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Giò Fuga Type su Facebook

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La fonderia digitale Giò Fuga Type è ora presente con una propria pagina su Facebook. Tale presenza è importante data la grandissima visibilità che ha questo network principalmente fra i giovani e permette tantissimi commenti in tempo reale.

Sulla pagina in FB oltre a tantissimi post e immagini troverete diversi “strilli” che vi linkeranno poi a questo blog per gli approfondimenti. Infatti questo blog non è nato come vetrina commerciale sulla produzione delle font della GFT ma come mezzo per la diffusione della cultura tipografica sia verso gli studenti, sia verso i professionisti del mondo delle comunicazioni visive.

Vi aspetto, quindi, numerosi sulla pagina di Facebook e saranno molto graditi i vostri commenti ai post ed i “Mi piace” sia alle singole notizie ma anche in generale alla pagina.

Il link è: http://www.facebook.com/giofugatypepage

Giò Fuga Type su Facebook

L’Espresso: con la nuova veste grafica scompare il GFT Lespresso Sans …

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Nella nuova veste grafica de “L’Espresso”, progettata da Joel Berg, scompare l’utilizzo del carattere GFT Lespresso Sans progettato proprio ad hoc per le titolazioni della rivista riprogettata sempre da Berg nel 2007.
Al suo posto viene ora utilizzato il Franklin Gothic Condensed progettato nel 1903 da Morris Fuller Benton e poi ripreso per la ITC da David Berlow e Victor Caruso insieme allo Ziggurat di Hoefler & Frere-Jones già utilizzato nella grafica antecedente il 2007 e sempre presente nella composizione della testata.


Non si capisce la scelta della sopressione dell’uso del GFT Lespresso Sans ora che, nella nuova veste grafica, sarebbe stato più incisivo senza la pesante coabitazione con il Bodoni Poster e dei filettoni troppo anni ’60.
Sfogliando il nuovo numero de L’Espresso, poi, avrebbe finalmente trovato buon uso anche la versione Regular del GFT Lespresso Sans utilizzata molto raramente e solo per allegati alla rivista come Uomo l’espresso.

Una grande delusione per il sottoscritto il vedere sostituito il proprio carattere disegnato appositivamente per la rivista che con i caratteri per il Corriere della Sera (di Luciano Perondi e Andrea Braccaloni) e recentemente per il Sole 24 ore (Luciano Perondi) hanno risvegliato il type design italiano.

Inoltre l’utilizzo del Franklin Gothic ripropone il problema degli “accenti lunghi” sopra le maiuscole che invece fu risolto brillantemente nella progettazione del Lespresso Sans con gli accenti alternativi corti.
Anche per quello che riguarda il condensamento del disegno il Franklin Gothic Condensed occupa più spazio e se già con il GFT Lespresso Sans i grafici dell’Espresso utilizzavano un track negativo molto accentuato ora per far stare i titoli in giustezza dovranno sovrapporre le lettere!

Attendo numerosi vostri commenti e spero in un intervento di Joel Berg e Theo Nelki!

La storia progettuale del GFT Lespresso Sans

Buone Feste ai lettori del mio typo-blog

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GFT Lespresso Sans: un anno dopo

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Proprio un anno fa usciva il primo numero della rivista “L’espresso” che nel nuovo restyling prevedeva l’utilizzo di una nuova font per le titolazioni progettata per loro: il GFT Lespresso Sans.

Di tale font sono state progettate due variabili di peso, ad uso per la rivista, il bold e il regular in questo ordine perché il committente voleva principalmente tale variabile che poi ha utilizzato per la maggior parte delle titolazioni, titoletti, occhielli, ecc.

Al momento la variabile regular è stata utilizzata per l’allegato “Uomo L’espresso” non trovando ancora impiego nella rivista stessa dove starebbe meglio di altre font utilizzate.

Il GFT Lespresso Sans è un carattere lineare condensato che presenta una particolarità molto utile in fase di composizione “tutta maiuscola” dove viene applicata la sterlineatura (diminuzione dell’interlinea) evitando così le sovrapposizioni nei titoli. Sono gli accorgimenti come gli accenti e segni d’interpunzione “corti”; i primi presenti in alcune maiuscole accentate alternative, i secondi come la virgola e il punto e virgola; e per ultima la “coda corta” applicata ad una ‘Q’ alternativa.

Vari schizzi pre-digitalizzazione – Maiuscole accentate, segni dinterpunzione corti e lettere Q con la coda corta per ovviare ai problemi di sovrapposizione nei testi sterlineati.
Vari schizzi pre-digitalizzazione – Maiuscole accentate, segni d’interpunzione corti e lettere “Q” con la coda corta per ovviare ai problemi di sovrapposizione nei testi sterlineati.

Attualmente è in fase di digitalizzazione finale una font Bold Expert di tale carattere contenente il maiuscoletto e tutte le maiuscole con gli accenti corti (in attesa successivamente della produzione in formato OpenType); ed è in fase di disegno una nuova variabile SemiBold. L’intera famiglia sarà, finalmente, messa in commercio insieme a buona parte della Libreria della GFT prossimamente … ma di ciò ve ne parlerò in un prossimo post.

Potete intanto vedere le immagini del processo progettuale che ha portato al GFT Lespresso Sans visitando il set fotografico nel mio spazio su Flickr.

