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Take Your Pleasure Seriously: Luca Barcellona in mostra a Milano

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Giovedì 27 gennaio, alle ore 18.30, presso lo spazio di Mauro Bolognesi, sarà inaugurata la mostra Take Your Pleasure Seriously, una selezione di lavori inerenti al lettering e alla calligrafia di Luca Barcellona. L’esposizione rimarrà aperta fino al 28 febbraio.

Il lavoro di Luca Barcellona è da sempre caratterizzato da una forte passione e ricerca nel campo delle lettere e della scrittura.
Il lettering come mestiere, messo a disposizione dell’industria, e quello realizzato per la propria esigenza artistica cercando lo stile calligrafico adatto a veicolare un messaggio e a diffonderlo, devono avere la medesima spinta qualitativa, dettata per forza di cose dalla passione per la tipografia intesa come immagine, e come forma d’arte a sé stante.

Durante la mostra sarà presentato, da parte di Lucio Passerini, il volume di incisioni Gli Alberi, di Franz Kafka. Un brevissimo racconto del 1904 di Franz Kafka che disegna in poche parole una limpida metafora sull’uomo.
Pubblicato in forma di libro mediante la più antica tecnica di stampa, la xilografia.
Il testo, interpretato attraverso la scrittura in lettere gotiche e inciso su linoleum da Luca Barcellona è stampato a torchio per le Edizioni il Buon Tempo in una edizione di quaranta copie.

Luca Barcellona, classe 1978, è un calligrafo e grafico milanese.
La sua produzione annovera logotipi di successo e artwork commerciali per agenzie pubblicitarie e grandi brand della moda e dell’abbigliamento (D&G, Carhartt, Zoo York, Nike, Eni), collaborazioni con il cinema (sua è la calligrafia del film “Io sono l’amore” di Luca Guadagnino), case discografiche (Nina Zilli, Casinò Royale), assieme a committenze museali come la riproduzione fedele di un mappamondo di grandi dimensioni risalente al 1569, utilizzando la calligrafia con materiali originali (penna d’oca e inchiostri naturali), e alla partecipazione al documentario Sul nome Bach.
Insegna da alcuni anni con l’Associazione Calligrafica Italiana.
Oltre ad aver preso parte a progetti editoriali e musicali indipendenti (fra gli ultimi le proiezioni per il concerto per orchestra “La storia di Genji”, del pianista Cesare Picco), realizza opere calligrafiche murarie di grandi dimensioni e di recente, ha prodotto una linea di abbigliamento personale con I suoi lavori, in collaborazione con Gold.

Dettagli della mostra:
Take Your Pleasure Seriously
Mostra personale dei lavori di lettering e calligrafia di Luca Barcellona
Inaugurazione 27 gennaio 2011
ore 18:30
La mostra sarà aperta fino al 28 febbraio 2011
Entrata libera

c/o Mauro Bolognesi
Ripa di Porta Ticinese 47, Milano
Tel. 02 8376028

Scritto da Giò

gennaio 25th, 2011 at 2:30

Tallone editore — La forma del pensiero

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A Milano presso il Palazzo Isimbardi, in corso Monforte 35

giovedì 14 ottobre 2010 dalle 18:00 alle 20:00
La mostra organizzata dalla Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura in collaborazione con Alberto Tallone Editore e Fondazione Radici nel Futuro, a cura di Dario Vermi, sarà aperta al pubblico dal 15-10-2010 al 21-11-2010
Palazzo Isimbardi
Sala Pedenovi, Sala Nuova, Sala Tavolo Rotondo, Biblioteca Isimbardi
corso Monforte, 35
Milano
Telefono: 02 77401
Orario: dal lunedì al sabato 10.00–19.00, le domeniche 14 e 21 novembre 15.00–19.00

