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I Fondamenti della Tipografia a Caratteri Mobili con Paolo Lazzarelli ad Arezzo

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Il 26 e 27 settembre 2009, ad Arezzo a cura del Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro si terrà il corso di Tipografia “I fondamenti della Tipografia a Caratteri Mobili” tenuto da Paolo Lazzarelli.

Questo sarà il primo di una serie di corsi base che stanno organizzando presso la Tipografia Sociale di Arezzo in collaborazione con Paolo Lazzarelli, che ne è il proprietario. Il loro intento è offrire la possibilità di studiare con un tipografo esperto le tecniche per la realizzazione di poster e manifesti con i caratteri mobili in legno. Nel maggio del 2009 hanno invitato presso questa tipografia il tipografo americano Amos Paul Kennedy Jr., dalla bellissima esperienza è nata l’idea di future collaborazioni: Paolo offrirà un paio di corsi durante il periodo invernale per insegnare le basi della tipografia a caratteri mobili, per poi dare la possibilità agli studenti di partecipare ad un corso avanzato con Amos durante l’estate successiva.

PROGRAMMA

Sabato: il lavoro del tipografo, l’organizzazione di una tipografia e dei caratteri mobili, il torchio regolazioni e manutenzione, i margini di fissaggio. Composizione di un testo, fissaggio per la stampa, stampa.

Domenica: I colori di stampa, metodi tradizionali per la realizzazione di poster a più colori e metodi sperimentali. Gli studenti realizzeranno la composizione di un testo da loro scelto (massimo 8 o 10 parole) e lo stamperanno.

Paolo Lazzarelli
Paolo inizia a lavorare alla tipografia sociale nel 1970 e ne diventa proprietario nel 1982. La tipografia, nata nel 1890 circa, subisce varie trasformazioni, anche in relazione agli eventi politici e dal dopoguerra diventa la tipografia dei partiti di sinistra ad Arezzo. Dagli anni ‘60 si specializza nella stampa di manifesti.

SEDE:
Tipografia Sociale via Madonna del Prato, 128
52100 Arezzo Tel. 0575/23841

ORARIO:
Sabato dalle 10.00 alle 18.00 (con breve pausa pranzo)
Domenica dalle 9.00 alle 17.00 (con breve pausa pranzo)

ISCRIZIONI E COSTO:
Potete scaricare la cedola d’iscrizione dal seguente sito: www.articalligrafiche.it
Il corso costa € 200 + € 30 di iscrizione al CIAC. Il deposito di 70 euro deve essere effettuato entro il 15/09/2009 tramite versamento nel c/c intestato a: Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro
Banca Cariprato, agenzia di Arezzo, IT50 T060 2014 1910 9157 0244 379. Causale: corso tipografia 26/09/2009.

MATERIALI:
Tutti i materiali sono inclusi nel prezzo e disponibili presso la tipografia. Se desiderate stampare su carta pregiata, potete portarvi dei fogli formato max 50 x 70. Consigliamo una grammatura minima di 200gr. Consigliamo anche di portare un grembiule o vestiti adatti al lavoro manuale.

Per tutte le informazioni:
Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro
Via A.Saffi, 2
52100 Arezzo, Italy
tel/fax 0575 299978
email info@articalligrafiche.it

L’Officina Tipografica São Paulo compie 5 anni

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Durante la mia visita didattica in Brasile ho avuto l’occasione di conoscere l’Oficina Tipográfica São Paulo del mio caro amico Claudio situata presso il Senai Bresser nel Barrio Móoca della gigantesca città di São Paulo.

Proprio il prossimo 22 agosto, sabato, l’Oficina Tipográfica São Paulo festeggerà l’anniversario dei 5 intensi anni di attività.

Nell’occasione sarà lanciato un album: “Alem da Letra” che esplora la plasticità e la materialità dei tipi in legno e di metallo, propondo una nuova leitura, nel quale il contenuto (idea) è subbordinato alla forma (lettere e ornamenti) e non il contrario, come si utilizza di solito.