Testo in portoghese

Lettere anarchiche

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Pubblicata nel numero “0” della rivista di immagini fotografiche “ALTERAZIONI”, edita nel 1988 dall’Istituto Europeo di Design di Milano a cura di Mario Cresci, questa ricerca ha dato il via, da parte di Giangiorgio Fuga, nella progettazione di nuovi alfabeti.
Lo scopo di questa ricerca era lo sperimentare nuove metodologie per“disegnare”caratteri, fuori da tutti i canoni progettuali inerenti al Type Design tradizionale.
Il risultato di tale esperienza ha dato luce ad un carattere, denominato GFT-Graffio88, che seppur con qualche lettera sproporzionata o poco felice nel disegno, nel suo insieme forma un alfabeto molto interessante presentando forme nuove.
Un’alfabeto puramente indotto dalle sequenze dei gesti e dai percorsi come fosse un grande lettering anarchico dove la leggibilità è l’ultimo presupposto della ricerca.
Le lettere ricavate dal contesto iniziale e inserite in una sequenza ordinata fa riflettere sullo statuto dell’arte, nel quale si ritrovano i tempi dei primi graffiti che erano gli archetipi della comunicazione umana e quindi anch’essi linguaggio visivo.

I graffi casuali su uno spezzone di pellicola fotografica “nera”
I graffi casuali su uno spezzone di pellicola fotografica “nera”

La tecnica e il metodo
Il procedimento usato è l’incisione tramite una punta metallica, che può essere un comunissimo ago oppure uno sgarzino, sulla gelatina della pellicola fotografica.
Una sorta di punta secca calcografica in cui, al posto di una lastrina di rame o di zinco, viene usato un supporto plastico di dimensioni molto ridotte.
Se si vuole ottenere un segno più marcato ed irregolare, è necessario bagnare la gelatina mediante un bastoncino ovattato e poi lavorare sul supporto, con la punta metallica, facendo attenzione perché la gelatina, una volta bagnata, è facilmente asportabile.
Asciugata nuovamente la pellicola se ne possono pulire i tratti incisi con un altro bastoncino ovattato questa volta asciutto.
Abbiamo quindi dei nuovi positivi o negativi a seconda dell’uso che ne vogliamo fare: proiettarli come diapositive o usarli per stampare la carta fotografica.
Dopo aver inciso casualmente sulla gelatina dei segni a punta secca con un comunissimo ago, è stato fatto un primo ingrandimento fotografico che è servito all’individuazione di figure identificabili e che assomiglino, il più possibile, a delle lettere maiuscole e minuscole in modo da ottenere un alfabeto.

La scelta dei “segni alfabetici”
La scelta dei “segni alfabetici”

Gli ingrandimenti di questi segni rappresentano sempre una sorpresa in quanto alla luce, particolari grafici che, al momento dell’incisione non sono assolutamente prevedibili, compaiono come di incanto.

La stessa tecnica può essere anche utilizzata per creare dei nuovi marchi, dei pittogrammi o semplicemente delle figure astratte.
Trovate tutte le lettere si è proceduto, sempre per mezzo dell’ingranditore fotografico, al calcolo dei fattori d’ingrandimento, tenendo conto delle ascendenti e delle discendenti delle lettere in modo da ottenere poi una uniformità del corpo del carattere.
Infine si è proceduto alla stampa finale di ogni singola lettera isolandone la forma da altri segni, e con un buon scanner importate su un computer per la vettorializzazione e la digitalizzazione finale.
Nel risultato finale di questa ricerca vi sono delle lettere molto interessanti dal punto di vista grafico, come altre meno riuscite.

Ad ogni modo provate anche voi a cercare altre lettere dal primo ingrandimento o meglio ancora ripetete anche voi questa ricerca facendo dei segni casuali con la tecnica qui illustrata, trovando poi il vostro alfabeto o dei segni da poter utilizzare per i vostri lavori.


Questo alfabeto ha preso il nome di GFT-Graffio88, e da questo primo è in fase di digitalizzazione una sua versione script, denominata GFT-Graffio98, con spessori omogenei e piccole correzioni nel disegno delle lettere originariamente meno riuscite.

GFT Lespresso Sans Bold

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Esempi d’uso del GFT Lespresso Sans Bold nella nuova grafica de L’Espresso

Il progetto del “GFT Lespresso Sans Bold e Regular” prese il via il 1 aprile 2007, quando arrivò la telefonata dallo studio di Joel Berg (Art Director della rivista insieme a Theo Nelki) e pensai ad un pesce d’aprile, invece dopo 40 giorni (e notti) lavorative ecco progettato il nuovo carattere per le titolazioni della rivista “L’espresso”. Il carattere, un lineare condensato di elevata leggibilità e modernità, si presenta in due variabili di peso: Bold, per l’utilizzo nelle titolazioni della rivista, e Regular, per le titolazioni di eventuali allegati come “Uomo L’Espresso”. Una delle particolarità di questo carattere sono gli accorgimenti come gli accenti “corti” presenti in alcune maiuscole accentate alternative, segni d’interpunzione come la virgola e il punto e virgola anch’essi corti; e per ultima la “coda corta” applicata ad una Q alternativa. Tutti questi accorgimenti servono ad ovviare le sovrapposizioni nei titoli composti sterlineati. Nell’immagine sopra è visibile la copertina “alternativa” utilizzata per il numero 42/2007 l’inversione dei colori del titolone in “GFT Lespresso Sans Bold”, in rosso, e del sottotitolo in “Poster Bodoni BT”, in bianco ha reso più leggibile il sottotitolo, che utilizza un carattere di scarsa leggibilità, mentre il titolo ha acquistato enfasi. Sul mio spazio fotografico su Flickr tutto l’iter progettuale di questo font: www.flickr.com/photos/giofuga

Visita la pagina del progetto completo del GFT Lespresso Sans

Testo in portoghese