano terra – Sala del Tesoro)
INGRESSO LIBERO
Orari: martedì – domenica 9.00-13.00; 14.00-17.30
Prendendo in prestito il titolo di una tra le più note riviste legate alle prime agenzie italiane di pubblicità dell’inizio del Novecento, la mostra offre uno spaccato della situazione italiana in particolare negli anni Venti, evidenziando il ruolo delle pubblicazioni specializzate attraverso le quali la pubblicità ha cominciato a comunicare se stessa. Riviste rare, tirature limitate, preziosi stampati sottolineano la ricchezza e la varietà delle forme e dei materiali che hanno contribuito
fortemente a sensibilizzare le aziende italiane nei confronti delle tematiche e dei linguaggi della pubblicità.

MANIFESTARSI
AUTO RÉCLAME D’ARTISTA
14 dicembre 2007 – 2 marzo 2008
A cura di Claudio Salsi
(Cortile della Rocchetta, primo piano – Sala Castellana)
INGRESSO LIBERO
Orari: martedì – domenica 9.00-13.00; 14.00-17.30
La mostra propone numerosi manifesti realizzati dagli artisti per promuovere le proprie mostre personali. Vere e proprie opere d’arte eseguite in prima persona dal maestro stesso. I manifesti così concepiti, assumono in maniera concreta la personalità dell’autore e diventano molto di più di una semplice anteprima della rassegna. Con linguaggi e tecniche differenti, le affiche delle mostre personali non hanno più solo il compito di captare l’interesse del passante distratto e accompagnarlo attraverso la città alla sede dell’esposizione, ma diventano una sorta di prolungamento dell’opera di un artista nelle strade, una possibilità di espressione ulteriore, una presenza di sé oltre l’esposizione. Tra le opere presentate, grafiche di Pablo Picasso, Marc Chagall, Le Corbusier, Keith Haring, Mario Schifano, Jean Michel Folon, Andy Warhol, Eduardo Arroyo, Roy Lichtenstein, Jean Cocteau.

AFFISSIONI
L’EVOLUZIONE DEGLI SPAZI
23 gennaio 2008 – 20 aprile 2008
Percorso scenografico
(Scalone d’onore del Cortile della Rocchetta)
INGRESSO LIBERO
Orari: martedì – domenica 9.00-13.00; 14.00-17.30
Grandi riproduzioni fotografiche testimoniano luoghi e modi dell’affissione pubblicitaria urbana: piazze e strade opportunamente “arredate” dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri. Muri, palazzi, che hanno trasmesso e trasmettono messaggi, immagini scrutate a diverse velocità. Il percorso scenografico dell’esposizione verrà realizzato in verticale, dal primo al terzo piano dello scalone d’onore del Cortile della Rocchetta, per offrire una documentazione storica sull’evoluzione degli spazi urbani destinati alla pubblicità “da esterno”.

SOLTANTO PUBBLICITÀ?
AFFICHE, VISUAL DESIGN, POP ART
A cura di Giovanna Ginex, Giovanna Mori, Anna Steiner, Francesco Tedeschi
23 gennaio 2008 – 20 aprile 2008
(Cortile della Rocchetta, terzo piano – Sale Panoramiche)
INGRESSO LIBERO
Orari: martedì – domenica 9.00-13.00; 14.00-17.30
La mostra, articolata in quattro sezioni, è composta da 115 opere dalla Raccolta Bertarelli, da collezioni private e da gallerie.
Ogni nostro sguardo sul paesaggio urbano è sollecitato dalla pubblicità. Davanti ai nostri occhi scorrono quotidianamente, da oltre un secolo, annunci e immagini vistosamente colorate; le immagini pubblicitarie ogni giorno colpiscono la nostra percezione della realtà e la condizionano. La mostra “Soltanto pubblicità?”, anziché proporre un impossibile percorso sistematico ed esauriente della ormai più che centenaria arte del manifesto, si presenta come una rassegna originale, strutturata in autonome sezioni, scandite cronologicamente e interpretate da quattro specialisti. Le opere grafiche esposte rappresentano i vari aspetti della grafica pubblicitaria e della grafica d’arte, in una dimensione interdisciplinare e in una prospettiva internazionale.
Alla fine dell’Ottocento le nuove tecniche di riproduzione meccanica delle immagini favoriscono lo sviluppo dell’affiche, innovativa forma di comunicazione visiva a larga diffusione. Fonte d’ispirazione dell’artista pubblicitario è il linguaggio pittorico, ma ben presto, già a partire dai primi anni del Novecento, i maestri dell’affiche troveranno uno stile autonomo.
L’atmosfera Belle Epoque di Parigi, ben rappresentata da Chéret, padre del manifesto artistico moderno, attira molti artefici stranieri, tra cui il moravo Mucha, il belga Livemont, l’inglese Beardsley; la frenetica attività milanese affascina non soltanto gli artisti che nella città sono nati e risiedono, come Aldo Mazza, ma anche maestri come il romano Mataloni, i triestini Metlicovitz, Dudovich, che si trasferiscono nel capoluogo lombardo a lavorare presso le aggiornatissime Officine Grafiche Ricordi; in area tedesca la stilizzata eleganza dello Jugendstil lascia il segno su importanti riviste. Pittura e grafica, editoria e pubblicità si alimentano a vicenda. Negli anni Venti la minuziosa conoscenza dei procedimenti grafici specifici consente agli artisti di scegliere il linguaggio più opportuno per esprimere un’efficace comunicazione pubblicitaria. E così c’è chi – come Dudovich, Cappiello e Mauzan – preferisce uno stile narrativo più tradizionale e chi, invece, privilegia lo sperimentalismo.
Le avanguardie artistiche, favorevoli alla costante ricerca del nuovo, vedono nelle tecniche grafiche infinite possibilità espressive. I manifesti di Depero e Prampolini seguono gli ideali futuristi di dinamismo e progresso; i manifesti cinematografici dei fratelli Stenberg rappresentano il rinnovamento espressivo voluto dal costruttivismo russo; gli influssi degli stili cubista, déco e “novecento” sono ben assimilati da Sepo e Nizzoli.
Dagli anni della ricostruzione successivi alla seconda guerra mondiale, il manifesto diventa immediato ed essenziale: si cerca la sintesi tra immagine e testo che hanno la stessa importanza e devono rimandare immediatamente al contenuto da comunicare al pubblico. Nascono così i capolavori di grandi maestri, come Munari, Carboni, Huber, Testa.
Nell’ultima sezione della mostra, è la grafica d’arte che si rifà alla pubblicità a partire dai primi anni Sessanta, con l’affermarsi di una “civiltà dell’immagine” in cui i prodotti del consumismo, resi popolari dai media, costituiscono una presenza ineliminabile del paesaggio visivo, molti artisti si appropriano del linguaggio della pubblicità: tra questi Warhol, Rotella, Tadini.

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