Inaugurata nel 2004, la OTSP è oggi una organizzazione non governativa, dedicata all’insegnamento ed alla sperimentazione, combinando la tipografia classica con quella computerizzata.
Oltre ad offrire corsi di tipografia e grafica e sviluppare prodotti editoriali, la OTSP collabora con le sue attrezzature per la produzione di elaborati grafici con altre ONG offrendo anche la possibilità di fornire servizi agli studi e alle agenzie. L’OTSP, che è associata alla Escola Senai “Theobaldo De Nigris”, di São Paulo, dispone attualmente di 4 macchine da stampa, che fanno anche taglio e piegatura, 2 Linotype e oltre un centinaio di tipi di caratteri di metallo e di legno.

Nel secondo semestre 2009 sono previsti i seguenti corsi:

Composizione introduttoria;

– Poster tipografico;

– Tecniche di rilegatura per Designers.

Tali corsi prevedono la presentazione di strumenti tradizionali come: caratteri, cassetta dei tipo, misure tipografiche, composizione, bolandeira, i concetti e le tecniche di stampa tipografica, gli inchiostri, mezzi di comunicazione (carta e derivati), manuali tecnici di rilegatura e di finitura, e gli stampati sono prodotti con una stampante Minerva e Linotype.

A dirigere questa preziosa struttura sono Marcos Mello (Presidente) artista plastico e designer grafico e Cláudio Rocha (Vice-Presidente) designer grafico specializzato in tipografia già noto ai lettori del mio blog per essere co-editore della rivista brasiliana Tupigrafia e direttore dell’italiana Tipoitalia.

Per contatti diretti ed ulteriori informazioni: OTSP

Testo in portoghese

Inominforma: fate giocare i bambini con le lettere dell’alfabeto

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Lavorare con l’obiettivo l’infanzia è molto importante in ogni ambito, se poi lo scopo è di far conoscere, giocando, le lettere dell’alfabeto utilizzando la creatività progettuale che va ad assommarsi all’inesauribile creatività dei bambini, i risultati sono sorprendenti.

Un interessantissimo esempio, che avrebbe entusiasmato il grande Bruno Munari, è il lavoro realizzato da Sergio Carnevali con il progetto “inominforma”, nato per caso nel 1987 quando gli venne richiesto da un amico artigiano di disegnargli delle figure di cani (e di altri animali) da realizzare poi in legno, dove particolari soggetti grafici vengono tutti realizzati con le lettere del proprio nome comune, ma elaborate in modo tale da ottenerne la silhouette corrispondente.

Quindi il sistema “inominforma” va a costituire un articolato sistema didattico di sostegno all’alfabetizzazione che diventa un validissimo supporto per avvicinare il bambino in età prescolare alla lettura e alla scrittura in modo divertente e stimolante.

Proprio perché lo scopo primo dell’esperienza della pre-lettura è la familiarizzazione del bambino con i caratteri alfabetici, la varietà di questi (corsivo, stampatello maiuscolo e minuscolo) è, anziché un’imperfezione o uno svantaggio del sistema didattico in questione, un pregio, poiché consente la comprensione immediata dell’esistenza di diversi tipi di scrittura e della possibilità di rilevare tra di essi delle equivalenze logiche.

Inizialmente è stata trasformata l’idea grafica in altrettanti oggetti tridimensionali tutti realizzati a mano con legno massello e dotati di parti mobili, oltre che agli animali, il concetto de inominforma è stato applicato ai classici mezzi di trasporto come il treno, l’auto, l’aereo e il camion, che diventavano così giocattoli di legno o elementi d’arredo.

Ma è stato grazie all’entusiasmo di alcune insegnanti coinvolte, che il gruppo di lavoro di Sergio Carnevali ha scoperto il contenuto didattico della loro idea, questo importante aspetto ha fatto realizzare grafiche e supporti più adatti per i bambini.

Mi scrive Carnevali sul suo lavoro: «… Nello scrivere la parola cane, ottenni uno strano grafismo come se con le lettere… si ottenesse anche la silhouette del cane stesso. Fu come aver inventato un nuovo alfabeto e, cosa più incredibile, innescato un meccanismo tra me e questo nuovo linguaggio che ancora oggi mi… perseguita.

