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Tipoitalia2 tra Parma e Genova

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Settimana prossima la rivista sulla tipografia italiana Tipoitalia sarà presentata sia a Parma, lunedì 23, sia a Genova, mercoledì 25 in due conferenze tipografiche.

Due occasioni per conoscere questa importante pubblicazione nel panorama della comunicazione visiva italiana e nello specifico del mondo tipografico che finalmente vive un nuovo Rinascimento.

Il secondo numero di Tipoitalia è quasi interamente dedicato ai numeri. Di solito comprimari sulla scena tipografica, le cifre, al pari delle lettere nel parallelo universo dell’alfabeto, hanno una loro precisa identità nella scrittura. Oltre a una riconosciuta funzione pratica, come quella di rappresentare le ore nei quadranti o indicare la numerazione civica, in questi casi specifici i numeri possiedono anche un valore estetico-formale, dialogando con le lancette o adattandosi allo stile architettonico delle facciate.

Parma
lunedì 23 novembre 2009, ore 18:00
Biblioteca Palatina / Museo Bodoniano
Piazza della Pilotta 3, Parma

Genova
mercoledì 25 novembre 2009, ore 18:30
Berio Cafè
via del Seminario 16, Genova

Consigli per gli acquisti di libri sulla tipografia

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In questo periodo natalizio vi consiglio l’acquisto di alcuni testi che trattano i temi della Tipografia, del Type Design, della Calligrafia e del Lettering, sia dal punto di vista tecnico, sia da quello storico.

Tali libri potrete trovarli online sulla Libreria Aiap come per esempio “Italic 2.0” ed altri in lingua italiana.

Per i libri in inglese vi consiglio Amazon (troverete qui sotto ben 50 titoli selezionati per voi) e l’olandese Nijhof & Lee, specializzata nel settore.

Edward Johnston: il carattere della metropolitana londinese

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Questo anno il logo della metropolitana di Londra, un classico del design grafico, ha compiuto 100 anni. Disegnato da un autore rimasto anonimo fu per la prima volta riprogettato nel 1913 da Frank Pick, che era direttore del marketing del Gruppo delle Compagnie della London Undenground. Egli commissionerà, nel 1916, a Edward Johnston il carattere lineare denominato originariamente «Underground», che fu però conosciuto con la denominazione di «Johnston’s Railway Type», e successivamente  semplicemente come «Johnston». Questo carattere era basato sulle proporzioni di un primo lapidario romano assente di grazie, e ancora oggi, seppur rimodernato con una sottile rielaborazione eseguita nel 1979 da Eiichi Kono per la Banks & Miles con il nome di «New Johnston», viene utilizzato per la segnaletica mentre il «Johnston Delf Smith» è composto dai caratteri della segnaletica storica; ambedue le font sono in vendita presso la “Transport of London”.

Ma chi era Edward Johnston? Allievo di William Morris, fu un calligrafo, tipografo e insegnante inglese che dedicò tutta la sua vita alla tipografia. Johnston è stato un membro di spicco della comunità artistica conosciuta dal 1920 come la Guild of St Joseph and St Dominic, è stato presidente della Arts and Crafts Society (1933-36), ha insegnato al Royal College of Art e si è aggiudicato il CBE nel 1939. Egli ha prodotto una vasta gamma di lavori molti dei quali calligrafici, dai testi ecclesiastici e civili a testi di poesia e le sue iscrizioni, di solito eseguite in due colori (nero e oro o nero e rosso), su pergamena. Scrisse anche dei testi sulla tipografia come il famosissimo manuale «Writing and Illuminating, and Lettering» (1906), il «Manuscript and Inscription Letters» (1909), ed il «A Book of Sample Scripts» (1914). La sua influenza come designer delle lettera e come insegnante di calligrafia è stata molto diffusa e tra i suoi allievi di spicco figura Eric Gill che si ispirerà al famoso carattere del maestro per disegnare il suo «Gill Sans».

Copertine di due dei tre libri sul lettering e la calligrafia scritti da Edward johnston.

Evoluzioni del logotipo per l’Underground di Londra

Specimen originale del «Underground» di Edward Johnston

A sinistra disegni di lettere fatte da Johnston del 1906 – A destra composizione in «Hamlet-Type»

Il «Omnibus alphabets» variabile condensata per l’utilizzo delle indicazioni di percorso degli autobus londinesi.

Lettere magnetiche del carattere «Johnston» in vendita presso il “London Transport Museum”.

Johnston non disegnò ovviamente solo il carattere per la metropolitana londinese ma anche altri, seppur meno famosi, come «Hamlet-Type» (1912-27) utilizzato per un testo sul “Hamlet”; e il romano «Imprint Antiqua» del 1912 – 1913 per la Monotype Type Drawing Office insieme a Gerard Meynell, Ernest Jackson e J. H. Mason ed è stato il primo carattere sviluppato specificatamente per la composizione meccanica.Il design è stato stanziato per il gruppo di nuove pubblicazioni sulla tipografia e stampa, opportunamente intitolato “The Imprint”Modellato sulle forme del «Caslon» di Frank Hinman Pierpont e della Monotype Corporation, «Imprint Regular» si diffuse acquistando molta popolarità, e andò a influenzare un certo numero di caratteri da testo successivi.

