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Il progetto tipografico del libro: Bodoni e i Tallone

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Mercoledì 20 maggio alle ore 16.00, presso la Sala Dante della Biblioteca Palatina a Parma, sarà inaugurata la mostra Il progetto tipografico del libro: Bodoni e i Tallone organizzata dalla Biblioteca Palatina e dal Museo Bodoniano, in collaborazione con Enrico Tallone. Nell’occasione sarà presentato il Manuale Tipografico II di Alberto Tallone.
La mostra si propone di documentare le diverse fasi del progetto editoriale, evidenziando le affinità di progettazione ed elaborazione della pagina tra Giambattista Bodoni ed i Tallone, tipografi-editori eredi del grande tipografo saluzzese. In mostra saranno esposti per la prima volta eccezionali documenti bodoniani ritrovati, ovvero prove di stampa con annotazioni manoscritte, accostati ad altrettanto inediti studi e progetti tipografici dei Tallone del periodo parigino ed italiano relativi a frontespizi e impaginazioni, affiancati dai relativi esiti editoriali finali delle edizioni (fra le altre, di Dante, Petrarca, Kempis, Tasso) impresse sia da Bodoni che da Tallone.
Dopo i saluti di Andrea De Pasquale, seguiranno gli interventi di Luigi Balsamo e Massimo Gatta. Sarà presente Enrico Tallone.
Verrà presentato il Manuale Tipografico II di Alberto Tallone, dedicato all’impaginazione, ai caratteri da testo e ai formati, uscito a 190 anni da quello bodoniano, a 70 dall’inizio dell’attività in proprio di Alberto Tallone a Parigi e a 40 dalla sua scomparsa (Tallone Editore, Alpignano 2008).

Alberto Tallone
Alberto Tallone

La giornata sarà inoltre l’occasione per proporre la visione del documentario Il mestiere del libro (DIGIVI, Torino 2007), viaggio alla scoperta dell’affascinante mestiere del tipografo raccontato da Enrico Tallone all’interno della officina di famiglia ad Alpignano.
In occasione della mostra è stato inoltre realizzato il quarto volume della collana Caratteri edita dal Museo Bodoniano. Il volume, a cura di Andrea De Pasquale ed Enrico Tallone, presenta riproduzioni delle inedite prove di stampa e di composizione di frontespizi e pagine interne sia di Giambattista Bodoni che di Alberto Tallone e dei suoi successori.

Parma, Biblioteca Palatina
La mostra rimarrà aperta dal 20 maggio al 31 agosto 2009
Orario di visita : lunedì – sabato dalle ore 9.00 alle 13.00
Ingresso gratuito

«Manuale Tipografico» di Giambattista Bodoni (1818)

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Per i bibliofili e gli amanti della tipografia ecco un secondo interessante testo: il «Manuale Tipografico» di Giambattista Bodoni nella ristampa postuma del 1818, pubblicata dalla vedova Margherita Dall’Aglio basandosi sulla prima del 1788 stampata dal grande tipografo, che come il  «Hypnerotomachia Poliphili» di Francesco Colonna, viene presentato dal sito americano Rare Book Room, costruito come un luogo educativo destinato a consentire al visitatore di esaminare e leggere alcuni dei grandi libri del mondo e dove è possibile sfogliare online l’intero libro, pagina per pagina, ingrandendo o riducendo il formato.

Nel «Manuale Tipografico» il Bodoni presenta più di 600 incisioni, 142 caratteri latini (con i corrispondenti corsivi), caratteri scritti ed esotici, mille ornamenti e vignette. Questi caratteri e decorazioni sono stati il culmine di più di quarant’anni di devozione di Bodoni all’arte tipografica, sia nella sua qualità di stampatore per il Duca di Parma, sia come stampatore privato. Ma il suo vero valore non risiede nel fatto di essere un libro meravigliosamente stampato e di grande rarità e nemmeno nell’essere il testamento del tipografo più importante della sua epoca ma nel avere al suo interno i primi caratteri moderni più evoluti, raffinati e rigorosi come quelli creati da John Baskerville, però non tanto rigidi e formali come quelli disegnati dal grande rivale francese Firmin Didot. Un altro degli aspetti più importanti di quest’opera monumentale è la sua integrità di stile, che costituisce un modello di coerenza estetica vigente tutt’oggi nella nostra epoca.

Nella sua prefazione al manuale, Bodoni espone i quattro principi o qualità che costituiscono la bellezza di una famiglia di caratteri tipografici.