È così che sono nati inominforma …
»

Sono così nati i miniposter dell’inominforma e gli album “HABITAT” realizzati con le sole grafiche dei vari soggetti in bianco e nero (contenenti tutte le lettere dell’alfabeto), da far colorare e ritagliare ai bambini.

Unendo tutto il materiale hanno realizzato varie mostre itineranti in diverse scuole della loro provincia marchigiana, realizzando dei laboratori durante i quali venivano poi alla fine distribuiti gli album HABITAT.

Alla Fiera del Libro di Bologna, i loro soggetti hanno ricevuto molti complimenti ma nessuna pubblicazione ufficiale, in quanto essendo in lingua italiana avevano uno scarso valore… commerciale, quindi, hanno in questi ultimi anni tradotto gli stessi soggetti in inglese, ed in altre lingue europee (come nuova piccola sfida “grafica”).

Sulla problematica delle traduzioni in altre lingue Carnevali mi scrive:
« … Certo lei mi farà notare che questi soggetti sono si simpatici, ma sono realizzati in lingua italiana o inglese, e questo è sicuramente un aspetto negativo del “concetto” di graficadesign. Ma io mi domando, come mai se c’è un riconoscimento del “soggetto” una volta che questo viene letto, ciò diventa un fattore negativo invece di creare sorpresa e stupore, o sottolineare l’originalità dello stesso?
Noi siamo abituati a leggere libri e vedere film di qualunque autore perché vengono… tradotti in tutte le lingue del mondo, certo io non potrò mai trasformare GUFO in giapponese o in una lingua araba, ma sono convinto che entrambi gli abitanti di queste nazionalità riconoscerebbero per esempio il gufo come semplice soggetto animale …»

Nel 2007 sono stati invitati al Festival della Mente di Sarzana per realizzare dei laboratori per bambini, nello stesso anno hanno partecipato con alcuni soggetti all’edizione  dei “Libri mai mai visti” indetto dall’associazione VACA di Russi, ed hanno ricevuto il premio “Arti e mestieri”.

Per non abbandonare il sogno di una “edizione editoriale” recentemente hanno ottenuto la collaborazione di una delle più brave illustratrici italiane, Allegra Agliardi di Milano, la quale ha già realizzato, per loro, un volume “SAFARI” interpretando con il suo particolare tratto alcuni dei loro soggetti della savana.

Chi volesse contattare direttamente Sergio Carnevali, che sottolinea: «… Il nostro unico interesse sarebbe quello di far conoscere inominforma ai bambini …», può scrivergli a carnevalisergio@libero.it

Sarà un posto tranquillo?

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A Burano nella Laguna di Venezia questa curioda indicazione
A Burano, nella Laguna di Venezia, questa curiosa indicazione

Sicuramente, in passato, questa fondamenta di Burano (VE) non era un posto raccomandabile data la denominazione. Ora al massimo potete essere “assaliti” dalle merlettaie che vi illustrano l’arte del prezioso merletto buranese o dai pescatori che riparano le reti in queste coloratissime isole che formano Burano.

Interessante è il tipo di carattere utilizzato con le (S) molto particolari, le (A) con la barra orizzontale bassa,  oltre che dalla tipologia di supporto differente dai “ninzioletti” presenti nel resto della laguna veneta. Infatti se a Venezia, Murano, ecc. l’indicazione delle calli, dei campi, dei rioterrà, ecc. sono fatte in stencil su dei rettangoli bianchi che sembrano lenzuolini a Burano sono scolpite nella pietra e successivamente riempite, ora di vernice nera, una volta di pece.

Testo in portoghese

Tipografia italiana a Genova

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A Genova, presso la Villa Croce, Museo d’Arte contemporanea, c’è l’archivio del manifesto una istituzione culturale nella tradizione della città. In questa raccolta vengono conservati molti manifesti tipografici principalmente degli anni ’70 e ’80 dello scorso secolo progettati da AG Fronzoni come questi qui sotto che hanno fatto parte della mostra a lui dedicata nel 2004 dal titolo “Attraversare Genova. Percorsi e linguaggi internazionali del contemporaneo”.