Dal suo «Johnston» sono stati ricavati altri caratteri, sempre per i trasporti londinesi come il «Omnibus alphabets» una variante condensata dell’originale per l’utilizzo delle indicazioni di percorso degli autobus londinesi e il «Johnston Sans bold». Inoltre, dato il grande successo dell’originale, le forme sono state “clonate”, “adattate” o digitalizzate da altre fonderie come per esempio il «ITC Johnston» versione digitalizzata progettata da David Farey per la ITC e altre versioni per la P22 come il «P22 London Underground» del 1997 e il «P22 Underground», in diverse variabili, del 2007 digitalizzati da Richard Kegler con l’introduzione delle lettere accentate non presenti nell’originale in quanto nella lingua inglese non né viene fatto uso.

Potete trovare altre informazioni sul sito della “The Edward Johnston Foundation”

Un video sulla “Tipografia em Belém” di Fernanda Martins

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Un interessantissimo video fotografico di studio sulla “Tipografia em Belém” fatto da Fernanda Martins, type e graphic designer brasiliana direttrice dell’ADG Brasil – l’associazione dei disegnatori grafici brasiliani e membro dell’ATypI. Lei lasciò São Paulo per vivere a Bélem, capitale dello stato del Pará, nell’Amazzonia.

Questo tipo di tipografia, che è meglio definire come lettering, è presente in tutti gli stati del Brasile. Lei ci mostra esempi dei pichação (writing) dello stato del Pará ed esempi della “tipografia popular” con i lavori dei letristas da rua (come ho già scritto in un precedente post). Nella parte finale Fernanda mostra immagini della “Oficina de desenho tipográfico”, che utilizzo questa ricerca sulla tipografia a Belém.

Potete vedere il blog di Fernanda Martins per conoscere altri aspetti della grafica brasiliana.

Testo in portoghese

Type Design 3: il “Velasca” di Nora Dealti

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Dopo il Salieri” di Diana Quarti, postato su questo blog la settimana scorsa, proseguo con l’appuntamento settimanale, dedicato ai lavori dei partecipanti alla terza edizione del “Corso di Alta Formazione in Type Design” presso il Poli.design di Milano. Questo secondo lavoro presentato è il “Velasca” di Nora Dealti, un lineare coerente con l’architettura particolare della Torre Velasca in Milano.

La font “Velasca” nasce dalla volontà di unire tradizione e innovazione, proprio come l’edificio progettato da BBPR cinquant’anni fa ha guardato agli interventi delle vicine mura spagnole. Ispirandosi quindi alla “tradizione” cioè allo stretto carattere bastone attualmente impiegato nella segnaletica interna del palazzo, si è disegnata una font contemporanea con degli ink-trap accentuati al punto da diventare dei veri e propri segni grafici in grado di caratterizzare le lettere. Alcuni glifi (A, V, X, Y, W) ricordano molto la struttura dei contrafforti utilizzati persostenere la parte alta e aggettante dell’edificio.

Percorso progettuale

Dovendo ideare un alfabeto in linea con l’architettura, la prima considerazione è stata quella di mantenere una certa geometria e un certo rigore, caratterizzanti l’edificio. Nel corso di un sopralluogo si è notato un semplice sistema di segnaletica interna, basato su un lettering molto “Anni Cinquanta”, perfettamente in linea con la struttura. Le lettere, come si può notare, sono piuttosto strette (condensed) e alte, hanno tratti curvi e sono perfettamente leggibili.

Idea

La font “Velasca” mantiene grossomodo le proporzioni delle lettere esistenti all’interno dell’edificio. Le linee mediane dei glifi tendono in generale ad essere ribassate; questa scelta è stata fatta per bilanciare la lettura “dal basso” che la persona avrà di fronte all’archigrafia. Inoltre si è decisa per le lettere “A”, “V”, “W”, “V” e “Y” una costruzione particolare, che ricordi i contrafforti impiegati nella parte superiore dell’edificio per sostenere gli ultimi cinque piani del palazzo, destinati ad abitazioni civili. Infine per “svecchiare” il carattere e renderlo contemporaneo si è scelto di fare degli ink-trap che, oltre ad essere utili a corpi medio-picoli e a scongiurare una sorta di “abbagliamento” nell’utilizzo della segnaletica, costituiscono un vero e proprio segno grafico, caratterizzante il carattere stesso. In alcuni casi a questo forte incavo si è preferito un vero e proprio taglio (lettere “K”, “Q” ed “R”). La serie completa della font sarebbe stata costituita da lettere maiuscole e minuscole (più tutti gli accenti, i numeri e i segni d’interpunzione) in due pesi. Ad oggi è stata realizzato l’alfabeto maiuscolo.

Lettere satellitari

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Questa è nuova! Non bastano le ricerche fotografiche di osservare con occhi diversi ciò che ci circonda e si propone di trovare un nuovo tipo di lettering che abbiamo sempre visto intorno a noi ma che non abbiamo mai “visto”: un lettering fatto da oggetti più o meno comuni. Probabilmente a non tutti era capitato di vedere, in un comune semaforo, una E; in un paio di occhiali chiusi, una B; in uno scambio tranviario, una X; e così via.

Bene, ora con le fotografie satellitari e con siti tipo Google Earth, c’è chi si è sbizzarrito a trovare forme di case, palazzi, piazze, strutture architettoniche e tanto altro, tra le milioni città del mondo, che ricordino lettere dell’alfabeto latino.

Sul sito GEOGREETING si può scrivere un messaggio da spedire via e-mail utilizzando un “font satellitare” che con la forma della lettera richiesta ci visualizza la parola, in questo caso le lettere sono preimpostate percui i caratteri utilizzati sono sempre gli stessi.

Provate voi stessi a cercare nuove lettere utilizzando Google Earth!

Testo in portoghese

Scritto da Giò

settembre 15th, 2008 at 3:44