Ingresso libero

La mostra “Tallone Editore – La forma del pensiero” documenta i contributi stilistici dell’editore e stampatore Tallone al design del libro, attraverso i tipici formati, i frontespizi, le impaginazioni, i caratteri da stampa, le carte e le legature: un insieme progettuale che è assurto a logo distintivo, inconfondibile delle Edizioni Tallone e che viene esplorato assieme alla storia del fondatore Alberto, il tipografo preferito da Neruda, e continuato dai familiari fino ai giorni nostri, attraverso la pubblicazione recente dei tre Manuali Tipografici a cura di Enrico Tallone che hanno illustrato i canoni estetici di quasi ottant’anni di attività editoriale.
Alberto Tallone, figlio del pittore Cesare, maestro a Brera, lasciata nel 1932 la propria attività di librario antiquario a Milano, si recò a Parigi, divenendo allievo di Maurice Darantiere, il cui prestigioso atelier tipografico risaliva alla fine del Settecento. Nel 1938 rilevò l’atelier arricchendolo con serie di caratteri classici greci e latini, tra i quali i tipi disegnati da lui stesso nel 1949 e incisi su punzoni d’acciaio da Charles Malin.
Oltre al contenuto letterario e alla cura filologica è universalmente riconosciuto alle Edizioni Tallone il contributo stilistico al design del libro attraverso il proprio carattere, i tipici formati oblunghi e la continua ricerca della chiarezza grafica.
Rientrato in patria nel 1959 ad Alpignano, Tallone vi costruì la sua casa-officina, inaugurata il 15 ottobre 1960 da Luigi Enaudi.

TIPOGRAFIA: DESIGN DEL DESIGN
La sezione presso la Biblioteca di Palazzo Isimbardi illustra l’introduzione dei caratteri mobili nel XV secolo, all’origine del ‘segno’ e del ‘disegno’ della scrittura ‘meccanizzata’: l’espressione più significativa e determinante dell’era moderna.

Lucio Passerini

Dingbats Brasil: una mostra in giro per il mondo

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Tra i dingbats più famosi cè lo storico Zapf Dingbats di Hermann Zapf
Tra i dingbats più famosi c’è lo storico Zapf Dingbats di Hermann Zapf

Un Dingbat è un ornamento.

Si ritiene che il termine sia nato nelle ex officine tipografiche Dingbats come un onomatopea tra il suono del battito Ding e quando (si batte) nel fogliame ornamentale insieme, prima della entintamento, al fine di colmare alcuni vuoti che creano disagio accanto aa un testo o ad una illustrazione.

Nel suo libro “Elementi di stile tipografico”, il canadese Robert Bringhurst (la traduzione per l’edizione italiana è Lucio Passerini) osserva che « …molti sono i Dingbats pittogrammi, come minuscole rappresentazioni delle chiese, degli aerei, degli sciatori, dei telefoni e in molti altri utilizzati dal settore turistico.

Altri sono somboli più astratti — marchi di riempimento, croci, simboli cartografici, simboli delle carte da gioco, e così via… ».  Come elemento tipografico, il Dingbat ha accompagnato gli alfabeti, è integrato sia con un insieme di caratteri di base, sia in modo indipendente. Con i progressi tecnologici verificatisi dal 1980, vi è stata la graduale proliferazione di alfabeti digitali esclusivamente composti di simboli, di forme e di illustrazioni.

La mostra DINGBATS BRASIL (1996–2006), attualmente esposta in Cina e che spero di riuscire a portare in Italia, è un taglio della produzione brasiliana di Dingbats dal 1996 al 2006, con opere che hanno in comune l’uso del disegno o modello di rappresentazione pittorica, come il principale strumento di comunicazione. Se da un lato vi è una vasta gamma di linguaggi e di stili — che riflette la diversità delle grafica contemporanea brasiliana, mentre si trovano parallelismi nella produzione di altri paesi — il tema di molti dei progetti presentati in ambito culturale esprimono la natura di portata regionale e nazionale. Questi aiuti per il salvataggio o registrare gli aspetti della loro cultura — musica, religione, arte, sport, cucina e design — può essere visto come un mezzo, consapevolmente o meno, di democratizzare la loro brasiliarità attraverso il design grafico.

Tra i tanti lavori che potrete vedere sul sito ufficiale della mostra, vi mostro qui alcuni lavori interessanti o curiosi tra i quali quelli dei miei amici Claudio Rocha e Tony De Marco.

