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Tesi tipografiche al Politecnico (1): Domino

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Oggi ho seguito, nella mia commissione di laurea magistrale, ben tre tesi che avevano come argomento la tipografia, segno forte di quanto questa disciplina stia rinascendo in Italia.
La prima, che vi illustro in questo primo post, mi vedeva relatore ed è stata presentata da Nora Dealti: dal titolo Domino.

Dall’introduzione della tesi:
“L’obiettivo di questa tesi è stato di fornire uno strumento utile al progettista e allo studente per scegliere in modo consapevole ed autonomo la font più adatta alla tipologia di lavoro da mettere a punto.
La necessità di fare ordine e di creare questa metodologia, utile per classificare i caratteri in base a considerazioni di tipo funzionale, che vanno oltre a quelle meramente storico-stilistiche, è diventata più forte con l’affermazione della digitalizzazione e l’avvento del desktop publishing.


La tecnologia ha, di fatto, rivoluzionato il modo di affrontare il lavoro e ha permesso ad un gran numero di persone di avvicinarsi a questo tipo di progettazione, senza necessariamente possedere conoscenze pregresse in materia di grafica e tipografia.


Domino intende, in primis, guidare il progettista in una scelta consapevole della font e, successivamente, in una sua corretta composizione, tenendo sempre in considerazione l’importante fattore della leggibilità.
Può inoltre essere impiegato per verificare, condividendo o meno, le scelte fatte da altri progettisti
riguardo a lavori già esistenti.

Domino, ovviamente, non ha la pretesa di regolamentare ogni scelta tipografica, è indubbio che il progettista debba tener conto anche di altri fattori come il contesto, lo stile, il target, ecc., ma
ritengo possa essere un buon punto di partenza.


Il progetto Domino è costituito da un manuale contenente i princìpi guida relativi ai sette ambiti
progettuali individuati (testo corrente, titolazioni, headline pubblicitarie, immagine coordinata, segnaletica, infografica e video), da un taccuino su cui poter testare e catalogare le font, e da un gioco, un domino appunto, con cui mettere alla prova le conoscenze acquisite con la guida”.

La tesi di Nora Dealti è stata valutata molto positivamente.

Type Video: Motion Graphic

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L’uso della tipografia nelle titolazioni cinematografiche è stata quasi sempre presente. In alcuni interessanti casi anche in modo prevalente sia con schermate fisse, sia con animazioni.
In questo breve video di motion graphic, prodotto da uno studente statunitense di Sarasota, viene raccontata una storia con il supporto musicale.

Type Video: Jarratt Moody – Say What Again

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Realizzato da Jarratt Moody ottimo studente di – Broadcast Design and Motion Graphics – dello SCAD (Savannah College of Art and Design), questo art video “tipografico” dal titolo “Say What Again” illustra bene come basta giocare solamente con gli elementi tipografici per realizzare dei video interessanti. In questo caso il giovane autore ha utilizzato un frammento dell’audio tratto dalla memorabile scena “What does Marsellus Wallace Look Like” di Samuel L. Jackson dal film Pulp Fiction giocando con il testo in modo intelligente.
Buona visione:

Per vedere altri suoi video, ma non tipografici andate al suo sito: www.jarrattmoody.com