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GFT Venexiano

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Il GFT Venexiano (1996 — 2004) nasce dallo studio approfondito di tipi storici della cultura rinascimentale veneziana come i caratteri di Francesco Griffo e di Nicolas Jenson. Inoltre sono state studiate iscrizioni lapidarie del Rinascimento presenti nella città di Venezia e nel comprensorio lagunare. Le sue forme con “occhio medio grande” favoriscono una migliore leggibilità anche nei corpi piccoli senza però perdere in eleganza. Ogni glifo è stato disegnato con senso di naturalezza e non di squilibrio o forzatura tra i segni che lo compongono e il rapporto delle lettere tra loro, anche tra tondo e corsivo o maiuscoletto, è armonioso. Particolare di questo carattere è la presenza nella versione Expert di molte legature e nessi anche nel maiuscolo, oltre alla presenza del maiuscoletto e dei numeri saltellanti (old style). Nella nuova versione in formato OpenType™ denominata GFT Venexiano Plus (2004–2008) oltre ad essere inglobate tutte le forme presenti nell’Expert, vi sono ulteriori legature e nessi tipografici, abbreviazioni latine, tutte le accentazioni utilizzabili in un alfabeto latino. Inoltre sono state inglobate le forme del GFT Venexiano Square (2004). Il GFT Venexiano risulta pertanto indicato per tutti i lavori editoriali, paraeditoriali e nell’immagine coordinata.
Primi schizzi e prima digitalizzazione della lettera “S”
Primi schizzi e prima digitalizzazione della lettera “S”
I vari tipi di legature: standard, a nodo di ponte, esselonga
I vari tipi di legature: standard, a nodo di ponte, esselonga
Legature e nessi tipografici delle maiuscole presenti nella versione OpenType™ del GFT Venexiano Plus e in parte sulla versione Expert del regular.
Legature e nessi tipografici delle maiuscole presenti nella versione OpenType™ del GFT Venexiano Plus e in parte sulla versione Expert del regular.
Le “cascate delle dimensioni” che si fanno per analizzare la leggibilità nei vari corpi più comuni.
Le “cascate delle dimensioni” che si fanno per analizzare la leggibilità nei vari corpi più comuni.
Varie prove di testo con le diverse variabili del font
Varie prove di testo con le diverse variabili del font

La rivista genovese Archivio Sogep è stata il banco di beta test del carattere.
La rivista genovese Archivio Sogep è stata il banco di beta test del carattere.
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Scritto da Giò

ottobre 4th, 2008 at 5:53

4) Veneziani – Rinascimentali (Classificazione Novarese)

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Il ritorno alle forme romane, nelle maiuscole (Subiaco, 1465) derivanti dai caratteri lapidari romani fu il preludio anche all’imitazione delle scritture umanistiche dette “Incunabuli” per il minuscolo dagli stampatori di Venezia che gli disegnavano e incidevano con il bulino.

Si formò così il primo alfabeto tipico, il quale – dopo il perfezionamento acquisito, dovuto ai prototipografi dell’epoca – trovò in Venezia l’ambiente ideale per la sua diffusione nel mondo. E ciò fu dovuto alle forme dei caratteri dei fratelli Da Spira, Griffo, Paganini, Ratdolt e, specialmente, di Nicholas Jenson.

Il tondo di Nicholas Jenson (1470)
Il tondo di Nicholas Jenson (1470)
Pagina tratta dal libro «Laertii Diogenis Vitae et sententiae eorum qui in philosophia probati fuerunt» stampato nel 1475 da Nicholas Jenson
Pagina tratta dal libro «Laertii Diogenis Vitae et sententiae eorum qui in philosophia probati fuerunt» stampato nel 1475 da Nicholas Jenson