Villa Croce
Via Jacopo Ruffini 3
16128 Genova
Tel. ++39-010-585772 – Fax ++39-010-532482

email: museocroce@comune.genova.it

Orario: Lunedì, martedì, mercoledì, giovedì 9-13 / 14-17.30; venerdì 9-15 continuato

I manifesti della Raccolta Bertarelli

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Chiuderà domenica 20 aprile le interessantissime 4 mostre di diverso impegno progettuale tra le quali una storica dei manifesti dal 1927 al 2007 della Raccolta Bertarelli presso il Castello Sforzesco di Milano.
Complesso unico nel panorama culturale italiano, la Civica Raccolta delle Stampe è stata infatti istituita nel 1927 ad opera del collezionista e mecenate Achille Bertarelli. Arricchitasi nel corso dei suoi ottant’anni di storia grazie ad acquisizioni, lasciti e donazioni, la Bertarelli comprende oggi circa un milione di opere che spaziano dai fogli di maestri incisori, alle stampe documentarie, alla grafica pubblicitaria.

Le mostre
IL PUGNO NELL’OCCHIO
TECNICHE E FORME DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA
14 dicembre 2007 – 2 marzo 2008
A cura di Alessia Alberti
(Cortile della Rocchetta, piano terra – Sala del Tesoro)
INGRESSO LIBERO
Orari: martedì – domenica 9.00-13.00; 14.00-17.30
Prendendo in prestito il titolo di una tra le più note riviste legate alle prime agenzie italiane di pubblicità dell’inizio del Novecento, la mostra offre uno spaccato della situazione italiana in particolare negli anni Venti, evidenziando il ruolo delle pubblicazioni specializzate attraverso le quali la pubblicità ha cominciato a comunicare se stessa. Riviste rare, tirature limitate, preziosi stampati sottolineano la ricchezza e la varietà delle forme e dei materiali che hanno contribuito
fortemente a sensibilizzare le aziende italiane nei confronti delle tematiche e dei linguaggi della pubblicità.

MANIFESTARSI
AUTO RÉCLAME D’ARTISTA
14 dicembre 2007 – 2 marzo 2008
A cura di Claudio Salsi
(Cortile della Rocchetta, primo piano – Sala Castellana)
INGRESSO LIBERO
Orari: martedì – domenica 9.00-13.00; 14.00-17.30
La mostra propone numerosi manifesti realizzati dagli artisti per promuovere le proprie mostre personali. Vere e proprie opere d’arte eseguite in prima persona dal maestro stesso. I manifesti così concepiti, assumono in maniera concreta la personalità dell’autore e diventano molto di più di una semplice anteprima della rassegna. Con linguaggi e tecniche differenti, le affiche delle mostre personali non hanno più solo il compito di captare l’interesse del passante distratto e accompagnarlo attraverso la città alla sede dell’esposizione, ma diventano una sorta di prolungamento dell’opera di un artista nelle strade, una possibilità di espressione ulteriore, una presenza di sé oltre l’esposizione. Tra le opere presentate, grafiche di Pablo Picasso, Marc Chagall, Le Corbusier, Keith Haring, Mario Schifano, Jean Michel Folon, Andy Warhol, Eduardo Arroyo, Roy Lichtenstein, Jean Cocteau.

AFFISSIONI
L’EVOLUZIONE DEGLI SPAZI
23 gennaio 2008 – 20 aprile 2008
Percorso scenografico
(Scalone d’onore del Cortile della Rocchetta)
INGRESSO LIBERO
Orari: martedì – domenica 9.00-13.00; 14.00-17.30
Grandi riproduzioni fotografiche testimoniano luoghi e modi dell’affissione pubblicitaria urbana: piazze e strade opportunamente “arredate” dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri. Muri, palazzi, che hanno trasmesso e trasmettono messaggi, immagini scrutate a diverse velocità. Il percorso scenografico dell’esposizione verrà realizzato in verticale, dal primo al terzo piano dello scalone d’onore del Cortile della Rocchetta, per offrire una documentazione storica sull’evoluzione degli spazi urbani destinati alla pubblicità “da esterno”.