Nel 1997, Claudio Rocha tipografo e co-editore delle rivista Tupigrafia e TipoItalia ha fatto la sua PICTOFONTE 1, una raccolta di corporate Dingbats-ma-non-tanto. Nello stesso anno, il multitalentoso Guto Lacaz — stimolato da Claudio stesso — ha iniziato la trasformazione di un decennio di sue immagini (per la colonna del giornalista Joyce Pascovitch nel quotidiano “Folha de São Paulo”) nel PICTOFONT.
Le immagini di Lacaz sono state utilizzate per le magliette, per gli intagli di metallo e nel suo libro di illustrazioni Desculpe a letra.. Quattro anni più tardi, l’altra mente dietro Tupigrafia, l’illustratore e tipografo di Sao Paulo della fonthouse Just-in-Tipo Tony de Marco, ha fatto lo stesso realizzando le illustrazioni vettoriali per il quotidiano, trasformandoli in REX Dingbats.
Un importante aspetto culturale brasiliano è trattato nella fonte MASCARA Orisha (2003), di Lais de Carvalho e Rafo Castro. L’elegante serie di facce ha un indelebile unità e la sensibilità — che è del tutto appropriata, poiché non vi è Brasile senza l’arte africana, dove è nata la tradizione della maschera, che è riconosciuta per la sua forma ed estetica.

Proseguono i corsi di calligrafia dell’Associazione Calligrafica Italiana

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Proseguono tra Milano, Bologna, Vicenza, Spilimbergo (PN) e Lugano (Svizzera) i corsi calligrafici e di sperimentazione di tecniche artigianali legate alla carta, al libro ed alla tipografia organizzati dallACI — Associazione Calligrafica Italiana.

Anche quest’anno un calendario denso di attività per ogni livello: dai principianti agli esperti.

Per vedere gli aggiornamento del calendario dei corsi e per tutte le informazioni:
ASSOCIAZIONE CALLIGRAFICA ITALIANA

Via Giannone, 4
20154 Milano
Tel./Fax 0039 02 34 90 927
info@calligrafia.org
giorni di apertura:
martedi e giovedi dalle 9.30 alle 12.30

Piombi e rami alla Libreria Baroni di Lucca

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Sulla giostra dei piccoli editori d’arte: Piombi e rami alla Libreria Baroni di Lucca

Rassegna a cura di Nicola Dal Falco
L’occhio tipografico
sabato 21 marzo 2009 – ore 18
Il Buon Tempo presenta

La Passeggiata di Aldo Palazzeschi,

testo composto a mano con una selezione di caratteri tipografici italiani del Novecento e stampato a torchio presso la Tipoteca Italiana Fondazione di Cornuda.

e

Duccio pittore elettrodomestico, testi e xilografie di Valeria Brancaforte

testo e immagini incise nel linoleum e stampate a torchio in più colori.

Per la seconda volta a “Piombi e rami”, Lucio Passerini sceglie due libri esemplari, che rappresentano, però, un omaggio all’occhio e alla seduzione dell’impaginazione.

L’occhio tipografico coincide con quello artistico: nell’inventiva che seduce attraverso il rigore tecnico e nella composizione della pagina dove immagine e testo sono fusi in un’unica matrice.

La passeggiata di Palazzeschi è una poesia urbana, un elenco ritmato di titoli di giornale, di messaggi pubblicitari colti in strada da insegne e manifesti. Una sciarada di banalità che acquista però per semplice correlazione un tono al tempo stesso epico e lirico. Passerini la ha ricomposta, usando per ogni “messaggio” un tipo diverso di carattere tra quelli del Novecento, conservati nella Tipoteca italiana di Cornuda. L’edizione è stata stampata nella tipografia del museo trevigiano.

Il secondo libro, delle dimensioni di un album, nasce insieme a Valeria Brancaforte, una xilografa siciliana che oggi vive a Barcellona, capace di prendere alla lettera il significato greco del termine: scrivere sul legno, sposando per virtù di forme ed equilibri il segno e il disegno. Magicamente, ma non troppo, le parole hanno voce e le figure danzano senza fili. Duccio pittore elettrodomestico è un libro per bambini che abbiano già occhi e attenzioni da adulti o viceversa.

Un’ultima annotazione: i colori, usati come sciabolate, hanno, grazie al lavoro di sgorbia, una presenza e una lucentezza pari al bianco e nero.

Libreria Baroni, via San Paolino, 45 — 55100 Lucca, tel. 0583 583393

crisalbero@gmail.com

ndalfaco@cinquesensi.it