La prima è l’uniformità o regolarità del disegno che consiste nel comprendere che molti dei caratteri in un alfabeto hanno elementi in comune che devono rimanere gli stessi precisi in ognuno di essi. Il secondo è l’eleganza unita alla nitidezza ovvero il giusto taglio e la rifinitura meticolosa dei punzoni che producono una matrice perfetta dalla quale ottenere caratteri nitidi e delicati. Il terzo principio è il buon gusto: il tipografo deve restare fedele ad una nitida semplicità e non dimenticarsi mai del suo “debito” con le migliori lettere scritte nel passato. La quarta ed ultima qualità afferma il Bodoni è l’incanto, una qualità difficile da definire, ma che è presente in quelle lettere che danno l’impressione di essere state scritte non con svogliatezza ne con rapidità, ma con somma calma come in un atto d’amore.

Questo volume è stato ristampato più volte come nell’edizione del 1965 di Franco Maria Ricci.

Regole compositive 2: bandiera allineata a sinistra o a destra

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Differenti sono i metodi d’allineamento di un testo: blocchetto o giustificato, ad epigrafe o centrato, a bandiera (allineata a sinistra o a destra) e sagomato; ciascuno di essi ha delle precise regole da rispettare sia come composizione, sia nell’utilizzo.

La composizione a bandiera permette di mantenere invariati gli spazi tra le lettere e tra le parole.
Per una corretta lettura bisogna in questo tipo di composizione bisogna utilizzare le regole del riporto a capo delle nuove frasi, degli articoli, preposizioni semplici e articolate, congiunzioni anche se fisicamente ci starebbero nella giustezza massima consentita.

Ci sono due forme di questo tipo di composizione: ad allineamento a sinistra e a destra.

La prima dona al testo un andamento sensibile e naturale infatti, è il tipo di composizione utilizzato nelle poesie. Essa si presta molto bene ad un taglio semantico della frase. La tipografia partecipa pienamente a materializzare l’aspetto didattico dell’informazione da trasmettere.
Per l’allineamento a destra, invece, l’utilizzo può essere accettato solamente in caso di simmetrie impaginative, ma la difficoltà per l’occhio di ritrovare l’inizio di linea della riga di testo seguente è ovviamente grande e quindi è consigliabile non eccedere. Si può utilizzare nelle didascalie
delle fotografie, quando queste sono numerose in una pagina, per comprendere senza ambiguità a quale si riferiscono.

Specimen: Nebiolo 1928 — parte II

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Questo specimen della Società Nebiolo di Torino è stato editato nel 1928 in 4 parti.

Nel primo volume sono presenti: caratteri di testo, segni diversi, caratteri per avvisi, filetteria, indicazioni relative al materiale bianco.

Nel secondo volume (che detengo nella mia biblioteca e che vi presento in fotografie delle prime 50 pagine su ben 431 sul mio spazio fotografico su Flickr: www.flickr.com/photos/giofuga e potete vedere delle miniature in basso alla fine di questo post) sono presenti i caratteri fantasia, le scritture, inglesi, gotici, iniziali, ecc. in realtà la divisione dei caratteri presenti in questo volume è la seguente: elzeviri diversi, romani — aldini — normanni, egiziani — latini- italici, bastoni diversi, fantasie diverse, tipi a due colori, corsivi — scritture inglesi — tipi macchina da scrivere, cancellereschi — ronde e gotici, iniziali diverse.

Molti dei caratteri presenti sono stati disegnati da Raffaello Bertieri come la Serie Iliade, Paganini (insieme a Alessandro Butti).

Nel terzo volume sono pubblicati vari tipi di fregi, mentre nel quarto volume sono pubblicate vignette in nero e a colori e vari tipi di stemmi.

Carattere Paganini: tondo e corsivo (designed by Raffaello Bertieri with Alessandro Butti). Raffaello Bertieri il quale si ispirò agli umanisti del 1400-1500 e rimeditò lopera dei Paganini, famiglia di stampatori veneziani del XV secolo, ai quali dedica il carattere omonimo disegnato con Alessandro Butti.
Carattere Paganini: tondo e corsivo (designed by Raffaello Bertieri with Alessandro Butti). Raffaello Bertieri il quale si ispirò agli umanisti del 1400–1500 e rimeditò l’opera dei Paganini, famiglia di stampatori veneziani del XV secolo, ai quali dedica il carattere omonimo disegnato con Alessandro Butti.

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