SOLTANTO PUBBLICITÀ?
AFFICHE, VISUAL DESIGN, POP ART
A cura di Giovanna Ginex, Giovanna Mori, Anna Steiner, Francesco Tedeschi
23 gennaio 2008 – 20 aprile 2008
(Cortile della Rocchetta, terzo piano – Sale Panoramiche)
INGRESSO LIBERO
Orari: martedì – domenica 9.00-13.00; 14.00-17.30
La mostra, articolata in quattro sezioni, è composta da 115 opere dalla Raccolta Bertarelli, da collezioni private e da gallerie.
Ogni nostro sguardo sul paesaggio urbano è sollecitato dalla pubblicità. Davanti ai nostri occhi scorrono quotidianamente, da oltre un secolo, annunci e immagini vistosamente colorate; le immagini pubblicitarie ogni giorno colpiscono la nostra percezione della realtà e la condizionano. La mostra “Soltanto pubblicità?”, anziché proporre un impossibile percorso sistematico ed esauriente della ormai più che centenaria arte del manifesto, si presenta come una rassegna originale, strutturata in autonome sezioni, scandite cronologicamente e interpretate da quattro specialisti. Le opere grafiche esposte rappresentano i vari aspetti della grafica pubblicitaria e della grafica d’arte, in una dimensione interdisciplinare e in una prospettiva internazionale.
Alla fine dell’Ottocento le nuove tecniche di riproduzione meccanica delle immagini favoriscono lo sviluppo dell’affiche, innovativa forma di comunicazione visiva a larga diffusione. Fonte d’ispirazione dell’artista pubblicitario è il linguaggio pittorico, ma ben presto, già a partire dai primi anni del Novecento, i maestri dell’affiche troveranno uno stile autonomo.
L’atmosfera Belle Epoque di Parigi, ben rappresentata da Chéret, padre del manifesto artistico moderno, attira molti artefici stranieri, tra cui il moravo Mucha, il belga Livemont, l’inglese Beardsley; la frenetica attività milanese affascina non soltanto gli artisti che nella città sono nati e risiedono, come Aldo Mazza, ma anche maestri come il romano Mataloni, i triestini Metlicovitz, Dudovich, che si trasferiscono nel capoluogo lombardo a lavorare presso le aggiornatissime Officine Grafiche Ricordi; in area tedesca la stilizzata eleganza dello Jugendstil lascia il segno su importanti riviste. Pittura e grafica, editoria e pubblicità si alimentano a vicenda. Negli anni Venti la minuziosa conoscenza dei procedimenti grafici specifici consente agli artisti di scegliere il linguaggio più opportuno per esprimere un’efficace comunicazione pubblicitaria. E così c’è chi – come Dudovich, Cappiello e Mauzan – preferisce uno stile narrativo più tradizionale e chi, invece, privilegia lo sperimentalismo.
Le avanguardie artistiche, favorevoli alla costante ricerca del nuovo, vedono nelle tecniche grafiche infinite possibilità espressive. I manifesti di Depero e Prampolini seguono gli ideali futuristi di dinamismo e progresso; i manifesti cinematografici dei fratelli Stenberg rappresentano il rinnovamento espressivo voluto dal costruttivismo russo; gli influssi degli stili cubista, déco e “novecento” sono ben assimilati da Sepo e Nizzoli.
Dagli anni della ricostruzione successivi alla seconda guerra mondiale, il manifesto diventa immediato ed essenziale: si cerca la sintesi tra immagine e testo che hanno la stessa importanza e devono rimandare immediatamente al contenuto da comunicare al pubblico. Nascono così i capolavori di grandi maestri, come Munari, Carboni, Huber, Testa.
Nell’ultima sezione della mostra, è la grafica d’arte che si rifà alla pubblicità a partire dai primi anni Sessanta, con l’affermarsi di una “civiltà dell’immagine” in cui i prodotti del consumismo, resi popolari dai media, costituiscono una presenza ineliminabile del paesaggio visivo, molti artisti si appropriano del linguaggio della pubblicità: tra questi Warhol, Rotella, Tadini.

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