Il carattere più utilizzato e armonioso di questa famiglia è, senza dubbio, il «Garamond», disegnato dallo stampatore francese Claude Garamond (1480–1561) “copiando” i caratteri sia dell’incisore di punzoni bolognese Francesco Griffo (1400–1500) per il «De Aetna» di Pietro Bembo (1495), tale carattere prenderà il nome di «Bembo», sia il carattere ononimo del francese Nicholas Jenson (1470). Il Griffo, che fu il primo a produrre ed utilizzare un corsivo da stampa, lavorava, a Venezia, per Aldo Manuzio (1450–1515) e inciderà anche il carattere per «l’Hypnerotomachia Poliphili» (1499) che prenderà la denominazione di «Poliphilus Roman», per la forma tonda e «Blado Italic» per quella corsiva.

Prima pagina di testo del «De Aetna» di Pietro Bembo (1495) con il carattere di Francesco Griffo

Prima pagina di testo del «De Aetna» di Pietro Bembo (1495) con il carattere di Francesco Griffo

Francesco Colonna
Francesco Colonna «l’Hypnerotomachia Poliphili» (1499) stampato da Aldo Manuzio con i caratteri di Francesco Griffo
Uno specimen di carattere “aldino” di Francesco Griffo (1499)
Uno specimen di carattere “aldino” di Francesco Griffo (1499)

Caratteristiche nel disegno delle lettere sono la presenza dell’asse verticale inclinata nettamente da 30° fino a 45° all’indietro; il contrasto tra i pieni ed i filetti è debole; le grazie hanno una forma arrotondata con la base concava; le differenze di spessore tra le aste verticali e le aste oblique sono più accentuate e, anche nelle lettere tonde; i rapporti di sottile e largo sono più accentuati; il filetto traversale della è inizialmente obliquo per poi trasformarsi in orizzontale.

Claude Garamond sarà il primo a disegnare il maiuscolo corsivo e ad utilizzare il corsivo insieme al tondo, come si fa attualmente, e non in alternativa come faceva il Manuzio.

Il corsivo del carattere disegnato da Claude Garamond (1540)
Il corsivo del carattere disegnato da Claude Garamond (1540)

Il «Garamond», del quale esistono numerose e differenti forme presenti sul mercato, alcune delle quali che nulla hanno a che fare con il disegno originale (i più fedeli ai punzoni originali sono: «Adobe Garamond» e «Garamond Simoncini», mentre la versione «ITC Garamond» è completamente distante dalle forme che dovrebbe rappresentare), è usatissimo nella composizione dei testi dei libri, nelle pubblicità, ecc.

Molto bello è il corsivo minuscolo di questo carattere, che si lega molto bene alle illustrazioni e dà all’insieme un’aria molto classica e pulita.

L’utilizzo di questi caratteri prevedevano, anche nel testo corsivo l’utilizzo delle maiuscole tonde fino alla metà del XVI secolo (nelle versioni ridisegnate per la tipografia moderna e la digitalizzazione non viene rispettata questa regola stilistica utilizzando come maiuscolo un “falso corsivo” storico).

Oltre alle varie versioni del «Garamond» esistono in commercio altri tipi digitalizzati di Veneziani: «Bembo», «Poliphilus Roman» «Blado Italic», «Jenson», «Garaldus», «ITC Galliard», «Golden», «Caledonia», «Centaur», «De Roos», «Elzevir», «Sabon», «Vendôme», «Romulus», «Trajanus», «Meno», «Minion», «Van Dijck», «Bitstream Iowan Old Style», «Serlio», «Aurelia», «Dante», «GFT Venexiano». ecc.

Vari tipi di Garamond prodotti da differenti fonderie che variavano leggermente o grossolanamente il disegno per aggirare le problematiche legate al copyright
Vari tipi di Garamond prodotti da differenti fonderie che variavano leggermente o grossolanamente il disegno per aggirare le problematiche legate al copyright
Corsivi del Vicentino di Ludovico Arrighi (1524 - 1526)
Corsivi del Vicentino di Ludovico Arrighi (1524 — 1526)
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