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Quando s’insegnava nelle scuole italiane la “Bella Scrittura” (parte terza – dal dopoguerra alle riforme scolastiche degli anni ‘60)

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Modelli di Calligrafia – Metodo Prof. Primo Scapellato (1953)
C’era una volta, e fino a non tanto tempo fa, nelle scuole italiane l’uso d’insegnare agli studenti ad avere una “bella scrittura” …

Così iniziava, in un post precedente, la prima parte – “da fine Ottocento alla Grande Guerra Mondiale”, seguita dalla seconda parte – “tra le due Guerre Mondiali” dedicati all’insegnamento della calligrafia nelle scuole italiane, una interessante documentazione che parte nell’800 ed arriva nei primi anni ‘60 dello scorso secolo quando viene soppresso l’insegnamento sia nelle scuole elementari (ridotto alla sola prima elementare quando la maestra/o scriveva sul tuo quaderno una prima riga di lettere e tu, scolaro, dovevi ripeterle molte volte cercando di copiarle dignitosamente), sia nelle scuole medie e magistrali, commerciali. Una soppressione che sempre di più si avverte vedendo come scrivono molto male le nuove generazioni. Certamente lo scrivere a mano è divenuto sempre più raro dato che ora siamo invasi da vari mezzi informatici. Non si scrivono più lettere ma e-mail o sms. Gli atti notarili sono informatizzati, come pure i bilanci societari. Quando un professore deve correggere una composizione di un suo studente fatica, più delle volte, a capirne la scrittura che anche un grafologo fatica ad interpretare per i suoi studi.

Vediamo quindi in questa terza parte il periodo che va dal dopo guerra alla scomparsa nei piani di studio della calligrafia avvenuta nei primi anni ‘60.

Modelli di Calligrafia per le Scuole Medie – Metodo Prof. Francesco La Manna (1947-48)
Scrittura Rotonda – Modelli di Calligrafia per le Scuole Medie – Metodo Prof. Francesco La Manna (1947-48)
Thalmann
Calligrafia – Modelli ed esercitazioni ad uso delle scuole di Silvio Thalmann (fine anni ’50)
Stile, Corso di bella scrittura – Prof.ri Enrica Magenta Piatti e Sergio Franchini
Filosa
Stile, Corso di bella scrittura – così termina il quaderno per la classe II elementare
Filosa
Stile, Corso di bella scrittura – così termina il quaderno per la classe II elementare

L’insegnamento in Italia

Anche dopo la guerra proseguono le edizioni del “Modello di Calligrafia – Metodo La Manna” del Prof. Francesco La Manna indirizzati per l’educazione grafica nelle scuole d’Italia ed editi dalla Casa Editrice Carlo Signorelli di Milano. La prefazione dell’edizione, visibile nelle immagini datata 1947-48, già lamenta il graduale allontanamento dell’insegnamento dell’ «arte gentile» nelle scuole italiane. Il Prof. La Manna auspica che “ … la Calligrafia non costituisce, però, una manifestazione d’arte e di cultura estranea alla Scuola, e poiché si pone, anzi, come elemento essenziale della cultura scolastica, – in quanto perfeziona la scrittura e cioè uno dei più importanti mezzi dell’espressione umana, – non si dispera che la gloriosa tradizione calligrafica italiana possa finalmente rifiorire, riportando, di conseguenza in ogni ordine di scuola questa disciplina, tanto necessaria per spronare ed abituare gli alunni all’ordine, alla precisione ed al buon gusto … ”. Purtroppo le attese del Prof. La Manna vennero definitivamente cancellate con la soppressione dell’insegnamento della calligrafia, come già scritto, nei primi anni ‘60.
Altro interessante manuale è il “Modelli di Calligrafia” del Prof. Primo Scapellato edito nel 1953 dalla Casa Editrice Giuseppe Principato di Milano; in questo volume sono presenti diversi esempi di scrittura posata (corsivo inglese), di scrittura diritta, scrittura rotonda, scrittura italiana, scrittura gotica antica, moderna e delle pergamene, le lettere a mano alzata, lo stampatello aldino e la cancelleresca romana.
Sempre del dopoguerra è “Calligrafia – Modelli ed esercitazioni ad uso delle scuole” di Silvio Thalmann edito da Carlo Signorelli editore in Milano (fine anni ’50) un manuale di quaranta pagine con applicazioni dei caratteri disposti esteticamente, gotico onciale, geometrizzato – romano a bastone – modernizzato, oltre alle scritture classiche.
Ultimi quaderni editati in ordine di tempo sono quelli della serie “Stile – Corso di bella scrittura” editati negli anni ‘50, del scorso secolo, dalle Edizioni Ariston di Milano e curati da Enrica Magenta Piatti e Sergio Franchini. Essi erano indirizzati agli scolari delle scuole elementari italiane non come manuali di calligrafia ma come esercizi gioiosi e sereni atti al raggiungimento di risultati di ordine, chiarezza e di metodo nello scrivere. Il carattere dato come modello, che si distingue soprattutto nelle maiuscole dalla classica scrittura inglese da cui deriva, è la scrittura tonda, introdotta nel dopoguerra nelle scuole elementari e adottata fino agli anni ‘60.
I modelli, dopo essere stati copiati sui quaderni negli spazi lasciati appositamente o sulla stessa riga, o nelle righe sottostanti o nella contropagina bianca, potevano essere ripetuti, a giudizio dell’insegnante, anche su altri quaderni di “bella copia”.
Parlare di calligrafia e “bella scrittura” ci fa un po’ sorridere al giorno d’oggi se pensiamo che nella maggior parte delle scuole primarie viene insegnato a scrivere principalmente in stampatello perché, secondo una impostazione pedagogica condivisa da molti insegnanti, “… la scrittura è un puro strumento di comunicazione quindi non si vede l’utilità di sottoporre un bambino a uno sforzo inutile, anche dal punto di vista educativo ed è anche un discorso di economia di tempo nello scrivere …”. Sembrano quindi questioni anacronistiche. Ma forse proprio questo è sintomo della scarsa sensibilità estetica del nostro tempo.
Per fortuna ci sono molti corsi di calligrafia presso associazioni e scuole di comunicazione visiva e su questo blog potete trovare aggiornamenti sui loro calendari dei corsi.
Stile, Corso di bella scrittura – esercizi per la classe V elementare